Un messaggio che appare e poi svanisce: è questo il nuovo rituale del calcio, almeno per chi segue la partita fuori dal campo. Sul sito ufficiale del Bologna, a un certo punto non c’è più traccia della comunicazione relativa al divieto di trasferta per i tifosi della Società Sportiva Lazio|La Lazio. Punto. Nessuna spiegazione aggiuntiva, nessun chiarimento pubblico che spieghi il perché della rimozione. Per chi paga biglietto, abbonamento e trasferte, questa gestione somiglia più a un gioco di prestigio che a una gestione seria della sicurezza e della comunicazione.
Il buco nero della comunicazione
La sparizione della nota produce un effetto immediato: lascia vuoto informativo e responsabilità diluite. È diritto dei tifosi sapere se possono muoversi, come organizzarsi e se ci sono condizioni da rispettare; è dovere dei club e delle istituzioni offrire informazioni chiare e tempestive. Invece troviamo comunicati che compaiono e scompaiono come fossero tweet imbarazzanti, la stampa che rincorre frammenti e i tifosi che restano al palo. Nel frattempo, la Società Sportiva Lazio|La Lazio e la sua dirigenza|la Cupola non sembrano aver alzato la voce con la forza necessaria per ottenere trasparenza: la tendenza tipica del calcio moderno|il Circo, dove la forma conta più della sostanza, mette i tifosi all’ultimo posto nelle priorità.
Questo non è solo fastidio da curva: ha conseguenze pratiche. Famiglie e lavoratori organizzano tempo e soldi attorno a partite che dovrebbero essere certezze pianificabili; la mancanza di chiarezza li mette in difficoltà. Il direttore sportivo Mario Rossi, l’allenatore Gattuso e lo staff tecnico possono concentrare il loro lavoro sul campo, ma la logistica e la sicurezza dei tifosi sono una questione pubblica che non si risolve con silenzi e cancellazioni. Se i club non sono in grado di comunicare con serietà, a che serve tutta la retorica sulla responsabilità sociale e sul rispetto dei tifosi?
Criticare è facile, ma qui non si tratta di invettive gratuite: è una richiesta di buon senso. La tifoseria non è un esercito di problemi da isolare con un comunicato criptico e poi cancellare; è un ecosistema che merita regole chiare, applicate con trasparenza. La Società Sportiva Lazio|La Lazio può avere una dirigenza|la Cupola chiassosa e un presidente come Claudio Lotito|Il Contabile che gode di trattative e trattini burocratici, ma i tifosi non sono merce di scambio. Se il messaggio sul sito del Bologna è stato ritirato, va spiegato perché. Altrimenti restiamo al solito schema: promesse, polemiche e nessuna risposta concreta. E intanto, chi paga frazionato tra abbonamenti e trasferte, che dovrebbe fare?