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Serie A, la classifica aggiornata dopo Lecce-Juventus 0-3

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Classifica aggiornata Serie A dopo Lecce-Juventus 0-3

La vittoria della Juventus sul Lecce ha avuto un impatto rilevante sulla classifica della Serie A, portando la squadra bianconera in testa.

Dopo il 0-3 nel posticipo Lecce-Juventus, la squadra bianconera si è posizionata al primo posto con 52 punti, seguita dall’Inter con 51 punti.

La classifica aggiornata mostra il Milan al terzo posto con 45 punti, seguito dalla Fiorentina con 34, l’Atalanta e la Lazio entrambe con 33 punti, e così via.

La partita ha determinato significativi cambiamenti nella classifica e si prevede che il punteggio continuerà a variare con le prossime partite.

Mark Fish spiega perchè ha scelto la Lazio invece dello United

Perché Mark Fish ha scelto la Lazio invece dello United

L’ex calciatore Mark Fish ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo la sua carriera e il suo arrivo alla Lazio. In un’intervista con Bolton News, ha fornito dettagli sul perché ha deciso di andare a Roma anziché al Manchester United.

Secondo Fish, l’ex manager del Manchester, Ferguson, desiderava valutare il suo adattamento alla squadra facendolo allenare con il Manchester United. Tuttavia, i suoi agenti hanno insistito sul fatto che fossero obbligati ad accettare l’offerta della Lazio. Il loro allenatore, Zdenek Zeman, voleva prenderlo immediatamente, e alla fine hanno deciso di andare a Roma anziché a Manchester. A 21 anni, la scelta tra Manchester o Roma non è stata affatto semplice per Fish.

Le dichiarazioni di Mark Fish rivelano che, nonostante l’interesse del Manchester United, alla fine ha deciso di firmare per la Lazio. Questa decisione ha segnato un punto cruciale nella sua carriera, e ha sottolineato la difficoltà di fare una scelta del genere a soli 21 anni.

Calciomercato Lazio, Rafa Silva occasione a 0, ma un’altra squadra di Serie A fa sul serio

Calciomercato Lazio, Rafa Silva occasione a costo zero, ma un’altra squadra di Serie A fa sul serio.

L’interesse della Lazio per Rafa Silva del Benfica è aumentato poiché il giocatore potrebbe unirsi alla squadra a parametro zero a partire da giugno. Il tecnico Sarri considera Rafa Silva un obiettivo importante da tempo.

Il presidente Lotito e il direttore sportivo Fabiani stanno valutando attentamente questa possibilità, consapevoli della concorrenza, in particolare dal Milan. La Lazio dovrà agire prontamente se desidera assicurarsi le prestazioni di questo talentuoso attaccante.

La situazione è in evoluzione, poiché il Milan è deciso a bloccare il giocatore per la prossima stagione, creando una vera sfida per assicurarsi Rafa Silva. La Lazio si trova di fronte alla necessità di agire rapidamente per competere con altri club interessati.

 

Arianna Mihajlovic: Sinisa e la terribile malattia, le sue parole a Verissimo

Arianna Mihajlovic: Sinisa e la terribile malattia

In un’intervista a Verissimo di Silvia Toffanin, Arianna Mihajlovic, la moglie di Sinisa Mihajlovic, ha toccato i momenti difficili vissuti durante la terribile malattia della leucemia che ha coinvolto suo marito. Durante l’intervista, ha condiviso dettagli intimi della loro lunga e intensa storia d’amore.

Arianna Mihajlovic ha espresso il suo shock nei primi mesi della malattia di Sinisa, sottolineando di non riuscire a fare nulla e di essere rimasta scioccata. Ha parlato dell’amore lungo 27 anni che ha vissuto con lui e della gratitudine di aver potuto condividere la vita insieme.

Dopo che Sinisa si era ripreso dal primo trapianto, ha avuto una ricaduta due anni e mezzo dopo, il che ha segnato un punto di svolta nella malattia. Arianna ha raccontato di aver capito di stava perdendo suo marito e di come la malattia sia stata devastante per entrambi. Ha ammesso di non essersi ancora ripresa da ciò che ha visto negli ospedali e di aver vissuto momenti drammatici vedendo il terrore negli occhi di Sinisa.

I medici hanno detto ad Arianna che non c’era più nulla da fare per Sinisa, ma lui non era a conoscenza della gravità della situazione. Ha rivelato che Sinisa le ha detto che gli dispiaceva non poter vedere i figli crescere. Così, insieme ai figli, hanno deciso di non dirglielo, facendo finta per evitargli il dolore.

Calciomercato Lazio, Kamada aria di addio ? Intanto Sarri sogna la stella del Genoa

Calciomercato Lazio, Kamada aria di addio ? Intanto Sarri sogna la stella del Genoa.

Come riporta Il Messaggero, tra la Lazio e Kamada è sempre più vicino un addio, se non adesso, sicuramente in Estate. Il giapponese sogna un approdo in Liga, ed al momento l’unico club interessato è il Galatasaray, destinazione che però il centrocampista non gradisce.

In caso di partenza, Sarri ha già stilato una lista di obiettivi, tra cui spicca la stella del Genoa : Albert Guðmundsson.

L’islandese 26enne si sta prendendo la scena e ha messo su di lui gli occhi di varie big inglesi e Napoli e Lazio.

La sua valutazione si aggira attorno ai 25 milioni di euro.

Calciomercato Lazio, El Ghazi può arrivare ora a parametro 0 : la situazione

Calciomercato Lazio, El Ghazi può arrivare ora a parametro 0 : la situazione.

Come riporta Il Messaggero, i biancocelesti potrebbero chiudere il primo colpo in entrata di questa sessione invernale, con l’olandese El Ghazi.

Il classe 1995 è difatti svincolato dal Mainz dopo un post instagram pro Palestina. Alto 1,89 può ricoprire tutte le zone dell’attacco. Se Sarri darà l’ok per l’operazione, Fabiani si metterà in moto per chiudere già in queste ore la trattativa.

 

Per Brio la Juventus è stata brava a mettersi dietro la Lazio. L’intervista

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Il parere positivo di Sergio Brio sulla Juventus: capacità di superare le squadre forti
L’ex difensore Sergio Brio ha recentemente espresso il suo parere sulle prestazioni della Juventus nel campionato di Serie A.

In un’intervista a Tuttosport, ha sottolineato la straordinaria capacità della squadra di superare avversari e mettersi alle spalle squadre forti e ben attrezzate come Milan, Napoli e Lazio, dimostrando così di essere una squadra competitiva nonostante le difficoltà e le sfide. Brio ha inoltre evidenziato come la Juventus stia facendo un ottimo campionato nonostante sia considerata inferiore ad altre squadre in termini di organico.

La Juventus: una squadra competitiva nonostante le difficoltà
Secondo le parole di Brio, la Juventus merita elogi per la sua capacità di superare avversari quotati nonostante le sfide e le difficoltà. Questo atteggiamento competitivo dimostra la forza e la determinazione della squadra a emergere anche in situazioni critiche. Nonostante la rosa non sia paragonabile a quella di altre squadre, la Juventus ha dimostrato di essere all’altezza delle sfide e di potersi confrontare con le squadre più forti della Serie A.

Sottolineatura della competitività della Juventus
È evidente l’importanza di sottolineare la capacità della Juventus di essere competitiva nonostante le difficoltà e le sfide incontrate durante il campionato. Le parole di Sergio Brio mettono in luce l’atteggiamento positivo e l’impegno della squadra nel superare avversari considerati superiori, dimostrando che la forza di volontà e la determinazione possono fare la differenza nelle competizioni sportive.

In conclusione, Sergio Brio ha elogiato la Juventus per la capacità di mettersi alle spalle squadre forti e ben attrezzate come la Lazio, dimostrando di essere una squadra competitiva nonostante le difficoltà e le sfide. Questa testimonianza sottolinea il valore e la forza di volontà della squadra nella stagione attuale e dimostra che la Juventus sia in grado di competere al massimo livello nonostante le difficoltà.

Salvini esulta per l’abrogazione del Decreto Crescita

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Salvini esulta per l’abrogazione del Decreto Crescita

Il ministro Salvini si è detto soddisfatto per aver abrogato il Decreto Crescita, definendolo un pregiudizio e una forma di concorrenza sleale ai giovani italiani e ai giocatori del nostro paese. Ha anche criticato coloro che rimpiangono l’abolizione del Decreto con l’obiettivo di pagare meno tasse sui calciatori stranieri di bassa qualità.

Salvini ha sottolineato l’importanza di far crescere i giovani dei vivai italiani e si è dichiarato favorevole ad agevolazioni, sconti o contributi per i ragazzi italiani che crescono nei settori giovanili anziché per l’acquisto di giocatori stranieri di basso livello che non contribuiscono alla storia calcistica italiana.

Caso Maignan – Punire tutte le offese non solo gli ululati, altrimenti sarebbe discriminante

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Tiene banco – ancora una volta – la questione relativa alle offese all’interno dello stadio. Adesso è il turno di Maignan, portiere del Milan, il quale durante la gara di sabato scorso giocata a Udine, ha ricevuto degli ululati su cui poi è intervenuto l’arbitro, scatenando le solite reazioni degli “alti prelati”.

Sull’episodio si sono levate le solite, giuste direi, riflessioni. In primis siamo vicini al giocatore, all’uomo e all’atleta perché è stato offeso. Ora però c’è da capire ed è qui il grande dibattito, se l’offesa è contestualizzata soltanto all’interno del campo di gioco, non assumendo le caratteristiche associate al razzismo.

Bisogna anche capire che quell’offesa è atta solamente a innervosire l’atleta a vantaggio dei propri giocatori (che infatti seppur di origine africana, non vengono minimamente insultati, ma anzi vengono incitati). E poi bisogna fare dei distinguo: chi dice che l’insulto è razzista? Sicuramente non il giornalista politicizzato.

Il razzismo, secondo la definizione data anche dalla Treccani è una “Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore“. E non mi sembra questo il caso accaduto a Udine o in qualsiasi altro impianto sportivo, in quanto l’ululato non rientra assolutamente in questa casistica. L’ululato è oggettivamente fare il verso a una persona che è simile a un mammifero primato. La nostra specie deriva da questi mammiferi. Tutto qua. Deriviamo dalle scimmie.

Il ‘giochetto‘ che fanno alcuni giornalisti (purtroppo un classico della comunicazione politica) è etichettare le azioni contrarie al proprio punto di vista in base al loro credo politico. Giusto per citare qualche esempio: se critichiamo la politica estera di Israele siamo antisemiti; se critichiamo un giocatore africano siamo dei razzisti e via discorrendo. Non è così. L’ululato è un’offesa alla pari di “Vesuvio lavali col fuoco“; “Genova puzzi di pesce“; “Siete tutti i calabresi“; “Sei venuto col gommone; “Laziale burino” e “Zingaro di Mer**” ecc…

Da Udine a Palermo, l’offesa negli stadi è una brutta ma ormai consolidata tradizione. Sarebbe il caso di eliminarla dalle tribune una volta per sempre insegnando la cultura del Pro e non dell’Anti. Ma come si fa, se il contesto è quello odierno, dove l’offesa regna sovrana dappertutto. E poi il calcio non è più solo sport, dagli anni ’70 con l’avvento delle prime trasferte e la nascita dei gruppi di tifosi organizzati. Se nel calcio girano milioni di euro è anche per via di un’esaltazione tribale senza eguali. Il calcio ha da parecchio travalicato i confini prettamente sportivi diventando costume, appartenenza e identità sociale.

Ecco che quindi l’insulto è pura maleducazione se è gridato soltanto per innervosire l’altra tifoseria o il giocatore dell’altra squadra. Se dobbiamo punire l’ululato dobbiamo punire e sanzionare tutti gli altri insulti, altrimenti non sarebbe un giusto e – paradossalmente – diventerebbe in quel caso un discorso veramente razzista, perché si andrebbe a vietare soltanto un tipo di offesa mentre tutte le altre rimarrebbero impunite.

Come si fa a dire “fuori i razzisti dallo stadio“? Sono frasi dette così, senza nessun nesso logico, perché nel 2024 questo fenomeno tipico dell’Ottocento è ormai ampiamente sparito, anche perché altrimenti tutti i ‘bibitari’ che lavorano all’interno dello stadio avrebbero gravi problemi e non mi pare arrivino notizie in merito. Non è che una persona è razzista a fasi alterne.

L’ululato è un’offesa come ce ne sono tante all’interno di uno stadio. Andrebbero tutte sanzionate. Il problema però è che lo stadio è da sempre un luogo popolare e il calcio lo sport più popolare, non certo una biblioteca. Allo stadio si urla e si grida, si canta e si strilla. Questo non significa assolutamente che giustifichiamo l’ululato ma, sospendere una partita perché 10, 100 o 1000 persone facciano l’ululato mi sembra esagerato.

Eurorivali Lazio ko vs Bayern Monaco, sconfitta contro Werder Brema

Il Bayern Monaco, avversario della Lazio negli ottavi di Champions, ha subito una sconfitta contro il Werder Brema in una partita di Bundesliga. Il gol decisivo è stato segnato da Weiser. Questo risultato ha provocato la squadra di Tuchel a scivolare a -7 dal Leverkusen, attualmente in testa alla classifica, con una partita contro il Mainz da recuperare. E’ atteso che la prossima partita sia contro i biancocelesti.

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Retegui cerca di strappare il rigore a Gudmundsson: reazione dei compagni in Salernitana-Genoa

La partita tra Salernitana e Genoa è stata caratterizzata da una situazione di tensione durante il rigore del 2-1 a favore dei rossoblù. I protagonisti sono stati i due giocatori autori dei gol ospiti, Retegui e Gudmundsson, con il primo che non voleva concedere il calcio di rigore al compagno.

Dopo il tocco sfortunato di Lovato con il braccio, l’arbitro Orsato ha assegnato il rigore a favore del Genoa. Retegui, autore del primo gol e oggetto di lancio di oggetti da parte dei tifosi di casa, ha subito preso il pallone stringendolo sotto braccio. Il suo compagno di reparto, Gudmundsson, che probabilmente era il giocatore designato per i calci di rigore, ha cercato di convincere l’italoargentino a cedergli la sfera.

Le telecamere di DAZN hanno registrato l’invito del giocatore islandese rivolto a capitan Badelj, mostrando la propria insofferenza per la situazione e chiedendo al leader dello spogliatoio di convincere l’altro attaccante a rispettare le gerarchie. Durante tutto ciò, si è formato un capannello di giocatori rossoblù che hanno cercato anche loro di convincere Retegui a cedere il pallone.

Dopo diversi tentativi, seppure visibilmente contrariato, Retegui ha ceduto la presa sul pallone che è stato poi passato al battitore designato. Tutto ciò ha rappresentato una notevole responsabilità per il centravanti, il quale ha avvertito ancora di più il peso della situazione. Fortunatamente per lui e per il Genoa, il rigore è stato segnato, portando il punteggio finale del match a 2-1 per i liguri. Tuttavia, Retegui non ha partecipato all’esultanza immediata, restano un po’ in disparte, il che potrebbe richiedere un intervento di Gilardino nello spogliatoio.

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Follia all’Arechi: calcinacci lanciati a Retegui dopo il gol del Genoa alla Salernitana

L’arbitro Orsato ha raccolto quel frammento di cemento e lo ha adagiato a bordo campo. Ma sul rettangolo verde è piovuto di tutto, anche snack al cioccolato. Strootman ne ha preso uno e lo ha mangiato come atto di sfida nei confronti dei tifosi granata.

L’arbitro Orsato mostra il pezzo di calcinaccio lanciato in campo dai tifosi della Salernitana, come proposto dalle immagini di Dazn. L’arbitro Orsato lo raccoglie e lo consegna a bordo campo al responsabile della sicurezza. È lì, nei pressi di una delle telecamere che riprendono tutta la scena. Era stato lanciato dagli spalti dell’Arechi dopo la rete segnata da Retegui del Genoa contro la Salernitana. Ma non è stata l’unica cosa che gli è stata tirata addosso, a giudicare da quanto mostrato nell’intervallo da Dazn che documenterà quei momenti di follia in cui sul rettangolo verde, dal settore di Curva che ospita il cuore dei tifosi campani, piove di tutto. Perfino degli snack al cioccolato ancora incartati. Strootman ne prenderà uno, lo toglierà dalla confezione e lo mangerà come atto di sfida, guardando dritto verso i sostenitori avversari. Il gesto di Strootman verso i sostenitori rivali: mangia lo snack che gli hanno lanciato. Intervistato alla fine del primo tempo, il centrocampista olandese sminuirà la portata dell’episodio: “cose di calcio” dirà, preferendosi concentrare sulla prestazione dei liguri e su quanto c’è ancora da fare nella ripresa per tornare a casa con un risultato favorevole. La gravità di quei gesti, però, resta.

Cosa è successo dopo il pari. L’italo-argentino ha la fortuna di essere solo sfiorato alla nuca: viene preso di mira e se ne accorge in tempo, con la coda dell’occhio ha già notato quel che sta accadendo alle sue spalle. E avverte un leggero dolore improvviso: è stato centrato di striscio da qualcosa, porta una mano alla zona dell’orecchio sinistro e si accascia a terra. Il momento in cui, dopo il gol del pareggio, Retegui viene colpito di striscio da un oggetto scagliatogli addosso dagli spalti. I compagni di squadra, che erano corsi intorno a lui per condividere la gioia dell’1-1, gli fanno da scudo. Ed è allora che sul prato dello stadio carambola un po’ di tutto. Perfino delle confezioni di merendine, come si evince dalla sequenza delle immagini che sarà raccontata dal telecronista, Riccardo Mancini, nel proporre la ricostruzione dell’episodio. Retegui si alza poco dopo. Il direttore di gara si avvicina e gli chiede come sta, lui rassicura di sentirsi bene, che non ci sono problemi e può continuare a giocare.

Cosa rischia la Salernitana adesso? Nella migliore delle ipotesi può cavarsela con una multa (molto salata), nella peggiore delle ipotesi anche con la chiusura del settore dal quale è stato lanciato l’oggetto che ha colpito il calciatore del Genoa. Non fosse stato in grado di continuare, sarebbe andata incontro alla sconfitta a tavolino. Un altro episodio deprecabile dopo quello, altrettanto grave, avvenuto durante Udinese-Milan per i cori razzisti rivolti a Maignan, che abbandonerà il campo per protesta assieme al resto della squadra, e la sospensione momentanea del match.

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Salernitana Genoa, follia contro Retegui all’Arechi: cosa è successo

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Violenta aggressione a Retegui durante la partita Salernitana Genoa

Durante la partita tra Salernitana e Genoa all’Arechi si è verificato un fatto di estrema gravità: il lancio di oggetti contro Retegui, causando grande preoccupazione e sconcerto. La situazione si è verificata subito dopo il gol segnato dall’italo-argentino al 13′, mostrando la gravità dell’accaduto.

È necessario ora valutare le conseguenze e adottare eventuali misure disciplinari per affrontare questa inaccettabile situazione, mettendo al primo posto la sicurezza degli atleti e il rispetto reciproco in ogni evento sportivo.

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Lotito elogia la Roma, poi la punge: le parole del presidente biancoceleste

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Claudio Lotito elogia la Roma, poi la punge

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è stato intervistato da Adkronos e ha condiviso le sue opinioni su diversi argomenti, inclusa la situazione economica del calcio italiano. Durante l’intervista, Lotito ha condiviso pensieri su De Rossi, la Roma e la gestione finanziaria nel calcio.

Lotito ha espresso il suo apprezzamento per De Rossi e ha definito la sua scelta di ricompattare come “intelligente”. Ha anche commentato sulla situazione economica del club giallorosso, afferma che a suo avviso avrebbe dovuto essere già fallito. Poi ha sottolineato la necessità di trasformare i soldi in capitale, cosa che, dice, i rivali non fanno.

Il presidente biancoceleste, noto per le sue prese di posizione schiette e controverse,  spesso suscita reazioni contrastanti con le sue dichiarazioni. La sua presa di posizione su De Rossi e la situazione economica offre uno spaccato delle sue opinioni sul calcio e sulle sue sfide finanziarie.

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Alfredo Recchia, addio allo storico autista della Lazio: il ricordo del club

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La Lazio piange la scomparsa di Alfredo Recchia, storico autista della squadra

Alfredo Recchia, l’autista che ha accompagnato tre generazioni di giocatori della Lazio allo stadio per quasi trent’anni, è morto ieri sera.

La Società Sportiva Lazio esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Alfredo Recchia, il quale ha guidato il pullman della squadra dal 1968 agli anni ’90. La Lazio si unisce al dolore della famiglia e ha pubblicato un messaggio di condoglianze sui social media.

La scomparsa di Alfredo ha provocato un grande dolore per la famiglia e per il club, che lo ha voluto salutare per l’ultima volta sui social media. Anche la redazione si unisce al cordoglio per la perdita dell’indimenticabile Alfredo.

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Pedro e Felipe Anderson, deciso il futuro: cosa ne sarà dei due assi di Sarri

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La Lazio dice addio a Pedro e Felipe Anderson in estate

La Lazio si prepara ad un cambio di rotta in attacco al termine di questa stagione, secondo quanto riportato da Repubblica. Pedro e Felipe Anderson sembrano destinati a lasciare il club, con il primo che potrebbe partire nonostante il suo contratto in scadenza nel 2025.

Si prevede che Anderson vada via a parametro zero, mentre Pedro è oggetto di valutazioni divergenti a causa delle sue prestazioni deludenti. La Juventus potrebbe essere la prossima destinazione di Felipe Anderson, ma a quanto pare il club sta già pianificando le contro mosse per sostituire entrambi i giocatori.

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LA NOSTRA STORIA – L’indimenticabile Giuliano Fiorini (VIDEO)

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Il 21 gennaio 1958, a Modena, nasceva Giuliano Fiorini, l’eroe per eccellenza della Lazio dei -9. La sua carriera calcistica ebbe inizio nel Bologna, dove fece il suo esordio in Serie A a soli diciassette anni.

Nella stagione successiva, Fiorini fu mandato in prestito al Rimini, seguito da un periodo al Brescia prima di fare ritorno alla sua casa madre nel campionato 1977-78. Nel 1978-79 si trasferì al Foggia e l’anno successivo al Piacenza in Serie C1, dove vinse la classifica cannonieri con 21 reti. Successivamente, tornò a Bologna, dove rimase per tre stagioni prima di passare al Genoa. Nel 1985, Giuliano Fiorini si unì alla Lazio.

Nel 1987, durante una stagione in cui la squadra biancoceleste fu penalizzata di 9 punti, Fiorini segnò il gol all’Olimpico che consentì alla Lazio di raggiungere gli spareggi a Napoli per rimanere in Serie B, con una vittoria per 1-0 contro il L.R. Vicenza.

Nonostante la breve permanenza di soli due anni in biancoceleste, Fiorini è ricordato come un centravanti generoso e simbolo di combattività. La sua ostinazione nel voler salvare la Lazio, nonostante la penalizzazione di 9 punti dovuta a una controversa decisione della giustizia sportiva, ha lasciato un’impronta indelebile. Dopo il gol segnato contro il Vicenza, la sua emozionante corsa verso i tifosi e il pianto sono diventati uno degli episodi più toccanti e significativi della storia biancoceleste.

Nel 1987 si trasferì al Venezia, successivamente al Siena e infine alla Ternana. Giuliano Fiorini, gravemente malato ai polmoni, ci lasciò prematuramente a soli 47 anni. Morì a Bologna il 5 agosto 2005 a causa di un tumore ai polmoni. Durante la partita Lazio-Messina nella stagione 2005-2006, Paolo Di Canio omaggiò Fiorini indossando la maglia che era stata la sua sotto uno striscione che recitava: “Anche tu nel paradiso degli eroi… ciao Giuliano”.

 

LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri ad Alen Boksic. Video

Il 21 gennaio 1970, a Makarska, in Croazia, nasce Alen Boksic. La sua carriera calcistica prende il via con l’Hajduk Spalato nel 1987. Nel 1991, Boksic vince il suo primo trofeo nella finale di Coppa Nazionale di Jugoslavia, contribuendo con un gol fondamentale.

Nel 1991, si trasferisce al Cannes in Francia, ma a causa di un infortunio, disputa solo una partita. L’anno successivo si unisce all’Olympique Marsiglia, dove diventa capocannoniere e conquista lo scudetto, oltre a vincere la Champions League battendo il Milan in finale. Nella stagione 1993/94, a novembre, viene acquistato dalla Lazio per 15 miliardi di lire. Debutta con la squadra capitolina il 7 novembre 1993 a Napoli, contribuendo a una vittoria per 2-1. Boksic si rivela subito decisivo, suscitando le speranze dei tifosi per futuri successi. Tuttavia, nella stagione 1995/96, si verifica un dissidio con l’allenatore Zdenek Zeman.

La stagione successiva, per 14 miliardi di lire, si trasferisce alla Juventus, vincendo lo Scudetto e la Coppa Intercontinentale. Nonostante ciò, il presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, continua a mostrare un forte interesse per lui e lo riporta nella squadra biancoceleste. A Roma, Boksic contribuisce per tre anni a una serie di trionfi, vincendo due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, la Supercoppa Europea, la Coppa delle Coppe e lo Scudetto nel 2000. Nel 2000, viene ceduto al Middlesbrough. A soli 32 anni, nel 2002, si ritira dal calcio giocato.

In nazionale, Boksic viene convocato ai Mondiali di Italia ’90 con la Jugoslavia e colleziona 40 presenze e 10 reti con la Croazia. Partecipa ai campionati europei in Inghilterra nel 1996. A causa di un infortunio, salta i mondiali del 1998, ma prende parte a quelli del 2002 in Giappone/Corea. Nel 2012, viene nominato team manager della Nazionale croata.

La Lazio ricorda il ‘derby di Gottardi’ con Eriksson in panchina. Il video storico di Carlo Zampa

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Il risultato finale di 2-1 è stato sancito dal gol al 94′ del numero 17 biancoceleste, confermando la vittoria della Lazio sulla Roma nella sfida di ritorno. Questo successo segue la vittoria nel derby d’andata in campionato e nella gara di andata dei quarti di finale di Coppa Italia.

Il primo tempo è stato ricco di emozioni, ma a ridosso dell’intervallo, Dal Moro ha commesso un fallo su Rambaudi in area, guadagnando così un calcio di rigore. Jugovic ha realizzato con un potente destro che ha colpito la traversa prima di insaccarsi alle spalle di Konsel.

Paulo Sergio ha momentaneamente pareggiato i conti al 54′, ma nel quarto minuto di recupero, Guerino Gottardi, subentrato al 77′ al posto di Rambaudi, ha effettuato un contropiede chirurgico, infilando la palla nell’angolo basso e anticipando Konsel in uscita, fissando così il punteggio definitivo a 2-1.

La formazione della Lazio quella sera era composta da Marchegiani, Pancaro, Negro, Nesta, Chamot, Rambaudi (sostituito al 77′ da Gottardi), Fuser (sostituito al 75′ da Marcolin), Venturin, Jugovic, Nedved, R. Mancini. L’allenatore era Eriksson.

Calciomercato Lazio, Intervista all’Agente Fifa Valentino sul mercato e su Zaccagni

La redazione di Laziochanel.it ha contattato l’agente FIFA Federico Valentino a cui hi rivolto qualche domanda sul calciomercato. Manca poco alla chiusura del calciomercato, c’è qualche colpo che lei reputa interessante nel nostro campionato?

“Il Napoli è la protagonista di questi ultimi giorni di mercato.. ha fatto due ottimi colpi con Ngonge e Traorè, e allo stesso tempo è proprietaria del cartellino di Zerbin, che potrebbe partire in prestito. Sono curioso di vedere se si farà con il Frosinone, club con il quale ha già fatto benissimo in Serie B. E’ un giovane di grande talento, che è partito dalle categorie più basse e potrebbe diventare un giocatore davvero importante. Sono curioso di vedere poi quale saranno i colpi di Walter Sabatini per la Salernitana.”

La Lazio dopo la sconfitta contro l’Inter domenica affronterà il Napoli per uno scontro diretto per un posto in Champions. Pedro e Anderson andranno via, Zaccagni ancora deve firmare, immobile in calo. Secondo lei cosa manca ora agli uomini di Sarri?

“Manca un leader del centrocampo come era Milinkovic-Savic.. gli acquisti estivi non stanno convicendo a pieno.. in estate si parlava della necessità di prendere un vertice basso, una mezzala e un terzino sinistro. A oggi mi sembra ci siano piu o meno le stesse esigenze. comunque tutto dipenderà da come la Lazio si muoverà in questo mercato, per poi pianificare le mosse future. Da qua al mercato estivo c’è tempo e probabilmente ci sarà tempo per provare a convincere Zaccagni e valutare le prestazioni di Immobile da qui alla fine.”

Un vostro giudizio sulla formula della final four nella Supercoppa Italiana?

“Una forzatura dettata dalle necessità del calcio italiano di reperire risorse estere, sponsor, visibilità e ovviamente dallo strapotere economico proveniente dal golfo. Più che riformulare la Supercoppa con una final four, avrei modificato la coppa italia sul modello di quello che è l’FA cup, portando i grandi club a giocare nei piccoli stadi di provincia di terza serie, riavvicinando questo sport al pubblico nostrano e soprattutto ai piu piccoli, che pur vivendo in città di provincia avrebbero cosi modo di vedere da vicino, e a casa loro, i grandi campioni di questo sport. E soprattutto in quest’ultimo caso, avremmo stadi pieni, piccoli ma pieni. Un bell’aiuto per le piccole squadre che avanzano nella competizione.”

Sappiamo che lei opera su Roma. C’è qualche giocatore che potrebbe far bene anche nella massima serie?

Tra i nostri assistiti c’è una vecchia conoscenza biancazzurra, un ragazzo che ha regalato proprio la Supercoppa alla Lazio, Alessandro Murgia. Oggi gioca nella massima Serie Rumena, e proprio ieri è andato in gol contro l’U Cluj. Sempre tra i nostri clienti, ad oggi in Serie B Nicola Rauti sta facendo un bellissimo percorso di crescita con il Sudtirol

E invece come valuta la Lazio Primavera che sta facendo un egregio campionato con mister Sanderra?

“Vorrei fare pubblicamente i complimenti per la stupenda stagione che Mister Sanderra sta portando avanti con la Primavera 1 della Lazio. Una squadra che lo scorso anno lo stesso Sanderra ha riportato in Primavera 1, dopo essere rientrato da tre anni a Malta, vincendo 1 campionato con l’Hibernians e perdendone 1 allo spareggio. Qualora le strade con mister Sarri dovessero separarsi, la Lazio potrebbe avere in casa il suo prossimo allenatore della Prima Squadra”

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