La Lazio tramite il proprio sito ha comunicato la cessione di quattro giocatori: Milan Bisevac, ceduto a titolo definitivo al Metz, Mauricio Dos Santos Nascimento, ceduto a titolo temporaneo allo Spartak Mosca, Simone Mattia, ceduto a titolo definitivo alla Sambenedettese, e Luca Germoni, ceduto a titolo temporaneo alla Ternana.
Si è spenta Anne O’Brien, due Scudetti e due Coppa Italia vinte con i colori biancocelesti
Si è spenta oggi all’età di 60 anni, Anne O’Brien, ex calciatrice ed allenatrice della Lazio. Nata a Dublino il 25 gennaio 1956 inizia a giocare a calcio per strada sin da bambina assieme ai cugini Johnny Giles, capitano del Leeds United, e Jimmy Conway, giocatore del Fulham. Nel 1966 fu la mamma a organizzare un torneo fra i figli dei lavoratori delle fabbriche e lei appena decenne era una delle più piccole.
Nel 1969 quando fu fondata la prima squadra di calcio femminile, il Julian Bars, Anne aveva già scelto anche di competere nel mezzofondo correndo gli 800 e i 1500 metri piani, potenziando così la sua resistenza fisica. Avendo imparato a controllare la palla contro i maschi, contro le altre ragazze fu avvantaggiata. Nei contrasti nessuna la fermava e lei si involava verso la rete o fungeva da rifinitore. Nel primo anno di vita del Julian Bars venne organizzata a Dublino la “John Drumcondra Cup” e Anne fu grande protagonista realizzando le tre reti che permisero alla sua squadra di vincere la finale (3-2).
La sua squadra divenne una delle più conosciute in Irlanda. In occasione di una tournée dello Stade Reims a Dublino le squadre femminili del posto schierarono contro le francesi una rappresentativa cittadina e lei fu utilizzata nel suo ruolo abituale. Pierre Geoffroy, il presidente del club femminile francese rimase impressionato dalla sua prova e le chiese di giocare le altre gare con loro. La nazionale irlandese la schierò per la prima volta in campo contro le pari grado francesi e in quell’incontro venne premiata quale miglior calciatrice in campo. Prima di natale Geoffroy chiese ai genitori di Anne di poterla tesserare e la mamma, a 18 anni non ancora compiuti, le dette il permesso di andare a giocare in Francia. Quando lei arrivò a Reims il campionato non era ancora terminato e perciò vinse subito con lo Stade Reims il primo campionato nel 1973, seguito poi da quelli del 1974 e del 1975. Prese anche parte a una tournée a Guadalupa e a Haiti, giocando contro le squadre maschili in stadi pieni con circa 40-45 mila spettatori di media.
La Lazio, che già in passato aveva avuto rapporti con la squadra francese, nel 1970 era alla ricerca di un attaccante e le venne segnalata la O’Brien. La società spedì un osservatore e la convocò per un provino prendendola subito. Anne si trovò talmente bene con il presidente Bruno Valbonesi che per lei Roma e l’Italia divennero una seconda patria. Con la maglia biancoceleste vince due Scudetti (1979 e 1980) e una Coppa Italia (1977). Nella stagione 1983 viene ceduta al Marmi Trani 80, squadra con la quale vinse il suo terzo scudetto italiano. Dopo le due stagioni trascorse a Trani torna alla Lazio e nel 1985 vince la sua seconda Coppa Italia. Successivamente vince ancora due scudetti con la Reggiana e uno con il Milan Salvarani. Il peggioramento delle condizioni di salute della mamma, che l’aveva seguita nell’anno trascorso a Milano e il mancato rientro in Irlanda per poter assistere alla sua malattia furono per lei causa di frustrazione e grande dispiacere anche se riuscì a vederla prima della sua dipartita. Anne aveva appena 38 anni ma la perdita della madre per lei fu un brutto colpo e smise di giocare.
Alla fine del campionato 1991-1992 si iscrisse al corso allenatori e ottenne il patentino di terza categoria con specializzazione calcio femminile a Coverciano. La stagione successiva oltre a giocare con le rossonere allena la squadra primavera. Al termine della carriera agonistica rientra a Roma e inizia ad allenare bambini e bambine di alcune scuole calcio a Fregene e a Maccarese. In seguito venne chiamata dalla Divisione Calcio Femminile per allenare prima la rappresentativa Under 20 e poi l’Under 14, l’Under 15 e l’Under 17. Successivamente allena Lazio e Woman Civitavecchia.
CRONACA – Roma, i romani e il SENSO CIVICO: Tania Pasquali, un caso particolare, ipocrisia sovrana del web?
Mass media tipo giornali e tv sembrano essere sempre più avviati verso la fine dei loro giorni, oramai per chi vuole restare aggiornato sugli accadimenti della nostra vita civile punto di riferimento importantissimo è il web.
Tante persone si scoprono “giornalisti” e riportano scene di degrado cittadino nell’intento di aiutare a migliorare le cose nella propria città. Ma non sempre i filmati e gli articoli riportati vengono compresi nel loro vero significato, facendo scemare le denunce riportate in stupide discussioni sul colore politico di appartenenza come successo a una nostra amica, Tania Pasquali, che ha avuto il coraggio di fare quello che ogni cittadino onesto e amante della propria città dovrebbe fare, ossia denunciare le nefandezze di persone incuranti del bene cittadino e facendo passare quello che in una società civile viene definito SENSO CIVICO per accuse di “razzismo” che in certi casi, come in questo, poco hanno a che fare con il contesto di cui si sta trattando. Ma siamo proprio sicuri che le accuse rivolte alla signora Tania siano giuste? Noi abbiamo voluto vederci chiaro e siamo andati a cercare quale sia il significato del termine SENSO CIVICO.
Ebbene si definisce SENSO CIVICO la fiducia negli altri, la disponibilità a cooperare per migliorare la società in cui il soggetto vive. La fiducia in questo caso produce effetti benefici a tutta la società: il livello di benessere è più alto, le istituzioni e i servizi pubblici funzionano meglio, i cittadini sono più soddisfatti. La sfiducia al contrario provoca indifferenza e in alcuni casi atteggiamenti predatori verso gli altri e verso le risorse pubbliche. Qualsiasi società civile si caratterizza per il tipo di reti orizzontali e verticali di comunicazione e di scambio.
Nel primo caso le risorse sociali ed economiche vengono impiegate per garantire il rispetto della dignità di ciascuna persona, tutelandone i diritti fondamentali, primi fra tutti vita, salute, istruzione, abitazione, lavoro, poi libertà di autodeterminazione e libertà attinenti alla sfera della manifestazione del pensiero in qualsiasi campo, compresi politico e religioso. Le reti orizzontali mettono in contatto le persone su base egalitaria e sono veicolo di solidarietà. L’insieme delle reti orizzontali in una determinata comunità rappresenta il capitale sociale. Nel secondo caso la persona è un semplice strumento e si ha quando ci si evolve scartando gli inadeguati, quando le relazioni si basano su competizioni nelle quali chi perde soccombe e ha come valori fondanti la separazione e l’annientamento. Chi si frappone agli interessi individuali, alle finalità, alla conservazione dei privilegi di una persona, un popolo o una nazione viene considerato un nemico. Le reti verticali sono formate da persone legate tra loro da rapporti di dipendenza. Questo tipo di relazioni tra il cittadino che assicura il suo sostegno e quello dei suoi familiari al politico in cambio di possibili favori, o le relazioni costituite con lo stesso scopo con capi o dirigenti di uffici pubblici. Esempi di relazioni verticali sono la raccomandazione, il clientelismo politico, il patronage, la corruzione. In ognuno di questi esempi motivazioni legittime a livello individuale distorcono decisioni che hanno carattere pubblico. Per ognuna di queste decisioni si configurano due ingiustizie: una relativa alla sfera di chi decide e l’altra relativa alla sfera di chi è oggetto di decisione. Chi decide abusa del proprio ruolo pubblico (non attenendosi a regole di comportamento) perché spera di averne dei vantaggi. Chi è oggetto della decisione abusa della propria particolare relazione con chi decide per accaparrarsi benefici a cui altrimenti non avrebbe diritto. A farne le spese sono gli altri, tutti coloro che vengono esclusi da questo rapporto.
In una società dove la fiducia è scarsa i comportamenti sbagliati tendono ad essere più frequenti. Strade e altri luoghi pubblici sporchi a causa di rifiuti gettati per strada, muri imbrattati da graffiti, ma anche il mancato rispetto di semafori, dell’obbligo del casco e della cintura di sicurezza, del codice stradale in generale, del divieto di fumare in luoghi pubblici, l’ostruzione di luoghi pubblici di passaggio (strade, ingressi dei negozi, passi carrabili, parcheggi riservati a disabili, corridoio dei treni), insofferenza per il lavoro subordinato, la furbizia nei rapporti con gli altri, cose pubbliche (arredo dei treni, panchine, lampioni, arredi scolastici, etc.) in cattivo stato perché usate senza attenzione o perchè volontariamente danneggiate o per scarsa manutenzione, il mancato pagamento di condominio, utenze domestiche, bollo e assicurazione auto, biglietti treno, imposte, l’appropriazione o utilizzo non autorizzato di beni privati poco sorvegliati o dei beni pubblici, bambini e ragazzi rumorosi e agitati non tenuti a freno dai genitori in luoghi pubblici, le fonti di rumore ad alto volume senza preoccupazione per i vicini, la violenza (minacce, percosse, omicidio) come modalità occasionale di risoluzione dei conflitti o quella interazione con le donne, furti, scippi, omicidi, delinquenza organizzata.
Il Senso Civico e il tipo di rete usato hanno effetto anche sulla ricerca del lavoro. Nelle società dove la raccomandazione è diffusa i posti di lavoro non vengono assegnati in base al merito e questo scoraggia l’investimento in istruzione e provoca servizi pubblici poco efficienti e una minore competitività complessiva. Ma la colpa di tutto ciò non è solo del singolo perchè oltre che dai valori cultuali della famiglia e dai comportamenti degli altri nei nostri confronti dipende anche dai fatti che accadono nel nostro Paese perchè gli accadimenti nazionali, come riportati dai mass media, hanno un forte potere nel creare o distruggere il senso civico dato che rendono manifeste le regole del gioco a cui tutti i cittadini sono assoggettati.
Ora letto quanto riportato siamo ancora sicuri che sia la signora in questione a essersi resa protagonista di inciviltà o se non lo siano state tutte quelle persone che hanno subito puntato il dito verso di lei accusandola di razzismo? …Eppure fino a qualche anno fa nelle scuole veniva insegnata l’Educazione Civica ma poi qualche benpensante ha pensato bene di toglierla e le conseguenze le abbiamo sotto i nostri occhi tutti i giorni e a onor del vero non si può dire proprio sia stata una giusta scelta.
Quindi ricapitolando, siamo proprio certi che quello che viene fatto passare per progresso non sia solo un regresso verso uno stato primitivo nel quale non esistono più regole? MEDITATE GENTE, MEDITATE…
La prima volta di Ventura: “L’Italia deve divertire e divertirsi! Berardi? Nel 3-5-2…”
Oggi a Coverciano, in occasione del primo ritiro della sua Nazionale per le partite contro la Francia (amichevole) ed Israele (qualificazioni alla Coppa del Mondo), il neo Ct Giampiero Ventura è intervenuto in conferenza stampa.
Impressioni del primo allenamento?
“Allenamento anomalo, dato che abbiamo dovuto dividere il gruppo in due parti. Il vero reale allenamento tutti insieme inizierà oggi pomeriggio. Nessuna emozione, avevo già incontrato tutti a parte Pellé“.
Iniziative per le vittime del terremoto?
“La Nazionale rappresenta la parte sportiva della Nazione, è sempre stata vicina alla famiglie colpite da questi terribili eventi. La Federazione donerà parte dell’incasso per ricostruire gli impianti. Anche noi faremo qualcosa“.
Tra le novità molte ce ne sono in attacco
“Ripartiamo dal lavoro di Conte, ho tre giorni a disposizione, non c’è il tempo materiale per fare dei cambiamenti. Avrei voluto riportare tutti i reduci degli Europei, ma non è stato possibile. Zaza, Darmian e Sirigu non giocano da tempo. Ho inserito diversi giovani, ma dato che l’Under 21 il 2 settembre gioca una gara importantissima non so quanti potrà tenerne“.
Conte era un allenatore e non un selezionatore. Come si sente lei?
“Condivido quanto ha detto Conte, mi sento allenatore perché ho sempre fatto questo mestiere. Avevo quasi le lacrime agli occhi oggi quando sono rientrato su un campo di calcio dopo tre mesi senza, il campo mi mancava“.
La non convocazione di Berardi? Ripartirà dal 3-5-2?
“Nel 3-5-2 giocatori come El Shaarawy e Berardi centrano poco. Ci sono però tanti esterni e sarebbe un peccato mortale non tenerli in considerazione. Mi piacerebbe fare dei raduni con quei giocatori che non fanno parte del gruppo 3-5-2. Vorrei avere a disposizione tre date. In giugno, poi, giocherebbero loro alcune amichevoli. Ci sono diversi giovani interessanti, ma non sono ancora pronti per indossare una maglia pesante come quella della Nazionale. Le società che ho incontrato fino ad oggi era assolutamente entusiaste, perché hanno giovani che fino ad oggi non avrebbero la possibilità di esprimersi in Nazionale. Il giovane deve essere messo in condizione di esprimersi quando è pronto“.
Un ct del passato a cui si ispira?
“Ci sono stati dei ct che hanno scritto pagine di storia. Non è che mi ispiro a qualcuno, vorrei fare qualche cosa per produrre. Mi piacerebbe che dopo Russia 2018 la Nazionale avesse una squadra di 25enni che la proiettasse verso un futuro ancora più roseo“.
Ha sentito Conte? Ha parlato con Bonucci?
“Conte l’ho sentito tre minuti fa, l’avevo sentito anche quando era andato al Chelsea. Ho parlato con Bonucci, ha due giorni di permesso e spero di averlo a disposizione con noi. Ci auguriamo che vada tutto per il meglio“.
Paragoni con Conte?
“Vivo di questa cosa qui. Quando sono andato a Bari aveva vinto il campionato ed era osannato. Lì ho fatto bene anche io. Poi ho preso la Nazionale al suo posto. Tra due anni quando andrà via dal Chelsea, saprò già dove andare. Per questo sto imparando l’inglese (ride, ndr). Raccogliere la sua eredità è estremamente stimolante“.
Verratti è il regista della Nazionale?
“Insieme a Pellé era l’unico con cui non ero riuscito a parlare. Abbiamo parlato una mezzoretta. Vedremo in base alle partite, ci saranno alcune partite in cui il metodista verrà utilizzato e altre no. È stata una piacevole sorpresa parlare con lui“.
Prestazione o il risultato?
“In Nazionale conta più il risultato, se arriva dopo la prestazione tanto meglio. La vittoria non è un obiettivo, è la conseguenza di quello che fai in campo“.
Che tipo di Italia sogna?
“Vorrei un’Italia che si divertisse, perché se si divertono i giocatori si diverte anche il pubblico e se la squadra si diverte mediamente fai anche risultato. Abbiamo giocatori che sono calciatori e uomini veri. In questo momento abbiamo una carenza di centrocampisti“.
Ha parlato con De Rossi dell’espulsione?
“No, non l’abbiamo affrontato. Devo pensare al domani, non a ieri“.
La Nazionale avrà un decalogo interno?
“Assolutamente sì, sono le cose logiche di una squadra di calcio. Chi non rispetta le regole non merita di stare in Nazionale“.
La convocazione di Belotti?
“E’ qui perché lo conosco perché sta facendo bene. Ha grande voglia ed entusiasmo. Vale per lui ma vale anche per gli altri giovani, come Donnarumma, Rugani e Bernardeschi, che sto provando in ruolo diverso rispetto a come lo utilizzava Conte. L’anno scorso ha fatto il suo record di gol, quest’anno è partito benissimo, è un giocatore di prospettiva. Il futuro è nelle sue mani“.
LAZIONALI – Altri 3 biancocelesti convocati dalle rispettive Nazionali
Cresce il numero di biancocelesti convocati con le rispettive Nazionali per le gare amichevoli e di qualificazione alla prossima Coppa del Mondo.
Gli ultimi ad essere chiamati, in ordine di tempo, sono stati Senad Lulic, convocato dalla Bosnia Erzegovina del Ct Baždarević per il match di qualificazione della Coppa del Mondo contro l’Estonia, in programma il prossimo 6 Settembre, e i due portieri albanesi Etrit Berisha e Thomas Strakosha, chiamati dal ct De Biasi per l’amichevole contro il Marocco del 31 Agosto e la sfida di qualificazione alla prossima Coppa del Mondo con la Macedonia del 5 Settembre.
Pulici: “Contro la Juve Lazio non impressionante, ma bene la difesa”. Poi sul mercato e il caso-Keita…
IL FILM DI LAZIO JUVENTUS – Le foto più belle: dal saluto di Buffon alla Curva Nord al minuto di silenzio








Giannichedda: “Inzaghi può far bene, ma la società deve supportarlo. Serve un esterno”
L’ex centrocampista della Lazio, attualmente allenatore della Società Sportiva Racing Club Roma, Giuliano Giannichedda, è intervenuto sulle frequenze di Radio Incontro Olympia per analizzare la situazione biancoceleste dopo la sconfitta di misura contro la Juventus.
Giannichedda crede in questa squadra ed in Inzaghi: “La Lazio di Inzaghi mi sembra sia nata sotto il segno della voglia di lavorare, dello spirito di gruppo e dell’umiltà. Simone sta svolgendo un buon lavoro, è uno studioso dal grande entusiasmo che puntualmente riesce a trasmettere ai suoi ragazzi, ora tocca alla società supportarlo“. Sul mercato: “Sono arrivati degli ottimi giocatori, Immobile e Bastos su tutti, ma manca ancora il sostituto di Candreva. A pochi giorni dalla fine del calcio mercato, urge un esterno d’attacco che Lotito e Tare debbono assolutamente comperare, deve essere un profilo all’altezza della situazione perchè il vuoto lasciato da Antonio sarà difficile da colmare. Cerci? Può essere lui il prescelto, a patto che stia bene fisicamente e che soprattutto abbia ancora quella voglia e quell’umiltà di cui prima parlavo“. Infine su Felipe Anderson, non più ai livelli di una stagione e mezza fa: “Felipe Anderson va e può sentirsi responsabilizzato, il brasiliano deve tornare ad essere un valore aggiunto, tuttavia mi aspetto un acquisto importante, i tifosi laziali se lo meritano“.
LAZIALI FUORI PORTA – Guerrieri è già una sicurezza. Elez vola con il suo Rijeka
Primo appuntamento stagionale con la rubrica che settimanalmente aggiorna i nostri lettori sulle prestazioni dei giocatori della S.S. Lazio attualmente in prestito ad altre squadre italiane o straniere: Guerrieri ( Trapani), Filippini (Cesena), Crecco (Avellino), Elez (Rijeka), Palombi e Germoni (Ternana).
SERIE B
Guerrieri: il Trapani acciuffa allo scadere il pari sul campo dell’ostico Novara grazie al gol di Ferretti al minuto 91. 2-2 il risultato finale allo Stadio Silvio Piola. Il portiere classe ’96, dopo le due partite in Coppa Italia, fa il suo esordio da titolare anche in Serie B, dimostrandosi da subito all’altezza. Decisivo in più di un’occasione, prima quando si oppone a Galabinov lanciato a rete e poi prima dell’intervallo su Troest. Non può nulla sulla punizione del bulgaro che vale l’1-0, nè tantomeno sul secondo gol frutto di un errore difensivo. A dispetto della giovane età, in campo dimostra una sicurezza da veterano, ma chi lo segue da tempo questo lo sapeva già. Il futuro.
Filippini: monday night per il Cesena, che ospita al Manuzzi il Perugia. L’esterno sinistro si getta in questa nuova avventura sperando di riuscire ad avere più spazio rispetto alla seconda parte di stagione a Vercelli, lo scorso anno. Leggendo le probabili formazioni sembra tuttavia che il classe ’95 partirà dalla panchina.
Crecco: da Trapani ad Avellino in meno di un mese. Il mancino resta per tutti i 90 minuti in panchina nella sfida del Partenio contro il Brescia, terminata 1-1 con i gol di Caracciolo per gli ospiti e di Castaldo per i padroni di casa. Arrivato da pochi giorni, Crecco deve ancora conquistarsi la fiducia del tecnico Toscano.
Palombi e Germoni: non viene disputata la sfida del Liberati tra Ternana e Pisa, a causa dei noti problemi societari della squadra toscana. Dopo l’ottimo esordio con gol in Coppa Italia Palombi vuole stupire anche in campionato. Germoni, appena arrivato in Umbria, potrebbe rivelarsi molto utile.
PRVA HNL Croazia
Elez: il croato giramondo è tornato a casa e non smette di sfoderare prestazioni difensive sicure ed attente. Ed il Rijeka vola: terza vittoria consecutiva (2-0 casalingo contro il Belupo) e primo posto in classifica pari merito con la Dinamo Zagabria. 90 minuti in campo al centro della difesa per Elez, come al solito preciso in copertura e abile a far ripartire la squadra. Chissà se prima o poi la Lazio gli concederà una chance…
Giulio Piras
CALCIOMERCATO – Rispunta un vecchio obiettivo per il dopo Mauricio
Rispunta un vecchio obiettivo per la Lazio in ottica difesa: secondo indiscrezioni raccolte da Calciomercato.com, i biancocelesti starebbero pensando a Boukary Dramé, difensore classe 1985 in forza all’Atalanta. Le fila arretrate dei capitolini sembravano essere al completo, visto il rientro di De Vrij e gli acquisti di Wallace e Bastos, autore quest’ultimo di una straordinaria prestazione contro la Juve. Nelle ultime ore, però, complice la partenza destinazione Russia di Mauricio, il senegalese è stato accostato al club capitolino, nella cui orbita era già entrato nelle scorse sessioni di mercato, e già in giornata potrebbero esserci novità.
CALCIOMERCATO – Arriva dalla Germania il dopo Candreva?
Prosegue senza sosta in casa Lazio in queste ore che mancano al gong della sessione estiva del mercato la ricerca del sostituto di Candreva. Come riporta La Repubblica, nella lista di Tare, viste le complicanze riscontrate nella trattativa per Dirar, sarebbero spuntati altri due nomi: il primo è quello di Braithwaite del Tolosa, al quale si è aggiunto, tra le possibili alternative, quello di un altro danese. Si tratta di Uffe Bech, classe 1993 in forza all’Hannover. È un elemento alquanto polivalente, in quanto può essere schierato sia da ala che da seconda punta, ed è legato al club tedesco da un contratto fino al 2019. I nomi sono tanti e il tempo a disposizione per accaparrarseli è poco: chissà alla fine cosa ne verrà fuori.
Lazio, riaperti i termini della campagna abbonamenti: tutte le info
In attesa di conoscere il dato effettivo sul numero di tessere staccate, la Lazio ha deciso di riaprire i termini per la campagna abbonamenti per la stagione in corso. A comunicarlo la stessa società biancoceleste, con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale:
“La campagna abbonamenti stagione 2016/2017 riaprirà il 30 agosto alle ore 12:00 e terminerà il 16 settembre alle ore 18:30.
MODALITA’ DI EMISSIONE DELL’ABBONAMENTO
Tessera Web – Sarà possibile acquistare la tessera Millenovecento in modalità online attraverso la pagina dedicata del sito www.ticketone.it, seguendo le istruzioni oppure direttamente presso uno dei Lazio Style abilitati (via Calderini, via Prenestina, Parco Leonardo) presentandosi di persona con:
un valido documento d’identità (passaporto, carta d’identità, carta vidimata oppure tessera sanitaria per gli under 14*)
una fotocopia del codice fiscale
I possessori della Fidelity Card Millenovecento potranno sottoscrivere l’abbonamento “digitale” presso i Lazio Style 1900 abilitati (via Calderini, via Prenestina, Parco Leonardo), le rivendite Listicket/Ticketone Plus (vedi elenco) e Listicket/Ticketone (vedi elenco), in modalità online (www.listicket.it), e attraverso il Call Center Ticketone 892.101. L’abbonamento “digitale” sarà caricato direttamente sulla Millenovecento, che rimarrà l’unico titolo di accesso allo stadio, ed al momento della sottoscrizione sarà consegnato un “segnaposto” che servirà per identificare la seduta allo stadio.
I non possessori della Millenovecento potranno acquistare un “Voucher Elettronico” attraverso l’emissione della tessera S.S. Lazio Home Card (completa di foto, cognome e nome del titolare e posto assegnato allo stadio) che diventerà il titolo di accesso allo stadio.
La S.S. Lazio Home Card potrà essere sottoscritta esclusivamente presso i Lazio Style 1900 abilitati (via Calderini, via Prenestina, Parco Leonardo) e i punti speciali Listicket/Ticketone Plus (vedi elenco).
Per richiedere la S.S. Lazio Home Card (Voucher Elettronico) è necessario che il titolare presenti obbligatoriamente:
il modulo di adesione debitamente compilato e firmato (per scaricarlo clicca qui)
un valido documento d’identità (passaporto, carta d’identità, carta vidimata oppure tessera sanitaria per gli under 14*)
una fotocopia leggibile del documento d’identità
n. 1 foto-tessera
una fotocopia del codice fiscale“.
TEMPI BELLI – Il giorno della Marmotta
C’è un film con Bill Murray, chiamato “Ricomincio da Capo” in italiano, ma in originale è “Il Giorno della Marmotta”, ovvero “Groundhog Day”. Questo perché per una sorta di strano sortilegio il protagonista si risveglia sempre nell’identico giorno (appunto “Il Giorno della Marmotta”) e accanto a lui succedono sempre le stesse cose.
Andare a vedere Lazio-Juventus sottopone alle medesime sensazioni. Per chi sottolinea come ormai i bianconeri disputino un campionato a parte, va sottolineato come quella della Juventus contro la Lazio sta per diventare la più lunga serie positiva di una squadra nei confronti di un’altra nel campionato di Serie A. Se gli Inzaghi boys non faranno risultato allo Juventus Stadium al ritorno, il record (detenuto dalla stessa Juventus nei confronti dell’Atalanta) sarà eguagliato. Considerando poi le Coppe andiamo oltre il concetto stesso di “serie negativa”. Dal gol di Floccari nel gennaio del 2013 la sfida si è riproposta anche troppo spesso, e il massimo che la Lazio è riuscita a ricavare è un pareggio nel 2014.
Anche sabato si sapeva di andare incontro ad un film già visto: una Lazio bella, combattiva, a tratti convincente, ma alla Juventus è bastato aspettare e accelerare al momento giusto per portarsi a casa l’intera posta. In pratica, giocare al gatto e al topo come i bianconeri hanno fatto anche l’anno scorso in Coppa Italia. In campionato invece il dominio bianconero è stato assoluto, e questo è il progresso più tangibile visto rispetto alla passata stagione. La Lazio c’è, sembra aver azzeccato anche diversi buoni acquisti: che è vero che numericamente vanno a coprire lacune createsi dopo diversi addii, ma qualitativamente Bastos e Lukaku sembrano sicuramente offrire più garanzie rispetto a Bisevac, Mauricio e Braafheid, ed Immobile a sua volta è un’altra cosa rispetto al Klose sul viale del tramonto dello scorso anno.
Il Giorno della Marmotta però è fatto di tante situazioni tutte uguali. A partire dal fatto che dopo il gol di Khedira, è arrivata un’altra situazione ben conosciuta, ovvero non c’erano giocatori in panchina che potessero cambiare il corso di una partita già scritta. Djordjevic in campo è stato l’estremo sforzo di volontà di una squadra che ha ancora una volta dimostrato di poter essere a un passo da un salto di qualità che non può dipendere certo dall’esterno, ovvero dal giocatore da prendere per l’ennesima volta all’ultimo minuto di mercato. Ed è dire tutto, col rispetto dovuto al serbo che da tempo ormai ha smarrito se stesso. Fino al prossimo giorno, in cui ci sveglieremo, fermeremo la sveglia, è sarà di nuovo Lazio-Juve.
Fabio Belli
Bastos, l’Angola aiuta Inzaghi. Ecco come…
In casa Lazio è subito Bastos-mania. L’ex Rostov ha impressionato tutti nel suo debutto italiano contro la Juventus, ed il popolo laziale non vede l’ora di vederlo all’opera ancora per cercare quelle conferme necessarie per poter sognare una coppia a dir poco meravigliosa con Stefan de Vrij. E’ vero, bisogna andarci cauti, i tifosi hanno già pagato lo scotto con Gentiletti, ma tantissimi elementi visti sabato pomeriggio contro la Juventus lasciano ben sperare (e in mezzo a tanto pessimismo la speranza portata da Bastos ha un effetto assai piacevole).
Tutto questo dopo appena una settimana di allenamento effettivo con i nuovi compagni, con Felipe Anderson a fare da traduttore e dopo un esame difficilissimo come quello di aver fermato da solo 2 degli attaccanti più forti in circolazione: Mandzukic prima e l’incubo Higuain poi. Con tanto di complimenti da parte del Pipita stesso: l’argentino è rimasto impressionato dal difensore laziale, che non si è mai fatto superare (cosa rara da queste parti). Per questo – secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport – si sarebbe congratulato con lui dicendogli: “Bravo”. Inzaghi si sfrega le mani perché di questo passo Bartolomeu Jacinto Quissanga, (per tutti Bastos) può solo migliorare ed ora potrà farlo in totale serenità visto che quest’anno non c’è nemmeno l’angoscia della Nazionale. Anzi proprio l’Angola viene incontro al tecnico piacentino: il difensore – precisa il quotidiano romano – durante la sosta rimarrà infatti a Formello a lavorare perché l’Angola è già stata eliminata dalla Coppa d’Africa ergo anche a gennaio Bastos sarà a disposizione di Inzaghi. Una bellissima notizia perché ciò permetterà al centrale angolano di integrarsi ancora di più e affinare l’intesa con de Vrij e compagni. Già così è riuscito ad entrare nel cuore del gioco visto che i compagni lo hanno cercato molte volte durante il match contro la Juventus (solo Biglia ha completato più passaggi (70 contro 69)) chissà cosa potrà fare allora con 15 giorni in più di allenamento. Piedi per terrà per carità ma lasciateci sognare…almeno qualche giorno…tanto per criticare e sminuire c’è sempre tempo…
Marco Lanari
Lotito ad Amatrice: “Sono molto legato a questi posti e a questa gente. Il calcio deve aiutare a ricostruire questo paese…”
AGGIORNAMENTO DEL 29/08 ALLE 10:00 – Durante la visita ad Amatrice, il presidente Lotito ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Repubblica Tv. In primis ha fatto na breve dichiarazione per quanto riguarda la bella iniziativa di scendere in campo con una maglia dedicata proprio alle popolazioni colpite dal sisma: “Lo facciamo per una questione di affetto e vicinanza, la maglia rappresenta la nostra espressione del nostro dolore e della nostra presenza”. Poi con grande commozione ha continuato a parlare della tragedia sismica: “Si tratta di una situazione drammatica, avevo quattro case qui. L’unica rimasta in piedi è quella di mio nonno, originario di Amatrice. Sono molto legato a questi posti e a questa gente. Ho passato qui la mia gioventù, conosco tutti e sono molto vicino a questa gente. Il mondo del calcio ha la possibilità di coinvolgere molte persone e a livello mediatica ha un grande potere. Ora però bisognerà fare iniziative concrete per poter ricostruire questo paese e ricreare l’identità di questa zona“.
La tragedia delle vittime del terremoto ha toccato nel profondo del cuore tutti, in particolar modo Claudio Lotito che ha la famiglia originaria di Amatrice. Il patron capitolino ha passato parte della sua infanzia nel paese in provincia di Rieti e per questo motivo oggi ha deciso di far visita ai luoghi colpiti dal sisma e ha incontrato il sindaco Pirozzi. La Lazio ha mostrato grande solidarietà nei confronti degli sfollati del terremoto, ieri in occasione della gara contro la Juve i giocatori indossavano una maglietta “noi con voi” e sul maxi schermo dell’Olimpico un video messaggio promuoveva le donazioni.
LEGGI LE PAROLE DI LOTITO RIVOLTE ALLE VITTIME DEL TERREMOTO
Olimpiadi 2024: Roma verso il ritiro della candidatura
L’idea delle Olimpiadi del 2024 a Roma sembra essere sempre più pura utopia. L’orientamento che sembra emergere dalle stanze del Campidoglio, dove si attenderebbe soltanto l’annuncio della Sindaca Virginia Raggi per il ritiro formale della candidatura, sembra proprio questo. Pochi giorni ancora, al massimo una settimana, e avremo la ratifica della decisione presa di non sostenere il progetto del Coni.
Del resto, un chiaro segnale sul disimpegno dell’amministrazione capitolina nei confronti della corsa alle Olimpiadi era emerso già all’inizio del mese, quando venne presa la decisione di non mandare a Rio nessuna delegazione comunale. Una decisione in linea con quanto annunciato durante la campagna elettorale della sindaca grillina che più volte ha dichiarato che “Roma ha altre priorità“; decisione condivisa anche dai vertici nazionali, dal direttorio e dalla stessa base del Movimento 5 stelle. “Roma ha bisogno di interventi sull’ordinario”, sottolineano le fonti dell’agenzia di stampa, facendo notare che “l’obiettivo è potenziare gli impianti sportivi della Capitale”. L’annuncio definitivo potrebbe arrivare dopo l’evento di oggi 29 agosto, quando gli atleti paralimpici in partenza per Rio saranno ricevuti in Campidoglio dalla Sindaca.
CALCIOMERCATO – Non si sblocca Dirar. Dal Tolosa il “Piano D” e Cerci aspetta…
Continua il piccolo braccio di ferro tra Lazio e Monaco per Dirar, ballano ancora due milioni tra domanda (7) e offerta (5). Anche se il giocatore marocchino è stato identificato da Inzaghi come il giocatore ideale per cogliere l’eredità di Candreva, Lotito non intende sborsare troppo per un giocatore che tra 6 mesi farà 31 anni. Il giocatore del Monaco ieri è anche entrato in campo nel quarto d’ora finale nella partita casalinga del Monaco contro il PSG (vinta per 3-1 dalMonaco). Se entro poche ore la situazione non dovesse sbloccarsi la Lazio dovrà assolutamente porre rimedio, ma intavolare in 72 ore una trattativa per un ottimo esterno è facile.
Secondo quanto riportato da Repubblica però, Tare avrebbe individuato sempre in Francia il c.d. “Piano D”: è Martin Brathwaite. Il danese (classe ’91) capitano del Toulouse è un centravanti duttile, impiegabile anche sugli esterni. Il suo contratto andrà in scadenza a giugno, il ds biancoceleste ha già iniziato ad allacciare i primi contatti con l’agente, ma non nell’immediato. Si starebbe infatti valutando anche l’ipotesi di portare il giocatore danese in biancoceleste per la prossima stagione. Potrebbe essere un colpo per il futuro quindi, come certificato dal giocatore stesso: “Sono arrivate delle offerte, ma non hanno soddisfatto il club. Il mio obiettivo è andare a giocare nei migliori club d’Europa, ma qui sto bene e posso restare un altro anno”, sarebbero queste le dichiarazioni del giocatore. Si attendono sviluppi. Sta di fatto che ieri Brathwaite non è stato convocato dal Tolosa per la gara di ieri contro il St. Etienne.
CERCI E GROSICKY – Nel frattempo rimangono aperte anche le piste Grosicky del Rennes e ad Alessio Cerci. L’ex giocatore del Torino è stato avvistato sabato a Fiumicino, ma nonostante le smentite di una trattativa col giocatore da parte di Tare, sembrerebbe lui il favorito alla sostituzione di Candreva. Il presidente Lotito starebbe trattando personalmente con l’Atletico Madrid. Per volere dello stesso presidente Claudio Lotito.
METEO – Temporali a fine agosto, poi alta pressione
Dopo il picco di caldo di queste ultime ore gli ultimi giorni di agosto saranno caratterizzati, tra martedì e mercoledì, da una depressione atlantica. Nei primi giorni di settembre avremo una nuova rimonta altopressoria con valori termici sopra la media.
Il 30 e il 31 agosto le piogge saranno diffuse e in alcuni casi anche consistenti (purtroppo dovrebbero colpire anche le zone terremotate) con temperature che caleranno di alcuni gradi. I temporali cominceranno a prendere d’assedio le Alpi e poi si propagheranno sulla Val Padana. Si rivedranno precipitazioni violente, associate a colpi di vento e grandinate. Gradualmente osserveremo fenomeni temporaleschi sulla dorsale appenninica e nelle zone interne delle due Isole Maggiori. Da segnalare una generale contrazione delle temperature, in specie dei valori massimi. Le diminuzioni risulteranno più marcate laddove insisteranno acquazzoni e temporali più forti. Settembre inizierà sotto il sole con un prosieguo estivo e con temperature sopra la media. Intorno al 5 settembre una saccatura nord-atlantica potrebbe presentarsi sul nostro paese decretando la fine dell’estate con piogge e temporali diffusi.
SOCIETA’ – Assegno Ricollocamento 2016 Regione Lazio, Sardegna e Toscana: a chi spetta, come e quando
In tempi molto brevi (entro la fine del 2016) coloro che ne hanno diritto potranno ricevere l’assegno di ricollocamento: da settembre sarà accessibile il sito web tramite il quale gli aventi diritto potranno richiedere il contributo. Le Regioni interessate sono Lazio, Toscana e Sardegna.
L’assegno di ricollocamento è uno degli strumenti previsti dal Jobs Act ed è stato introdotto con il decreto che ha riformulato gli ammortizzatori sociali. Ne hanno diritto (su richiesta) i precettori della Naspi il cui stato di disoccupazione va oltre i quattro mesi. A settembre sarà pronto il sito internet che permetterà ai disoccupati che ne hanno diritto di iscriversi e richiedere il bonus. Si parla di un voucher che potrà essere speso presso strutture di collocamento (pubbliche o private).
L’importo del voucher verrà definito dal Centro per l’impiego in base alle possibilità di trovare una nuova occupazione: più sono basse, maggiore sarà la somma a disposizione del beneficiario. Secondo alcune stime l’importo medio si aggirerà intorno ai 1.500 euro, ma potrebbe arrivare a cifre più alte (anche fino ai 4.000/5.000 euro) per i casi più difficili. Una volta stabilite le risorse a disposizione, il disoccupato dovrà scegliere tra le strutture accreditate dalla Regione l’agenzia per il lavoro che lo assisterà nella ricerca di una nuovo posto di lavoro. Il beneficiario dell’assegno di ricollocamento verrà affiancato da un tutor o da un job advisor.
Il disoccupato non riceve nessun importo: lo Stato o la Regione pagheranno all’agenzia la somma attribuita per quel lavoratore solo una volta che questo avrà trovato un nuovo impiego. L’importo dell’assegno di ricollocamento non andrà a costituire reddito imponibile e il disoccupato che ne fa richiesta deve utilizzarlo entro due mesi dalla data di rilascio (sessanta giorni di tempo per individuare l’agenzia per il lavoro che lo accompagnerà in questo percorso). L’assegno avrà una durata pari a sei mesi, ma potrà essere rinnovato di un altro semestre nel caso in cui l’ammontare stabilito non sia stato completamente consumato.
Questa la procedura per poter richiedere l’assegno di ricollocamento:
- iscrizione al Portale Unico per la registrazione delle persone in cerca di lavoro (il sito web che sarà attivo da settembre 2016);
- colloquio presso un Centro per l’impiego per la definizione del profilo professionale, per l’inserimento nella graduatoria stilata in base al livello di occupabilità e per decidere l’importo del voucher;
- sottoscrizione di un Patto di servizio con cui il disoccupato si impegna a partecipare a corsi di riqualificazione o iniziative formative e ad accettare le offerte di lavoro che coincidono con il suo profilo.
Il tutto avverrà sotto la guida dell’Anpal, ovvero l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive sul Lavoro; secondo il suo presidente Maurizio Del Conte in una prima fase verranno erogati circa 50.000 assegni, anche se le risorse a disposizione sembrano sufficienti per arrivare a 100.000 assegni e quindi a coprire tutto il 2017. Sempre entro la fine dell’anno dovrebbe essere istituito il Portale Nazionale per le Politiche Attive sul Lavoro a cui dovranno iscriversi le persone che sono immediatamente disponibili allo svolgimento di un’attività lavorativa: il portale diventerà in pratica una sorta di punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
ACCADDE OGGI – 29 agosto 1991: l’assassinio di Libero Grassi
Libero Grassi nasce a Catania il 19 Luglio 1924. Il suo nome, com’egli stesso affermava, gli era stato imposto per tramandare la memoria del sacrificio di Giacomo Matteotti, segnando così il destino di colui che muore per affermare la propria libertà.
Nel 1932 la famiglia Grassi si trasferisce a Palermo. Libero vive con spensieratezza gli anni dell’adolescenza, imparando il significato dei principi di democrazia e libertà. Durante gli studi liceali, compiuti al “Vittorio Emanuele” matura una concreta ostilità al fascismo, assumendo e manifestando “pacifici” atteggiamenti antifascisti. Gli ultimi anni di studio sono turbati dallo scoppio della guerra e nel 1942 la famiglia si trasferisce a Roma dalla nonna materna. Libero si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche e nel 1943 inizia a frequentare l’università dove dimostra palese avversione alla politica antisemita, nazista e fascista. Decide così di entrare in convento come seminarista, decisione presa per il rifiuto di combattere una guerra ingiusta al fianco di fascisti e nazisti. Liberata Roma dai nazisti, torna alla sua vita in famiglia dove prosegue gli studi iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1945 la famiglia torna a Palermo e Libero continua gli studi di legge. Una volta laureato il principale desiderio è quello di intraprendere la carriera diplomatica, conoscendo bene il francese e l’inglese. Nei primi anni ’50 decide di spostarsi al nord dove con successo mette su un’azienda con il fratello Pippo a Gallarate. Libero frequenta con assiduità il mondo dell’imprenditoria locale. A Milano conosce un imprenditore che gli propone un progetto ambizioso: impiantare stabilimenti industriali tessili a Palermo ma Libero, piuttosto che accettare un tranquillo posto come funzionario di banca, preferisce lavorare in proprio. Nasce così la MIMA (Manifattura Maglieria ed Affini), la quale produrrà per tutti gli anni cinquanta biancheria da donna, arrivando ad avere circa 250 operai. Nel 1954 ritrova Pina Maisano, architetto che aveva conosciuto durante gli anni dell’adolescenza. Si sposano e nel 1956 nasce il primogenito Davide.
Nella seconda metà degli anni ’50 Libero viaggia per l’Italia con la sua auto alla continua ricerca dei tessuti idonei alla sua produzione. Nel frattempo continua a scrivere articoli politici per i giornali locali. Il primo articolo appare nel 1961. L’imprenditore, oramai partecipante attivo alla vita politica del PRI, viene nominato nella seconda metà degli anni ‘70 dal partito quale rappresentante in seno al consiglio di amministrazione dell’azienda municipalizzata del gas. Tra il 1974 e il 1975 si getta insieme con altri amici in una nuova avventura imprenditoriale: l’idea di realizzare una società dal nome “Solange impiantistica” il cui intento è quello di sfruttare l’energia solare per produrre energia elettrica però non ha successo. L’azienda pur essendo costituita non iniziò mai a lavorare. Nel ’79 i vecchi locali della SIGMA vengono venduti dalla proprietà ad un costruttore palermitano. Libero è costretto a lasciare la sede per cercarne un’altra.
Questo trasferimento segna l’inizio di una serie di difficoltà economiche e sociali per l’azienda di famiglia. A metà degli anni ’80 iniziano i problemi con la criminalità organizzata. Grassi riceve una telefonata di minacce: deve pagare una certa somma a due emissari che si presenteranno per riscuotere ma lui si rifiuta di pagare. La prima conseguenza è il rapimento di Dick, il cane lasciato a guardie degli stabilimenti della SIGMA, che verrà poi restituito in fin di vita. Poco tempo dopo due giovani a volto scoperto tentano di rapinare le paghe dei dipendenti della fabbrica: verranno identificati e arrestati grazie ad alcuni dipendenti. Libero sa che è solo l’inizio poiché la sua azienda, terza leader italiana nel settore della pigiameria con un fatturato di sette miliardi, non può non suscitare gli appetiti dei malavitosi palermitani.
Il 10 gennaio 1991 Libero Grassi fa pubblicare al Giornale di Sicilia una lettera nella quale motiva il suo no all’ennesimo ricatto: “Volevo avvertire il nostro ignoto estortore che non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia… se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al ‘Geometra Anzalone’ e diremo no a tutti quelli come lui”. L’imprenditore rifiuta l’offerta di una scorta ma consegna simbolicamente alle forze di polizia le quattro chiavi dell’azienda chiedendo protezione per gli stabilimenti della SIGMA. Nel frattempo viene contattato da Sandro Ruotolo, redattore di Samarcanda, che lo invita a RAI 3 per parlare della sua lotta condotta, purtroppo, nell’indifferenza degli industriali siciliani. La trasmissione dell’11 aprile 1991 è fondamentale nell’iter di contrapposizione al crimine che Grassi sta conducendo perché rende il suo caso di dominio nazionale, quale emblema civile della lotta alla mafia. Nel frattempo viene invitata a Palermo per trarre impressioni e notizie sul fenomeno della mafia una giornalista tedesca, Katharina Burgi, della rivista Nzz Folio. Tra le persone che incontra vi è Libero Grassi, l’imprenditore divenuto famoso per aver rifiutato di cedere al ricatto che gli imponeva la mafia. La giornalista resta colpita dalla forza di Grassi, che appare deciso a lottare per la difesa dei propri interessi con la speranza di essere esempio per tanti altri siciliani rassegnati dinanzi alla mafia.
Libero Grassi viene assassinato il 29 agosto 1991 alle ore 7.30 del mattino. Un assassinio infame in cui è stato ucciso l’uomo ma non la sua idea che continuerà a vivere nel ricordo di ogni cittadino. La stampa locale nazionale farà di lui un martire della resistenza al “regime” mafioso.