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Con Marchetti nel futuro, la Lazio è al sicuro

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Chissà se ci ha pensato, sotto la pioggia, per quello che era di fatto il suo esordio stagionale. Per Federico Marchetti la rincorsa della Champions League è quasi una maledizione. Ma la sua presenza a tempo pieno per la Lazio è la migliore delle garanzie per rincorrere grandi risultati.

E’ arrivato nel 2011 alla Lazio il numero uno ex Cagliari, proprio dopo la beffa nella volata con l’Udinese. Serviva un portiere di sicura affidabilità, con Muslera che non sempre era riuscito a blindare la porta biancoceleste. Ma tutti gli assalti Champions sono andati a vuoto. Nel 2012, primo anno in cui il quarto posto non era più sufficiente, a due punti sempre dalla solita Udinese. Nel 2013, col crollo finale mitigato dalla gloria del 26 maggio, con Marchetti primo ad impazzire di gioia.

Perché il biondo estremo difensore non ci ha messo molto a diventare uno della Nord. Quando non gioca, si presenta in tribuna autorità con la maglia di Lulic sulle spalle. Spesso ci ha anche giocato, sotto quella da portiere: perché “Quelli lì devono sempre ricordarselo“, parole sue, logico pensare a cosa si riferisca.

Ma i momenti difficili non sono mancati. Proprio la stagione post-coppa in faccia è stata la più dura. Cosa è accaduto ancora non si sa. Quattro mesi di “febbri“, soprattutto nella seconda parte dell’annata, e di problemi muscolari. E di errori incredibili per un portiere del suo calibro, come quelli contro il Parma, in una partita per fortuna vinta, e contro il Ludogorets, quelli sì costati l’eliminazione europea.

L’anno scorso “Fede” è tornato, qualcuno non ci credeva più. Si prevedeva l’utilizzo a tempo pieno di Berisha, e invece la chioma bionda è tornata a volare tra i pali, con la maglia di Lulic quasi come una seconda pelle. Fuori dagli schemi, qualche volta anche fuori tra i pali, capace quasi di infortunarsi per esultare al momento del rigore fallito da Higuain, il 31 maggio scorso, che ha deciso una stagione a Napoli.

Col senno di poi, un cattivo auspicio. L’infortunio arriva davvero prima del preliminare col Leverkusen. E la Champions, ancora una volta, “Fede” se la guarda dalla tribuna. L’ostacolo non viene superato, Marchetti in Champions League ancora non può giocare. Ma contro l’Udinese (un caso o i soliti corsi e ricorsi del destino?), coi capelli tagliati e il solito sguardo spiritato, era ancora lì: e se rinnovo sarà, se il suo nome si legherà alla Lazio per il resto della carriera, allora si potrà sperare nello spezzare una maledizione che, tra infortuni e sconfitte sul filo di lana, tormenta il portiere-tifoso dal suo arrivo alla Lazio. Ma con lui tra i pali le soddisfazioni non sono mai mancate. Con Marchetti nel futuro, la Lazio è al sicuro.

 

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