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LA NOSTRA STORIA Il portiere ed attaccante Oreste Zaccagna

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LA NOSTRA STORIA Oreste Zaccagna nacque forse a Torino il 29 gennaio 1887, figlio del geologo Domenico. Trasferitosi a Roma, il padre era presidente della Società Italiana di Geologia, iniziò a praticare sport nella Lazio a partire dal 1907.

Oreste Zaccagna scende in campo contro il Naples a Napoli nella prima partita tra una squadra partenopea e una romana. Gara vinta dalla Lazio per 3-1. Portiere ed attaccante, ha vinto la Coppa Tosti e la Coppa Baccelli. È anche un forte sprinter sui 100 mt. e un ottimo saltatore in lungo. Nel 1914 fa parte della Società Ginnastica Roma, podista nella staffetta olimpionica. Poco prima della Prima guerra mondiale si trasferisce a Bologna per studio.

Nel 1914 e nel 1919 vince i campionati italiani di atletica nel salto in lungo da fermo e nel 1919 quelli di salto triplo da fermo. A Roma si faceva chiamare ‘Estor’. Durante la prima guerra mondiale fu sottufficiale del Genio. Laureato in Ingegneria, eletto consigliere della Lazio il 3 dicembre 1939. Nel 1925 viene proclamato Ufficiale del Regno. Muore a Roma, dove è sepolto, il 29 gennaio 1969.

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ACCADDE OGGI 4 maggio 1949 La tragedia di Superga, il Grande Torino

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Torino stemma

Il 4 maggio 1949 si verificò il disastro aereo di Superga nel quale morirono i giocatori del Grande Torino e tre giornalisti. Tutti passeggeri a bordo del velivolo. I granata stavano tornando nel capoluogo piemontese dal Portogallo. Il giorno precedente avevano disputato un incontro con il Benfica per l’addio al calcio di Francisco Ferreira. Quel maledetto giorno tutta la squadra prese posto sul trimotore I-Elce delle Aviolinee Italiane per rientrare a Torino. Il tempo era pessimo, nuvole basse e pioggia battente resero difficile il viaggio. L’aereo durante il volo perse la rotta. Alle 17,05, dopo un ultimo contatto con la stazione radio, l’aereo si schiantò precipitando alle spalle della Basilica. La causa fu o il maltempo o un guasto all’altimetro. Nel tremendo impatto perirono trentuno persone. Atleti, dirigenti, giornalisti e membri dell’equipaggio. La città rimase sconvolta, il mondo del calcio altrettanto. Il compito più triste di tutti toccò a Vittorio Pozzo, che dovette riconoscere le salme dei suoi ragazzi.

Queste le persone che persero la vita: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert, gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina e i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti e Ippolito Civalleri. Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.

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