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LA NOSTRA STORIA – Arne Bengt Selmosson

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel
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Il 29 marzo 1931 nasceva a Sil, in Svezia, uno dei giocatori più ‘controversi’ della storia delle due società romane, Arne Bengt Selmosson, scomparso a Stoccolma nel 2002. Iniziò la sua carriera nelle giovanili del Sils per poi passare al Joenkoeping. Acquistato dall’Udinese nel 1955 per ben 150 milioni rimase inattivo per un anno. Non poté essere schierato a causa di un decreto del Presidente del Consiglio che impediva l’impiego di giocatori stranieri. Tra i bianconeri giocava in coppia con Lorenzo Bettini. I due riuscirono a portare nel campionato 1954-55 la squadra friulana al secondo posto dietro il Milan.  Fu un personaggio popolarissimo. A Udine a causa del colore dei suoi capelli i tifosi lo soprannominarono ‘Raggio di Luna’. Alto e potente, era velocissimo e dotato di una tecnica da fuoriclasse. L’anno successivo il presidente della Lazio, Costantino Tessarolo, con l’aiuto economico di Mario Vaselli, lo portò a Roma dopo una trattativa complessa in cui Alberto Fontanesi e Per Bredesen furono girati all’Udinese insieme a un buon numero di milioni che consentirono ai biancocelesti di avere anche Bettini. Alla Lazio giocò tre stagioni, scendendo in campo in 101 incontri e realizzando 31 reti. Nell’estate del 1958 il presidente reggente della società Leonardo Siliato, con il club in piena crisi finanziaria, dovette vendere l’asso svedese divenuto nel frattempo il beniamino dei tifosi laziali. La cosa che più ferì i tifosi fu il fatto che l’acquirente fu la Roma. La società giallorossa approfittando della situazione finanziaria dei rivali cittadini acquistò il giocatore per 135 milioni. Alcuni dirigenti laziali raggiunsero il calciatore in vacanza in Svezia per scongiurarlo di non firmare il contratto. Lo svedese dichiarò che preferiva restare in biancoceleste ma alla fine dovette cedere. I sostenitori della Lazio a quel punto scesero in piazza. Si verificarono diversi scontri con le forze dell’ordine. Alcuni dirigenti si dimisero, altri per molto tempo rimasero confinati nelle proprie case. I tifosi giurarono di non abbonarsi. Tra l’altro la settimana precedente la cessione un settimanale sportivo aveva messo in vendita uno dei primissimi poster a colori in cui era rappresentato il volto di Selmosson in maglia biancoceleste e i ragazzini laziali avevano riempito le pareti delle loro stanze con quella foto. Tra i giallorossi rimase quattro anni. È l’unico giocatore ad aver segnato nel derby sia per la Lazio che per la Roma. Giocatore esemplare per correttezza. Dopo un goal segnato alla Lazio in un derby tornò a capo basso verso il centro del campo senza esultare. Episodio senza precedenti su un campo di calcio in Italia molto apprezzato dai tifosi delle due squadre. Nell’ultima stagione in giallorosso non scese mai in campo. Nel novembre 1961 passò all’Udinese dove restò fino al 1964, con i friulani in serie B. Rientrato in patria giocò con il Skoevde AIK per poi intraprendere la carriera di allenatore in squadre minori.

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FOCUS Nasce la Superlega. Quale futuro per la Lazio?

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I ribelli sfidano il panorama europeo con la Superlega. E’ guerra aperta con la FIFA e l’UEFA

Nella notte del 18 Aprile una notizia ha scosso l’intero mondo del pallone: l’attuale presidente del Real Madrid Florentino Pèrez e Andrea Agnelli presidente della Juventus hanno annunciato la nascita della nuova competizione europea per club, l’anti Champions, la Superlega

COME FUNZIONA E PERCHE’ NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA NBA

Quindici club fondatori fissi più cinque che ogni anno saliranno per meriti sportivi si sfideranno dalla stagione 2022. Tre club sono ancora da scegliere dopo che Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Psg hanno declinato l’invito. I 12 già decisi sono : Juventus, Inter, Milan per l’Italia, le tre spagnole Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid e le sei inglesi Manchester United, Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottehnam Hotspur e Liverpool.

Tra le cinque squadre che ogni anno saliranno potrà esserci anche la Lazio. Secondo il regolamento della Superlega ogni anno 5 squadre dei top 5 campionati in base ai risultati nella loro lega nazionale potranno essere invitate al torneo. Nel caos generale è stato fatto molto spesso il paragone con la lega di basket americana, la Nba. Addirittura in molti si sono affrettati a definirla Superlega sul modello Nba, però sbagliando. La prima differenza abissale è che la Nba è a livello nazionale (comprende franchigie degli Usa più il Canada), mentre la Superlega è a livello continentale, il continente Europeo appunto. Se l’unica somiglianza tra i due format è il modello senza retrocessioni, troviamo altre differenze non da poco, tra cui il Draft un sistema di scelta di giovani talenti provenienti quasi esclusivamente dai college. La Nba posa molte delle sue basi proprio dai settori giovanili cosa che il calcio europeo in molti casi non fa, come ad esempio il campionato italiano che è il paradiso dei calciatori over 30. Altro aspetto davvero importante è il tetto salariale che è il caposaldo del basket americano. Si tratta di un sistema per regolamentare l’ammontare complessivo di denaro che ogni franchigia può utilizzare per gli stipendi dei propri giocatori, un modo creato ad hoc dalla Nba per non creare squilibri tecnici ed economici e rendere quindi più equilibrato il campionato. Grazie a esso molte squadre sono passate da lottare per il titolo a finire in neanche zona playoff, ad esempio i Chicago Bulls o l’esatto contrario come i Los Angeles Clippers e i Brooklyn Nets che, nell’ombra dei cugini più famosi Lakers e Knicks, adesso possono dire la loro. Nella Superlega non è stato fatto nessun riferimento ad un tetto salariale, quindi nella competizione finanziata dalla banca JP Morgan i club potranno decidere autonomamente quanto spendere per gli ingaggi dei propri calciatori, arrivando magari a superare le cifre già astronomiche che prendono Messi e Ronaldo nei loro rispettivi club.

RIPERCUSSIONI E PROTESTE ANCHE DAL MONDO LAZIO

Se le idee sul format non sono chiare, sono invece chiarissime le posizioni prese dal mondo esterno. Molti tifosi hanno definito la Superlega come la morte del calcio. Ad esporsi anche personaggi del mondo politico italiano come Enrico Letta Segretario del PD che ha sottolineato “come il calcio sia fatto di favole come quella del Ajax o L’Atalanta” oppure il Leader della Lega Matteo Salvini che ha ricordato la gloria del suo vecchio Milan nelle competizioni Uefa, passando poi per l’ex Presidente del Consiglio Conte al neo Draghi che hanno definito ciò “un danno ai sacri valori dello sport”. Non sono mancate le risposte neanche dal mondo Lazio dove il centrocampista spagnolo Luis Alberto e il portiere Pepe Reina sui social hanno dimostrato dissenso alla competizione, il primo con un storia su Instagram, il secondo con un tweet.

La Superlega quindi non è ancora iniziata, ma è già la competizione più discussa di sempre.

Articolo di Emanuel Susanna

ANCHE ZOFF CONTRARIO ALLA SUPERLEGA

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