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Keita: “La Lazio mi ha fatto esordire, la rispetto”

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Keita balde attaccante Monaco

Keita è stato dalla Primavera fino alla prima squadra un giocato della Lazio dove è cresciuto dimostrando tanto

Keita – L’attaccante del Senegal arrivò alla Lazio giocando prima in Primavera dove conquistò lo Scudetto e poi passo in prima squadra grazie alle sue straordinarie doti. Dopo alcuni anni però, il rapporto tra lui e la Lazio si è diviso e dopo un calciomercato tormentato il calciatore scelse il Monaco. A gennaio dell’anno scorso è tornato in Italia, in prestito all’Inter ma poi la squadra nerazzurra non l’ha riscattato. Anche lui per via del Coronavirus si trova a casa e ieri è intervenuto in diretta con Gianluca di Marzio e ha parlato della squadre che lo ha lanciato:

“Alla Lazio ho vissuto 7 anni, la rispetto moltissimo come squadra. La mia carriera calcistica da professionista è iniziata lì, grazie a loro, ho vinto anche uno scudetto primavera. Anche l’Inter come la Lazio, la rispetto molto perché ci ho giocato, rispetto anche il Milan. Qui al Monaco sono molto contento, amo conoscere nuove persone, una nuova lingua e fare nuove esperienze. Il calcio italiano mi manca, sono cresciuto con la Lazio e ho fatto un anno all’Inter, però ripeto, al Monaco mi trovo benissimo e sono contento. In futuro però, mi piacerebbe tornare in Italia, anzi vi dico che avrei già qualche offerta. L’anno in cui sono andato via dalla Lazio, sono stato vicinissimo alla Juventus, il trasferimento alla fine però, non si è concretizzato”.

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CORONAVIRUS Morto il padre di Dario Marcolin


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Correa Luiz Felipe, l’argentino si difende

Correa Luiz Felipe, l’argentino dell’Inter si difende

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Correa Luiz Felipe, l’argentino dell’Inter si difende

Correa Luiz Felipe, l’argentino in una storia Instagram si difende dagli attacchi. Correa rammaricato dice :”Non vorrei fosse mai successo“, ma allo stesso tempo si difende : “Sicuramente il mio amico Luiz Felipe ha sbagliato, il gesto e il movimento e poi a caldo quella è stata la mia reazione“.

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BUU RAZZISTI A DUMFRIES, COSA RISCHIA LA LAZIO ?

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Buu razzisti a Dumfries, cosa rischia la Lazio ?

Buu razzisti a Dumfries, ora il tifoso e la Lazio rischiano

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Buu razzisti a Dumfries, ora il tifoso e la Lazio rischiano

Buu razzisti a Dumfries. Spiacevole episodio nel corso di Inter Lazio, nel quale uno spettatore sugli spalti ha offeso con degli ululati il calciatore di colore dell’Inter.

COSA RISCHIA LA LAZIO ?

Il tifoso se tale lo possiamo definire già incastrato dalla prova tv ora rischia il daspo, mentre per la Lazio si andrebbe verso una multa come successo in occasione di Fiorentina Napoli.

ABBRACCIO LUIZ FELIPE CORREA : LA RICOSTRUZIONE

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Abbraccio Luiz Felipe Correa, il brasiliano fa chiarezza sull’accaduto

Abbraccio Luiz Felipe Correa. Il brasiliano fa chiarezza sui social

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Abbraccio Luiz Felipe Correa: in un post sui social, il difensore biancoceleste fornisce la sua versione dei fatti.

L’abbraccio Luiz Felipe Correa è stato indubbiamente tra gli episodi che maggiormente hanno movimentato il dopo partita di Lazio-Inter. Il centrale di Sarri, forse un pò troppo gasato dalla vittoria sui nerazzurri, ha deciso di esultare saltando sulle spalle dell’ex compagno. Il quale non ha però gradito, allontanandolo in malo modo. A questo punto, è intervenuto l’arbitro, che ha interpretato il gesto del brasiliano come uno sfottò e ha estratto nei suoi confronti il cartellino rosso. Il difensore ha dunque lasciato il campo in lacrime, chissà se più per la sanzione, durissima, o per il comportamento del Tucu. Per fare chiarezza, questa mattina lo stesso centrale è intervenuto sul suo profilo Instagram.

Innanzitutto ha specificato che il gesto non era contro l’Inter: “Ho un grandissimo rispetto per i nerazzurri e per tutti gli altri club. Siamo tutti professionisti, che lavorano per perseguire degli obiettivi, e non ci mancheremmo mai di rispetto“. Poi sui motivi dell’esultanza, ha aggiunto: “Tucu è uno dei grandi amici che il calcio mi ha regalato. Le nostre famiglie sono amiche e siamo sempre stati molto uniti“. Ma ammette di essere andato oltre: “Volevo abbracciarlo e scherzare sul risultato, ma mi sono emozionato. Non mi sono reso conto che non era il momento migliore nè il luogo adatto“. Inevitabile dunque la richiesta di perdono: “Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso. Ribadisco però di non aver cercato di essere irrispettoso nei confronti di lui, degli altri atleti, dell’Inter o dei suoi tifosi“. Si è trattato, a suo parere, di “un atto innocente”, dettato da “un grande affetto per Tucu”. E proprio a quest’ultimo si rivolge in conclusione: “Ti amo mano (fratello ndr)“.

MA ADESSO E’ EMERGENZA DIFESA

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