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L’AVVERSARIO Il Milan dell’ex Pioli con dubbi Ibra – Hernandez

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Dopo la pesante e discussa sconfitta contro il Napoli, allo Stadio Olimpico arriva il Milan di Stefano Pioli

Pronti, partenza, via. Pochi giorni di riposo e dopo l’infrasettimanale torna la Serie A, per la banda di Simone Inzaghi la testa va al Milan. Dalle critiche per la partecipazione alla Superlega alla sconfitta per 2-1 contro il Sassuolo. I nostri avversari non affrontano quindi un buon momento. I rossoneri dopo una prima parte di stagione entusiasmante in corsa per lo scudetto, hanno lasciato spazio all’uscita dalle coppe e a varie prestazioni altalenanti in campionato che hanno ridotto di molto il gap di vantaggio che avevano accumulato sulle altre pretendenti per un piazzamento in zona champions. Sono difatti solamente 7 (potenzialmente 4 con la gara da recuperare contro il Torino) le lunghezze di distanza che separano la Lazio dal Milan. Al giro di boa erano 12 i punti di differenza e anche la classifica parlava diversamente, con gli ospiti scivolati dalla prima alla seconda posizione. Sicuramente le tante partite hanno influito sull’organico corto degli avversari, basti pensare al loro bomber Ibrahimovic che tra infortuni e squalifiche non segna da un mese: l’ultimo gol il 21 Marzo al Franchi contro la Fiorentina. Se Ibrahimovic è in fase calante, possiamo dire lo stesso di un’ altra nota positiva della prima parte di stagione, il terzino franco-iberico Theo Hernàndez che non riesce più a scardinare le difese avversarie con la sua velocità. Rimanendo in ottica difesa, il giovane portiere Donnarumma, sempre in astio con i tifosi per la questione rinnovo, non riesce a tenere la porta inviolata da ben 6 partite e i bookmaker consigliano la giocata OVER. Guardando ai precedenti, all’andata a San Siro il Milan si è imposto per 3 a 2, mentre lo scorso anno all’Olimpico terminò 0-3 per i rossoneri.

I PROBABILI 11 DEL MILAN

Per Pioli rimarrà il dubbio fino a poco prima del calcio di inizio se schierare i sopra citati Ibrahimovic e Hernàndez che risultano recuperati, ma ancora non al meglio della condizione, nel caso di assenza, gli undici che dovrebbero scendere in campo sono, tra i pali Donnarumma, solita difesa a 4 con Cakabria, Kjaer, Tomori e Dalot, davanti la difesa il duo Kessie, Bennacer e a sostegno di Leao unica punta il trio composto da Rebic, Calhanoglu e Saelemaekers.

DESIGNAZIONE ARBITRALE

Dopo l’operato scarso del fischietto Di Bello, occhi puntati su Orsato che è stato scelto come arbitro di Lazio Milan. Per i biancocelesti in 41 incontri sono arrivate 16 vittorie, 10 sconfitte e 15 pareggi. In questa stagione ha arbitrato la Lazio 3 volte: 2 vittorie contro la Roma e nell’andata di Lazio-Napoli, una sconfitta per 3-0 a Marassi contro la Sampdoria.

Articolo di Emanuel Susanna

NEL FRATTEMPO IL CANTANTE ACHILLE LAURO SI DICHIARA TIFOSO LAZIALE


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LA NOSTRA STORIA Guglielmo “Willy” Stendardo: il laureato

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Il 6 maggio 1981 nasce a Napoli Guglielmo Stendardo. Difensore cresciuto nella squadra della sua città, con la quale esordisce in Serie A nel 1998. L’unica presenza stagionale ma che farà di Stendardo il più giovane esordiente nella massima categoria della storia dei campani all’età di 17 anni e 10 giorni.

GLI INIZI

Nella squadra campana Stendardo resta solo per un campionato. L’anno seguente si trasferisce alla Sampdoria dove milita per cinque stagioni in serie B. Nella stagione 2002/03 passa in prestito per sei mesi alla Salernitana. Dopo Salerno gioca nella serie cadetta con Catania e Perugia.

L’ARRIVO ALLA LAZIO 

In seguito al fallimento del Perugia di Gaucci si trasferisce alla Lazio nella stagione 2005-2006 ritornando di nuovo in Serie A. Nel 2007-2008, dopo la trasferta di Madrid per la quale non viene convocato, litiga con l’allenatore Delio Rossi e la società lo punisce mettendolo fuori squadra. Nel mercato invernale del 2008 passa in prestito alla Juventus fino al termine del campionato. La società bianconera non lo riscatta e il giocatore rientra a Roma tra i biancocelesti. Il difensore parte quindi di nuovo in prestito. Questa volta è il Lecce, appena promosso in Serie A, ad accoglierlo tra le sue fila.

IL RITORNO IN BIANCOCELESTE

La stagione successiva torna alla Lazio ma termina subito sul mercato. Nel frattempo sulla panchina dell’ex Delio Rossi siede Davide Ballardini. In pieno accordo con la società il tecnico lo mette fuori rosa. La squadra però gira male. Stendardo, riappacificatosi con tecnico e presidente, torna a far parte della rosa. A febbraio 2010 al posto di Ballardini arriva Edy Reja e per Guglielmo è la svolta positiva. Le prestazioni del giocatore, impiegato maggiormente, migliorano notevolmente. Nel 2012, dopo essere stato sei mesi in prestito all’Atalanta, passa a titolo definitivo alla società felsinea.

LA LAUREA

Durante la carriera da calciatore continua gli studi. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel dicembre del 2012 sostiene l’esame di stato per diventare avvocato. Al termine della stagione il difensore torna alla Lazio ma, l’8 agosto, riparte di nuovo passando a titolo definitivo alla squadra bergamasca. Nel 2014, alla quarta di campionato, non viene convocato per la gara con l’Inter perché impegnato negli orali per l’abilitazione alla professione forense, in seguito brillantemente conseguita. Durante la sua carriera in biancoceleste ha vinto la Supercoppa Italiana nel 2009.

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