Frosinone-Lazio, Gattuso promuove i biancocelesti: «La cosa più importante è la mentalità»
Frosinone-Lazio, Gattuso promuove i biancocelesti: «La cosa più importante è la mentalità»
Il tecnico della Lazio, Gennaro Gattuso, ha parlato ai canali ufficiali biancocelesti al termine dell'amichevole vinta 2-1 contro il Frosinone allo stadio Benito Stirpe. Al centro delle sue parole la prestazione della squadra, il nuovo modo di interpretare il gioco, la mentalità e il lavoro svolto durante il primo mese di preparazione.
Gattuso si è detto soddisfatto del percorso compiuto finora, pur sottolineando la necessità di continuare a lavorare per migliorare alcuni aspetti.
«Molto soddisfatto di come la squadra tiene il campo»
Il tecnico biancoceleste ha spiegato che la Lazio sta lavorando su soluzioni differenti, anche in funzione delle caratteristiche degli avversari. «Dipende dagli avversari che affrontiamo e da quello che vogliamo fare in partita. È normale che questa squadra possa adottare un certo tipo di gioco, ma stiamo provando anche soluzioni diverse». Gattuso ha quindi evidenziato la disponibilità mostrata dal gruppo: «Abbiamo cambiato molto per provare a fare qualcosa di diverso e sono molto soddisfatto di come i ragazzi si stanno comportando e di come si allenano». La crescita, però, non è ancora completata: «Se vogliamo giocare in questo modo dobbiamo essere ancora più puliti, perché commettiamo ancora qualche errore. Ma ci sta».
Ratkov e il mercato: «Cerchiamo caratteristiche, non il nome»
Uno dei temi affrontati dall'allenatore è stato quello di Petar Ratkov e, più in generale, delle strategie di mercato.
Gattuso ha spiegato di aver trovato un giocatore con il morale basso dopo un periodo nel quale aveva trovato poco spazio: «L'anno scorso ho trovato un ragazzo che era arrivato a gennaio, era stato pagato tanto ed era stato utilizzato pochissimo. Aveva il morale sotto i tacchi». Il tecnico ha però sottolineato l'impegno mostrato dal calciatore: «Da quando sono qui è un ragazzo che si impegna, che lavora e che dà tutto».
Sul mercato, Gattuso ha invece ribadito un principio preciso: «Qui devono venire persone che abbiano davvero voglia di venire. Io non sono abituato a convincere i giocatori. Nel calcio non si può promettere nulla: è il campo che deve parlare». E ancora: «Quest'anno abbiamo bisogno di gente disposta a combattere. Se non ci sono queste condizioni, è inutile che un giocatore venga alla Lazio».
«Non fissatevi sui moduli: dobbiamo parlare di mentalità»
Per Gattuso il sistema di gioco non rappresenta l'elemento centrale del progetto. Il tecnico preferisce concentrarsi sull'atteggiamento della squadra. «Non fissatevi troppo sui moduli. I moduli lasciano il tempo che trovano. Io penso che dobbiamo parlare soprattutto di mentalità». Un concetto ribadito anche analizzando la partita contro il Frosinone: «Oggi abbiamo affrontato una squadra che va a mille all'ora. Corrono tantissimo. Noi siamo stati bravi a stare dietro, a fare la nostra partita e a reggere il ritmo». L'allenatore individua però un margine di crescita soprattutto negli ultimi metri: «Negli ultimi 25 metri possiamo fare ancora meglio, perché sbagliamo ancora tanto. Però mi tengo la prestazione, mi tengo la mentalità e mi tengo tutto quello che ho visto in questo mese».
«Non è semplice cambiare una tipologia di calcio»
Il lavoro svolto durante la preparazione assume particolare importanza nelle parole di Gattuso, soprattutto considerando il cambiamento rispetto al recente passato. «Non è semplice prendere una squadra abituata a un certo tipo di calcio, cambiare impostazione e riuscire in pochissimo tempo a fare cose positive».
Il tecnico sa che il percorso è ancora lungo: «È normale che questo non basti. Dobbiamo ancora crescere di livello, aumentare la quantità di corsa e migliorare la qualità del gioco». Nonostante questo, il bilancio è positivo: «Sono comunque molto, molto soddisfatto e faccio i complimenti ai miei ragazzi».
«La maglia della Lazio bisogna sudarla e onorarla»
Gattuso ha poi ricordato quello che, fin dal primo giorno, ha indicato come uno dei principi fondamentali del suo lavoro. «Quello che ho detto il primo giorno è che la maglia della Lazio bisogna sudarla e onorarla. Questo è il messaggio che posso dare». Una frase che sintetizza la filosofia con cui il tecnico sta affrontando l'inizio della sua esperienza sulla panchina biancoceleste: lavoro, disponibilità e mentalità.
Tifosi e stadio: «Il calcio ha bisogno della gente»
Un passaggio è stato dedicato anche alla presenza dei tifosi negli stadi. «Penso che il calcio abbia bisogno della gente allo stadio, ha bisogno della passione dei tifosi».
Gattuso ha auspicato che i sostenitori possano seguire la propria squadra quando ci siano le condizioni: «È giusto che i tifosi avversari, quando si comportano bene, abbiano la possibilità di andare allo stadio e tifare per la propria squadra».
Doekhi e Oliver: «Hanno fisicità e velocità interessanti»
Il tecnico ha analizzato anche le caratteristiche di Danilho Doekhi e Oliver, evidenziandone soprattutto la fisicità e la velocità. «Hanno grande fisicità e picchi di velocità interessanti. È vero che a campo aperto possono crearci problemi, ma dobbiamo essere bravi anche noi a tenere gli avversari lontani dalla nostra porta».
Gattuso ha poi effettuato un confronto sulla velocità: «È normale che Doekhi non abbia la velocità di Gila, che raggiunge picchi di 33-34 km/h. Doekhi arriva intorno ai 31-31,3 km/h, ma ci dà una mano sotto altri aspetti».
Il gol subito: «Un'ingenuità nostra»
Analizzando la rete incassata dal Frosinone, Gattuso ha individuato un errore nella gestione di una situazione preparata in allenamento. «Penso che anche oggi abbiamo preso la prima rete per una nostra ingenuità. Eravamo usciti da una pressione e abbiamo provato a fare un due contro due coinvolgendo il portiere, una situazione che avevamo preparato ieri».
Il tecnico non rinnega però l'idea di fondo: «Ci sta il fatto di cercare il portiere e provare continuamente rotazioni per uscire dalla pressione avversaria». E soprattutto si assume la responsabilità delle scelte: «Qualche errore può capitare. L'importante è tenere la testa alta. La responsabilità è mia, perché sono io a chiedere determinate cose. Continueremo su questa strada».
«Sono orgoglioso, è una squadra che ha voglia di lavorare»
Il giudizio sul gruppo rimane quindi molto positivo. «Sono contento della professionalità dei ragazzi. Non mi aspettavo che riuscissero così velocemente a cambiare una tipologia di calcio e a fare quello che stiamo provando a costruire».
Gattuso ha apprezzato soprattutto la disponibilità dimostrata dalla squadra: «C'è stata grande disponibilità e sono molto contento e orgoglioso, perché è una squadra che ha voglia di lavorare».
Infine, un riferimento alla scorsa stagione e alla capacità del gruppo di rimanere compatto nonostante le difficoltà: «Secondo me l'anno scorso sono stati molto bravi. Nonostante la situazione che si era venuta a creare, il gruppo è rimasto compatto. Se non fosse stato così, l'anno scorso sarebbe potuto succedere molto, molto di peggio».
Il messaggio che arriva dalle parole di Gattuso è dunque chiaro: la Lazio sta cambiando, ma il cambiamento passa soprattutto dalla mentalità. Il tecnico considera positiva la risposta della squadra dopo il primo mese di lavoro, consapevole allo stesso tempo che il percorso di crescita è ancora lungo e che gli aspetti da migliorare non mancano.
Fonte: canali ufficiali S.S. Lazio.