Notizie live

La Lazio cerca cuore, ma la regia resta in mano alla dirigenza

Gennaro Gattuso | Ringhio, la dirigenza | La dirigenza, il direttore sportivo | Il direttore sportivo

Non parto dal «vinca chi ha voglia» virgolettato dal campo: parto dal fatto che, alla Lazio, la voglia è diventata un requisito quasi esotico. Ringhio ha riassunto l’evidenza: se il calciatore non mette l’elmetto, meglio non prenderlo. È una frase onesta, ma brucia se pronunciata da chi – sul mercato e nella governance – ha abituato tifosi e osservatori a piroette, annunci e scambi di responsabilità. Il mercato dell’attacco ha avuto svolte evidenti (Ivanovic sfuggito al tentativo biancoceleste), indecisioni e un allenatore che si prende la colpa pubblica: ammissione di responsabilità che non cancella il dato politico evidente: la regia delle operazioni sembra restare appannaggio della dirigenza, con dubbi su chi davvero coordini le scelte e su come venga garantita chiarezza e coerenza di progetto.

Tra nomi, suggestioni e il «nessuno al posto giusto»

La cronaca racconta offerte rifiutate, scelte personali dei calciatori e piani che cambiano. Ringhio non ne fa un mistero: servono profili funzionali, velocità, forza e volontà. Situazioni come quella di Ratkov, che arriva con aspettative e deve ritrovare motivazioni, o la suggestione Gimenez, che resta tale se la testa e il cuore non seguono, sono il risultato di una strategia di mercato che sembra — almeno finora — inseguire meccanismi più estetici che sostanziali. Nel mezzo c’è il ruolo del direttore sportivo: spetta a lui trovare quei due profili citati dall’allenatore; la domanda è se abbia piena autonomia o se la proprietà e la dirigenza continuino a tenere i fili. I tifosi vedono nomi che vanno e vengono; la frustrazione cresce quando la squadra, invece di essere potenziata, sembra costruita pezzo per pezzo senza uno schema coerente a lungo termine.

La maglia, i tifosi e il divario tra retorica e realtà

Ringhio ha ricordato che la maglia va onorata, e ha sperato che i sostenitori possano seguire la squadra anche a Bologna: bella musica, peccato che la realtà amministrativa e la politica societaria su biglietti, comunicazione e rapporti con la curva spesso suonino stonate. Il calcio vive di gente, non di slide finanziarie: quando chi decide mette davanti interessi e narrazioni, la passione si arrabbia. Criticare la squadra è legittimo; criticare la gestione è doveroso. Se la Lazio vuole tornare a essere qualcosa di più di un bilancio che respira, servono scelte nette, trasparenti e una dirigenza che smetta di ragionare come fosse solo un investimento. Altrimenti Ringhio potrà continuare a chiedere voglia, ma chi la voglia dovrebbe mettere in campo e farsene carico restano i tifosi, sempre in bilico tra speranza e sopportazione.

Biografia autore

Bruno De Leonardi

Affronta i temi di attualità con uno sguardo attento sui cambiamenti della società, Bruno De Leonardi è un autore di Laziochannel.it che esplora le dinamiche sociali e culturali del nostro tempo. La sua scrittura si distingue per la semplicità e la capacità di collegare gli eventi del presente con le esperienze quotidiane delle persone. Con un approccio empatico, Bruno cerca di stimolare riflessioni e discussioni importanti per la comunità.

Condividi

Cambia impostazioni privacy