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Andare allo Stirpe per seguire la squadra dovrebbe essere un rito semplice: comprare il biglietto, partire, tifare e rientrare senza drammi. Invece la comunicazione ufficiale con le informazioni per i tifosi diretti allo Stirpe è diventata il foglio di istruzioni di un elefante in una cristalleria. Le indicazioni sono necessarie, ben venga ogni nota che aiuti i tifosi a orientarsi; ma quando le comunicazioni si limitano a elencare curiosità logistiche senza risolvere i problemi veri, finiscono per suonare come un contentino ai clienti e non come un rispetto dovuto ai sostenitori.
Il problema non è solo dove mettono il bus o come aprono i cancelli: è la sensazione che dietro ogni nota pratica ci sia una priorità diversa da quella dei tifosi. La Società sembra più preoccupata di non perdere l’immagine sui social che di rendere la trasferta accessibile e dignitosa per chi spende tempo e soldi per seguire la squadra. Se poi a gestire il teatro di questi annunci c’è la Cupola, tutto diventa più prevedibile: regolamenti, box corporate e conferenze stampa che parlano di brand e partnership mentre chi va in curva resta a contare disservizi.
Il calcio che vince nelle slide e perde sul pullman
Non stiamo parlando di drammi sportivi: la squadra è guidata da Gattuso e il direttore sportivo è Mario Rossi, elementi che – giusti o sbagliati – fanno il loro lavoro sul campo e sul mercato. Ricordiamo anche che Ciro Immobile non gioca più nella Lazio, dato che cambia equilibri e tifosi da sostenere. Il punto è però politico e pratico insieme: il Business del calcio trasforma lo stadio in un prodotto da confezionare, e chi sborsa biglietti e abbonamenti diventa un consumatore più che un compagno di squadra. Questo scollamento è lo stesso che alimenta il risentimento verso Il Patron e la Cupola; non accuseremo persone di malaffare, ma possiamo e dobbiamo contestare scelte di priorità e comunicazione.
Le informazioni per i tifosi sono importanti, ma non bastano se non si accompagnano a scelte concrete: trasporti coordinati, prezzi reali, trasparenza sulle modalità di accesso e meno proclami su palchi vuoti. I tifosi non chiedono privilegi, chiedono rispetto e considerazione. Se La Società vuole davvero riconquistare il cuore della gente, inizi a comportarsi come se i sostenitori fossero il cliente da servire e non l’ultimo anello della catena del Business. Altrimenti lo Stirpe resterà solo il teatro di un colpo di scena: la partita perfetta per chi incassa e una trasferta di fastidio per chi tifa.