SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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Dazn e Sky snobbano i laziali: in diretta mai inquadrato il settore ospiti

Lo spettacolo del settore ospiti ignorato completamente dalla diretta. Le immagini trasmesse in televisione sono fornite dalla Lega Serie A, che ha scelto di censuare anche ad Udine i tifosi biancocelesti

Curva Nord vuota allo stadio Olimpico, settore ospiti che dà spettacolo in trasferta. I tifosi della Lazio si sono fatti notare a Bologna e Udine con due maestose coreografie che hanno raccolto applausi e fatto parlare di grande stile anche oltre i confini nazionali. Eppure, questo non basta per attirare l’attenzione delle emittenti televisive nazionali: infatti, come segnalato da molti utenti ai nostri canali, le telecamere di Sky e Dazn hanno completamente snobbato gli ultras biancocelesti. Il settore ospiti ruggiva, brillava, colorava uno stadio altrimenti grigio, purtroppo però per chi era seduto sul divano davanti alla TV, quel capolavoro non è mai esistito. Nemmeno un’inquadratura. Zero secondi di celebrità. Un blackout totale che ha il sapore amaro dell’ennesimo schiaffo in faccia al popolo laziale.

Non è una questione di vittimismo, ma se non altro si può parlare di doppiopesismo e di un chiara censura nella comunicazione. Le immagini trasmesse da DAZN e Sky sono impacchettate e fornite direttamente dalla Lega Serie A. È la loro regia, la loro produzione “centralizzata”, ad aver scientemente deciso di girare le telecamere dall’altra parte. Di fronte a una macchia biancoceleste che avrebbe meritato la copertina del weekend calcistico, l’occhio del Broadcaster centrale ha preferito inquadrare il nulla, perdersi in replay inutili o concentrarsi sulle solite banalità da campo. E’ come se all’interno del racconto di una partita mancasse una parte fondamentale, cioè la spinta di una tifoseria che ha accompagnato la propria squadra alla conquista dei tre punti.

Quando c’è da esaltare la tifoseria della Lazio per le sue dimostrazioni d’amore, per il colore che porta in giro per l’Italia o per la sua incessante presenza, troppo spesso la regia guarda altrove. Cala il sipario, scatta la censura del bello. Quando c’è da criticare, invece, il copione cambia drasticamente. Se c’è da puntare il dito, isolare il coro di tre imbecilli o fare la morale, i titoli in prima pagina sono già pronti, i microfoni ambientali vengono alzati al massimo e le telecamere sono posizionate in modalità macro, pronte a vivisezionare ogni singolo seggiolino. La suonata è sempre stata questa, il messaggio quindi da sottolineare è semplice: questa non è cronaca sportiva, questo è un racconto a senso unico. Il calcio italiano si riempie la bocca con lo slogan “il calcio è della gente”, ma poi decide a tavolino quale “gente” meriti la vetrina e quale debba essere nascosta sotto il tappeto. Il popolo laziale tuttavia è abituato a camminare controvento. I tifosi proseguiranno a riempire i settori ospiti e a colorare l’Italia di biancoceleste perché non hanno bisogno degli obiettivi televisivi per esistere, sanno benissimo qual è la loro identità.
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