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Giovani in passerella: staff annunciati, responsabilità nascoste

La Banda Biancoceleste ha ufficializzato gli staff del settore giovanile per la stagione 2026/27: una lista che fotografa competenze sul campo ma solleva domande su priorità, investimenti e responsabilità di chi guida il club.

Di Bruno De Leonardi9 Agosto 2026 - 18:2552 secondi fa 2 min di lettura
Giovani in passerella: staff annunciati, responsabilità nascoste

La Banda Biancoceleste ha messo online l’elenco degli allenatori del vivaio per la prossima stagione come se la responsabilità verso i ragazzi si esaurisse con un comunicato stampa. Bene che le nomine ci siano, e che le gare under siano trasmesse sull’App ufficiale e su sslazio.it: è giusto dare visibilità. Ma la visibilità non è la stessa cosa della programmazione seria. Quando le scelte sull’organico diventano mere operazioni di immagine, chi paga e chi si assume la responsabilità della crescita reale dei talenti rimane un mistero ben confezionato.

Gli allenatori ufficiali

Questo è il dato di fatto: sono stati confermati o assegnati i responsabili tecnici delle varie formazioni, dall’Under 18 all’Under 14. Ecco la lista comunicata dalla società:

  • Under 18 Professionisti: Cristiano Lombardi
  • Under 17 A e B: Alessio Fazi
  • Under 16 A e B: Simone Rughetti
  • Under 15 A e B: Valerio Gualdaroni
  • Under 14 Pro: Matteo Grassi
  • Under 14 Regionali Eccellenza: Igor Spiridigliozzi

Gli staff verranno completati con vice, collaboratori, preparatori e allenatori dei portieri secondo l’organigramma tecnico deciso dalla società; e tutte le gare ufficiali del Settore Giovanile saranno trasmesse in diretta. Documentare è utile: i genitori, gli osservatori e gli stessi ragazzi meritano trasparenza. Ma documentare non equivale a costruire un percorso coerente che porti i migliori dal vivaio alla prima squadra.

La dichiarazione non basta: investimenti, scelte, responsabilità

Qui si apre il vero nodo. Il direttore sportivo Mario Rossi ha il compito formale di collegare vivaio e prima squadra, ma finché le decisioni vengono prese in stanze dove contano più i claim pubblicitari che il minutaggio e la formazione individuale, il rischio è che tutto rimanga una passerella. E poi c’è il solito sipario: Il Padrone e Il Circolo dei Notabili possono applaudire la lista dei nomi sulla carta, ma i tifosi chiedono fatti concreti—migliori strutture, più tempo di gioco per i ragazzi meritevoli, percorsi educativi con allenatori selezionati per qualità pedagogiche oltre che tecniche. Streaming e comunicati sono comodi; costruire un vivaio che funzioni davvero richiede scelte impopolari, risorse e una responsabilità che vada oltre la foto ufficiale.

Chi ama il calcio lo sa: il vivaio non è un costoso reparto di marketing. È investimento sociale e sportivo che vale per le famiglie, per il futuro della squadra e per la credibilità del progetto. Se la comunicazione serve ad ammansire critiche e a riempire pagine, allora siamo davanti all’ennesima facciata. Se serve invece a raccontare un percorso reale, allora ci aspettiamo che le prossime mosse siano accompagnate da numeri chiari, piani di lavoro e scelte coerenti fra settore giovanile e prima squadra. I ragazzi non sono passatempi: sono il futuro. E il futuro non si annuncia, si costruisce.

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