Il 10/09/2026 l’assessore allo Sport Alessandro Onorato ha reso pubblico che l’istruttoria preliminare sul progetto del nuovo Stadio Flaminio è stata completata: si tratta di una conferma formale della documentazione presentata dalla S.S. Lazio e inserita nella procedura ai sensi del D.Lgs. 38/2021, ma non di un’approvazione incondizionata del progetto.

La Conferenza dei Servizi preliminare ha infatti prodotto un verbale/istruttoria di chiusura (con determinazione RUP) che individua condizioni e prescrizioni da recepire nelle fasi successive. In parallelo, la Soprintendenza ha già formulato rilievi tecnici prescrittivi — in particolare su elementi della tribuna e sulla pensilina storica — che hanno imposto adeguamenti agli elaborati.

Questi rilievi hanno effetti concreti sul progetto: la capienza ipotizzata nella versione iniziale della Lazio (circa 50.000 posti) è stata ricalibrata in una stima intorno ai 43.000 posti dopo le prescrizioni della Soprintendenza; inoltre la soluzione inizialmente prospettata per la pensilina/struttura storica (ipotesi di demolizione/parziale rifacimento) è ora condizionata a soluzioni di conservazione e integrazione richieste dagli enti di tutela e dagli uffici comunali.

In pratica, l’annuncio di istruttoria completata spalanca la porta alla fase decisiva dell’iter ma non ne cancella i vincoli: la S.S. Lazio dovrà adeguare gli elaborati, recepire le prescrizioni tecniche, rispondere formalmente al verbale di chiusura e ottenere i pareri/autorizzazioni definitivi prima di poter procedere a qualsiasi approvazione esecutiva o avvio dei cantieri. Ogni passaggio è potenzialmente fonte di ritardi e di modifiche al cronoprogramma e al piano economico-finanziario.

Per la Lazio il valore immediato dell’annuncio resta politico e strategico: si ridisegna il rapporto con il Comune su basi più operative e con maggiore definizione dei vincoli. Questo apre la possibilità di negoziare tempistiche, fasi di cantiere e pacchetti di interventi infrastrutturali attorno allo stadio, ma la concretezza di tali intese dipenderà dalla capacità della società di adattare il progetto alle prescrizioni e di ottenere i pareri definitivi degli enti coinvolti.

Sul piano pratico le ricadute immediate riguardano: la ridefinizione della capienza e degli standard di fruizione; la necessità di integrare soluzioni per la conservazione della pensilina e altre componenti storiche; la ricalibrazione dei costi e dei tempi; e la programmazione degli assetti temporanei per gare, strutture di allenamento e mobilità durante le fasi di cantiere. Nei prossimi mesi sarà cruciale seguire gli esiti formali della fase di adeguamento degli elaborati, le risposte della S.S. Lazio alle prescrizioni e le determinazioni finali degli uffici comunali e della Soprintendenza.

In sintesi: l’istruttoria è stata formalmente chiusa, ma con prescrizioni che hanno già modificato elementi sostanziali del progetto. Non si tratta di un via libera ai lavori, ma di un passaggio che sposta la palla nella metà della società e degli uffici tecnici, chiamati a trasformare il progetto esistente in una versione compatibile con i vincoli indicati e quindi percorribile fino alle autorizzazioni definitive.