SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1124
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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La domanda sorge spontanea, direbbe qualcuno: ma perché tutti si preoccupano di costruire stadi nuovi se poi non ci vanno? Il problema sta a monte, direbbe un altro: al monte dei pegni. Prezzi alti e spettacolo non sempre all’altezza della situazione: Lazio-Udinese è stato un esempio lampante di come a Roma una bella rappresentazione dell’Enrico VIII ammazzerebbe la domenica molto meglio delle giravolte di Felipe Anderson o dei tentativi di Jordan Lukaku di tenere i capelli fermi durante il riscaldamento.

Il problema è che non c’è neanche Shakespeare in città: l’unico vero Amleto è Simone Inzaghi che di fronte alla solita, sparuta platea si abbandona al consueto dilemma, vincere o non vincere? La risposta gliela fornisce Ciro Immobile, accompagnata da un altro paradosso: dopo i 50 tiri senza gol su azione tra Chievo e Milan, ne bastano giusto una manciata per chiudere il conto contro un’Udinese altrettanto svogliata, per quanto ne lasci intendere Delneri che non riesce neppure a credere alla sua teoria della rapina del secolo.

Già, i gol su azione:  all’Olimpico non se n’è visto uno in tre partite, roba dei tempi rock di Beppe Materazzi ed Eugenio Fascetti: questo mi riporta indietro, dicono i più anziani che quel seggiolino dello stadio non lo hanno mai lasciato, e saranno lì anche quando ci sarà lo Stadio delle Aquile e, presumibilmente visti i tempi della burocrazia, anche i cuochi robot. Nel frattempo, pur fantasticando sulla nuova casa, mercoledì saremo sempre lì, e sarà un po’ una resa dei conti per una stagione che, a dispetto dei cinquanta punti già messi in cassaforte, può ancora offrire tutto e il contrario di tutto. L’ultimo stadio si avvicina e per ora è sempre e solo l’Olimpico. Così come anche gli avversari saranno quelli di sempre: forza dell’abitudine, speriamo solo in un epilogo diverso dal solito dei tempi recenti.

Fabio Belli

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