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Lazio, retroscena sull’acquisto di Guendouzi, Kamada era già stato bocciato in estate?

Lazio, retroscena sull’acquisto di Guendouzi, Kamada era già stato bocciato in estate?

Il Corriere dello Sport ha rivelato nella sua edizione odierna che Kamada e Pellegrini furono entrambi richiesti da Sarri durante l’estate.

Il giocatore giapponese è stato ingaggiato dalla Lazio in modo improvviso, dopo la cessione di Milinkovic. Fino a quel momento, i tifosi della squadra non pensavano che qualcuno avrebbe potuto rimpiazzare il Sergente.

Un retroscena interessante racconta che inizialmente l’ex Francoforte aveva rifiutato l’offerta, ma successivamente cambiò idea e accettò. Tuttavia, si è reso evidente che Kamada non è in grado di sostituire pienamente Milinkovic, né di coprire il suo ruolo in campo.

Probabilmente la società era già consapevole come riporta il CDS della necessità di rinforzare il centrocampo, data la mancanza di fisicità in quella posizione. Questo spiegherebbe l’acquisto di Guendouzi, un nuovo tassello fondamentale per la mediana laziale.

Sarri alla Fiorentina ? La rivelazione del figlio può scioccare i tifosi

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Nicolè Sarri, figlio dell’allenatore della Lazio, ha concesso un’intervista a FirenzeViola.it, durante la quale ha discusso le voci che suggeriscono l’ipotetico trasferimento di suo padre alla Fiorentina in futuro.

Nicolè ha dichiarato:

Questo dovremmo chiederlo a lui. Secondo me a fine carriera può essere una possibilità, anche se è sempre problematico fare il profeta in patria“.

Detto ciò, le speranze di vedere Sarri sulla panchina della Fiorentina dipendono totalmente dal volere del tecnico stesso, ma il figlio non esclude questa possibilità.

Sarri e squadra a cena fuori : ecco il patto Champions

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Il tecnico Maurizio Sarri ha invitato la sua squadra e lo staff della Lazio a cena fuori, in un gesto che sembra essere volto a rinsaldare i legami interni e rafforzare il morale della squadra, mirando alla Champions League.

L’uscita è stata riportata da Il Messaggero, che ha specificato che la cena si è svolta nelle vicinanze di Formello, un’occasione per la squadra per trascorrere una serata di spensieratezza e allegria. La mossa è stata vista come un tentativo di conservare l’unità interna della squadra, fondamentale per superare la tempesta esterna che stanno traversando.

Martedì mattina, c’è stato un breve dialogo. I giocatori sono stremati, ma secondo quanto riportato, mostrano ancora spirito di lotta. Hanno detto a Sarri: “Mancano 12 giornate mister, crediamo ancora alla risalita con un grande finale in Serie A”. Queste parole rivolte al tecnico dimostrano la fiducia dei giocatori nella capacità della squadra di superare la crisi.

 

Fonti vicine a Lotito: “Qualcuno mina alla serenità della Lazio”

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In una recente dichiarazione, fonti vicine al presidente della Lazio, Claudio Lotito, si sono pronunciate contro coloro che criticano il leader biancoceleste, sostenendo che questi stiano cercando di compromettere la tranquillità della squadra.

Parlando alla Ansa, queste fonti hanno discusso le recenti critiche rivolte verso l’ambiente Lazio. Le loro parole erano chiare: “Alla vigilia di due importanti match, con il Milan e il Bayern Monaco, sembra che ci sia un tentativo da parte di alcuni di minare la tranquillità della squadra e dell’ambiente”.

In contrasto con quanto è stato riportato da alcuni media in riferimento a chiamate “intercettate” al presidente mentre era impegnato in attività istituzionali al Senato, le fonti vicine a Lotito hanno sostenuto che il presidente segue costantemente l’attività della società sportiva Lazio, come ha sempre fatto nei venti anni della sua presidenza.

Hanno proseguito esprimendo rammarico per il fatto che ci siano ancora individui che tentano di danneggiare il club alterando intenzionalmente le dichiarazioni del presidente.

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Chi critica Sarri sbaglia, Ma con questa squadra cosa vogliamo di più?

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Chi critica Sarri sbaglia. Parliamoci chiaro, ma la Lazio con questo organico deve vincere lo scudetto, la risposta è sicuramente no. Con questo organico la Lazio deve obbligatoriamente arrivare fra le prime quattro, nemmeno. Secondo il punto di vista di quasi tutti, con questa squadra si deve obbligatoriamente arrivare in Europa. Questo sì.

La formazione biancoceleste, come tutti gli anni aleggia sempre nelle prime posizioni della classifica del campionato di Serie A ma non fra le primissime.

Al netto degli errori fisiologici del tecnico, come quelli dei giocatori, dei giornalisti e di chiunque lavori o faccia qualcosa nella vita, diciamoci la verità questa squadra è una buona squadra. Ma la rosa è corta se si vuole andare avanti in qualsiasi tipo di competizione Europea.

Seppur la Lazio ha fatto una campagna acquisti sopra la sufficienza, è pur vero che non è stata a livello dei soldi incassati derivanti dalla qualificazione alla Champions League e dalla cessione di Milinkovic-Savic. Il tecnico aveva chiesto Zielinski e Berardi, sono arrivati invece Kamada e Isaksen.

In tanti avevano detto di investire su un attaccante, perché Immobile inizia ad avere una certa età, invece è arrivato dal Girona un giocatore argentino semisconosciuto che si chiama Castellanos il quale quest’anno ha realizzato soltanto due gol in 20 presenze.

Se noi giochiamo con dei terzini che fanno capo a Lazzari e Marusic, acquistati all’epoca di Simone Inzaghi per fare i quinti di centrocampo, mentre adesso li abbiamo adattati come difensori, bisogna ricordarsi che non nascono per fare questo ruolo. E’ ovvio che la fase difensiva soffra, per quanto poi il tecnico e gli atleti siano bravi ad adattarsi alle esigenze.

Senza poi citare che abbiamo rispolverato dopo un anno e mezzo di panchina un centrale difensivo che si chiama Gila, che sta facendo molto bene per carità, ma se ha fatto un anno e mezzo senza mai giocare un motivo ci sarà…

Poi c’è il capitolo Luis Alberto, che mai nella vita può fare l’interno di un centrocampo a tre, ma grazie alla sua qualità bene o male riesce sempre a far qualcosa di buono.

Per farla breve, più che il tecnico, il problema è la rosa che, per la questione rinnovi e il tasso tecnico non di primissima fascia, va in apnea giocando campionato e coppe.

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Rovella su Pellegrini: “Ricordo un episodio divertente”

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Nicolò Rovella ha recentemente rivelato, durante un evento delle Figurine Panini, il rapporto stretto che ha con il suo collega della Lazio, Luca Pellegrini. Rovella e Pellegrini erano già compagni di squadra alla Juventus, e la loro amicizia si è rafforzata da quando sono a Roma.

Rovella ha parlato con affetto di Pellegrini, noto da lui come “Pelle”, descrivendo quanto sia stato di aiuto nei primi mesi nella capitale. Ha anche ricordato un episodio divertente avvenuto durante l’estate quando erano alla Juventus.

Racconta che un giorno Pellegrini gli ha chiesto se avesse intenzione di unirsi alla Lazio. All’epoca, Rovella non era a conoscenza di eventuali piani di trasferimento e ha risposto che, se fosse stata data l’opportunità, sarebbe andato immediatamente con Pellegrini, che sapeva dovesse trasferirsi.

Pellegrini ha risposto in modo ambiguo, suggerendo che un trasferimento potrebbe essere possibile. A questo punto, Rovella ha deciso di fare delle verifiche e da lì è iniziata tutta la trattativa per il suo trasferimento alla Lazio.

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Fabrizio Corona condannato dal Tribunale di Milano : la motivazione

Il re dei paparazzi Fabrizio Corona è stato ritenuto colpevole di diffamazione aggravata.

Le vittime di questa azione sono Wanda Nara, Mauro Icardi e Marcelo Brozovic. Icardi, noto come ex attaccante nerazzurro, gioca ora per il Galatasaray; Brozovic, anch’egli un ex dell’Inter, milita invece nel team dell’Al Nassr.

La sentenza, come riferito da Sportface, prevede per Corona una pena pecuniaria. Si tratta nello specifico di una multa di 1500 euro. A ciò si aggiungono poi dei risarcimenti per le parti lese: Icardi e Nara riceveranno ciascuno 7500 euro, mentre a Brozovic andranno 5mila euro.

Minala torna a parlare della polemica sull’età : “Consigliato male…”

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La controversia riguardante l’età di Minala, sebbene sia stata smentita da numerosi test e indagini, ha avuto un impatto significativo sulla sua carriera.

L’ex centrocampista della Lazio, ora con lo Sliema Wanderers, si è aperto su come ha gestito questa situazione negativa, le sofferenze che ha dovuto sopportare e le misure che si è sentito obbligato a prendere per dimostrare la sua innocenza.

Minala ha ricordato: “Il mio primo manager era Raiola, non un tipo qualsiasi. Quando ho firmato per la Lazio, ho sempre giocato liberamente, anche per la Nazionale Dilettanti Italiana. Non ho mai dato peso a questa situazione. Ho semplicemente seguito il percorso degli altri ragazzi della mia età. Ho studiato in Italia prima di giocare e mi sono sviluppato come tutti gli altri.

Quando ho debuttato in Serie A, però, queste voci hanno cominciato a circolare e quelli che mi gestivano mi hanno consigliato male. Mi hanno detto di ignorarle, sostenendo che si sarebbero attenuate col tempo. Invece, la gente ha sempre messo queste affermazioni prima delle mie prestazioni in campo. Anche quando giocavo bene, l’unico aspetto che sembrava importare era che fossi ‘vecchio'”.

Minala ha poi proseguito: “Quando ho realizzato che dovevo fare qualcosa per affrontare la situazione, temevo fosse troppo tardi. Mi sono messo a disposizione per vari test e indagini che molti calciatori in situazioni simili avrebbero evitato. Non avevo nulla da nascondere”.

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Preoccupano le condizioni di salute di Zeman : aggiornamenti sulla situazione

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Il famoso allenatore di calcio, Zdenek Zeman, potrebbe dover affrontare un altro intervento chirurgico.

Dopo aver subito un’operazione alla carotide il 17 febbraio, le notizie recenti dal Corriere dello Sport indicano che uno degli stent inseriti ha subito un rigetto. Attualmente, Zeman è ricoverato in ospedale per assistenza medica.

Dopo il suo intervento, Zeman ha rassegnato le dimissioni come allenatore del Pescara. Questa decisione è stata presa in seguito alla pausa di 4-6 mesi raccomandata dai medici per il suo recupero.

Fiore durissimo contro la Lazio di Sarri : “Squadra senza anima”

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Durante una recenta apparizione a TV Play, Stefano Fiore, ex calciatore della Lazio, ha espresso la sua opinione sulla recente partita tra la Fiorentina e la Lazio e ha criticato aspramente la prestazione della squadra biancoceleste.

Fiore non ha esitato a definire la partita tra Fiorentina e Lazio come dominata dal principio alla fine dalla squadra viola, sottolineando come la Fiorentina fosse stata in svantaggio solo per un episodio singolare, un ulteriore esempio di come il calcio possa essere imprevedibile. Secondo Fiore, nonostante il vantaggio temporaneo, la Lazio non ha mai mostrato una reale reazione, ponendosi in una situazione complicata.

Fiore ha proseguito il suo ragionamento, criticando duramente la mancanza di reazione dei biancocelesti anche dopo il 2-1 in favore della Fiorentina.

A suo avviso, la squadra di Sarri ha fallito ancora una volta l’opportunità di dare continuità alla sua stagione, portandolo a domandarsi se qualcosa si sia rotto all’interno del gruppo. Questa preoccupazione è stata rafforzata dal fatto che la Lazio ha giocato, secondo l’ex calciatore, una partita senza anima.

 

Lazio sotto assedio, il dato raccapricciante sulla difesa e Provedel

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Lazio sotto assedio, il dato raccapricciante sulla difesa e Provedel

In questa stagione, Lazio ha avuto pochi momenti più difficili di quello sperimentato nella partita contro la Fiorentina.  I tiri subiti dai biancocelesti sono preoccupanti, un fenomeno che ha familiari precedenti. Di conseguenza, non è solo un episodio isolato, ma una fase critica per la difesa del team di Sarri.

Secondo il Corriere dello Sport, la Lazio ha subito ben 57 tiri nelle partite contro Bologna, Torino e Fiorentina, con 14 di questi diretti alla porta.

Calciomercato Lazio, Fabiani si prepara a proteggere un talento della Primavera

Calciomercato Lazio, Fabiani si prepara a proteggere un talento della Primavera.

Diventato una stella brillante della Lazio Primavera, squadra guidata da Sanderra, Jacopo Sardo è un trequartista o mezzala, nato nel 2005, di grande abilità.

L’impressionante record di Sardo, che ha segnato quattro dei cinque ultimi gol della sua formazione, non può passare inosservato.

Le sue notevoli esibizioni hanno attirato l’attenzione di numerose squadre, sia in Italia che in Europa. Di conseguenza, come riportato dal Corriere dello Sport, Fabiani è deciso a proteggere il futuro del suo gioiello, proponendo un contratto fino al 30 giugno 2027.

Quali sono le squadre di A con maggiori incassi allo stadio ? La Lazio in top 10

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Il nuovo studio pubblicato da Calcio e Finanza rivela le squadre di Serie A che hanno generato i maggiori introiti dalla vendita dei biglietti nello stadio nel 2023.

In questa competizione economica, risulta particolarmente entusiasmante il derby della Madonnina in cima alla classifica. Alla fine, i nerazzurri hanno avuto la meglio, riuscendo a guadagnare di più rispetto al loro acerrimo rivale milanista (79 contro 72,8 milioni). A completare il podio la Juventus con 61,5 milioni di ricavi.

LA LAZIO ?

I biancocelesti si piazzano al sesto posto con 17,9 milioni di ricavi, preceduti dal Napoli al quinto posto con 37,9 e dalla Roma al quarto con 49,2 milioni di ricavi.

LEGGI L’INTERA TOP 10 E TOP 20

Bilancio delle sconfitte stagionali della Lazio, solo una volta Sarri ha fatto peggio

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La Lazio di Maurizio Sarri ha subito la decima sconfitta nel campionato di Serie A contro la Fiorentina, solo una volta fece peggio.

Compresi gli insuccessi in Champions League contro Feyenoord e Atletico Madrid e uno in Supercoppa Italiana contro l’Inter, la stagione attuale presenta tredici sconfitte complessive. Secondo il Corriere della Sera, questo è un numero che il tecnico toscano ha registrato solo una volta prima nella sua carriera, e che rischia di crescere con l’avvicinarsi della fine dell’anno.

Nella stagione 2021-2022, Sarri ha subito tredici sconfitte in quarantotto partite, un numero che si replica nella stagione corrente, con tredici sconfitte in cinquanta partite. Queste cifre mostrano un calo di rendimento rispetto alle precedenti stagioni biancocelesti e sollevano dubbi su un possibile momento di crisi.

A sottolineare questo trend negativo, in passato il tecnico Sarri aveva conosciuto solo tredici sconfitte sia con la Sangiovannese in Serie C sia con l’Empoli nel suo primo anno in Serie A. Solo una volta Sarri ha fatto peggio: nel lontano 2006, quando era alla guida del Pescara in Serie B, aveva accumulato ben diciassette sconfitte in una singola stagione.

Lazio, Tommaso Paradiso durissimo su Lotito, dice quello che pensano tanti tifosi…

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Tommaso Paradiso ha sempre dimostrato la sua fedeltà alla Lazio, come dimostrano i suoi concerti. In una recente intervista rilasciata a Radiosei, ha espresso il suo dispiacere per le difficoltà che sta attualmente affrontando la squadra.

Tommaso evidenzia le responsabilità condivise di tutti, tra cui una persona che a suo parere è la più responsabile. Paradiso si dispiace per i giocatori. Li conosce, parla con loro, ha avuto modo di conoscerli come una famiglia.

È dispiaciuto nel vederli così abbattuti in campo. Ha l’impressione che stiano affrontando una certa stanchezza. Paradiso sottolinea l’ossimoro esistente tra i tratti personali dei giocatori e l’allenatore, una discrepanza che secondo lui è la causa del rendimento attuale della squadra.

In merito alla questione legata al futuro della Lazio, Tommaso considera l’aspirazione alla vittoria cruciale per i tifosi. Secondo lui, con le circostanze attuali, sarà difficile per la Lazio mirare ad una vittoria significativa. In più, Paradiso esprime preoccupazione per i recenti cambiamenti nel panorama calcistico italiano, con molti club ora di proprietà di grandi entità finanziarie.

Paradiso ritiene che se il presidente Lotito ha veramente a cuore la Lazio, dovrebbe fare un passo indietro per il bene della squadra e dei suoi tifosi. Secondo lui, venti anni di presidenza di Lotito sono stati sufficienti e il ciclo si sta ripetendo.

Paradiso critica i tifosi che si concentrano troppo sulla questione economica della squadra. Sentimentalmente legato all’era Cragnotti, vorrebbe che la Lazio tornasse a vincere. Infine, esprime la sua frustrazione verso l’affermazione che nessuno comprerà la società, sollecitando l’apertura delle menti per evitare la costante alternanza tra anni buoni e cattivi.

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Compleanno Candreva, arrivano gli auguri della Lazio

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Ex giocatore della Lazio, Antonio Candreva, festeggia il suo compleanno con gli auguri speciali del suo ex club.

La Lazio ha deciso di celebrare il compleanno di Antonio Candreva, l’ex centrocampista biancoceleste, che oggi raggiunge quota 37. L’omaggio è stato reso tramite i propri canali ufficiali da parte del club.

Gli auguri del club sottolineano le gesta di Candreva con la maglia biancoceleste. L’ex centrocampista della Lazio ha vestito la maglia del team dal gennaio del 2012 fino al 2016. Durante il suo periodo a Roma, Antonio ha collezionato 192 presenze e segnato 45 gol vincendo la storica Coppa Italia nel 2013 contro la Roma.

 

Lotito su Sarri : “Non seguo la squadra da giorni, non l’ho sentito, mica faccio il disoccupato”

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Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha risposto a delle recenti insinuazioni durante un’intervista con Tag.24.it. Questo è avvenuto in seguito a dichiarazioni presumibilmente emesse da lui al Messaggero.

Ha apertamente dichiarato: “Non so niente, che hanno scritto i giornali? Sono giorni che non seguo la squadra. Io mica faccio il disoccupato! Non mi telefonate per questo”.

Con questa risposta, ha espresso la sua frustrazione per essere interpellato su questioni della squadra mentre si occupava di altre materie importanti.

Inoltre, sostiene che la sua apparente distanza dalla Lazio non è dovuta a mancanza di amore per la squadra. Invece, afferma che è una questione di tempo e i suoi impegni. Dice: “Non si tratta di non provare amore, è il tempo che manca. Il tempo è cinico, solo l’amore è eterno e io sono per i legami indissolubili. Il matrimonio per me è indissolubile”.

Nell’elaborare il suo legame indissolubile con la Lazio, Lotito lo descrive come un matrimonio: “Con la Lazio è assolutamente un matrimonio indissolubile”.

Infine, alla domanda sul suo rapporto con l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha risposto: “Con Sarri? Non lo so, mica l’ho sentito”.

LA NOSTRA STORIA Super Dino Zoff: il mito compie gli anni

Il 28 febbraio 1942, nella pittoresca Mariano del Friuli (GO), vide la luce uno dei colossi del calcio mondiale: Dino Zoff.

Le sue gesta calcistiche ebbero inizio tra le fila della squadra del suo paese, la Marianese. Nel 1960, fece il suo ingresso nella squadra riserve dell’Udinese, indossando la maglia bianconera per il debutto in Serie A. L’anno successivo, nella Serie B, conquistò il ruolo di titolare inamovibile. Nel 1963, si trasferì al Mantova per 30 milioni di lire, rimanendovi per quattro stagioni. Nel 1967, Dino Zoff passò al Napoli per 120 milioni di lire, oltre alla cessione del cartellino di Claudio Bandoni. Con i partenopei, Zoff difese la porta per cinque stagioni consecutive, dalla sua prima partita casalinga il 24 settembre 1967 fino alla sconfitta esterna contro l’Inter il 12 marzo 1972.

Nel 1972, si unì alla Juventus, rimanendovi fino al suo definitivo ritiro nel 1983. A trent’anni, divenne il portiere titolare della Vecchia Signora e mantenne la sua presenza in campo fino alla fine della stagione 1982-1983. Con la maglia bianconera, Zoff collezionò numerose vittorie, sia da giocatore che da allenatore, vincendo sei volte il titolo di Campione d’Italia, due Coppe Italia e una Coppa UEFA. Dopo la finale di Coppa dei Campioni persa ad Atene contro l’Amburgo, Zoff decise di ritirarsi.

In Nazionale, Zoff totalizzò 112 presenze, contribuendo alla vittoria dei Giochi del Mediterraneo nel 1963, del Campionato Europeo in Italia nel 1968 e del Campionato del Mondo in Spagna nel 1982. Le sue imprese lo fecero entrare nella Hall of Fame del Calcio italiano nel 2012, nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria ‘Leggende’ nel 2015 e nelle ‘Leggende del calcio’ del Golden Foot nel 2004. Ricevette anche importanti onorificenze, tra cui il titolo di Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana nel 1992 e di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2000. Nel 2003, l’Università di Cassino gli conferì la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Nel 2014, pubblicò il libro “Dura un attimo, la gloria”.

Dino Zoff Lazio
Dino Zoff insieme a Sven Goran Eriksson e Guido De Angelis

Dopo il ritiro, Zoff intraprese la carriera di allenatore, dirigendo inizialmente la Nazionale Olimpica e successivamente la Juventus, vincendo la Coppa Italia e la Coppa UEFA nel suo secondo anno. Ricevette premi individuali come il Guerin d’Oro nella stagione 1989/90 e il Seminatore I.N.A. nel 1990. Tuttavia, fu costretto a lasciare la Juventus a causa di un riassetto societario.

Successivamente, fu chiamato a guidare la Lazio, riportandola in Coppa UEFA. Nel 1996, Zoff fu offerto il ruolo di presidente della Lazio, dopo essere stato esonerato come allenatore e riconfermato come presidente per due stagioni consecutive. Successivamente, fu nominato Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, raggiungendo la finale del Campionato europeo del 2000, persa contro la Francia. A seguito di critiche politiche, si dimise dall’incarico e tornò alla Lazio come Vice Presidente. Successivamente, tornò a guidare la Lazio come allenatore, prima di essere esonerato e richiamato più volte. Infine, nel gennaio 2005, allenò la Fiorentina fino al termine della stagione, ritirandosi definitivamente dal mondo del calcio.

Tanti auguri Dino Zoff, il messaggio della Lazio

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La Lazio manda gli auguri a Dino Zoff per il suo 82° compleanno attraverso i suoi canali ufficiali, celebrando l’ex giocatore biancoceleste.

Il club ha inviato i suoi auguri con un messaggio speciale. “Oggi Dino Zoff spegne 82 candeline. Un giocatore d’altri tempi, un vero Signore del Calcio. Fu il capitano dell’Italia che vinse il Mondiale nel 1982. Zoff arrivò alla Lazio nel ruolo di allenatore nella stagione 1990/91. Durante il suo mandato, il tecnico originario del Friuli ha riportato la squadra a competere nelle Coppe Europee, un traguardo che mancava da circa 15 anni.

Dopo questo periodo, tra il 1994 e il 1998, l’ex portiere di Napoli e Juventus ha assunto l’incarico di presidente del club, prima di tornare come allenatore. Nel suo ruolo di allenatore della Lazio, Dino Zoff ha diretto 202 partite ufficiali, un record che lo posiziona come il secondo allenatore con più presenze sulla panchina della Lazio, preceduto solo da Simone Inzaghi.”

Calciomercato Lazio rinnovo Felipe Anderson, Lotito accelera : ecco l’ultima mossa

Calciomercato Lazio rinnovo Felipe Anderson, Lotito accelera : ecco l’ultima mossa.

Si intensificano le voci sul rinnovo di Felipe Anderson, l’attaccante brasiliano della Lazio. Una notizia clamorosa riguarda un contatto avuto recentemente dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, con la sorella e agente del giocatore, secondo quanto riportato dal giornale Il Messaggero.

Tutto sembra far pensare che l’accordo verbale raggiunto con la Juventus a novembre, che prevede un trasferimento a parametro zero al termine della stagione, non sia stato ancora formalizzato.

Lotito ovviamente non appare disposto a gettare la spugna. Infatti, pare che la settimana scorsa l’uomo d’affari abbia avuto un momento di dialogo significativo con Juliana, la sorella e agente di Anderson. Questi nuovi sviluppi suggeriscono che la questione sta entrando in una fase decisiva.