Jacobelli: “Il derby un capolavoro di Inzaghi”. Poi su Milinkovic e lo stadio…
Rocchi: “Il derby come spinta per il futuro, ma occhio al Bologna”
Sulle frequenze di Lazio Style Radio è intervenuto l’ex capitano biancoceleste, attuale allenatore dei Giovanissimi Provinciali fascia B della Lazio, Tommaso Rocchi.
PERUZZI
“Peruzzi ha un’esperienza e un’idea di calcio; la sua professione porta a determinati ragionamenti. Quello sulla maturità è un discorso importante”.
IL DERBY
“Contro la Roma è arrivata una bella vittoria, meritata, che deve portare consapevolezza nei calciatori. Queste sono partite importanti, che danno sempre un qualcosa in più soprattutto in caso di successo. Bisogna continuare in questa direzione. Non dimentichiamoci, però, che c’è ancora una gara di ritorno da giocare. Ora testa al campionato, nel quale la Lazio sta facendo benissimo. Il fatto che sia in semifinale di Coppa Italia e possa puntare alla finale è importante per poter mantenere questo tipo di atteggiamento e prestazioni nel prosieguo della stagione”.
MOTIVAZIONI POST STRACITTADINA
“Partite come il derby danno sempre una spinta il più; il rischio è adagiarsi sulla vittoria ed essere quindi essere un po’ demotivato, anche se non penso ci sia questo rischio. La squadra l’ho vista giocare spesso, affronta le gare al massimo, Inzaghi ha una mentalità propositiva, prepara le gare nel migliore dei modi e vuole sempre ottenere il risultato. Abbiamo vinto il derby, l’andata, ora bisogna mettere da parte questa manifestazione, pensare al campionato e cercare di fare il massimo nelle prossime partite”.
BOLOGNA-LAZIO
“Il Bologna è un avversario sempre ostico. Ha un’idea di gioco ben codificata, usa bene il concetto di squadra. Si difendono tutti dietro la linea della palla ma la Lazio ha qualità e caratteristiche per fare risultato. Se incontra squadre chiuse e che concedono pochi spazi, i biancocelesti hanno armi importanti per ripartire come queste si sbilanciano un po’. Domenica sera sarà una gara difficile da affrontare ma, con qualità e forza, la Lazio può conquistare la vittoria”.
DONADONI
“Donadoni guidò la Nazionale dopo il Mondiale. Nei suoi due anni da CT sono stato spesso convocato, senza giocare troppo perché davanti avevo autentici campioni. Merito mio di aver fatto bene con la Lazio e dell’allenatore di avermi dato fiducia e convocato”.
L’AVVENTURA CON I GIOVANI BIANCOCELESTI
“Con i miei Giovanissimi Provinciali Fascia B classe 2004 siamo primi in classifica . Eccetto la prima, abbiamo vinto tutte le gare, derby compreso, così come le sfide contro le terze e le quarte in graduatoria. È una bellissima esperienza, mi piace preparare gli allenamenti e trasmettere ai ragazzi il mio bagaglio tecnico da ex calciatore e la mia esperienza. Sono elementi importanti per la crescita del giocatore ma anche dell’uomo nello stare nel gruppo e rispettare le regole”.
LEGGI ANCHE LE PAROLE DI DELIO ROSSI
Delio Rossi: “Derby vinto a centrocampo. Milinkovic è il giocatore top!”
L’ex allenatore biancoceleste Delio Rossi è intervenuto sulle frequenze di Radio Incontro Olympia. Ha analizzato il derby vinto dai ragazzi di Inzaghi e ha parlato di tanto altro.
DERBY
“La stracittadina è una partita sempre particolare. Le differenze spesso si annullano. La scorsa sera, a differenza di altre volte, i biancocelesti non hanno dimostrato timori reverenziali, hanno aggredito subito, e hanno tolto il respiro ai costruttori di gioco della Roma. Il passivo poteva essere più largo“.
LE CHIAVI DELLA VITTORIA DI INZAGHI
“L’ha vinta a centrocampo. Ha precluso le corsie con Lukaku e Basta e ha imposto marcature asfissianti su Paredes e Strootman. Hanno lasciato libero sulla sinistra Nainggolan che da lì era il meno bravo. Lazio brava nelle ripartenze supportata da una condizione fisica incredibile che, sinceramente, non avevo intravisto nelle uscite precedenti“.
CHI AVREI VOLUTO NELLA MIA LAZIO…
“Sicuramente Milinkovic, il più interessante. E’ il giocatore top della Lazio, oggi e domani. Poi i talentuosi Keita e Felipe Anderson. Non Immobile perché secondo me vale quel Rocchi. La difesa poi. Io De Vrij non ce l’avevo. Certo, se poi mi dite in quella 2000, direi nessuno. È comunque la Lazio più forte dell’era Lotito. Inzaghi sta facendo un lavoro eccezionale ma è stato bravo chi ha allestito la squadra nel coprire la carenza principale, quella dei difensori centrali. Ottima poi l’idea di svecchiare la squadra. Klose e Mauri erano dei grandissimi ma ormai…“.
FUTURO E ALTERNATIVE
“Difficile ora fare prospetti. Il limite di questa squadra non è la qualità nei 12-13 ma nei 18-19. Se si fa male Biglia non hai alternative di livello. Simone è molto coraggioso perché sul 2-0, anche l’altra sera, ha messo dentro Crecco e Murgia. Devi avere del coraggio a non continuare con gli stessi. Marchetti – prosegue Rossi – ha un ruolo delicato. Ci vuole personalità ed esperienza. Strakosha sta meritando il posto. Dimostra di essere un profilo interessante. Ha qualità importanti e non ha paura. L’alternativa grossa che ti manca è davanti, dietro Immobile“.
MODULO
“Io allenatore che non conosco le situazioni della Lazio non posso consigliare Inzaghi. Ho grande stima dei miei colleghi e non penso che esistano tecnici masochisti. Le formazioni sono sempre frutto di una logica“.
NEXT STEP BOLOGNA
“I felsinei sta facendo un campionato al di sotto delle aspettative. Hanno dei ragazzi interessanti e veloci, soprattutto davanti. Se la Lazio si culla sulla vittoria del derby e abbassa la tensione, al Dall’Ara si rischia. Vincere 2-0 il derby ti dà grande autostima ma non devi abbassare le antenne“.
SERIE A
“Ci sono partite che configurano delle svolte. La svolta della Roma fu la vittoria di Napoli. La svolta della Lazio può essere questa stracittadina. Adesso la Roma sembra favorita su un Napoli che le sta perdendo tutte, ma in campo i partenopei hanno qualità. Sono convinto che per il 2° posto sarà determinante fine Marzo, l’arrivo del primo caldo“.
GLI OBIETTIVI BIANCOCELESTI
“I biancocelesti non devono pensare alla Champions ma ragione partita per partita. Poi a fine mese si tireranno le somme e si potrà pensare eventualmente a quello. La gioventù deve giocare senza pressioni”.
Frongia: “Ecco cosa mi ha detto Lotito sul Flaminio…”
Il membro della commissione urbanistica della Capitale, Daniele Frongia, è tornato a parlare della questione stadio della Lazio. Si è soffermato in particolare sulla situazione del Flaminio.
LOTITO, NO AL FLAMINIO
“Lotito non ha ancora presentato un progetto – riporta Radiosei – Abbiamo suggerito il Flaminio anche perché c’è una petizione di tifosi laziali che lo reclamano, ma Lotito mi ha spiegato che non gli interessa”.
FUTURO DELL’IMPIANTO
“Ci stiamo muovendo. Il primo passo è stato quello di affidare al dipartimento di ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma uno studio sulla situazione della struttura. Dobbiamo capire in quali condizioni versi il Flaminio dopo anni di abbandono. L’idea base è quella di una città dello sport integrata in un polo culturale-sportivo. Polo composto anche dal palazzetto di Viale Tiziano che stiamo riqualificando e dall’Auditorium”.
La svolta: adesso Tavecchio scarica Lotito…
Sono giorni caldi negli uffici della Federcalcio. Lunedì infatti avranno luogo le votazioni per eleggere il nuovo presidente. La sfida Tavecchio–Abodi appare incerta, e le dichiarazioni dei due candidati si fanno sempre più frequenti.
TAVECCHIO RIDIMENSIONA LOTITO
Il presidente uscente Carlo Tavecchio ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Stampa. Dichiarazioni inaspettate, quelle dell’attuale numero 1 della FIGC, che sembra voler prendere le distanze da quello che da tutti era considerato il suo braccio destro, Claudio Lotito. “Ancora con Lotito – dice Tavecchio – Non l’ho scelto io, ma la Lega. Io l’ho ridimensionato fin dal secondo giorno dopo l’elezione del 2014: voleva la carica di vice presidente vicario, non l’ha ottenuta. E non tirate in ballo ancora la storia del giaccone dell’Italia indossato a Bari…”.
Lazio, c’è l’accordo per il rinnovo di Milinkovic: i dettagli
Le big italiane lo seguono da tempo con molta attenzione. Proprio per questo la Lazio ha deciso di blindarlo, facendone il perno della squadra del futuro.
L’ACCORDO
Stiamo parlando di Sergej Milinkovic-Savic, al quale la società biancoceleste riconoscerà un adeguamento dello stipendio, che passerà dagli attuali 750mila euro a sicuramente oltre un milione di euro. La firma arriverà a giugno, al termine di questa stagione, e prolungherà la permanenza del serbo nella Capitale fino al 2022. A tal proposito – riporta Il Corriere dello Sport -, sarebbe sta già raggiunto un accordo verbale fra le parti. Confermate dunque le rassicurazioni dell’agente (“Sergej a Roma sta bene”). E vissero tutti felici e contenti: il ragazzo, la Lazio e i tifosi laziali.
Presidenza Figc, Abodi commenta i sondaggi pre voto. Poi punge Lotito…
Avranno luogo lunedì le votazioni per eleggere il nuovo presidente della FIGC. Di fronte ci saranno il numero uno uscente Carlo Tavecchio e l’ex reggente della Serie B Andrea Abodi. Proprio quest’ultimo è intervenuto negli studi di Sportitalia per commentare i sondaggi sul confronto.
“UNA SCELTA DI VITA”
“La mia è una scelta di vita, di cui il sistema ha bisogno. Io credo di essere, al momento, alla pari con Tavecchio. La Juve infatti voterà per Tavecchio, mentre, per quanto riguarda le altre big, la Roma si è espressa e Fiorentina e Napoli no perché erano assenti in Consiglio di Lega. La Lazio invece non è considerata tra le sei big e non capisco perché. Forse perché Lotito è il mio primo avversario? Assolutamente no, io sono più laziale di lui. Ma dalla mia parte ho la Roma, guarda te il calcio…“.
Milan, Suso mette nel mirino la Lazio e le altre rivali nella corsa all’Europa
Dopo la bella vittoria nel derby, in casa Lazio è tempo di tornare a pensare al campionato.
OCCHIO DIETRO
Domenica sera, contro il Bologna al ‘Dall’ara’, i ragazzi di Inzaghi dovranno dimostrare di aver smaltito la sbornia, perché in palio ci saranno punti importantissimi in chiave corsa all’Europa. Davanti, infatti, il Napoli, infatti, dopo la sconfitta di sabato scorso, è tornato ad appena 4 lunghezze di distanza e, verosimilmente, potrebbe perderne altre nell’anticipo di domani all’Olimpico contro la Roma. Alle spalle, invece, l’Inter (a 2 punti) e il Milan (a 3) sono tutt’altro che fuori gioco e daranno battaglia ai biancocelesti fino al termine di una corsa che quest’anno ha visto lievitare le soglie di punteggio. A proposito dei rossoneri, il centrocampista Suso, dopo averla già castigata con il gol che ha regalato ai suoi il pareggio nello scontro diretto dell’Olimpico, non perde di vista la Lazio: “L’Europa? Noi contro le piccole dobbiamo sempre vincere, perché l’Inter, la Lazio e l’Atalanta non perdono mai”.
Pippo Inzaghi: “Finalmente hanno capito tutti il valore di Simone”
Non è mai stato laziale, ma da qualche mese a questa parte è diventato un accanito sostenitore biancoceleste. O perlomeno del fratello. Parliamo di Pippo Inzaghi, ex bomber di Juve e Milan, oggi allenatore del Venezia. Il tecnico piacentino non si perde più una partita della Lazio.
Incalzato dalla Gazzetta dello Sport, Inzaghi senior ha spiegato: “Mi aspettavo una grande partita. Simone mi aveva detto come avrebbe giocato il derby. Domenica notte aveva studiato con lo staff la gara della Roma con l’Inter e aveva ipotizzato le mosse ideali per fermarla. Mi aveva spiegato che avrebbe cercato di bloccare i rifornimenti, di non far arrivare la palla a Dzeko. Ma non basta studiare. Poi in campo deve tutto andare alla perfezione: e così è successo. Mi aveva detto che avrebbe alternato Anderson e Keita, cercando sempre la palla tre le linee otre alla loro velocità”.
Dopo le critiche gli elogi: “Queste sono le partite della consacrazione. A 40 anni faticano a dirti che sei bravo, ma adesso hanno capito tutti le qualità di Simone. E’ un allenatore intelligente ed evoluto: a me non piace chi non cambia mai sistema. Se avesse messo la Lazio con il 4-3-3 nel derby sarebbe uscito a pezzettini. E invece si è messo quasi a specchio e si è tolto una grande soddisfazione contro un tecnico preparato come Spalletti”.
L’ANALISI – Come lo ha vinto la Lazio il derby? Tramite la “gabbia”…
La netta vittoria della Lazio nel derby di andata di Coppa Italia, ha dimostrato ancora una volta la grande capacità di Inzaghi nel leggere le partite
LAZIO, INZAGHI E LA GABBIA
Possiamo tranquillamente affermare che Inzaghi e il suo staff è un gruppo di lavoro fantastico, meticoloso, stakanovista. Insieme hanno curato ogni singolo dettaglio da mettere in atto contro la Roma. Il cambio modulo che, forse costretto per via delle numerose assenze, è stata l’arma vincente. Un 3-5-2 che ha dato equilibrio e senso tattico alla squadra e che, probabilmente, ha spiazzato Spalletti. Una squadra compatta in fase di non possesso, con pressing asfissiante e contropiede da far male. Ma la vera mossa che ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore della Lazio, è stata la gabbia a centrocampo. O meglio: la gabbia attuata nei confronti di Nainggolan. Il belga è stato letteralmente limitato dai centrocampisti laziali. I vari Biglia, Parolo e Milinokovic, non hanno permesso al Ninja di trovare la giusta posizione. E la Roma ne ha risentito. Inoltre, nella stessa gabbia, è caduto anche Paredes. I giallorossi non hanno avuto modo e possibilità di costruire il gioco e la manovra ne ha risentito.
Marco Corsini
LA RIVINCITA – Lukaku e Bastos, riserva a chi?
La vittoria nel derby è stata anche la rivincita di chi ha trovato meno spazio durante la stagione. Stiamo parlando di Lukaku e di Bastos, protagonisti del successo biancoceleste
LUKAKU TI METTE LE ALI
Eccolo il Jordan Lukaku che vorremmo ammirare sempre. La freccia nera dominatrice della fascia sinistra. Con la lunga coda di treccine ed il fisico possente, è stato l’autentica spina nel fianco per la Roma di Spalletti. I vari Salah, Peres ed Emerson non hanno trovato spazi nell’out di sinistra laziale. Ogni ripartenza passava per i suoi piedi. ottimi anche i cross. peccato che non sia ancora al 100% della condizione fisica. Eppure il Lukaku visto nella trasferta di Pescara ci ha fatto storcere la bocca. Invece, nel derby, si è trasformato. E’ stato come la Red Bull: ha messo le ali alla Lazio.
BASTOS MURAGLIA CINESE
Dell’angolano Bartolomeu Jiacinto Quissanga, per gli amici Bastos, si erano perse le tracce dalla sconfitta di Milano contro i rossneri. Uscito per infortunio, da quel giorno in poi ha visto sporadicamente il campo. Eppure si era presentato alla grande nella sfida di agosto contro la Juventus, annullando Higuain. Nel derby è stato rilanciato, con la difesa a tre. Inzaghi lo vede perfetto solo con questa disposizione tattica. Giusto o sbagliato, contro i cugini, Bastos ha dato prova di grande forza e senso tattico favoloso. Come una muraglia cinese, ha respinto tutti gli attacchi nemici da desta a sinistra, da un lato ad un altro. Ha praticamente esteso una barricata da est ad ovest dell’area di rigore difesa da Strakosha. Salah e Dzeko annullati: Bastos c’è.
ZEMAN – Sabato 1000 panchine. Ma che rimpianti alla guida della Lazio…
Zdenek Zeman sabato raggiungerà quota 1000 panchine in carriera. Il tecnico che ha rivoluzionato il calcio offensivo in Italia, allenò anche la Lazio
ZEMAN E LA LAZIO, GIOIE E DOLORI
Fu Cragnotti a prelevare Zeman dal Foggia per portarlo alla Lazio. Con lui arrivarono anche Signori e Rambaudi. E fu l’inizio di Zemanlandia. Con la squadra biancoceleste, che annoverava grandi campioni in rosa, arrivò secondo in classifica nel 1995. Fu questo l’apice della carriera del boemo. Tar sigarette e gol, Zeman riuscì a portare la lazio in Europa. Quell’eliminazione beffa contro il Dortmund in Coppa Uefa, viene ricordata come lo scempio di Tenerife. Ma poi ci tornano in mente anche gli 8 gol alla Fiorentina e i 7 al Foggia.
“NON HO VINTO SCUDETTI, MA HO SCOPERTO CALCIATORI”
Il punto di forza del boemo è sicuramente quello di scoprire i calciatori di talento. Ha lancoato Signori, ha inciso su Nesta, ha scoperto Verratti. “Non ho mai vinto uno Scudetto ma ovunque ho lavorato sono andato sempre ben oltre le aspettative di società e ambienti. Tra i calciatori su cui ho inciso di più annovero Signori, poi Nesta, che arrivava dal settore giovanile, e Verratti, che ha avuto uno straordinario exploit. Gli attaccanti più forti che ho avuto? Tanti, non faccio nomi. Ma perché non parliamo dei difensori? Con me sono arrivati nelle nazionali Negro, Favalli, Nesta e Chamot“.
PANCHINA NUMERO 1000
Sabato, alla guida del suo Pescara, Zdenek Zeman toccherà quota 1000 panchine. E che Zemanlandia non finisca mai…
QUI BOLOGNA – Le ultime news in casa dei felsinei
Il Bologna sarà il prossimo avversario della Lazio. Nel posticipo serale di domenica, le due compagini si sfideranno al Dall’Ara
BOLOGNA, A RISCHIO GASTALDELLO
I rossoblu continuano la preparazione in vista della sfida ai biancocelesti. Donadoni ha scelto sedure tecnico – tattiche nell’ultimo allenamento. Poi la consueta partitella finale. Per i felsinei c’è preoccupazione riguardo le condizioni di Gastaldello. Il difensore prosegue con le terapie. Anche Krafth ha lavorato a parte.
DESTRO VERSO LA PANCHINA?
L’ex romanista, mattia Destro, potrebbe partire dalla panchina domenica sera. Donadoni potrebbe preferirgli Petkovic. L’azzurro non sta passando un grande momento di forma. In porta dovrebbe essere confermato Mirante. Nel frattempo Mancosu è stato ceduto al Montreal Impact.
Inzaghi, non solo la gioia derby: in vista il rinnovo del contratto
Dopo la splendida vittoria nel derby che porta anche la sua firma, Inzaghi si regala il rinnovo. Pronto il prolungamento ed adeguamento del contratto.
RINNOVO INZAGHI: I DETTAGLI
Se tutte le big hanno le panchine in bilico, per la Lazio il discorso sembra già deciso. Inzaghi sta accontentando tutti. Non solo la piazza ma anche il presidente Lotito. Comunque andrà la stagione da qui alla fine, l’allenatore piacentino proseguirà il suo cammino con la Lazio. C’è il rinnovo fino al 2019 con adeguamento dell’ingaggio e alcuni bonus in base al raggiungimento di determinati obiettivi. La storia continua. Si attende solo l’annuncio ufficiale.
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Dramma Gotze: la carriera del campione del mondo è a rischio
La carriera di Mario Gotze è fortemente a rischio. Il campione tedesco, che ha regalato alla Germania il mondiale 2014, è stato costretto a fermarsi dai medici.
GOTZE: LA MALATTIA
Per Mario Gotze i problemi si fanno più seri del previsto. Il giocatore, si trova alle prese con una grave disfunzione metabolica. Tante voci si sono susseguite sulle ultime prestazioni poco convincenti del campione giallonero. Dopo una serie di esami, la causa è stata finalmente scoperta. L’esito delle visite, ha letteralmente sconvolto l’ambiente Borussia. Mario Gotze è affetto da un gravissimo “disturbo del metabolismo energetico”. Si tratta di una malattia che colpisce gli arti inferiori e che coinvolge la creatin-chinasi, un enzima che ha il compito di sprigionare nel corpo energia chimica. Mario Gotze non riesce a bruciare grassi. Di conseguenza, i suoi muscoli non ricevono più alcuno stimolo. Questo comporta un grande senso di affaticamento e dolori muscolari perenni. E adesso, la carriera del numero 10 è davvero in bilico. Il Borussia Dortmund ha invitato tutti i tifosi a rispettare la privacy del campione del mondo. “Siamo contenti di aver scoperto le ragioni che si nascondono dietro i problemi di Mario. – ha aggiunto Michael Zorc, il ds giallonero- Siamo convinti che le sue straordinarie qualità ci saranno utili una volta che avrà recuperato. Da tutti noi del Borussia Mario ottiene in questo momento il pieno sostegno e il massimo supporto”.
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Agostinelli: “Vi spiego perchè la Lazio ha vinto il derby”
Agostinelli, ex difensore biancoceleste, commenta la vittoria netta della Lazio nel derby. La Roma invece è stata poco umile e ha sottovalutato gli avversari.
LAZIO-ROMA: IL COMMENTO DI AGOSTINELLI
“E’ stata una gara perfetta da parte della Lazio. E’ stata la vittoria dell’umiltà, la Roma pensava di poterla vincere in maniera semplice”. Questo il pensiero di Andrea Agostinelli, allenatore ed ex calciatore biancoceleste, che ha commentato il derby. Felipe Anderson in attacco ha fatto la differenza:“Simone Inzaghi non ha sbagliato nulla, anche nel posizionamento del brasiliano. Ma ripeto: non s’è visto l’approccio della Roma dell’ultimo periodo. Ovviamente la Lazio ha fatto il massimo e ha disputato una grande partita. Nessuno nella Roma ha giocato sui suoi livelli”. Quanto ha influito la gara contro l’Inter? “Contro l’Inter hanno disputato talmente una grande partita che, inconsciamente, s’è pensato di poter battere in scioltezza la Lazio. Al contrario, i biancocelesti contro l’Udinese hanno mostrato qualche problema e si sono presentati sul terreno di gioco ancora più concentrati”.
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Romagnoli esulta per la Lazio: la risposta dei milanisti – FOTO
Il difensore ex Roma, oggi al Milan, ha festeggiato la vittoria dei biancocelesti nella gara di andata della semifinale di coppa Italia. I tifosi del Milan, però, non hanno apprezzato.
LA FOTO DELLA DISCORDIA
Alessio Romagnoli è stato lanciato nel calcio che conta dalla Roma. Eppure il difensore del Milan non ha mai nascosto la sua fede laziale, soprattutto da quando veste la maglia rossonera. Ieri sera, dopo il derby vinto dalla Lazio, Romagnoli ha voluto festeggiare sui social pubblicando sulle stories del suo profilo Instagram un’immagine nera con sei pallini bianchi e azzurri. Uno sfottò da derby che però non è stato apprezzato da alcuni tifosi milanisti. In queste ore stanno criticando il loro difensore sui social: “Oggi tutto il mio disappunto è per Alessio Romagnoli. Ci giochiamo l’Europa e lui pubblica il suo tifo per la Lazio: vergogna!“. Questo uno dei tanti commenti dei tifosi su Twitter.
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CALCIOMERCATO – Ecco chi insidia la Lazio per Milinkovic-Savic
Milinkovic, nel suo secondo anno in maglia biancoceleste, sta dimostrando tutto il suo valore. Alcune squadre si stanno interessando al talento serbo, che sta inanellando ottime partite.
SU MILINKOVIC LE PRETENDENTI AUMENTANO
A soli 22 anni, l’ex Genk Milinkovic mostra già le caratteristiche del giocatore moderno, con ancora ampi margini di miglioramento. Nel derby ha disputato una prestazione maiuscola, degna di un giocatore conclamato. Inzaghi lo ha reso titolare inamovibile della sua Lazio. Schierato in mezzo al campo è lasciato libero di sfruttare tutto il suo estro. Juventus, Inter e Milan stanno tenendo d’occhio il serbo da tempo. Le big, per il momento, attendono il definitivo salto di qualità del ragazzo. Claudio Lotito se lo tiene stretto, in attesa di realizzare fra qualche anno una ghiotta plusvalenza. Il presente è a tinte biancocelesti, come rivelato dal suo agente Kezman: “Milinkovic-Savic è felice alla Lazio. Con Lotito e Tare abbiamo un ottimo rapporto e quando sarà il momento, ci metteremo attorno ad un tavolo per parlare del futuro”. Il contratto che lega Milinkovic-Savic alla Lazio scadrà nel 2020. La dirigenza capitolina è già al lavoro per prolungarlo e adeguare il suo ingaggio. L’obiettivo è quello di scoraggiare le pretendenti, almeno per il momento.
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La Lazio per una volta ha giocato il derby la Roma forse…
La Lazio ha vinto il primo round di una doppia sfida che vedrà l’atto secondo fra un mese. Partita tatticamente perfetta grazie alle scelte di Inzaghi e l’applicazione degli undici in campo.
LAZIO: PARTITA PERFETTA
Dal punto di vista tattico il mister Inzaghi ha azzeccato tutte le scelte. Ma si sa che in un derby i particolari fanno la differenza. Ascoltando le radio romane si poteva sentire il polso della situazione dei tifosi della Lazio. Il popolo biancoceleste si aspettava una partita con il coltello tra i denti da parte dei giocatori. Il derby non rappresenta una partita qualsiasi: è un match che non ha favoriti e impronosticabile. La squadra, dal canto suo, ha messo in campo tutto quello che aveva. Ha portato sul rettangolo verde tutta la grinta che il tifoso chiedeva da tempo. Purtroppo da quel 26 maggio che, per noi laziali resterà indelebile, la squadra andava in campo con troppa superficialità. Dava l’impressione di non essere affamata, di non guardare troppo al risultato. Nell’ombra c’era sempre troppo forte l’alibi di quella vittoria irripetibile. Dall’altra parte del Tevere c’era chi invece voleva riscattarsi a tutti i costi e che da quel giorno non ha più dato nulla per scontato. Questa situazione si è protratta per troppo tempo: fino a ieri, fino alla partita perfetta. Per la prima volta la Lazio ha fatto la Roma della situazione: ha provocato e non si è lasciata attaccare dalle provocazioni avversarie. E’ stata cinica: compatta in difesa e lesta nelle ripartenze. Non si ricordano azioni degne di nota degli avversari che hanno palesato una sterilità in attacco fuori dai loro standard abituali. Adesso la squadra biancoceleste non dovrà sottovalutare gli uomini di Spalletti al ritorno: rispetto dell’avversario sempre, paura mai. Soprattutto avrà dalla sua il pubblico che si è ricompattato. La Lazio in campo, la Nord sugli spalti: connubio perfetto. La prima battaglia è stata vinta, il risultato finale dipende ancora da noi.
LEGGI ANCHE LA DECISIONE SULLA NORD PER I CORI RAZZISTI>>>CLICCA QUI
Cori contro Rudiger: il verdetto sulla Nord
Durante il derby lo speaker dell’Olimpico ha più volte intimato ai tifosi assiepati in Curva Nord di non continuare con i cori razzisti contro Rudiger. Oggi è arrivato il verdetto del giudice sportivo.
IL COMUNICATO DEL GIUDICE SPORTIVO
Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea si è espresso sui presunti “buu” razzisti nei confronti di Rudiger. Sul comunicato si legge: “Il Giudice Sportivo, letta la relazione dei collaboratori della Procura federale relativa alla gara in oggetto, nella quale si attestano cori di discriminazione razziale ripetuti all’indirizzo del calciatore della Roma Rudiger, in particolare effettuati al 3° e al 24° del primo tempo ed al 26° del secondo tempo (nonostante, in questo ultimo caso, la previa diffusione di un apposito annuncio pubblico); considerato che in base alla relazione suddetta non è possibile evincere il numero anche approssimativo e/o in percentuale dei sostenitori che hanno intonato il coro, né è possibile stabilire che la percezione reale del fenomeno abbia riguardato l’intero impianto o comunque parte assolutamente prevalente dello stesso;delibera di non adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti della soc. Lazio”. Nessun provvedimento quindi nei confronti della Curva Nord.