SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Inter11+1528
3Roma11+2127
4Milan11+1024
5Como 190711+823
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Tounkara: “Tanti bei ricordi di Roma. Keita un fratello, Inzaghi il mio secondo papà

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Mamadou Tounkara, un passato al Barcellona e alla Lazio, il presente a Crotone: un predestinato con il pallone tra i piedi. L’ex attaccante biancoceleste, non ancora ventenne, ha tante storie di calcio alle spalle da raccontare. Nonostante la sua...

Mamadou Tounkara, un passato al Barcellona e alla Lazio, il presente a Crotone: un predestinato con il pallone tra i piedi. L’ex attaccante biancoceleste, non ancora ventenne, ha tante storie di calcio alle spalle da raccontare. Nonostante la sua giovane età ha già conosciuto il grande palcoscenico da vicino, anche se non l’ha potuto vivere ancora da protagonista. Alla tenera età di 16 anni era già in procinto di respirare la mitica aria del Camp Neu, infatti, inizia a giocare a pallone proprio nelle giovanili del Barcellona. Anni stupendi quelli in terra catalana, passati a studiare ed a rubare con gli occhi, alla scuola di grandi campioni. Negli occhi del giovane spagnolo immagini di campioni che non si possono non stimare. Come in ogni giovane che pratica questo sport figure irragiungibili rubano la scena diventando simboli ed eroi. Calciatori idolatrati da milioni di tifosi non possono che diventare idoli ed esempi di chi si avvicina al Grande Mondo del Pallone. Come quasiasi ragazzo anche Mamadou ha i suoi eroi. Stima in particolar modo Samuel Eto’o e Mario Balotelli; il primo per averlo visto giocare sin da bambino e l’altro per stima personale e per modo di giocare. Attualmente Mamadou è fermo per infortunio a causa di un affaticamento muscolare. Il calciatore, raggiunto dai microfoni di GianlucaDiMarzio.com ha rilasciato una lunga intervista nella quale si è lasciato andare spaziando su tutto, dal passato alle aspirazioni future, parlando dei suoi sogni e dei suoi idoli.

Queste le sue parole su Balotelli, da sempre fonte di aspirazione:

“E’ un grande calciatore, lo ammiravo e mi piace sin dai tempi di Mourinho, ero un ragazzo, avevo 18 anni. Ho avuto anche il piacere di incontrarlo ed ho anche la sua maglia… indossavo la casacca con il numero 45 proprio per lui”.

Tounkara è anche un ragazzo generoso e di cuore. Quando era a Formello alla fine degli allenamenti spesso regalava la sua maglietta a quei tifosi che lo avvicivano per chiedergliela. I guadagni non erano tanti per il ragazzo, i magazzinieri, erano quelli che lo riportavano sulla terra urlandogli, anche un po’ stizziti, che non era in prima squadra e non poteva permetterselo, ma lui rispondeva che l’avrebbe pagata di tasca sua. Ora per l’attaccante si è presentata l’occasione di mettersi in mostra a Crotone. Prima dell’infortunio stava conquistando la fiducia del tecnico, che lo tiene in gran considerazione.

Con il Bari è arrivata la prima soddisfazione personale:

“Non vedevo l’ora di scendere in campo per mostrare il mio valore, durante il ritiro ho lavorato tantissimo. Ora sono felice, è arrivata anche la mia prima rete”.

Tanti i messaggi di congratulazioni ricevuti dagli ex compagni biancocelesti:

“E’ stata una grandissima soddisfazione, me ne sono arrivati tantissimi, anche da parte di giocatori della prima squadra. Cataldi? Ragazzo fantastico”.

Fra i tanti, non poteva mancare il messaggio più sentito, quello di Keita. A Roma, Mamadou, ha lasciato un fratello. I due ragazzi si conoscono sin da tempi di Barcellona:

“Certo che l’ho sentito, per me è un fratello, siamo cresciuti insieme. Quando sono arrivato al Barca ero piccolo, il calcio era un divertimento, non come adesso che è di un certo livello. Sul campo eravamo al fianco uno dell’altro, vedevamo giocatori come Messi, Eto’o e gli altri e sognavamo insieme di diventare come loro. Ma non li potevamo disturbare. Con Eto’o però ho avuto il piacere di parlare, rappresentavamo l’Africa (ride, ndr), era una persona allegra“.

Con loro, nel Barca, c’erano anche Sanabria (di proprietà della Roma ma in prestito allo Sporting Gijon) e Seck (terzino della Lazio Primavera):

“Antonio è un bravo ragazzo, molto umile. Sono contento per lui, è migliorato tantissimo da allora”.

Dopo il Barca la Lazio, nella quale insieme a Keita, ha conquistato uno Scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa Primavera. Quale era il segreto di quella squadra?

“Il tecnico senza dubbio: Simone Inzaghi, ci faceva giocare divertendoci. Per me è come un secondo padre. E’ un grande allenatore, era sempre pronto a spingerci a dare il meglio. In quella squadra c’erano grandi giocatori, sono stati tre anni bellissimi trascorsi insieme. Comunque il merito va riconosciuto anche a Bollini: mi diceva sempre “devi pedalà” (ride ndr)”.

Dopo la Primavera la soddisfazione dell’esordio in Serie A con il Bologna, come del resto quella in Coppa Italia col Torino:

“Ricordo che Reja mi portò con gli altri compagni, non me l’aspettavo, visto che erano tutti a disposizione. E’ stata una grande emozione scendere in campo. Quando il tecnico si girò per dirmi di iniziare a scaldarmi non ci credevo”.

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