SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1024
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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«Derby senza tifosi? La tomba del calcio»

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate La divisione delle curve, il derby del silenzio, la protesta continua senza sosta. Domenica pomeriggio laziali e romanisti non entreranno all’Olimpico, lo sciopero è dettato dalle nuove disposizioni stabilite dal prefetto Gabrielli: «Trovo un po’ immorale che nell’ultimo derby...

La divisione delle curve, il derby del silenzio, la protesta continua senza sosta. Domenica pomeriggio laziali e romanisti non entreranno all’Olimpico, lo sciopero è dettato dalle nuove disposizioni stabilite dal prefetto Gabrielli: «Trovo un po’ immorale che nell’ultimo derby lo stato abbia dispiegato 1.700 uomini per garantire lo svolgimento di una partita di calcio – aveva detto il prefetto – a fronte del fatto che in alcuni municipi ci si lamenta di non trovare neanche una pattuglia dei carabinieri. Principalmente con un’assunzione di responsabilità da parte dei club. Le società? Hanno subito la nostra decisione e, sia pure con atteggiamenti di collaborazione diversi, credo non ci abbiano dato una mano». Pochi biglietti venduti e un clima surreale, niente coreografie o sfottò. Appena 1500 sponda biancoceleste, 3 mila dall’altra parte del Tevere, numeri agghiaccianti considerando il passato. I tempi in cui le due tifoserie si sfidavano con spettacoli straordinari è lontano. Come quando le due curve si strinsero intorno al nome di Gabriele Sandri: Cristiano andò in nord. Giorgio si accomodò in sud. E proprio il papà di Gabbo (il figlio è stato ucciso l’11 novembre del 2007 dall’agente Spaccarotella) ha analizzato con attenzione il periodo storico che sta attraversando il tifo capitolino.

Divisione delle curve, controlli esasperati e sempre meno gente allo stadio. Che sta accadendo?

«Credo sia solo un modo per allontanare i tifosi dall’Olimpico, continuando così morirà la passione per questo sport. Oggi non andranno più allo stadio, domani non faranno più gli abbonamenti alle tv. Senza il trasporto della gente non si va da nessuna parte, con questa iniziativa la sicurezza non è garantita per niente».

Perché?

«Dentro gli stadi non accade più nulla da 10-15 anni, se all’esterno succederà qualcosa dovranno prendersi le loro responsabilità».

Secondo lei le società possono intervenire?

«Non credo sinceramente che possano fare qualcosa, non hanno impianti di proprietà o strumenti adatti per risolvere il problema. In Inghilterra hanno gli strumenti per mettere fine a certe situazioni, le colpe principali in Italia sono soprattutto delle strutture che non ci sono».

Domenica le due curve non entreranno. Che derby sarà?

«Sarà una tristezza vera, la stracittadina senza tifosi è la tomba del calcio. Ripeto, oggi le curve sono vuote, domani le televisioni non venderanno abbonamenti. Il prefetto Gabrielli avrà le sue ragioni, ma ci pensi bene, mantenere una certa distanza non porta a nulla, è un atteggiamento sbagliato. Un passo in avanti, ogni tanto, potrebbero farlo anche loro verso i cittadini».

Il suo ricordo più bello legato ad un derby?

«Quando andavo allo stadio da ragazzo era ancora meno sicuro, si stava tutti insieme e per ore intere si aspettava l’inizio della partita. Ricordo il gol di Nanni contro la Roma, c’era un clima diverso, magari ci scappava qualche ceffone, però era tutto più leggero. Ora è cambiato completamente lo spirito, un vero peccato».

Fonte : Il Tempo

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