SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1124
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

Ultime News

Dato drammatico, i bambini non tifano più Lazio! Le colpe di TikTok e quel Super Santos che non rotola più

Tra i bambini cresce il disinteresse verso il calcio e vedere bambini con la maglia della Lazio diventa sempre più raro

C’è sempre una prima volta: Lotito chiede scusa ai laziali, ma non convince. Il perché

L'analisi delle parole del presidente Lotito, l'invito alla pace del "mediatore" Cragnotti e il vittimismo istituzionale per invertire i ruoli e passare dal torto alla ragione

Infortunio Sutalo, Gattuso: “ecco cosa emerge, sicuro non andrà in Nazionale”

L'aggiornamento sull'infortunio di Sutalo: cosa è accaduto al difensore croato e quanto tempo mancherà

Lazzari esalta Gattuso: «È stato un fenomeno!»

Il pareggio di Napoli lascia qualche rimpianto, ma il biancoceleste guarda avanti con entusiasmo: «Nove vittorie e due pareggi, nessuno se lo aspettava».
PUBBLICITA

TEMPI BELLI – Ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è la Lazio

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Un errore comune è quello, quando si parla della Lazio di quest’anno, di dire: “Eh, ma è la squadra dell’anno scorso.” Pensiamoci un po’. L’anno scorso il miglior difensore centrale del campionato è stato probabilmente (esclusi gli juventini) Stefan...

Un errore comune è quello, quando si parla della Lazio di quest’anno, di dire: “Eh, ma è la squadra dell’anno scorso.”
Pensiamoci un po’.

L’anno scorso il miglior difensore centrale del campionato è stato probabilmente (esclusi gli juventini) Stefan De Vrij. Out tutto l’anno per un problema, temutissimo, alla cartilagine.
A centrocampo, Parolo, 10 gol in campionato, quest’anno è irriconoscibile, anche a causa di un infortunio che ne ha spezzato la condizione atletica.
Tra le linee, l’uomo chiave tatticamente è stato Stefano Mauri, 9 gol in campionato. Figura di raccordo fra centrocampo e attacco, unica per caratteristiche, alla sua miglior stagione in termini realizzativi.
Come esterno d’attacco, Felipe Anderson, 10 gol in campionato, rivelazione della Serie A tanto da essere ribattezzato (con tanto di copertina sul Guerin Sportivo) FA7. Talento decisivo per quattro mesi travolgenti, poi cambiata la maglia è tornato quello di due anni fa, e al momento nessuno sa perché.
Centravanti, il “vecchio” Miroslav Klose. Che a Napoli, il 31 maggio dell’anno scorso, chiudeva la sua quarta annata in Serie A con la maglia della Lazio a quota 13 gol, sua seconda miglior performance biancoceleste. L’attacco di “vecchiaia” è arrivato tutto insieme, complice anche il solito infortunio killer, che gli ha fatto zompare i primi 3 mesi buoni di stagione.
De Vrij, Parolo, Mauri, Felipe Anderson e Klose. Cinque undicesimi per un peso specifico di 42 gol complessivi, senza contare il valore difensivo dell’olandese.

La Lazio NON E’ la squadra dell’anno scorso. In questa metamorfosi silenziosa, ci sono colpe della società ma non solo. I problemi fisici di De Vrij erano cosa nota, ma soprattutto si è anagraficamente sottovalutato l’anno in più (che per gli over 35 pesa, eccome) di Klose e Mauri, con quest’ultimo ripescato alla meglio all’ultimo momento, senza pensare all’importanza che aveva ricoperto l’anno scorso, e al fatto che un elemento simile era necessario come il pane. Riflessioni che spettavano anche a Pioli.

Quando poi per rendimento vengono a mancarti due colonne come Parolo e Anderson (e qui forse la società poteva aspettarsi qualcosa di più a prescindere dagli investimenti non compiuti), allora è chiaro che il caro vecchio detto “piove sempre sul bagnato” è sempre valido. Ma in questa Lazio oggi come oggi mancano un Klose, un Mauri e un De Vrij. Gli altri puoi sempre sperare di recuperarli, questi tre sono stati una colonna di cui attualmente è priva una squadra senza spina dorsale, non solo in senso figurato.

Questo per dire che dall’analisi di campo si può ricavare qualche dato per spiegare i momenti no con un pizzico di lucidità in più. Dopo Lazio-Carpi inoltre si è potuto leggere 1000 volte da più parti “almeno Konko“, “persino Konko“, “Konko è stato il migliore ed è tutto dire“. A chi parla in questi termini del francese (giocatore FISICAMENTE inaffidabile, questo purtroppo dicono i numeri) suggeriamo di riguardarsi 71 volte (numero a caso…) il derby del 26 maggio. Un giocatore tecnicamente valido, che ha amnesie difensive e qualche limite ma che è diventato schiavo di fantasmi e di infortuni continui. Nessuno dice che possa essere il salvatore della patria, ma travisare i suoi continui malanni facendolo passare per “scarso” significa essere confusi a prescindere, Lazio o non Lazio. Un onesto giocatore da 6, fatto passare però incomprensibilmente per una macchietta dal tam tam si chi si esprime solo per tormentoni e luoghi comuni.

Ultimo sassolino su chi sta accogliendo Bisevac a insulti con le palle degli occhi (e non solo quelle) di fuori: in città c’è anche un’altra squadra, fusione di tutte le altre anime calcistiche della Capitale, che vince sempre, ogni singolo giorno dell’anno, con sole possibili eccezioni nelle date che coincidono con la disputa delle partite.
Vi accoglieranno a braccia aperte.

Fabio Belli

Esplora gli argomenti Scopri altre notizie correlate
Cambia impostazioni privacy