SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1124
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Farris: “Inzaghi mette tutti sullo stesso piano, è un grande trascinatore. De Vrij? Uomo eccezionale”

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Il vice di Simone Inzaghi, Massimiliano Farris, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per analizzare il momento biancoceleste dopo la bella vittoria esterna sul campo dell’Udinese. L’incontro con Simone Inzaghi: “Con Inzaghi ci siamo conosciuti in maniera...

Il vice di Simone Inzaghi, Massimiliano Farris, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per analizzare il momento biancoceleste dopo la bella vittoria esterna sul campo dell’Udinese.

L’incontro con Simone Inzaghi: “Con Inzaghi ci siamo conosciuti in maniera casuale. Affrontai il fratello Pippo quando giocava con la Primavera del Piacenza. Con Simone ci incorciammo in tribuna in una partita che stavamo guardando insieme e ci presentarono. Ci fu subito feeling, ci siamo incrociati a Formello ed è stato un attimo cominciare a lavorare insieme. Abbiamo tante idee in comune, viviamo il calcio in maniera simile e questo ci ha portato ad una collaborazione proficua“. Sul momento della Lazio: “Si può sempre fare meglio, ma siamo in linea con le nostre aspettative dello spogliatoio, ossia quello che noi abbiamo chiesto ai ragazzi ad Auronzo. C’è grande voglia ed entusiasmo, oltre che tanta umiltà. Simone è un trascinatore e noi vogliamo fare bene. Ciò che abbiamo chiesto ai ragazzi si è visto, in termini di disponibilità e collaborazione“. Contro Juve e Milan c’è qualche rammarico: “Credo questo faccia parte di un processo di consapevolezza per la squadra. Contro la Juve ci siamo resi conto di essercela giocata, così come contro il Milan. Ti rendi anche conto però che con queste grandi squadre se sbagli paghi. Abbiamo capito che possiamo giocarcela su qualsiasi campo. Come squadra siamo rimasti un po’ scossi da tutto ciò che è seguito alla vittoria contro l’Empoli, certamente non una delle nostre migliori partite, ma che ha portato punti. Preferisco una vittoria come quella con l’Empoli comunque che una bella partita ma senza punti come contro il Milan. Forse qualcuno oggi potrebbe essere sorpreso della nostra posizione in campionato. Stiamo diventando forti nella testa“. Sull’esordio in panchina in Serie A: “Una cosa pazzesca. Ero stato a vedere il Derby e la sera stessa avviene questo cambio di panchina. Siamo stati travolti dagli eventi, ci sono tante responsabilità in più, rispetto alla Primavera cambia tutto. La prima settimana in ritiro a Norcia tra me e Simone avremo dormito 30 ore…Già da quella prima settimana comunque si era capito che la squadra si fidava di Simone come uomo, prima che come allenatore. All’esordio vincemmo giocando bene ed ho un bel ricordo“. Sulla differenza tra esordio come giocatore che come allenatore: “Quando esordii da giocatore ero molto giovane, forse non riesco a paragonare le due cose“. Su Lombardi: “E’ la dimostrazione che il ragazzo si sta allenando bene, possiamo contare su di lui. Si è ampiamente meritato l’esordio in Serie A, Inzaghi non regala niente a nessuno“. Le caratteristiche di Inzaghi: “Simone ha un pregio, ha una grande educazione e questo lo porta a trattare le persone tutte allo stesso modo e a comportarsi con i giocatori alla stessa maniera, a prescindere che siano dei giovani o dei veterani. C’è grande rispetto tra Simone ed i giocatori. Come staff siamo un gruppo molto affiatato e siamo riusciti a creare un ottimo sistema di lavoro. Questo ci aiuta a superare anche momenti difficili, sul campo abbiamo tanta fame e voglia di ottenere risultati e questo i ragazzi lo sentono“. Il discorso si sposta poi sul modulo: “La partita con la Juventus è stata lo spartiacque. Abbiamo preparato bene la partita e la squadra ha risposto bene a questo nuovo input (difesa a 3 ndr). Abbiamo provato e valutato e secondo noi era il modulo giusto. Lo abbiamo riproposto ad esempio anche contro il Pescara: fu una scelta ponderata, studiando le partite degli abbruzzesi abbiamo capito che attaccavano bene le difese a 4 quindi abbiamo optato per il modulo a 3. Questo modulo non è difensivista, basti pensare che gli esterni erano Felipe Anderson e Lulic, due giocatori portati ad attaccare. Felipe deve essere sereno quando interpreta tutta la fascia, anche se gioca in un ruolo non suo. Per noi come modulo comunque è anche molto importante il 4-3-3.”. Su De Vrij: “Innanzitutto è importante come uomo nello spogliatoio. Stefan è un ragazzo eccezionale, ha sofferto tantissimo per l’infortunio. Si allena sempre al massimo, è un grande professionista e sul campo questo si vede. Avrà un grande avvenire, quando sei in campo c’è molto da imparare da lui. Ha rischiato di chiudere la carriera, ma lui con grande determinazione si è ripreso ciò che era suo. Grazie a lui crescono anche i compagni, basti vedere Hoedt o Bastos“. Sui suoi inizi come allenatore: “Ho iniziato ad allenare quasi per caso. Giocavo a Civita Castellana e l’allenatore fu allontanato. Avevo 37 anni e decisi di provare questa nuova esperienza. La mia famiglia ormai si era ambientata a Viterbo ed ho deciso di rimanere qui. Con la Lazio sono entrato in un mondo nuovo, ho iniziato ad apprezzare tutto, dai colori all’appartenenza. sono diventato un vero tifoso. Poi la presenza di Simone rende tutto più facile. Gli sarò sempre riconoscente per avermi portato in prima squadra con lui“. La più bella soddisfazione da quando è alla Lazio: “Il Derby Primavera, vinto all’Olimpico in rimonta. Fu una partita straordinaria, c’era anche tutta la mia famiglia allo stadio. Il grande orgoglio fu vedere la gioia dei ragazzi, fu molto emozionante, quella vittoria se la sono guadagnata alla grande“.

 

 

 

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