SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1024
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Mihajlovic si racconta: “Saprei ancora battere le punizioni. A Roma anni…”

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Sinisa Mihajlovic si racconta in una lunga intervista parlando di alcune cose, anche private Mihajlovic si racconta alle frequenze di Radio Italia Anni ’60 Inizi – “Giocare in Italia è sempre stato uno dei miei sogni e a Roma mi...

Sinisa Mihajlovic si racconta in una lunga intervista parlando di alcune cose, anche private

Mihajlovic si racconta alle frequenze di Radio Italia Anni ’60

Inizi – “Giocare in Italia è sempre stato uno dei miei sogni e a Roma mi sono trovato benissimo sin da subito: mi sono reso conto di quanto fosse bella solo quando sono andato via. Saprei ancora battere le punizioni e non dimentico che detengo ancora tre record. A sei anni ho cominciato a giocare nel mio Paese, ma sempre nella mia scuola. Rispetto a quelle italiane, le scuole dell’Est Europa danno molto spazio allo sport: lo vedi anche adesso, un giocatore di quelle parti difficilmente è tecnicamente scarso”.

Presente e passato – “C’è molta differenza tra il passato e il presente, ora c’è una cosa che mi spiace molto. I giovani stanno spesso a casa seduti mentre ai miei tempi stavamo sempre per strada. La mia prima partita che ho giocato per la Nazionale croata l’ho giocata con delle scarpe da rugby prestatemi da un mio amico, gli ho tagliato i tacchetti per averne sei: questo per far capire come ho vissuto e iniziato, rispetto a quello che vivono i ragazzi di oggi”.

LA GUERRA

 “Quando guardo i miei figli penso a quante cose per loro ora sono normali, a differenza di quanto non lo fossero per me. Non mi vergogno di nulla di ciò che ho vissuto, mi ha fatto diventare quello che sono. Mi ricordo quando mi chiamò mia madre mentre fuori dalla stanza dove si trovava partivano degli spari, durante la Guerra dei Balcani (la madre di Sinisa è croata, ndr). Io corsi subito a casa, dove mi ritrovai davanti ad un amico che intimò ai miei genitori di lasciare la casa perchè aveva l’obbligo di buttargliela giù. I miei sono scappati quando questi miei amici li ricattarono cominciando a sparare sulle mie foto, dicendo che se non se ne fossero andati avrebbero sparato anche a loro. Il mio amico poi mi rivelò che era stato costretto dal regime di guerra a fare quello che aveva fatto e che salvò la vita ai miei genitori facendoli scappare mentre sparava alle mie foto”.

DA PAPà

“Penso di essere cambiato nel tempo, ma in meglio: essere una persona schietta può essere un pregio come un difetto, a seconda della persona con cui ti relazioni. Ma non riesco a trattare male nessuno, penso sempre a quello che una persona è e non ha quello che ha. Mi sono tolto le mie soddisfazioni, riuscendo a fare tutto quello che ho fatto e questo mi ha permesso di stare bene. Con i miei figli non sono sempre molto bravo, ma so dirgli anche qualche no. Io ho capito sulla mia pelle cosa volesse dire per i miei genitori dirmi di sì o di no alle cose che ho vissuto. Sono poi una persona che sta poco a casa, quindi quando li vedo non riesco a fare troppo il cattivo. Ma resto un padre favorevole alle regole, ma il trascorrere poco tempo a casa mi blocca”.

Passione per il pugilato – “La passione per il pugilato deriva dal fatto che ho la passione per gli sport da contatto: mi piacerebbe vedere nelle partite due tre minuti in cui i giocatori possano darsele di brutto. Penso al vecchio calcio fiorentino, che è molto bello. L’allenamento del pugilato è molto più duro di quello di un calciatore”. 

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