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LAZIO MILAN Inzaghi: “Oggi è mancato il gol, ma grande partita…”

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Inzaghi, allenatore della Lazio a formello
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Lazio Inzaghi parla nel post partita della semifinale di Coppa Italia

Il mister è intervenuto ai microfoni di Rai Sport per parlare della partita appena conclusa

“Diciamo che è mancato solo il , i ragazzi hanno fatto un’ottima gara di sostanza, sempre attenti. Giocavamo contro il Milan la squadra più forma in Serie A e non abbiamo concesso niente, neanche una parata di . C’è rammarico perché bisognava fare almeno un gol. Però se doveva finire in pareggio meglio 0-0 che con un gol preso. Anche Patric e Bastos hanno fatto una raga attenta. Abbiamo avuto sempre il pallino del gioco in mano. Non scordiamoci che di là avevano una grandissima qualità con Piatek, Suso, Borini. Pian piano rientreranno un po’ di giocatori che mancano”.

Ieri Bastos ha fatto il primo mezzo allenamento e questa mattina ho parlato con lui e devo fargli un grandissimo elogio perché altri ragazzi nella sua condizione non avrebbero giocato. Adesso siamo orgogliosi di aver fatto questa semifinale e sappiamo che abbiamo meno tempo rispetto ai nostri avversari. Ma cercheremo di preparare al meglio la partita di sabato. Il ha voluto che si giocherà di sabato invece che domenica, ma con questa tenacia faremo un grandissimo derby. C’era timore, perché il Milan è la squadra più forma in Italia, ma questa sera siamo stati bravissimi, non è mai arrivato da Strakosha come ho detto prima. Però bisogna vedere la prestazione e la condizione fisica. Siamo scesi bene in campo e abbiamo fatto una grande partita”.

“Io penso che sia stato merito della Lazio se questo Milan ha giocato in questo modo. Avevamo provato determinate cose in allenamento e alcune giocate sono uscite. In questo momento le cose devono andare così, la palla non entra. Tra un mese e mezzo ci giocheremo la finale. Soprattutto qui a se ne parla di diverso tempo di moduli. MA più dei moduli conta l’interpretazione. Siamo stati il miglior attacco in Italia e 4 in Europa giocando con questo modulo. Abbiamo la qualità per giocare queste partite. Se interpretiamo le partite così daremo soddisfazioni ai nostri tifosi. Badelj e Leiva possono coesistere, il primo sta crescendo e lo vedo molto bene”. 

“Io penso che dopo l’anno scorso non avrei parlato più di var, l’anno scorso ce ne sono successe tantissime. Qui penso che il pallone abbia deciso bene. Milinkovic ha le braccia larghe mentre Musacchio aveva le mani addosso a Milinkovic, in altri tempi 4-5 anni fa non avrebbero mai fischiato questo mentre quest’anno ne hanno fischiati tanti così”.

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Lazio Primavera – Altro pesante ko: la cura Calori per ora non ha funzionato

Bruttissima sconfitta della Lazio Primavera che prende 5 gol dal Genoa in trasferta

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Altra senza appello per la Lazio Primavera che prende 5 gol sul campo del . Il cambio tecnico per ora non porta i suoi frutti.

Il tecnico Calori (subentrato settimana a ) ha visto la sua squadra soccombere sul campo. Il destino dei ragazzi biancocelesti non si è però deciso oggi: infatti la squadra è già ai playout indipendentemente dal risultato odierno. Ora i baby laziali aspettano di sapere il nome dell’avversaria da affrontare per evitare la retrocessione. Lì ci sarà bisogno davvero di una prova d’orgoglio per portare in alto ancora una volta i colori biancocelesti.

HYSAJ MOLTO VICINO ALLA LAZIO DI SARRI 

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Euro 2020 – L’ex Petkovic pareggia all’esordio vs il Galles

Esordio a Euro 2020 in chiaro-scuro per l’ex tecnico della Lazio Vladimir Petkovic. La sua Svizzera pareggia 1-1 contro il Galles

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euro 2020

Questo pomeriggio, alle 15.00, a Baku si è disputata la seconda di Euro 2020, valevole per il gruppo A. La sfida tra Galles e Svizzera è finita 1-1, un pareggio che allo stato attuale consegna all’ il primo posto nel girone. Gli elvetici, guidati da Vladimir Petkovic, ex tecnico biancoceleste che con la ha vinto la Coppa Italia del 2013 contro la Roma, passano in vantaggio a inizio ripresa dopo un primo tempo a reti bianche.

Il gol dell’1-0 porta la firma di Embolo che di testa trafigge Ward su cross di Shaqiri. Al minuto 74 arriva il pareggio del Galles con Moore che capitalizza alla perfezione l’assist di Morrell. Nel finale la Svizzera accarezza la vittoria, ma la rete di Gavranovic viene annullata al Var per fuorigioco. La situazione, nel gruppo A, vede dunque gli azzurri di Roberto Mancini (vittoriosi all’esordio) in testa con , seguono Galles e Svizzera a 1, chiude la Turchia a 0.

EURO 2020
EURO 2020

SARRI, STORIA DI GAVETTA

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Maurizio Sarri: all-in di un impiegato diventato grande

Quella di Maurizio Sarri, neo tecnico della Lazio, è una storia fatta di sacrifici, fatica e obiettivi ben chiari in mente

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maurizio sarri

La notizia è ufficiale da qualche giorno: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Lazio. Quella del tecnico toscano è la classica storia da usare come esempio per descrivere il cammino di chi ce l’ha fatta.

Un mantra per giovani e non solo, una storia di coraggio, sprezzo del pericolo, rischi, sacrifici e, naturalmente, un’ambizione fuori dal comune. Sarri e il calcio, il calcio e Sarri, un rapporto che non decolla nell’immediato in adolescenza.

La passione ’è e il suo passato da calciatore tra i dilettanti lo testimonia, ma ben presto Maurizio capisce che quella porta che in troppi vogliono varcare è troppo stretta, in linea con il più classico degli “Uno su mille ce la fa”. A 30 anni inizia a dedicarsi alla ma, il pane, lo porta a casa in virtù del suo impiego, quello di dipendente della Banca Toscana.

ALL-IN

Il calcio, però, la fa da padrone nella testa di Sarri, pertanto 10 anni dopo (nel 1999) lascia il lavoro per immergersi esclusivamente nella sua vocazione. La strada è dura e gli schiaffi in faccia si fanno sentire ma il carattere è più forte di ogni cosa. Così partendo dal Valterna ( toscano di Eccellenza) inizia la sua scalata. Corre l’anno 2000 quando, sulla panchina della Sansovino (club di Eccellenza), ottiene la promozione in C2 in appena 3 stagioni.

Con gli aretini conquista inoltre la D e la successiva approda in C2, ma lo fa sulla panchina della Sangiovannese. Pronti via ed è subito promozione in C1 che, per lui, si traduce in un doppio salto che l’anno successivo gli apre le porte della Serie B, al Pescara. Da qui una serie di alti e bassi che lo portano a galleggiare tra Serie B e Serie C sulle panchine di Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria e Sorrento.

IL SOGNO CHE SI AVVERA

La svolta arriva quando Sarri viene chiamato ad allenare l’Empoli in vista della stagione 2012-2013, conclusa con il quarto posto e la sfortunata eliminazione ai playoff contro il Livorno. L’anno dopo è quello buono e la sensazione è che qualcosa, nella sua carriera, stia davvero iniziando a muoversi. L’Empoli chiude al secondo posto centrando di diritto la promozione in Serie A. Per Maurizio è un sogno che si avvera. Un sogno, certo, come fanno tutti i bambini e i ragazzi innamorati di questo sport.

Quello di Sarri, però, è un sogno di spessore superiore, perché lecito e semplice è sognare (al netto dei sacrifici per emergere in tenera età) da bambini, ma decisamente più difficile è farlo a 40 anni suonati. Una scelta, quella del classe ’59, presa in barba alla paura, all’incertezza del futuro, con la consapevolezza di non poter sbagliare e di non avere un salvagente. Una sorta di all-in sulla sua vita, una scommessa sul fatto che il calcio sarebbe diventata la fonte della sua quotidianità. Umiltà, dedizione, pochi peli sulla lingua e tanta, tanta gavetta. Il resto è storia nota.

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri sulla panchina dell’Empoli

INTER SU RADU

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