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Un derby per la gloria: 90 minuti per prendersi la Capitale

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Lazio e Roma
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Questa sera all’Olimpico di scena il derby della Capitale tra Lazio e Roma. Una gara che va oltre la classifica, una gara che vale la gloria cittadina

da una parte, giallorossi dall’altra: in mezzo la città di Roma, una città dalla storia antica, tra le più arcaiche che il mondo abbia mai conosciuto. Una rivalità, quella tra le due compagini capitoline, che va oltre la posizione in classifica, seppur entrambe abbiano ancora un da raggiungere. In casa Lazio l’obiettivo, seppur difficile, si chiama Champions League. Il quarto posto in Serie A è distante 6 punti, virtualmente 3 in caso di vittoria nel contro il Torino. La Roma dal canto suo proverà a difendere il settimo posto, che garantisce la partecipazione alla Conference League, format che debutterà a partire dalla prossima stagione. 

90 MINUTI PER LA GLORIA

Come tutte le stracittadine, il derby è sempre una partita a sé, avulsa da qualsiasi logica relativa all’andamento della stagione. In questo senso Roma non soltanto non fa eccezione, ma si erge come contesto più caldo e delicato del calcio italiano. Nella Capitale il derby non si gioca solo sul campo, lo si respira a partire dal fischio finale della giornata precedente. L’atmosfera e le emozioni che la stracittadina porta con sé si percepiscono in tutta la quotidianità dei romani. Dal bar al posto di lavoro, passando per la piazza e i vicoli più pittoreschi della città, tanti sono i frangenti in cui il derby la fa da padrone. Vincere il derby significa avere, fino a quello successivo, il predominio calcistico della Capitale a dispetto dell’avversario, costretto al tentativo, estremamente complicato, di lasciarsi alle spalle una sconfitta dal peso enorme. L’ultimo precedente risale alla gara di andata, quando la Lazio si è imposta per 3-0 sui giallorossi. Una gara senza storia, una gara per la storia, che, questa sera, i biancocelesti proveranno a scrivere ancora una volta.

 

LA CARICA DI INZAGHI IN VISTA DEL DERBY 

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Strage di Ardea – Claudio Lotito vicino alle famiglie delle vittime

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie

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strage di ardea

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie. Un episodio che ha sconvolto un’intera nazione, alla luce del quale il patron è intervenuto dedicando un pensiero ai cari delle vittime: “Tanto sgomento per quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere la tragedia consumatasi ad Ardea.

Un pensiero particolare Lotito lo ha speso per i genitori dei piccoli David e Daniel sottolineando quanto sia importante ricordare il loro sorriso e i loro sogni. Per il fratello maggiore, Daniel, in estate si sarebbero aperte le porte (tra gli esordienti) della Lazio. “Sognavano di giocare per i nostri colori, ricordiamoli così, per il loro desiderio di vivere”. Giocare e sognare un che gonfia la rete: questa l’ambizione di due bambini stroncata dalla follia di un uomo che aveva bisogno di cure e che, probabilmente, non sarebbe dovuto essere lasciato libero in balia dei problemi psichici di cui soffriva.

Strage di Ardea

ACERBI SU SARRI

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Acerbi su Sarri: “Grande tecnico, c’è entusiasmo per il futuro”

Le parole di Acerbi su Sarri, neo tecnico biancoceleste, caricano d’entusiasmo l’ambiente e fanno ben sperare in vista della prossima stagione

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acerbi su sarri

Parole al miele, quelle di Francesco Acerbi su Sarri, nuovo allenatore della Lazio. Il centrale biancoceleste, dal ritiro della nazionale, è intervenuto proposito del tecnico toscano ponendo l’accento sull’entusiasmo dell’ambiente in vista della prossima stagione. “Sarri è un grande allenatore e siamo felici della scelta della società. ’è tanto entusiasmo e tanta voglia di cominciare, sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni e raggiungere obiettivi importanti.”

Acerbi è poi intervenuto a proposito della difesa a 4, marchio di fabbrica del nuovo tecnico e assetto differente rispetto al 352 di Inzaghi che in tempi non sospetti ha fatto discutere: “Sono pronto a mettermi in , il resto non importa. Oltretutto in Nazionale e in altri club ho sempre giocato a 4 e mi trovo bene, non vedo l’ora di iniziare“. Così il centrale biancoceleste in conferenza stampa a 2 giorni da Italia Svizzera.

Acerbi su Sarri
Francesco Acerbi su Sarri

HYSAJ VICINO ALLA LAZIO

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C’era la Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

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Lazio Bianchessi

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea: il del loro ex .

Ardea, due giovani vittime con un sogno: la Lazio. Un sogno infranto per mano di un 34enne psicolabile, che ha tolto loro la vita ad appena 5 e 10 anni. A perdere la vita nella sparatoria, che ha avuto luogo ieri mattina nel Consorzio Colle Romito, anche il nonno dei due piccoli, intervenuto per salvarli. E la triste non ha risparmiato nemmeno l’assalitore, suicidatosi nella sua abitazione, dove si era barricato per sfuggire alla cattura.

Una vicenda sconvolgente, sia per la comunità alle porte di Roma ma anche per chi ha avuto modo di seguirla attraverso giornali e tv. Sconvolgente soprattutto perchè ha determinato l’uscita da questo mondo di due vite appena sbocciate. Due vite che amavano il calcio e che sognavano un giorno di sfondarvi. A rivelare questo particolare Marco Proietti, che li ha allenati nei pulcini dell’Ostiamare.

Il tecnico ha raccontato che il più grande giocava come portiere e che i compagni gli avevano assegnato la fascia di capitano. Sulle sue tracce già da tempo si erano mossi gli osservatori della Lazio. Che addirittura aveva raggiunto un’intesa con l’Ostiamare per farlo approdare a Formello, tra gli esordienti. Del bambino Proietti rievoca la solarità, l’allegria e lo spirito di gruppo. Ma soprattutto il rapporto con il fratellino: quest’ultimo, ricorda, era sempre presente al campo quando c’era il fratello e voleva imitarlo nella carriera. O perlomeno, avrebbe voluto.

INTANTO LA LAZIO CERCA UN ESTERNO

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