Un Casale da ritrovare. A Monza Prestazione ancora sotto il livello

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“Ma nun ce provà, Tu ciai avuto ‘n crollo, d’ottavo grado dea scala Mercalli diceva Angelo Bernabucci nel film compagni di scuola nel lontano 1988. Ecco, bene o male potremmo usare questa scena del celebre lungometraggio per evidenziare il momento negativo che sta attraversando Nicolò Casale.

Dopo il black out di Torino nella gara di andata della semifinale di Coppa Italia contro la Juve, dove è responsabile di entrambi i gol subiti: prima la marcatura dimenticata su Federico Chiesa mentre poi, sul gol di Vlahovic, è colpevole perché concede all’attaccante bianconero tutto lo spazio per calciare di sinistro, il piede sdel bomber della Juventus. Sabato pomeriggio si è replicato, ma stavolta il beneficiario è stato Djuric. Prima lo tiene in gioco nel gol dell’uno a uno, poi perde il contrasto sul duello aereo nel gol del definitivo due a due.

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Alla Lazio manca il vero Casale

Dopo le 29 presenze dello scorso anno, dove sembrava aver trovato un’ottima intesa insieme ad Alessio Romagnoli, quest’anno vuoi il dinamismo di Patric, vuoi l’esplosione dello spagnolo Gila ma, dopo aver subito l’infortunio agli adduttori alla fine di Ottobre, per l’ex centrale dell’Hellas solo tanta panchina e prestazioni nettamente al di sotto della sufficienza con mister Sarri.

Ora complice anche l’infortunio di Gila e il cambio dell’assetto tattico, Nicolò ha giocato tutte le ultime 7 gare, di cui 4 per tutti i 90 minuti, ma la condizione non è delle migliori ma soprattutto è negli episodi decisivi che Casale viene meno, non tanto nel rendimento. Un aspetto che dovrà essere affrontato subito dopo le vacanze estive per due motivi: il primo è perché mister Tudor crede molto nelle potenzialità del centrale di Negrar di Valpolicella, il secondo è che il centrale classe ’98 ha un contratto fino al 2027 che vuole rispettare.

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