Giovanili in vetrina, dirigenti alla finestra: i calendari ci sono, le scelte restano
È buona notizia vedere i ragazzi tornare in campo e conoscere date e avversari: i campionati nazionali giovanili ripartono e la Società Sportiva Lazio – le Aquile ha ufficializzato i calendari per Under 15, 16, 17 e 18. Ma come spesso succede, l’annuncio è arrivato come se fosse un prodotto da vetrina, confezionato per il sito e i social più che per raccontare un piano serio di sviluppo. Il dettaglio delle partite è utile e va salutato; però chi segue il calcio da vicino sa che calendari e comunicati sono solo il contorno: la sostanza resta come verranno seguiti, allenati e accompagnati quei ragazzi nella transizione verso la prima squadra.
“Tutto è pronto, anche i ragazzi di mister Lombardi scaldano i motori!”
I numeri, le date e qualche appuntamento da segnare
I fatti concreti: il campionato Under 18 Professionisti parte il 30 agosto e vede la Lazio inserita in un girone unico a 20 squadre con avversarie come Atalanta, Juventus, Inter, Milan e Roma; alla prima giornata le aquile classe 2009 di Cristiano Lombardi inizieranno in trasferta contro il Napoli e il 6 settembre ospiteranno il Torino. Per le categorie Under 17, 16 e 15 la nuova stagione parte il 6 settembre per gli Under 17 e il 13 settembre per Under 15 e 16. Le giovanili biancocelesti sono state inserite nel girone C (centro/sud) con 14 squadre: Arezzo, Ascoli, Avellino, Benevento, Catanzaro, Empoli, Fiorentina, Frosinone, Juve Stabia, Lecce, Napoli, Palermo e Roma. Esordio casalingo di peso per gli Under 17: il Napoli all’Olimpico giovanile è già un big match; Under 15 e 16 apriranno entrambe in trasferta ad Avellino per poi debuttare in casa contro l’Arezzo.
Detto questo, la critica è inevitabile: l’annuncio dei calendari è una bella cartolina, ma non cambia il peso delle scelte della proprietà e della dirigenza. Se la Società Sportiva Lazio e i vertici volessero davvero dimostrare attenzione verso il vivaio, non basterebbero comunicati sincronizzati con l’ufficio marketing; servirebbero investimenti strutturali, percorsi di crescita ben definiti e, soprattutto, una strategia che metta il settore giovanile al centro delle decisioni sportive. Nel frattempo la prima squadra continua il proprio lavoro e la dirigenza può prendere nota: il calendario c’è, adesso tocca a chi governa dimostrare che il futuro non è solo uno slogan da comunicato.