SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Miretti sul taccuino: la Società Biancoceleste affitta speranze e scopre limiti

La Juventus non mette veti: Miretti torna sul radar della Società Biancoceleste. Dietro l’interesse c’è più bisogno di soluzioni economiche che un piano sportivo credibile. Gattuso applaude; la squadra rischia di continuare a galleggiare tra prestiti e opzioni senza risposte concrete a difesa e attacco.

Società Sportiva Lazio|La Società Biancoceleste
Claudio Lotito|Il Ragioniere
dirigenza e calcio moderno|La Corte dei Manager

La Società Biancoceleste ritorna a guardare in casa Juventus, questa volta su Fabio Miretti: un classe 2003 che nelle gerarchie bianconere non è più considerato intoccabile e che, secondo le ultime, potrebbe essere parcheggiato a Roma con la solita formula che ormai ha il sapore della routine. Non è una sorpresa che Gennaro Gattuso apprezzi il ragazzo: Miretti è giovane, tecnico e versatile. Ma dire che sia la soluzione prioritaria per risolvere i problemi della squadra è un esercizio di fantasia collettiva se nel contempo non si affrontano i buchi veri: la mancanza di gol e una difesa che continua a concedere troppo.

Un mercato di piccolo cabotaggio

Il copione è sempre lo stesso: la Juventus lascia andare il giovane non indispensabile, Andrea Carnevali cerca equilibrio tra plusvalenze e rapporto con chi compra; la Società Biancoceleste — attraverso il suo nuovo ds, Mario Rossi — valuta prestiti con diritto di riscatto, sperando di mettere insieme risorse senza scoperchiare bilanci. Tradotto: si compra tempo. Nel frattempo la squadra di Gattuso resta impantanata tra priorità tattiche e limiti di organico. Il tentativo di infilare Miretti come soluzione di trequarti suona più come un rattoppo che come una strategia. E chi paga abbonamenti e trasferte ha il diritto di chiedersi se vuole vedere una rosa costruita per l’oggi o un progetto credibile per il domani.

Non va dimenticato che Miretti è appena rientrato da una tournée con la Juventus in Asia, e che su di lui avevano fatto un pensiero anche club come il Bologna: dati di fatto, non voci. La trattativa, per come la raccontano i beninformati, è ancora sul filo del prestito con opzione; la Juventus potrebbe spingere per un obbligo condizionato, secondo logiche che premiano la flessibilità patrimoniale più che la programmazione sportiva. Se la strategia della Società Biancoceleste è quella di collezionare prestiti con speranza di sbocchi economici, allora siamo davanti a una dirigenza che ammira le coperture contabili più del valore di squadre coerenti e riconoscibili.

Non è un attacco personale: è avviso pratico. Il Ragioniere e la Corte dei Manager possono avere la loro idea di sostenibilità, ma i tifosi chiedono risultati oggi, non promesse che si risolvono in opzioni di riscatto. Se Miretti arrivasse, potrebbe aiutare — o no — ma non raddrizzerebbe gli errori più grossi: mancanza di incisività offensiva, scelte difensive da rivedere e un mercato che troppo spesso risponde a opportunità esterne anziché a un disegno coerente. Alla fine, il quesito resta semplice: vogliamo continuare a collezionare prestiti e speranze o pretendere calcio con un minimo di ambizione e senso comune?

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