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Con Pinamonti la Lazio torna a scegliere: tre strade tattiche per far volare le Aquile

L'arrivo di Pinamonti apre scenari concreti: coppia d'attacco, centravanti unico o una gestione a rotazione. Tre soluzioni tattiche per sfruttare i suoi punti di forza e rinforzare la Lazio sul piano pratico.

Di Bruno De Leonardi25 Agosto 2026 - 15:182 minuti fa 2 min di lettura
Con Pinamonti la Lazio torna a scegliere: tre strade tattiche per far volare le Aquile
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L’accordo per portare Pinamonti alla Lazio non è solo un colpo di mercato: è una scelta che cambia il ventaglio tattico della squadra e impone decisioni precise su come sfruttare il nuovo centravanti.

La prima strada è quella classica della coppia d’attacco, ideale con un 4-3-1-2 o un 3-5-2 adattato. Pinamonti, giocando accanto a un partner più rapido o più mobile, può diventare il terminale che occupa i centrali avversari e finalizza i movimenti. In questo schema i due si alternano nelle ricezioni di palla e nelle sponde, liberando lo spazio per le incursioni dei centrocampisti e del trequartista. Difensivamente, la coppia può innestare un pressing alto più credibile e far sì che la squadra recuperi palla in zone pericolose.

La seconda opzione è il centravanti unico, con un 4-2-3-1 o un 3-4-2-1 che metta Pinamonti come riferimento in area. Qui il suo compito diventa più tradizionale: proteggere palla, staccare sui cross, finalizzare gli inserimenti dei trequartisti e degli esterni. Questo assetto richiede ali capaci di allargare e riempire l’area, e centrocampisti pronti a supportare la giocata offensiva. Con questo modulo la squadra guadagna equilibrio in fase difensiva ma chiede al centravanti di essere più solitario e determinante nelle poche occasioni che arrivano.

La terza soluzione è meno romantica ma pragmatica: la rotazione pianificata. Usare Pinamonti a seconda delle caratteristiche dell’avversario — coppia nelle partite di pari livello, unica punta contro squadre chiuse, sub a gara in corso per cambiare passo — dà freschezza e copre il calendario fitto. È la scelta che tutela la condizione fisica e aumenta le armi a disposizione, a patto che la comunicazione nello spogliatoio sia chiara e che il giocatore accetti un ruolo flessibile.

Qualunque strada si scelga, l’integrazione passa dal lavoro tattico e dalla struttura della rosa: servono esterni che corrano e convergano, centrocampisti capaci di verticalizzare e un gioco sulle palle inattive che valorizzi il fisico dell’attaccante. Soprattutto, la squadra dovrà mantenere l’atteggiamento combattivo che i tifosi si aspettano; Pinamonti dovrà inserirsi in una storia che chiede corsa, sacrificio e concretezza.

Il punto interessante — e spesso sottovalutato — non è solo quale modulo adottare, ma saper cambiare pelle senza dover stravolgere l’identità della Lazio. L’arrivo del centravanti dà finalmente la possibilità di farlo: ora sta alla dirigenza e al campo trasformare le opzioni tattiche in punti utili, coppe e notti brave all’Olimpico.

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