Francesco Maiolini, Amministratore Delegato della Banca del Fucino, è finito al centro delle cronache dopo la diffusione della notizia che lo vede indagato dalla Procura di Roma in merito ad una possibile cospirazioni contro il presidente Claudio Lotito. L’istituto bancario ha già preso le sue difese, ma in queste ore è arrivata una replica ufficiale attraverso una nota: “sono tifoso della Lazio da sempre. E’ un sentimento autentico, che mi accompagna dall’infanzia e che, come accade ad ogni tifoso, mi porta a seguire con passione, e talvolta con amarezza, le vicende della società. Nulla di più e nulla di diverso: le tifoserie di ogni colore giudicano, sperano e criticano le proprietà delle proprie squadre. E’ sempre accaduto e continuerà ad accadere, ed è una questione di libertà. Per noi laziali questa parola ha un significato particolare: la Lazio è nata a Piazza della Libertà. Nell’invocare la mia libertà di pensiero e di espressione, al pari di ogni cittadino, desidero precisare che non ho mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività offensiva nei confronti del presidente della S.S. Lazio”.

“Non ho mai assunto iniziative di alcun tipo per determinare variazioni del valore del titolo di borsa della società – prosegue Maiolini – . Ho dato mandato al mio avvocato di proporre ricorso al Tribunale del Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e di assumere ogni iniziativa a tutela della mia onorabilità. Ho piena fiducia nella magistratura e nelle istituzioni e farò valere le mie ragioni nelle sedi competenti, con gli strumenti che la legge mette a disposizione di ogni cittadino”. Insieme a Maiolini tra gli indagati figura anche Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino. La magistratura sta facendo le sue valutazioni ma intanto l’istituto bancario ha già espresso “piena fiducia nell’operato sicuri che gli accertamenti in corso ne confermeranno la correttezza”.