Una riabilitazione guidata con cautela, ma segnali incoraggianti: la Lazio comunica i progressi dell’infermeria con una gestione impeccabile dei rientri. Marusic, Rovella e Gudmundsson hanno ricominciato ad allenarsi con il gruppo, seppur con carichi differenziati, in una fase cruciale della stagione.
Il punto è stato fatto dal medico sociale biancoceleste, Pietro Monachino, intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio. In conferenza e con la massima chiarezza, ha tracciato lo stato di avanzamento dei tre giocatori, al centro dell’attenzione in vista delle prossime sfide. “In quanto a Marusic, Rovella e Gudmundsson direi che sta andando molto bene perché sono tutti e tre in campo ormai. Oggi hanno fatto un lavoro ovviamente differenziato, soprattutto per Albert, che siamo un mese dal trauma.” Una frase che sintetizza la fase: pieno controllo, ma tempi da rispettare per non riprendere fiato prima del dovuto.
La situazione di Albert Gudmundsson resta la più delicata tra i tre. Prosegue il recupero dopo la lesione alla spalla, con tempi di riapertura che richiedono prudenza: Monachino ha sottolineato che i prossimi 14 giorni saranno decisivi per definire la tempistica del suo ritorno al 100%. Nel frattempo, Marusic e Rovella hanno goduto di una parte consistente di lavoro di gruppo, seguito da parte del lavoro differenziato, segno che la ripresa sta procedendo senza variazioni sostanziali rispetto al programma.
Il contesto di questa settimana è stato arricchito dal resoconto delle ultime settimane: il rientro dal Sassuolo ha portato con sé qualche acciacco, subito riassorbito, che testimonia l’efficacia del lavoro di recupero, ma anche la necessità di mantenere alta la soglia di attenzione. “Siamo rientrati da Sassuolo con qualche acciacco perché qualche botta c’è stata, però sono state riassorbite, pertanto nel complesso tutto bene” è una sintesi che luccica tra le righe del quadro clinico.
La dinamica quotidiana del controllo sanitario è diventata parte integrante della routine. Monachino ha spiegato il metodo con cui lo staff valuta i rientri: riunioni mattutine con il calciatore e successivi confronti con lo staff tecnico, in modo che ogni scelta sia ponderata e condivisa. Una prassi che, nelle parole del medico, sta dando i frutti sperati: “Grande prudenza. Ci riuniamo tutte le mattine prima con il calciatore e poi con lo staff tecnico, quindi ogni scelta viene ponderata con molta attenzione. Fin qui ci sta dando i risultati che volevamo.”
Secondo le informazioni raccolte da lazionews24.com, la Lazio prosegue dunque su due binari paralleli: consentire ai tre calciatori di tornare gradualmente in condizione senza correre rischi e mantenere alta la qualità della preparazione, in attesa di definire temporaneamente tempi e modalità del rientro completo di Gudmundsson e di poter contare su un reparto che, nel frattempo, si è rimetto in moto con la rosa al completo. Il messaggio è chiaro: la salute dei giocatori rimane al primo posto, ma la squadra guarda avanti, convinta che la riabilitazione controllata possa tradursi presto in una risorsa utile per il prossimo periodo di calendario.
La Lazio, insomma, può contare su una medicina di gruppo: cautela, monitoraggio costante e una riabilitazione che, nonostante i rallentamenti, sta producendo segnali concreti di recupero. Nei prossimi giorni si tireranno le somme sui tempi, ma intanto l’infermeria è tornata a essere una componente dinamica, fondamentale per ritrovare la continuità necessaria al salto di livello della squadra. Il prossimo impegno sarà atteso, ma la sensazione è che i tre rientri possano diventare, a breve, una risorsa concreta per la Lazio.
