SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1024
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
Aggiornata automaticamente · Football-Data

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Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Per ricordare le emozioni provate al gol di Fiorini in Lazio-Vicenza è intervenuto sulle colonne de Il Posticipo Massimo Piscedda. L’ex difensore biancoceleste, uno degli eroi dei -9, ha ricordato quella giornata e parlato delle ‘bandiere’ nel calcio. SU...

Per ricordare le emozioni provate al gol di Fiorini in Lazio-Vicenza è intervenuto sulle colonne de Il Posticipo Massimo Piscedda. L’ex difensore biancoceleste, uno degli eroi dei -9, ha ricordato quella giornata e parlato delle ‘bandiere’ nel calcio.

SU LAZIO-VICENZA

“Il 21 giugno è un ricordo indelebile per la Lazio e per tutte quelle persone che soffrivano fino a quel goal di Giuliano Fiorini a circa dieci minuti dalla fine. Il caldo era soffocante e alla fine si festeggiò come se la salvezza fosse stata già acquisita. Invece quella vittoria portò la Lazio all’inferno degli spareggi. Il mio ricordo è molto bello, chiaro, e ogni volta che ci penso abbozzo un sorriso”.

SU FIORINI

“Giuliano purtroppo non c’è più. A me piace pensarlo ancora sotto la doccia con birra e sigaretta. Sorridente, pieno di vita. A fare quelle battute che riuscivano a sdrammatizzare praticamente tutta l’angoscia che da lì al 5 luglio ci avrebbe potuto condizionare. La gente impazzì di gioia per una semplice ma significativa salvezza che poteva segnare il punto della rinascita. E così fu. L’anno dopo vincemmo il campionato di Serie B e da quel giorno la Lazio, seppur con alti e bassi, è riuscita a fare piccole e grandi cose. Mantenendo sempre una rispettabile dignità e una tifoseria che, seppur cambiata a livello generazionale, è rimasta intatta e legata alla passione per i colori biancocelesti”.

SULLE BANDIERE NEL CALCIO

“Certo, oggi il calcio è diverso. Trent’anni sono tanti. Tutti noi forse siamo portati ad amare ancora ciò che non esiste più. Il rispetto per la propria squadra è rimasto, ma quello per i calciatori è andato svanendo. Le cosiddette bandiere sono tutte ammainate. Il calciatore ha assunto un distacco talmente netto che per chiarire delle cose con i propri sostenitori deve farlo via social. E questo a mio avviso è insopportabile. Oggi è un gran giorno per la Lazio. Non perché abbia vinto lo scudetto, ma perché la catapulta indietro nel tempo, ricordandole che per arrivare a buoni livelli si parte sempre da una base di sofferenza. Sofferenza che, se affrontata con un gruppo di uomini veri, si può superare, consegnando i presupposti e la possibilità di continuare nella crescita, con l’obiettivo di diventare una grande squadra. E la Lazio di oggi ci sta provando”.

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