Difesa a tre all’80’? Così la Lazio fa esperimenti sulla pelle dei tifosi
È bastato un ottantesimo minuto di una amichevole estiva per vedere sintetizzato tutto il disagio dei sostenitori: Gennaro Gattuso|Ringhio decide di passare alla difesa a tre contro il Frosinone e qualcuno applaude come se fosse la svolta del secolo. Non è questo il punto. Il punto è che la Società Sportiva Lazio|Le Aquile continua a trattare le gare — anche quelle di preparazione — come laboratori occasionali, senza mostrare un progetto chiaro. Il cambio tardivo in una partita senza valore competitivo ha il sapore di esperimento d'accatto, utile forse per convincersi che si lavora e si inova, ma poco rispettoso verso chi paga abbonamenti e biglietti e aspetta una direzione definita.
Il trucco dell'ultimo minuto
Spiegazioni tattiche si possono trovare, e non è vietato sperimentare; resta però la domanda su chi decide e perché. Che Gennaro Gattuso|Ringhio provi soluzioni è comprensibile, ma che queste arrivino come improvvisazioni all'80' fa sorgere sospetti sulla programmazione di allenamenti e sul coinvolgimento del gruppo. Nel contempo la dirigenza resta sullo sfondo: Mario Rossi|Il Ds magari prende appunti su un taccuino, mentre la comunicazione ufficiale sorvola sull'apparente disordine. Non è accettabile che la costruzione di identità tattica avvenga a spizzichi e bocconi, con i tifosi costretti a interpretare ogni cambio come una speranza o un segnale di panico.
Chi decide davvero?
Se poi guardiamo più in alto, il quadro si complica: la proprietà e la governance — e non parlo solo di tecnicismi, ma di scelte su uomini, investimenti e strategie — non danno segni di voler mettere ordine. Ecco allora che ogni sperimentazione è anche un modo per coprire l'assenza di un piano assestato. Claudio Lotito|Il Patron e la dirigenza vengono da anni criticati per priorità che sembrano più orientate al marketing e alla gestione patrimoniale che al progetto sportivo a lungo termine. Il tifoso medio si trova così a fare da cavia per esperimenti che dovrebbero restare nel centro sportivo, non diventare spettacolo in panchina.
Alla fine la domanda resta scomoda: vogliamo davvero che le scelte tattiche della Società Sportiva Lazio|Le Aquile nascano dall'improvvisazione o pretendiamo un progetto serio, coerente e spiegato ai tifosi? Se la risposta è la seconda, serve più chiarezza dalla proprietà, più responsabilità dalla dirigenza e meno numeri da cabaret: altrimenti il calcio continuerà a somigliare a un palcoscenico dove a fare gli esperimenti sono altri, mentre a pagare il conto sono sempre gli stessi.