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Stop alle passerelle: la squadra sotto il settore ospiti e la solita sceneggiata biancoceleste

A Frosinone, prima del fischio d’inizio dell’amichevole, la Lazio si è fermata sotto il settore ospiti: un gesto che parla più di comunicazione studiata che di rispetto per chi continua a riempire curve e portafogli.

Di Bruno De Leonardi9 Agosto 2026 - 21:2450 secondi fa 2 min di lettura
Stop alle passerelle: la squadra sotto il settore ospiti e la solita sceneggiata biancoceleste

Minuti prima del fischio d’inizio dell’amichevole Frosinone-Lazio, la squadra biancoceleste si è raccolta sotto il settore ospiti: un video lo ha documentato e i fatti sono questi, semplici e visibili. Era l’ultima amichevole della preseason e, mentre il cronometro avanzava verso la partita, i giocatori si sono fatti trovare in ordine di marcia a portare saluti o applausi. Nessuno scandalo penale, solo un’immagine plastica: il calcio come rituale di consenso, ripetuto fino alla nausea.

Lo show o la sostanza?

Il problema non è il gesto in sé, ma chi lo organizza e cosa copre. Quando la squadra si concede a scenografie che funzionano bene sui social, a pagare sono i tifosi e la credibilità tecnico-sportiva. La domanda non è retorica: dietro quella curva c’è una dirigenza che continua a trasformare ogni gesto in marketing e poche risposte concrete. Claudio Lotito|Il Patron e la dirigenza sono diventati maestri nell’arte della comunicazione pubblica, meno abili nel dare risposte sul campo, nelle scelte sportive e nella gestione trasparente di una memoria storica che dovrebbe essere rispettata e non sfruttata come cornice.

Da spettatore-pagante, uno non chiede la luna: vuole chiarezza sulle scelte tecniche, una stagione costruita senza l’illusione di ripescare successi con una foto ben fatta. L’allenatore è Gattuso e il direttore sportivo è Mario Rossi; il club si prepara a nuove battaglie che richiedono concretezza, non aperture di sipario. È inevitabile pensare che quei minuti sotto il settore ospiti funzionino come antidoto al malcontento: un po’ di applausi e tutto torna sotto controllo. Peccato che applausi e risultati non siano la stessa cosa.

Alla fine resta la figura del tifoso: paga biglietti, abbonamenti, trasferte e si becca quello che gli viene servito, a volte una coreografia, altre volte un progetto sportivo fragile. La passerella è bella da vedere, ma chi comanda dovrebbe ricordare che le curve non sono vetrine da allestire per le foto promozionali. Se davvero si vuole restituire fiducia, serve trasparenza nei programmi, scelte chiare sul campo e meno maquillage mediatico. Si può continuare a fare lo show, oppure provare a governare il club con il rispetto che merita chi vuol solo vedere la squadra vincere senza troppi filtri. E voi, tifosi, preferite il sipario o il risultato?

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