LAZIO-MILAN, DUE EPISODI E UNA DOMANDA: QUANTO È TRASPARENTE CIÒ CHE VEDIAMO?
Lazio-Milan finisce 2-2, ma oltre al risultato restano sul tavolo alcuni episodi arbitrali che meritano di essere analizzati separando i fatti dalle interpretazioni.
Il primo riguarda il pareggio rossonero.
Al 67′ Rabiot interviene nell’azione che porta Diego Moreira alla rete del 2-2. L’azione viene sottoposta a controllo VAR e, secondo la successiva analisi pubblicata da CalVAR, tra gli elementi verificati c’è anche il possibile tocco di braccio del centrocampista francese.
Il gol viene convalidato.
Successivamente vengono fornite ricostruzioni secondo cui il pallone avrebbe colpito la coscia e non il braccio di Rabiot.
Ma qui la questione che vogliamo porre non è se Rabiot abbia toccato il pallone con il braccio.
La domanda è un’altra.
DURANTE LA DIRETTA, QUALI IMMAGINI SONO STATE MOSTRATE AL TELESPETTATORE DEL MOMENTO PRECISO SOTTOPOSTO AL CONTROLLO VAR?
Perché, nella visione della partita su DAZN, il telespettatore non ha avuto a disposizione una chiara riproposizione del momento del possibile contatto di Rabiot paragonabile alla ricostruzione successivamente proposta per il possibile fuorigioco.
A fine gara, infatti, è stata mostrata la ricostruzione relativa alla posizione di Rabiot.
Ma il possibile tocco di braccio?
Dov’è l’immagine televisiva chiara dell’episodio che aveva generato il silent check?
È una domanda che non mette in discussione, di per sé, la decisione del VAR.
Chiede semplicemente maggiore trasparenza nella comunicazione televisiva di ciò che viene verificato.
IL CASO PULISIC
Poi c’è l’intervento di Christian Pulisic, ammonito al 59′ per un fallo su Kenneth Taylor.
Il cartellino giallo è un dato ufficiale.
La discussione riguarda invece la possibilità che l’intervento potesse meritare una sanzione più severa.
La spiegazione legata alla dinamica dell’intervento e, in particolare, al fatto che non fossero esposti i tacchetti non convince tutti.
E il punto non è sostenere automaticamente che ogni intervento con la gamba alta debba essere punito con un’espulsione.
Non è così.
Il regolamento richiede una valutazione della natura dell’intervento, della forza impiegata, del rischio per l’incolumità dell’avversario e delle altre circostanze dell’azione.
Ma proprio per questo la domanda è legittima.
La gamba di Pulisic è alta.
L’intervento arriva in ritardo.
Il movimento prosegue quando il pallone ha già cambiato direzione.
E il contatto con l’avversario avviene all’interno di una dinamica che ha fatto discutere.
Era da rosso?
Non lo affermiamo come fatto.
Era sicuramente un episodio meritevole di una valutazione particolarmente severa?
Sì, è una posizione legittima da discutere sulla base delle immagini.
E qui torniamo al punto di partenza.
LE IMMAGINI.
Perché le immagini sono l’unico elemento che non dovrebbe cambiare a seconda di chi indossa una maglia.
Un fallo resta quello che è.
Un contatto resta quello che è.
Una gamba alta resta una gamba alta.
Un possibile tocco di braccio resta un possibile tocco di braccio.
Le interpretazioni possono essere diverse. Gli arbitri possono valutare diversamente la stessa dinamica. Gli esperti possono avere opinioni differenti.
Ma per discutere seriamente bisogna prima poter vedere.
Ed è proprio questo che rende particolare il caso del gol di Moreira.
Se il VAR ha effettuato un controllo su un possibile tocco di braccio di Rabiot, sarebbe stato utile che il pubblico potesse vedere chiaramente l’immagine oggetto del controllo.
Non perché mostrare un’immagine significhi automaticamente dimostrare un’irregolarità.
Ma perché la trasparenza dovrebbe essere parte integrante della comunicazione del VAR.
E allora la domanda che rimane dopo Lazio-Milan non è soltanto:
RABIOT L’HA TOCCATA CON IL BRACCIO?
Oppure:
PULISIC DOVEVA ESSERE ESPULSO?
La domanda più generale è:
QUANTO DELLE IMMAGINI DISPONIBILI VIENE REALMENTE MOSTRATO AL TELESPETTATORE?
Perché un’immagine può essere discussa.
Può essere interpretata.
Può essere giudicata diversamente.
Ma almeno deve esserci.
E soprattutto, se la prossima volta le maglie saranno invertite, sarebbe interessante applicare esattamente gli stessi criteri.
Perché le interpretazioni possono cambiare.
I video, invece, no.
Restano lì.
E saranno proprio quelle immagini a dirci, la prossima volta, se a cambiare sarà il fallo…
oppure semplicemente il colore della maglia.
