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Sebastiano Siviglia: “Sono i tifosi che danno senso al calcio”

L’intervista all’ex calciatore Sebastiano Siviglia, che ricorda con affetto gli anni biancocelesti

E’ intervenuto oggi ai microfoni di Non è la Radio, all’interno del programma C’mon Lazio Sebastiano Siviglia, ex calciatore biancoceleste, chiamato al telefono in occasione del suo compleanno. Durante l’intervista il calciatore ha condiviso alcuni ricordi, come il gol segnato contro il Torino, che ha definito: “un momento liberatorio: venivamo da 3 partite senza punti, c’erano state delle polemiche interne quindi per me fu sia un gesto liberatorio che un modo per conciliare gli animi“. Siviglia ha dedicato poi un pensiero speciale ai tifosi: “Il tifo è importante, sono le persone intorno a te che danno il senso di questo sport, se non ci fosse il popolo intorno noi saremmo paragonabili a chi gioca a bocce, per fare un esempio… Il grande merito del calcio è dato da tutte quelle persone che seguono lo sport e i propri beniamini con passione. Il tifo era uno stimolo in più per me, sono stato sempre in piazze “calde” durante la mia carriera“. Alla domanda se, avendo militato in entrambe le squadre capitoline, avesse riscontrato differenze nel modo in cui la stampa trattava i due team, Siviglia ha replicato: “Non ci ho fatto molto caso, tra l’latro sono stato così poco tempo con la Roma che nn saprei dire”. Nel giudicare la sua esperienza alla Lazio Siviglia non nutre però alcun dubbio: “I 6 anni alla Lazio sono stati importanti e stupendi, ho vissuto l’epoca delle difficoltà della squadra, poi piano piano sono ricresciute le basi per diventare di nuovo la squadra importante che è oggi“. Gli speaker hanno concluso l’intervista chiedendogli chi fosse secondo lui il giocatore della Lazio più completo durante i suoi trascorsi biancocelesti. “Beh, sicuramente dipendeva dal ruolo. Ci sono stati però giocatori che sono stati leader, guide, come Angelo Peruzzi, o giocatori che avevano una pasta diversa, sia come uomini che come calciatori, ad esempio Zarate per qualità tecniche, o Tommaso Rocchi per come sapeva attaccare in profondità“, ha replicato Sebastiano.

UFFICIALE: AS Roma, stagione finita per Kumbulla

AS Roma, brutte notizie per Kumbulla: una brutta lesione segna la fine della stagione del calciatore

AS Roma. Brutte notizie per Marash Kumbulla: la sua stagione finisce infatti in nazionale. Il calciatore, che era stato uno degli obiettivi della Lazio nel calciomercato dello scorso anno, è stato sottoposto a una serie di controlli dopo il problema al ginocchio destro accusato nel match contro l’Albania. Gli accertamenti medici hanno evidenziato una lesione del menisco esterno destro. Kumbulla non vuole però operarsi, e opterà per una terapia conservativa, come in passato già fatto da Diawara. Oggi è stato sottoposto ad esami di controllo al polpaccio a Villa Stuart anche Mkhitaryan, che dovrebbe rientrare per la prima gara con l’Ajax.

UFFICIALE: ricorso Lazio-Torino, la storia infinita

Ancora in stallo la decisione della Corte Sportiva d’Appello sul match non giocato a Roma lo scorso 2 marzo

Roma. Ricorso Lazio – Torino, verdetto rinviato. Continua la querelle tra la squadra biancoceleste e i Granata. Non è stata infatti emessa alcuna sentenza oggi riguardo la partita non giocata contro il Torino. I rappresentanti della società biancoceleste hanno dialogato stamane in videoconferenza con la Corte d’Appello della Figc, ma senza ottenere un risultato definitivo. La sentenza finale arriverà infatti nei prossimi giorni. La Lazio ha portato avanti la sua richiesta di ottenere un risultato di 3-0 a tavolino, sostenendo che i Granata avrebbero potuto raggiungere la Capitale e giocare il match. Diversa l’opinione del legale del Torino: “È innegabile la causa di forza maggiore per cui il Torino non poteva raggiungere l’Olimpico per la partita del 2 marzo“.

Criscitiello difende la Lazio: “Caso tamponi un bluff. Perchè un simile accanimento?”

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Dopo la sentenza ‘soft’ sul caso tamponi, Criscitiello difende la Lazio.

Criscitiello difende la Lazio. Queste le parole del direttore in un editoriale su ‘TMW’: E’ un dato di fatto che Lotito non sia simpatico alla stampa. Certamente nemmeno a me lo è, però bisogna scindere i conflitti di interesse con le simpatie, le antipatie e la verità. E la verità è che la Lazio ha subito una valanga di fango mediatico che non ha portato a nulla. Volevano che fosse retrocessa in B, forse per togliere il posto ad una delle retrocesse. Volevano il -17, Lotito al gabbio e i medici radiati dall’ordine. Invece il caso tamponi è risultato un bluff. A Lotito qualche mese non cambia nulla. Pensate se si strappa i capelli perchè non può andare in campo e negli spogliatoi per 7 mesi. Dovremmo però chiederci il perchè di un simile accanimento quando la Lazio ha poi di fatto avuto ragione su tutta la linea. A volte la macchina del fango parte troppo veloce, ma poi, quando deve fare marcia indietro, non trova più il cambio. Possibile che un professionista come il dr. Fabio Rodia possa mettersi a fare magheggi per i tamponi della Lazio? Come medico, è stato il primo ad operare con la sua equipe al Cto di Roma utilizzando un robot. Si confonde la giustizia sportiva con quella ordinaria, due mondi diversi e soprattutto con una valenza diversa. La giustizia sportiva condanna e poi assolve, ma nel frattempo la macchina del fango miete vittime innocenti. Come i due dottori della Lazio, eccellenze in ambito sanitario nazionale“.

CALCIOMERCATO Lazio dall’Argentina sicuri: biancocelesti su Borré

CALCIOMERCATO Lazio – Tra poco si ritornerà in campo per preparare la sfida contro lo Spezia ma in casa biancoceleste si parla comunque di mercato

CALCIOMERCATO Lazio – Tare è alla ricerca di un rinforzo per la prossima stagione che potrebbe essere diverso in caso di qualificazione in Champions o all’Europa League. Come riporta il noto partale ESPN la Lazio sarebbe interessata a Santos Borré sul quale giravano voci già nei mesi scorsi. Secondo il portale la società sarebbe intenzionata a portare il colombiano classe 95′ nella Capitale. Parliamo di una punta che è in grado di giocare anche come seconda punta accompagnando il bomber principale, attualmente gioca nel River Plate e la sua valutazione si aggira intorno ai 15 milioni. Nel campionato dopo appena 7 gare è già a quota 5 reti, ultimamente ha messo a segno un grande poker.

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Secondo il portale la Lazio a breve farà ricevere all’agente del colombiano un’offerta per portarlo a Roma. Nonostante il suo cartellino si aggiri intorno ai 15 milioni, Borré a giugno si libererà a 0, il suo contratto è in scadenza e ha deciso di non rinnovare. Al giocatore è già arrivata un’offerta da parte del Gremio che ha messo sulla carta un precontratto per 4 anni da 2 milioni di dollari. Agli agenti del ragazzo l’offerta è piaciuta molto ma preferirebbero che continuasse la sua carriera in Europa, proprio per questo potrebbero prendere in seria considerazione un’offerta della Lazio.

LA NOSTRA STORIA – Renzo Garlaschelli, l’uomo di Vidigulfo

Renzo Garlaschelli nasce a Vidigulfo, in provincia di Pavia, il 29 marzo del 1950. A soli 18 anni fa il suo esordio tra i professionisti giocando in serie D col Sant’Angelo Lodigiano. Ala guizzante. Il primo anno realizza 6 reti in 32 partite. Attira immediatamente l’attenzione del Como, che lo fa esordire nel 1969 in serie B. Con i lariani gioca tre campionati nella serie cadetta sfiorando la promozione nella stagione 1971-1972. Promozione contesa fino all’ultimo proprio alla Lazio di Tommaso Maestrelli. Il ‘maestro’ resta colpito dalle doti del ragazzo. Quando la società decide di vendere Massa all’Inter consiglia a Sbardella il nome di Renzo Garlaschelli come sostituto e spalla ideale di Giorgio Chinaglia. Quindi nell’estate del 1972 Garlaschelli arriva a Roma tra lo scetticismo generale e con il compito di non far rimpiangere l’attaccante che la stagione precedente ha firmato 12 reti. Impresa difficilissima per il giovane lombardo, che in carriera fino a quel momento ha segnato al massimo 6 reti in una stagione, tra  l’altro all’esordio e in serie D. Ma Maestrelli, grandissimo conoscitore di calcio, riesce a confezionare un tridente particolare con Chinaglia centrale, Garlaschelli a destra e Manservisi a sinistra come esterni offensivi con il compito di allargare le difese avversarie. La Lazio pratica un calcio mai visto prima in Italia. Ognuno porta un contributo alla causa, sia di gioco che di gol. Nella sua prima stagione in biancoceleste il Garla segna 7 reti come Nanni, mentre Chinaglia arriva a 10. La definitiva consacrazione arriva a marzo. Prima apre le marcature nel derby vinto 2-0. La settimana successiva con una doppietta consente alla Lazio di vincere a Palermo. Infine con un altro gol firma la vittoria biancoceleste nella trasferta di Cagliari. La squadra di Mestrelli vola e sogna lo scudetto ma capitola nei minuti finali dell’ultima giornata a causa di un gol di Damiani a Napoli che manda in pezzi il sogno tricolore. L’anno seguente il tecnico biancoceleste decide dimodificare l’assetto della squadra inserendo il giovane Vincenzo D’Amico al posto di Manservisi. Mossa indovinata che consente a Chinaglia di vincere la classifica cannonieri con 24 reti e a Garlaschelli di stabilire con 10 reti (senza rigori) il suo record di gol segnati in un campionato in serie A. L’uscita di scena di Maestrelli segna il declino della Lazio e anche di Garlaschelli. Chinaglia parte per l’America e Garlaschelli diventa la spalla di Bruno Giordano. Vive comunque altre stagioni da protagonista: 7 reti nel 1976 e altrettanti nel 1978. Nel 1980 con la squadra travolta dallo scandalo scommesse e con Cacciatori, Giordano, Manfredonia e Wilson a Regina Coeli con l’aiuto di D’Amico si carica la Lazio sulle spalle e con una manipolo di ragazzi della Primavera riesce a guidare la squadra alla salvezza. L’arrivo di Castagner e la conseguente rivoluzione lo portano ai margini della prima squadra, dove resterà facendo la spola tra la tribuna e la panchina per altre due annate. Nell’estate del 1982 dopo 228 partite di campionato e 51 gol segnati lascia la Lazio per tornare dalle sue parti. Va a giocare a due passi da casa, nel Pavia, che grazie ai suoi gol (11 in due stagioni) conquista la promozione in serie C1. Chiusa la carriera da giocatore Renzo Garlaschelli lascia definitivamente il calcio. Ora fa il commentatore radiofonico, regalando indimenticabili duetti con Mario Facco e i compagni di squadra dell’epoca dello scudetto, sfornando in continuazione aneddoti e racconti di quella che resterà per sempre come la Lazio più folle e più affascinante della storia.

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LA NOSTRA STORIA – Tanti auguri a Sebastiano Siviglia

Sebastiano Siviglia è un ex difensore nato a Palizzi Marina, in prov. di Reggio Calabria, il 29 marzo 1973. Inizia a giocare nelle giovanili della Reggina. Passa poi al Parma. Da qui alla Nocerina, Verona, Atalanta, Roma e Lecce, prima di arrivare alla Lazio. Acquistato dal Parma arriva a Formello nel 2004 a 31 anni. È stato uno dei primi acquisti di Lotito (formula del prestito). Esordisce con la maglia biancoceleste numero 5 nella stagione 2004-2005. Al termine della stagione torna alla società emiliana venendo messo in seguito fuori rosa finché non viene svincolato. Torna di nuovo alla Lazio che dal 2005 lo mette sotto contratto. Rientrato a Roma sceglie la maglia numero 13, quella di Alessandro Nesta. Disputa in tutto sei stagioni a Roma. Nella stagione 2009-2010 viene nominato vice capitano della squadra ma al termine del campionato non rinnova il contratto. In biancoceleste ha vinto la Coppa Italia 2008-2009 e la Supercoppa Italiana nella stagione successiva. Rimasto svincolato il centrale si ferma per un breve periodo. Da gennaio 2011 riprende ad allenarsi con la Reggina che valuta la possibilità di tesserarlo. Pochi giorni dopo però annuncia il suo ritiro

Il percorso da allenatore

 Una volta appesi gli scarpini al chiodo diventa l’allenatore del Monterotondo lasciando a fine stagione. Successivamente passa per un anno alla guida del Potenza. A febbraio 2012 viene ingaggiato dalla Nocerina come tecnico della Primavera. Alla fine dell’anno inizia a frequentare il corso di abilitazione per master di allenatori professionisti Prima Categoria-Uefa Pro a Coverciano. Ad agosto 2013 viene ingaggiato dalla Lazio come allenatore della squadra della categoria Giovanissimi Regionali. L’annata successiva siede sulla panchina dei Giovanissimi Nazionali. A luglio del 2016 diventa allenatore della Primavera della Ternana. Il mese dopo viene promosso a tecnico della prima squadra a seguito dell’esonero di Panucci. Due giorni dopo però gli viene preferito Benny Carbone. A gennaio viene nominato ds della Ternana. Nell’agosto 2018 diventa l’allenatore della Primavera del Lecce.

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Roma Pallotta ci ricasca con un tifoso: “Sei il primo dei f****** idiots”

L’ex presidente della Roma Pallotta ancora criticato dai suoi ex sostenitori si lascia andare ad un commento davvero troppo eloquente.

Pallotta non ci sta e risponde per le rime alle critiche: su Twitter è entrato a gamba tesa dialetticamente con un tifoso che lo accusava di aver giustificato i suoi fallimenti per rispettare il Fair Play finanziario imposto dalla Uefa: “Tu sei veramente in cima alla lista dei fucking idiots. Fai parte di una categoria a parte. Dovrò pensare a come definirti nel fine settimana”.

LAZIO TORINO Affondo dei biancocelesti: “Vogliamo il 3-0 a tavolino”

LAZIO TORINO Affondo dei biancocelesti: “Vogliamo il 3-0 a tavolino”.

LAZIO TORINO Affondo dei biancocelesti. Che, dopo la sentenza ‘soft’ sul caso tamponi (su cui comunque verrà fatto ricorso, anche dalla Procura), non intendono fermarsi. La prima udienza sul ‘caso granata’, rinviata la settimana scorsa, avrà luogo domani. Per fare chiarezza, ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha parlato il legale della Lazio, avv Gentile. “Lotito – spiega – è stato inibito solo per l’attività federale. Quindi continuerà a fare il suo solito lavoro, ma non parteciperà alle riunioni. Le sanzioni sono esecutive. Il presidente potrà andare allo stadio, ma senza scendere negli spogliatoi. I dottori Pulcini e Rodia invece non potranno andare in campo“. Sul ricorso sul Torino poi aggiunge: “Vogliamo che ci venga riconosciuto il 3-0 a tavolino. Abbiamo sporto reclamo sulla decisione del Giudice Sportivo di ripetere la gara. Questo perchè riteniamo che i provvedimenti dell’Asl di Torino siano stati contraddittori. Secondo il regolamento sportivo, una squadra con 13 giocatori tra cui un portiere è obbligata a presentarsi. Deve esserci chiarezza“.

Spinazzola non ha dubbi: “Porterei Acerbi alla Roma”

Complice una difesa giallorossa a tratti disastrosa Spinazzola indica la strada per il prossimo mercato della società. I nomi fatti sono però pura utopia più che trattative impostabili.

La sosta delle Nazionali ha portato molti giocatori a parlare nei ritiri e durante le conferenze stampa. Uno di questi è il terzino della Roma e della Nazionale di Mancini Spinazzola: “Alla Roma porterei Chiellini, Bonucci e Acerbi”. Un’uscita che sicuramente non piacerà ai tifosi dell’altra sponda visto anche come l’ultima volta avevano preso gli auguri di Pellegrini per bomber Ciro Immobile. 

Lazio Club La Teramo laziale, uniti per Daniel Guerini e la solidarietà

Grande messaggio di lazialità e solidarietà del Lazio Club La Teramo laziale “Antonio Di Francesco” in ricordo del giovane sfortunato Daniel Guerini e non solo.

Queste le parole di Mario il presidente del Lazio club La Teramo laziale: “Volevo far sapere a tutti che tifare Lazio , non è andare allo stadio o vedere al club le partite , è soprattutto aiutare il prossimo, noi siamo andati a cercare di portare un sorriso a dei bambini disabili abbandonati , donando loro uova di Pasqua e generi di prima necessità. La struttura “IL NIDO DEL FOCOLARE “, si trova vicino Teramo ed è gestita da delle suore. In questo triste momento dove stiamo tutti combattendo contro il maledetto COVID, reso ancor più triste dalla morte di Daniel, aiutare chi ha bisogno ci ha resi immensamente felici”. Grandissimi solo applausi per la gente laziale.

Lazio caso tamponi, the day after: Barigelli torna all’attacco, travaso di bile per i romanisti

Lazio caso tamponi: arrivano le reazioni dal mondo del calcio italiano dopo la sentenza. Il direttore della Gazzetta Barigelli torna all’attacco, i romanisti sono sul piede di guerra e nelle radio locali non si parla d’altro.

Un polverone che non accenna a placarsi: tutti ne parlano, tutti continuano a chiedere la testa di Lotito e la penalizzazione della Lazio. Non si accetta neppure una sentenza di un giudice. Primo su tutti il giornale dal quale sono piovute le accuse più pesanti, la Gazzetta della Sport di Cairo e del direttore Barigelli. Quest’ultimo naturalmente non ha potuto esimersi stamane dal confermare le sue posizioni: “La sentenza del Tribunale della Federcalcio non è un’assoluzione, è una condanna. Partiamo da questo dato di fatto, altrimenti c’è il rischio di fare confusione, che nel calcio italiano è sempre pratica diffusa”. Ma sono più i romanisti che non si danno pace: “Ricapitolando. La Roma sbaglia mettendo in lista un giocatore con il Verona e ha lo 0-3 a tavolino. La Lazio mette in lista e fa giocare, più volte, giocatori in sospetta positività al Covid, e viene multata. Fermate il mondo”. Poi ancora: “Non riesco a capacitarmi di come possa essere arrivata una sentenza del genere. Ormai Lotito ha in mano il calcio italiano. A noi hanno tolto un punto per una svista, a loro le caramelle per un fatto gravissimo. Penso sia l’ora di non seguire più il calcio”. 

ISOLA DEI FAMOSI Gascoigne costretto al ritiro

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ISOLA DEI FAMOSI Gascoigne costretto al ritiro: ecco il motivo.

ISOLA DEI FAMOSI Gascoigne costretto al ritiro. L’ex campione inglese potrebbe essere il primo concorrente ad abbandonare la scena del reality. Il motivo? Un infortunio riportato giovedì sera, durante la prova ricompensa. I medici hanno immediatamente provveduto a valutarne l’entità con degli esami, ma il responso sarebbe stato abbastanza grave. A rivelarlo, ai microfoni di Novella 2000, una voce molto vicina all’Isola: Gascoigne si sarebbe slogato una spalla, motivo per cui dovrà lasciare l’Honduras.

UFFICIALE – Caso tamponi, nessuna penalizzazione per la squadra

Caso tamponi Lazio, uscita la sentenza ufficiale. “Poteva andar peggio. Sono soddisfatto per la Lazio, perché abbiamo evitato sanzioni più severe che erano nell’aria. Per Lotito e i medici speravo meglio, speravamo di arrivare a una assoluzione“. Queste le parole dell’avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile, commentando all’ANSA la sentenza del Tribunale federale nazionale. Sentenza che ha comminato al club romano una multa di 150 mila euro inibendo per 7 mesi il presidente, Claudio Lotito, per responsabilità diretta per violazione del protocollo Covid e a 12 mesi i due medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia. La volontà della società biancoceleste è quella di andare in appello. “Vediamo prima le motivazioni, siamo orientati a ricorrere in appello perché siamo convinti delle nostre ragioni. Se le motivazioni della sentenza ci convinceranno del contrario allora eviteremo“, aggiunge Gentile. “Il problema esiste, è serio e non riguarda solo la Lazio. Riguarda in genere l’applicazione del sistema legislativo della vicenda Covid. Vediamo se la questione deve essere governata dal privato o dal pubblico“, conclude Gentile.

Lega Serie A, assegnati i diritti tv per il prossimo triennio

Lega Serie A. Con 16 voti a favore e 4 contrari sono stati finalmente assegnati i diritti ti per i prossimi tre anni. Lo comunica l’Ansa: alla fine l’ha spuntata Dazn. I club che hanno votato contro sono: Genoa, Crotone, Sassuolo e Sampdoria. 

La formula 

Dazi si è aggiudicata i pacchetti 1 e 3 per un valore di 840 milioni di euro a stagione. Il pacchetto 1 include la trasmissione di 7 gare a giornata in esclusiva, il pacchetto 3 invece di gare in co-esclusiva.Per quanto riguarda il pacchetto 2 invece, che include la co-esclusiva delle 3 gare, sono in corso i colloqui tra la Lega e Sky, che ha offerto 70 milioni a stagione. Lunedì 29 marzo l’offerta scadrà in base a quanto previsto nel bando, e allora si avrà una risposta definitiva anche per questo pacchetto. 

GUERINI La mamma: “La Lazio la sua seconda famiglia, voleva diventarne una bandiera”

GUERINI La mamma Michela ricorda il giovane centrocampista biancoceleste, scomparso in un’incidente neanche due giorni fa.

GUERINI La mamma ai microfoni de ‘Il Messaggero’: “Era felice di essere tornato alla Lazio e di aver firmato un contratto di tre anni. Era unico, non si abbatteva mai. I funerali? Vorrei che fossero celebrati all’aperto, su un campo da calcio. Mi piacerebbe ci fossero tanti palloncini bianchi e celesti e l’inno della Lazio, la sua seconda famiglia“. L’ultima volta che l’ha sentito poco prima della morte: “L’ho chiamato alle 19.30. Era appena uscito dagli allenamenti e stava andando a cena dal suo amico Tiziano. Gli ho detto ‘Non andare, torna a casa, che sei uscito anche ieri’. Mi ha risposto ‘Non ti preoccupare, tra un pò vengo“. Aveva grandi sogni Daniel: “Diceva sempre ‘Posso diventare come Totti per la Roma, la bandiera della Lazio’. Era il suo sogno, come quello di tutta la nostra famiglia, cresciuta in Curva Nord. Per questo era tanto contento di essere tornato a Roma“. Sulla dinamica dell’incidente: “Non so ancora nulla. Sono stata insieme alla mamma di Tiziano. Mio nipote è un angelo, non è uno scalmanato, è impossibile che corresse. E’ molto responsabile, mette quiete e tranquillità tra le persone“. “Daniel – conclude – era un ragazzo eccezionale, tutto casa e pallone. Non vedeva l’ora di fare come Romano Floriani Mussolini e firmare il contratto con la Lazio. Per questa squadra voleva essere un simbolo e dare tutto“.

Lazio Lotito e la dedica a Guerini: “Il tuo ricordo resterà sempre con noi”

Lazio Lotito e la dedica a Daniel Guerini

Il presidente Claudio Lotito ha voluto lasciare un pensiero per Daniel Guerini scomparso prematuramente il 24 marzo in un incidente stradale. Ecco la nota in cui ha voluto ricordare il 19enne:

“È stata una giornata straordinariamente triste, quella di oggi, per la nostra società. I nostri colori sono a lutto, sui volti dei ragazzi non ci sono stati sorrisi. Daniel era un ragazzo splendido, apprezzato da tutti quelli che lo conoscevano per le sue doti umane prima ancora che per quelle calcistiche. Aveva tutte le carte in regola per diventare un bravo professionista, incarnando quei valori di lealtà e correttezza che sono alla base dell’educazione di ogni nostro calciatore. La Lazio è una grande famiglia che oggi è affranta dal dolore, ma sa che il ricordo di Daniel resterà per sempre a tener viva la
memoria di un giovane campione, scomparso troppo presto”.

Il cordoglio della società per la perdita di Daniel Guerini

La società ha pubblicato un comunicato in cui esterna tutto il suo dolore per la morte del giovane calciatore

Notizie Lazio. Sono ore di grande dolore quelle che sono seguite alla terribile notizia della morte della giovane promessa della Primavera della Lazio Daniel Guerini. Tantissimi i messaggi di cordoglio che si sono susseguiti sui media. Naturalmente tra le primi a esprimere parole toccanti è stata la società biancoceleste, che ha espresso il suo enorme rammarico per la tragica perdita, pubblicando un post su Instagram con l’immagine dell’aquila che si staglia su uno sfondo completamente nero, simbolo del lutto che pesa nei cuori di chiunque abbia conosciuto il giovane calciatore o abbia appreso una così sconvolgente notizia. L’immagine è accompagnata da questo messaggio: “S.S.Lazio – Ancora increduli e sconvolti dal dolore il Presidente, gli uomini e le donne della Società Sportiva Lazio si stringono attorno alla famiglia del giovane Daniel Guerini 🙏”.

TAMPONI LAZIO Gli esperti scagionano i biancocelesti: “Nessuna manchevolezza”

TAMPONI LAZIO Gli esperti scagionano i biancocelesti: “Nessuna manchevolezza”.

TAMPONI LAZIO Gli esperti scagionano i biancocelesti. Il primo atto del processo, nell’aula del Tribunale federale, avrà luogo domani. Il Procuratore Chinè ha chiesto il deferimento dei biancocelesti, che dovranno rispondere di ben 6 accuse. In loro soccorso, ‘pro veritate’, sono però giunti tre esperti: Fabrizio Pregliasco, noto e autorevole membro della comunità scientifica; Patrizio Rossi, sovrintende sanitario centrale dell’Inail; e il dr. Francesco Bondanini, direttore del laboratorio Hub 2 UOC. Queste le loro parole, incluse nella memoria difensiva: “Non spetta e non spettava alla Lazio comunicare alle Asl competenti la positività al Covid. Su questo, nessun rilievo può essere mosso“. Un parere questo emesso da non tesserati e che quindi il giudice Mastrangelo potrebbe anche non accogliere. A esso aggiunge altri dettagli Pregliasco: “La valutazione dei plurimi test molecolari e sierologici mi fanno ritenere che il tampone del 26 ottobre sia un presumibile falso positivo. Immobile quindi in Torino-Lazio del 1° novembre godeva di una condizione di salute e non contagiosità. Alla Lazio pertanto non può essere ascritta alcuna manchevolezza“.

Lazio Muriqi esclude la cessione: “Sto bene qui, ho 5 anni di contratto, mi devo adattare”

Lazio Muriqi esclude la cessione – L’attaccante in questi giorni era stato accostato alla sua ex squadra, il Fenerbache, per un eventuale ritorno

Lazio Muriqi esclude la cessione – Nella serata di ieri, la sua Nazionale, il Kosovo, ha disputato una partita amichevole in cui il pirata è andato a segno realizzando la seconda rete per una vittoria schiacciante. Ecco le sue parole al termine della partita sul suo futuro alla Lazio: “Sono stato sfortunato con la Lazio ho avuto il Covid e poi l’infortunio. Non sono riuscito neanche a partecipare al ritiro precampionato in Austria, l’ho dovuto saltare. Devo imparare la lingua italiana, è giusto farlo. Inoltre ho bisogno di adattarmi alla squadra. Ho 5 anni di contratto con la Lazio, sono felice a Roma”.