Il commento dell’ex attaccante biancoceleste Igor Protti su Lazio Inter, spareggio Champions in programma domenica sera in un Olimpico sold out.
Queste, ai microfoni di ‘LSR’, le parole di Protti su Lazio Inter: “È una partita molto importante, la Lazio ha il vantaggio dei due risultati su tre e di giocarsela in casa davanti ai propri tifosi. Ma è una sfida che va presa con le molle, ci si gioca l’intera stagione e per entrambe la Champions League sarebbe un traguardo straordinario. La Lazio ha una sua identità, è stata forgiata e costruita con determinate caratteristiche. Una squadra forte entra in campo senza snaturarsi e sono sicuro che i biancocelesti proporranno il solito gioco provando a vincere. L’Inter invece si sbilancerà per forza e la Lazio potrebbe essere avvantaggiata da questo. La Lazio ha tante opzioni offensive e farà la sua partita. Non dimentichiamoci giocatori come Milinkovic-Savic, bravo ad inserirsi negli spazi. Per sfruttare queste frecce dovrà giocare come ha sempre fatto”.
SFIDA TRA BOMBER
“Immobile è un giocatore che dà certezze ai compagni, può trovare il guizzo vincente sempre. Lì davanti finalizza le fatiche della squadra. È fondamentale da recuperare, se fosse titolare sarebbe una fortuna per la Lazio. Chi merita il titolo di capocannoniere tra lui e Icardi? Faccio il tifo per gli attaccanti italiani e quindi per Immobile. Icardi è del ’93 e sta facendo dei campionati straordinari, anche lui è fuori dalla normalità. Ciro si è costruito molto di più, giocando all’estero e conoscendo la serie B. Se lo meriterebbero tutti e due ma tifo Immobile, anche in ottica Nazionale. Può giocare con diversi moduli, Icardi farebbe più fatica. Sono simili nel rendimento realizzativo, ma diversi nelle caratteristiche come è normale che sia. Immobile dà comunque più opzioni rispetto al bomber nerazzurro”.
FELIPE ANDERSON
“Ha qualità tecniche ed eccellente velocità. Non ha ancora raggiunto la giusta continuità per avere la certezza che possa incidere. Ci si aspettano da lui grandi cose sempre, negli spazi è un giocatore devastante. Inzaghi, da grande allenatore, saprà utilizzarlo al meglio sotto l’aspetto tattico per la partita con l’Inter”.
MURGIA
“Ha dimostrato personalità per la sua giovane età, se giocherà non subirà più di tanto la pressione. È pronto per giocarsi partite di questo livello”.
IL PASSATO…
“Chi ha da perdere di più è la Lazio, che ha sempre avuto una posizione di classifica in zona Champions. Per l’Inter invece non si pensava lo stesso. Poi nelle ultime gare sono cambiate alcune cose. In ogni caso, non si penserà alle occasioni sprecate. Il passato non conta, c’è solo il presente e tutti i calciatori penseranno solo alla partita”.

Karol Józef Wojtyla nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, in
A settembre del 1939 la Seconda Guerra Mondiale arrivò anche in Polonia. L’università venne chiusa e iniziò a lavorare. Lavorò un anno come fattorino e quattro come manovale. Nel 1941 subì la perdita del padre, dopodiché l’anno seguente entrò nel seminario clandestino di Cracovia. Dopo due anni la sua scelta di entrare in seminario fu rafforzata da una sorta di segno divino ricevuto nel corso della sua totale ripresa dopo essere stato ricoverato in stato di semi incoscienza per due settimane in ospedale dopo essere stato investito da un camion. Dopo la Seconda Guerra Wojtyla tornò in seminario e nel 1946 fu ordinato sacerdote. I due anni successivi si spostò a Roma per proseguire gli studi di filologia. Poi tornò in Polonia dove ebbe inizio il suo operato e la sua ascesa verso la nomina a Papa del 16 ottobre 1978.
Il suo pontificato ha superato i 25 anni. La sua figura è rimasta impressa nella memoria di tutti. E’ stato il Papa che si è avvicinato di più alla gente, dedicando particolare attenzione ai giovani, e che ha viaggiato per tutto il mondo diffondendo la pace e l’amore. Durante il suo mandato ha prodotto ben 14 encicliche e ha proclamato 482 Santi. Papa Giovanni Paolo II non si è mai risparmiato nonostante il suo cammino sia stato costellato da diversi problemi di salute, come il tumore al colon del 1992 e il morbo di Parkinson diagnosticato nel 2001 e ufficializzato nel 2003. Il Papa dei giovani fu debilitato dalla malattia. Non riuscì a superare un’infezione alle vie urinarie e ci lasciò il 2 aprile del 2005.
Le Sue esequie si svolsero l’8 aprile in Piazza San Pietro. Vennero officiate dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Diversi pellegrini, al grido di «Santo subito» sono rimasti vicini fino all’ultimo al Papa. Al funerale presenziarono molti capi di Stato e di governo e molti rappresentanti di tutte le religioni. Dal 4 aprile la salma del pontefice era stata esposta nella Basilica di San Pietro. Dove, una folla numerosissima (più di 3 milioni di persone), durante tutto il giorno e tutta la notte aveva reso il proprio omaggio al Pontefice tanto amato.
