LAZIO INTER Lombardo Le parole dell’ex biancoceleste sulla gara di domenica, sul caso de Vrij e gli elogi a Milinkovic.
LAZIO INTER LOMBARDO A RADIOSEI
“Ho giocato in una grande Lazio, con tanti campioni che ora sono allenatori a grandi livelli. Una fusione di allenatori per una squadra vincente. L’ultimo è Nesta. Come allenatore lo conosco poco, ma da calciatore ha dimostrato una grandissima personalità. Spero che questo rientro in Italia possa essere di buon auspicio per il suo futuro. Poi Inzaghi. Me lo ricordo da avversario quando allenava gli allievi nazionali biancocelesti. Già lì si capiva che aveva intuizioni. Poi ha avuto la fortuna di prendere in mano la prima squadra. Infine è arrivata la conferma, che gli ha dato più certezze. Ora bisogna solo complimentarsi con lui. E’ stato bravo anche nei rapporti personali con i giocatori”.
SULLA SFIDA CON L’INTER
“Non era facile chiudere il discorso Champions con il Crotone. Nella sfida di domenica la Lazio non deve pensare al fatto di avere due risultati su tre a disposizione. Puntando al pareggio rischierebbe di perderla. Spero che la Lazio se la possa giocare, se lo fa può farcela. Difficile dire chi tra le due sta meglio, ma i biancocelesti hanno il vantaggio di giocare in casa. Ci sarà tensione ed apprensione, come è normale. de Vrij lo farei giocare, la professionalità di un giocatore va al di là del suo futuro. Se sei professionale fino in fondo non ti tiri indietro. Milinkovic è un giocatore straordinario, nella mia Lazio avrebbe potuto giocare titolare”.
LAZIO – INTER: LE PAROLE DI SENSINI

Karol Józef Wojtyla nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, in
A settembre del 1939 la Seconda Guerra Mondiale arrivò anche in Polonia. L’università venne chiusa e iniziò a lavorare. Lavorò un anno come fattorino e quattro come manovale. Nel 1941 subì la perdita del padre, dopodiché l’anno seguente entrò nel seminario clandestino di Cracovia. Dopo due anni la sua scelta di entrare in seminario fu rafforzata da una sorta di segno divino ricevuto nel corso della sua totale ripresa dopo essere stato ricoverato in stato di semi incoscienza per due settimane in ospedale dopo essere stato investito da un camion. Dopo la Seconda Guerra Wojtyla tornò in seminario e nel 1946 fu ordinato sacerdote. I due anni successivi si spostò a Roma per proseguire gli studi di filologia. Poi tornò in Polonia dove ebbe inizio il suo operato e la sua ascesa verso la nomina a Papa del 16 ottobre 1978.
Il suo pontificato ha superato i 25 anni. La sua figura è rimasta impressa nella memoria di tutti. E’ stato il Papa che si è avvicinato di più alla gente, dedicando particolare attenzione ai giovani, e che ha viaggiato per tutto il mondo diffondendo la pace e l’amore. Durante il suo mandato ha prodotto ben 14 encicliche e ha proclamato 482 Santi. Papa Giovanni Paolo II non si è mai risparmiato nonostante il suo cammino sia stato costellato da diversi problemi di salute, come il tumore al colon del 1992 e il morbo di Parkinson diagnosticato nel 2001 e ufficializzato nel 2003. Il Papa dei giovani fu debilitato dalla malattia. Non riuscì a superare un’infezione alle vie urinarie e ci lasciò il 2 aprile del 2005.
Le Sue esequie si svolsero l’8 aprile in Piazza San Pietro. Vennero officiate dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Diversi pellegrini, al grido di «Santo subito» sono rimasti vicini fino all’ultimo al Papa. Al funerale presenziarono molti capi di Stato e di governo e molti rappresentanti di tutte le religioni. Dal 4 aprile la salma del pontefice era stata esposta nella Basilica di San Pietro. Dove, una folla numerosissima (più di 3 milioni di persone), durante tutto il giorno e tutta la notte aveva reso il proprio omaggio al Pontefice tanto amato.
