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LAZIO SCUDETTO 1915 – L’avv. Mignogna: “Linciaggio mediatico ma saremo più forti”

L'avv. Mignogna è intervenuto ai microfoni di Radiosei per fare chiarezza sullo Scudetto della Lazio del 1915.

Queste le parole di Mignogna"Questa è stata la settimana dell’attacco totale alla Lazio e ai tifosi laziali, che hanno subito un linciaggio mediatico e istituzionale ignobile, sconsiderato e ingiustificato, in cui l’errore di pochi è stato fatto passare come il peccato originale di tutto un popolo e di tutta la storia di una squadra come la Lazio che ha sempre avuto ideali olimpici, veri e puri. Tutto questo ha profondamente colpito l’animo, l’amor proprio e la sensibilità dei laziali, per questo ho voluto dedicare 'A Mano a mano' a tutto il popolo biancazzurro, perché il danno che è stato fatto è incalcolabile. La società fa bene ad agire per vie legali, ma non credo che ci potrà mai essere una quantificazione economica che potrà risarcire il danno morale che ci è stato causato a livello planetario. Però con la forza d’animo che tutti i laziali stanno dimostrando, a mano a mano, come dice la canzone, possiamo difendere ognuno per come può la lazialità, lo stile e l’eleganza dei nostri valori.

La rivendicazione dello Scudetto del 1915 e tutto quel che sta accadendo non possono essere posti sullo stesso piano. Certo è che se c’era qualcuno che stava cercando un pretesto per rallentare o negare giustizia a questa causa, ora il pretesto, forse ad arte, certamente è stato creato. Io non posso non sostenere la tesi che quanto accaduto 102 anni fa non ha nulla a che fare con i fatti di oggi. Per l’errore di poche persone non può pagare una storia intera. La nostra rivendicazione andrà senz’altro avanti, anche se in questo momento subisce un rallentamento. Se lanciassimo ora gli hashtag che avevamo preannunciato la scorsa settimana, tuttavia, sarebbero offuscati dal ciclone mediatico che si è creato e forse verrebbero presi come una provocazione. In queste situazioni bisogna cercare di essere un pizzico più razionali, aspettare che passi la buriana e poi ripartire come e più forti di prima. Ma lo voglio dire molto chiaramente… Noi non ci fermeremo! Se questa cosa, ipoteticamente parlando, non dovesse passare in FIGC siamo pronti a ricorrere in tutti i gradi di giudizio possibili ed immaginabili, al Collegio di Garanzia del CONI, al Tribunale Internazionale dello Sport, al Presidente della Repubblica e finanche a promuovere una Class Action innanzi alla Giustizia Ordinaria che non ci sarebbe preclusa perché i promotori della rivendicazione non sono tesserati e quindi non risultano vincolati dalla Giustizia Sportiva.  

Ciò che accadrà a Lotito e il suo futuro in Federazione non dovrebbero incidere per nulla in questa faccenda. La nostra rivendicazione poggia su basi giuridico/sportive autonome, incontestabili e inconfutabili. Il problema è che le scelte non avverranno in aule di Tribunale o nelle Corti d’Appello, saranno prese in contesti dove conta anche la politica sportiva. Se il Presidente Lotito dovesse tornare Consigliere Federale, pur senza mai scadere nel conflitto d’interessi, potrebbe svolgere la funzione di garanzia rispetto alle opposizioni che di volta in volta strumentalmente ci vengono sollevate. Sembrerebbe che ci sia una parte politico/istituzionale che lo avversi, ma ogni risposta ai nostri dubbi potrà darla soltanto il tempo. Personalmente spero che alla fine venga rieletto, anche perché nelle istituzioni ci sono persone che non hanno mai perso occasione per prendere posizione contro la Lazio. Riguardo l’iter, la settimana scorsa avevamo registrato un passo in avanti, con il Presidente Tavecchio che aveva ufficialmente assegnato alla Lega Serie A l’ultimatum per eleggere spontaneamente la propria Governance. Poi è successo tutto quel che abbiamo visto e sentito durante la settimana, con tutti i telegiornali a cavalcare contemporaneamente la notizia degli adesivi in una maniera mai vista prima. Negli stessi momenti a Milano era in corso una riunione informale tra i presidenti della Serie A per scegliere trovare un accordo sui soggetti che dovrebbero ricoprire le carche vacanti. Poi guarda caso c’è stato questo scioccante attacco mediatico. 

Nessuna giustificazione nei confronti di chi ha sbagliato, ma ribadisco che l’errore di 15 persone non può colpire un popolo intero. Comunque l’aspetto che a me premeva maggiormente evidenziare era proprio questa singolare coincidenza tra l’onda mediatica creatasi e lo svolgimento della riunione a Milano. E’ un collegamento che mi sembra sia stato sottovalutato, un aspetto che probabilmente a livello nazionale è stato fatto passare in secondo piano. Ferma la censura per quanto accaduto, il sospetto che tutto sia riconducibile ad una battaglia senza esclusione di colpi messa su per avversare Lotito è molto forte".

CLIMA PESANTE A BENEVENTO

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Danilo Tramontana

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