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DIRITTI TV – Dal Governo un regalo alle big della Serie A

Con una mano toglie, con l’altra rende. Luca Lotti, il Ministro dello Sport, aveva deciso di introdurre nella legge di bilancio la riforma dei criteri di ripartizione dei diritti televisivi della Serie A.

ORA CAMBIANO LE CARTE IN TAVOLA

Ciò prevedeva di togliere quasi 100 milioni di euro l’anno alle grandi del pallone per spartirli tra le medio-piccole. Poi però accortosi che il danno per le big sarebbe stato troppo grosso, specialmente per la Juventus, ha deciso di ripensarci. Nella manovra spunta ora il fattore dello 'share certificato'. Questo essendo a favore delle grandi in maniera preponderante ridurrà di molto la perdita per le stesse. Chi sognava una divisione più equa delle risorse per avere più equilibrio in Serie A dovrà mettersi l'anima in pace.

FAVORE ALLE BIG

L’emendamento approvato dalla Commissione bilancio della Camera porta la firma del Partito Democratico (deputata Daniela Sbrollini, vicina al ministro Lotti). Di fatto si tratta di un regalo da milioni di euro alle big della massima serie. Il testo prevede l’innalzamento dal 40 al 50% della quota da dividere in parti uguali. La novità più sconvolgente però sarebbe stata l’eliminazione di privilegi e criteri storici in favore delle presenze allo stadio come fattore principale per il calcolo del cosiddetto “radicamento sociale” (che vale il 20% del totale).

LE PRESSIONI DELLE BIG

A Palazzo Chigi avevano messo in conto un piccolo travaso di 10-15 milioni di euro, neutralizzabile poi con l’aumento del valore generale dei diritti tv. Quando però le simulazioni del nuovo meccanismo hanno dimostrato che per le big la perdita sarebbe stata milionaria ai piani alti è scattato l’allarme. Come riporta ilfattoquotidiano.it sono iniziate le pressioni, sotto traccia, per smontare la riforma o almeno depotenziarla. “Si premi il merito, no all’assistenzialismo”, ha dichiarato l’ad bianconero Giuseppe Marotta. Anche così si spiega lo stallo in Lega. Dove una cordata di grandi società capeggiata da Agnelli ha fatto ostruzionismo all’elezione del nuovo presidente strizzando l’occhio a Lotti e a Malagò. Con la speranza magari di ottenere un trattamento di favore sui diritti tv, unica cosa che sta a cuore ai presidenti della Serie A.

L'EMENDAMENTO

Due mesi dopo l’approvazione della prima bozza l’obiettivo è da ritenersi raggiunto. L’emendamento approvato dalla Commissione con il parere favorevole del governo cambia le carte in tavole. Il miliardo di euro dei diritti tv continuerà a venire suddiviso per il 50% in parti uguali, il 30% sui risultati e il 20% sul radicamento sociale. Quest’ultima quota però verrà calcolata per “il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe” e – questa è la novità – per “lo share televisivo certificato”.

BIG FAVORITE

Per molti è anche una scelta di buon senso che i diritti tv vengano ripartiti in base all’audience. Di certo questo è il criterio che più favorisce le big. Il divario fra gli ascolti di una partita della Juventus e una del Sassuolo (per esempio) è abissale. La perdita in questo modo verrà attutita, forse più che dimezzata. Il Fatto.it aveva preparato anche un'altra simulazione immaginando l’introduzione di un nuovo criterio. In quel caso il segno meno sarebbe stato di circa 20 milioni per la Juventus, una decina per Inter, Milan e Roma. Ed è così che probabilmente finirà.

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Danilo Tramontana

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