Gennaro Gattuso|Ringhio; Società Sportiva Lazio|La Società; Claudio Lotito|Il Patron; dirigenza|La Cupola; calcio moderno|Il Calcio-Business
Al triplice fischio dell’amichevole Frosinone–La Società, è toccato a Ringhio salire sul palco delle spiegazioni e fare il punto sull’infermeria. È il rito estivo: partita, qualche guaio fisico, micro-intervista, zero chiarezza. Il fatto certo è semplice e lo sa anche chi non mastica schede mediche: è finita la preseason, resta la Serie A e restano i nodi. Le parole del tecnico servono a informare, certo, ma non possono sostituire una politica seria di prevenzione e gestione degli infortuni. I tifosi pagano biglietti, abbonamenti e aspettative; la risposta che ricevono è spesso il classico bollettino che non spiega la causa dei guai.
Non è un attacco a Ringhio: il ruolo del tecnico è mettere pezze, motivare e adattarsi a scelte che spesso nascono altrove. Il problema è chi decide le priorità. Nel sistema che chiamiamo con sarcasmo Il Calcio-Business, le tournée, gli sponsor e il conto in banca contano più della tenuta fisica della rosa. La Cupola e Il Patron amano sbandierare bilanci a posto e vetrine lucide, ma una squadra che arriva ai campionati con la batteria a metà non è un dettaglio tecnico: è una responsabilità gestionale. Se la medicina sportiva è un optional, allora la credibilità di tutta la programmazione vacilla.
Ringhio in trincea
Ringhio fa quello che può: legge i referti, prova soluzioni, dosa i carichi. Ma non ha il potere di rifare calendari o di imporre investimenti quando la scelta è risparmiare o inseguire profili mediatici. È una posizione scomoda, da allenatore che paga lo scotto delle scelte altrui. A questo si aggiunge la comunicazione: i tifosi vogliono sapere quanto serio sia un problema, tempi stimati di recupero e quali sono le contromisure in atto. Un minimo di trasparenza non toglie nulla; anzi, ridurrebbe il sospetto che qualche decisione venga presa più per coperture di bilancio che per la salute dei giocatori.
La domanda che resta aperta è semplice e non ideologica: La Società e la sua dirigenza vogliono davvero tutelare la squadra o preferiscono che tutto torni a posto solo quando i risultati economici saranno garantiti? Non serve un proclama difensivo dopo un’amichevole: servono risorse per prevenzione, staff medico all’altezza e un diverso approccio alle amichevoli estive. Se Il Patron continua a gestire come ha fatto finora, Ringhio sarà sempre costretto a spegnere incendi invece di costruire. E i tifosi, alla fine, faranno i conti con infortuni evitabili e una stagione compromessa: sarà questo il prezzo del teatro da vetrina che piace tanto al Calcio-Business?