LAZIO FROSINONE CONFERENZA LONGO. Il tecnico dei ciociari ha parlato alla vigilia della sfida dell’Olimpico contro la Lazio di Inzaghi.
LAZIO FROSINONE Conferenza Longo
Lazio in difficoltà?
“Non credo al momento di difficoltà, se così possiamo chiamarlo, della Lazio. Siamo alla terza giornata di campionato ed i biancocelesti hanno perso contro due grandi squadre. Gli uomini di Inzaghi saranno arrabbiati per i primi risultati negativi ma non perderanno certamente fiducia nelle caratteristiche di squadra e di gruppo. Ci aspettiamo un avversario feroce, che ci aggredirà alla ricerca della prima vittoria. Dovremo opporci con i giusti accorgimenti”.
Chi al posto di Halfredsson?
“Stiamo valutando tutte le ipotesi che abbiamo a disposizione per sostituire Hallfreðsson. Abbiamo Maiello che si è adattato in quel ruolo contro il Bologna, Soddimo che è rientrato e sta bene, ed anche Cassata che in mezzo al campo è nel suo ruolo naturale: faremo la scelta che ci darà maggiori garanzie dal primo minuto sotto ogni aspetto”.
Cosa temi della Lazio?
“La Lazio è una squadra che ha tanta qualità al proprio interno, soprattutto nei giocatori offensivi, è maestra nell’attaccare la profondità. Immobile è un attaccante che vive su filo del fuorigioco e libera gli spazi per il trequartista tra le linee. I biancocelesti possono sfondare con i quinti e hanno due mezzali come Parolo e Milinkovic che sono diversi tra loro per qualità e capacità d’inserimento. Servirà una gara attenta da parte nostra per non prestare il fianco alle loro caratteristiche. Dovremo giocare con coraggio e convinzione di poter uscire con un risultato positivo perché siamo in crescita”.
La sfida con l’Atalanta?
“Non abbiamo avuto molte occasione da gol contro l’Atalanta, che in quel momento era l’avversario peggiore da affrontare, ed i nerazzurri lo hanno dimostrato contro la Roma. I giallorossi infatti hanno sofferto più di noi nel primo tempo una settimana fa. Contro il Bologna abbiamo creato e tanto, abbiamo avuto almeno cinque palle gol importanti poi se non riusciamo a capitalizzare dobbiamo migliorare sull’attacco alla porta ma in queste due partite stiamo lavorando con fiducia per crescere sotto un importante aspetto per arrivare a vincere le partite”.
Capitolo infortuni
“Campbell non sarà convocato per un problema alla caviglia. Ardaiz si sta allenando e sta cercando di migliorare la sua condizione, per uno scampolo di gara potrà essere impiegato proprio a partire dalla trasferta di domani. Pinamonti si sta inserendo sempre di più nell’organico, non aveva lavorato molto precedentemente, se non a secco: ora sta svolgendo esercitazioni sul terreno di gioco e vuole anche lui migliorare una condizione che possa portarlo a giocare dall’inizio. Daniel Ciofani ne avrà ancora per qualche settimana, Gori speriamo di averlo nuovamente a disposizione per ottobre a mentre per Paganini e Dionisi parliamo di gennaio: sono due lungodegenti”.
Modulo?
“Se cambiassi il modulo dopo due partite, una delle quali giocata bene contro il Bologna, vorrebbe dire che non ho le idee chiare e non proseguirei sulle convinzioni estive. In caso di necessità, anche in passato, non ho mai esitato a variare sistemi e soluzioni: se siamo stati promossi è proprio per questo. Proseguiamo sul 3-5-2 ma, ovviamente, guardiamo al lavoro svolto in settimana, allo stato di forma dei giocatori ed all’avversario: in questo, speriamo sempre di riuscire a optare per le soluzioni più giuste”.
Lavoro mentale sulla squadra?
“Stiamo lavorando dal punto di vista mentale, già contro la Lazio mi aspetto un netto miglioramento. Ci sono tante partite nelle partite: nei primi venti minuti, sul campo c’è grande aggressività ed i tempi sono più ridotti dalla freschezza e l’intensità che mettono uomini in campo. Sia contro l’Atalanta, sia contro il Bologna, quando la pressione cala, abbiamo dimostrato di poter venir fuori ma dobbiamo migliorare nel giocare quando la sfida è più intensa”.
Pesa lo Stirpe a porte chiuse?
“Non mi piace accampare alibi ma a noi manca il contatto con i tifosi, che aiuta anche nell’inserimento dei nuovi: il calore dei nostri sostenitori trasferirebbe loro passione e senso di appartenenza verso questa società e questi colori. È fondamentale: sono certo che se nel secondo tempo contro il Bologna avessimo attaccato sotto la nostra curva, avremmo giocato con più adrenalina. All’Olimpico saranno numerosi ma non vediamo l’ora di giocare nel nostro stadio, davanti ai nostri tifosi”.
Cosa deve fare il Frosinone contro la Lazio?
“Dobbiamo pensare a lavorare di squadra, senza pensare troppo alle individualità della Lazio, altrimenti la coperta diventerebbe corta: dovremo essere bravi a correre più e meglio di loro, ad essere compatti, a sacrificarci all’occorrenza e, quando sarà il nostro momento, dovremo proporre il nostro gioco con coraggio. La squadra deve avere la mentalità di riuscire a fare punti con tutti, anche contro avversari più ostici”.
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Il primo settembre del 1960 a Verona moriva a 47 anni, Mario Riva, attore comico e conduttore de “Il Musichiere”, trasmissione cult dei primi anni della Rai. “Il Musichiere” è stato per anni l’avvenimento senza rivali del sabato sera in tv e non solo. Un programma, compresa la sigla di chiusura “Domenica è sempre domenica”, ritagliato su misura per l’aria scanzonata del conduttore, capace di ospitare ospiti nazionali e internazionali di grandissimo livello: da Totò a Gary Cooper, tra i tanti. Il duetto canoro tra Coppi e Bartali, nemici sulle due ruote ma amici nella vita, divenne anche grazie alla bravura di Riva un classico della televisione italiana.
Mario Riva nacque a Roma nel 1913 (il suo vero nome era Mariuccio Bonavolontà). Giovanissimo negli anni ’40 esordì con spettacoli per i soldati italiani, nel dopoguerra era passato all’avanspettacolo e successivamente, per tutti gli anni ’50, alla rivista e alla commedia musicale. Durante la sua carriera aveva collaborato con molti personaggi destinati a diventare la storia dello spettacolo italiano: tra gli autori di rivista, Michele Galdieri, con il quale prese parte a una lunga stagione di spettacoli al Teatro Valle di Roma al fianco di Paola Borboni, Anna Magnani, Totò. Poi con la Compagnia di Peppino De Filippo, a fianco di Beniamino e Pupella Maggio.
Nel 1948 al teatro Colle Oppio di Roma Riva aveva incontrato Riccardo Billi, con il quale costituì una delle prime coppie comiche dell’epoca dando il via a un modello che ha avuto in seguito grande successo: Totò e Peppino, Tognazzi e Vianello, Franco e Ciccio, Ric e Gian, Cochi e Renato, fino ai nostri giorni Greggio e Iachetti. Billi e Riva, sotto la guida di Garinei e Giovannini, conobbero una fortunatissima stagione di commedia musicale con titoli di grande richiamo: “La bisarca” nel 1950, “Alta tensione” nel 1951, “I fanatici” nel 1952, “Caccia al tesoro” nel 1953, “Siamo tutti dottori” nel 1954, “La granduchessa e i camerieri” nel 1955, “Gli italiani sono fatti così” nel 1956.
Insieme a loro Wanda Osiris, Gino Bramieri, il quartetto Cetra, due giovanissimi talenti come Nino Manfredi e Paolo Ferrari; il tutto accompagnato dalle musiche delle orchestre di Armando Trovajoli e Lelio Luttazzi. Al cinema Riva ebbe al suo attivo oltre 40 film girati con Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Walter Chiari e Aldo Fabrizi. Tra le pellicole: “Accadde al commissariato” (1954), “Accadde al penitenziario” (1955), “Arrivano i dollari!” (1956), “Ladro lui, ladra lei” (1957), “Toto Peppino e le fanatiche” (1958), “Il Vigile” (1960).
Mario Riva ebbe la capacità di capire subito l’enorme potenziale di comunicazione della tv. Proprio per questo fece perno su una conduzione popolare con l’uso ravvicinato della telecamera per dialogare direttamente con il telespettatore, sull’invenzione di una casalinga immaginaria “la signora Clotilde”, sul rivolgersi direttamente ai politici per situazioni di bisogno e anche sulla noncuranza per una spiccata cadenza romana (lui di provata fede calcistica laziale). E fu la strada giusta visto che venne ripagato dal pubblico che lo sentiva vicino e amico: basti pensare che ai suoi funerali parteciparono 250.000 persone.
