Il portiere albanese della Lazio si è raccontato in una lunga intervista: ecco il retroscena Strakosha che poteva anche finire a giocare alla Roma.
RETROSCENA STRAKOSHA – Queste le sue parole ai microfoni di RTSH Sport: “Sarei potuto andare alla Roma, ma grazie a Dio ho scelto la Lazio. Naturalmente sono stato influenzato dal direttore sportivo Igli Tare, che mi ha subito colpito con la sua personalità. Ha una soluzione per tutte le situazioni che affronta. Un momento difficile è stato entrare in competizione con Marchetti ma è stata una bella cosa allo stesso tempo. Mia madre è molto orgogliosa di me, mio padre è più severo, senza dimenticare Tare. Mi piace il calcio spagnolo perché è tattico e veloce, ma anche per lo stile di vita. Il tempo è buono, non così freddo come in Inghilterra”.
LA PARATA PIU’ IMPORTANTE ALLO STADIUM
“La parata sul rigore di Dybala a Torino è stata la più bella di questa stagione, ha regalato alla squadra la vittoria al 96 ° minuto. Cerco sempre il meglio da me stesso, a volte commetto degli errori ma da questi imparo per il futuro”.
LA FAMIGLIA
“Sarei diventato portiere senza mio padre? Domanda difficile. Mi è sempre piaciuto il ruolo, quindi ho scelto di essere un portiere. Se non fosse stato per mio padre avrei potuto fare l’attaccante, ma comunque avrei giocato a calcio, perché è tutta la mia vita. La famiglia mi ha sempre sostenuto e mi ha insegnato a non distogliere mai l’attenzione dagli altri, ma a realizzare tutto ciò che voglio io. Ho sempre sentito commenti sul mio conto secondo i quali sarei arrivato a fare il portiere solo grazie a mio padre Foto, ma non mi turba questo aspetto perché so che li dovrò sentire per tutta la mia vita”.
LA NAZIONALE
“Ciò che mi differenzia da Berisha è solo l’età. Siamo amici e in nazionale non pensiamo mai a chi giocherà. Abbiamo molte occasioni nelle qualificazioni, ma l’importante è conoscerci bene l’un l’altro. Le amichevoli aiuteranno l’Albania a far conoscere ai giocatori la loro forza, dato che molti nuovi giocatori si sono aggregati da poco. Tuttavia secondo me abbiamo una nazionale molto forte. De Biasi ha fatto la storia con l’Albania, non a caso il primo Europeo l’abbiamo disputato con lui. Il mister ha creduto nel mio debutto. Per Panucci è ancora più difficile, visto che sono arrivati molti nuovi giocatori e quindi tutto è ripartito da zero. Finora ho visto pochissimo Panucci, ma con lui i giocatori devono avere molta disciplina. Con De Biasi è stato più facile allenarci”.


Angelo Giuseppe Roncalli nacque il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, in prov. di Bergamo, in località Brusicco. Venne alla luce in una casa povera di contadini denominata Palazzo. Quartogenito di 13 figli di Battista Roncalli e Marianna Mazzola. Fu battezzato lo stesso giorno dal parroco della Chiesa di S. Maria. Il padrino fu il prozio Zaverio Roncalli, capo famiglia, fratello del nonno Angelo. Crebbe in una modestissima famiglia di contadini mezzadri in un ambiente povero.
Nell’agosto 1904 venne ordinato Sacerdote in S. Maria in Monte Santo a Roma. Celebrò la prima Messa il giorno seguente in San Pietro e fu ricevuto da Papa S. Pio X. L’anno dopo venne nominato segretario del Vescovo di Bergamo Mons. Giacomo Radini Tedeschi e l’anno seguente fu incaricato dell’insegnamento di Storia e Patrologia in seminario. Nel 1921 fu chiamato a Roma come presidente per l’Italia del Consiglio centrale delle Pontificia Opera della Propagazione della Fede. Nel 1925 Monsignor Roncalli entrò a servizio diretto della S. Sede. Il 19 marzo 1925 venne consacrato Vescovo in S. Carlo al Corso a Roma, e nominato Visitatore Apostolico in Bulgaria. Nel 1934 viene trasferito alla Delegazione apostolica di Turchia e Grecia e nominato Amministratore Apostolico dei Latini di Istanbul. Nel dicembre del 1944 Pio XII lo nominò Nunzio Apostolico a Parigi dove presentò le credenziali il 1 gennaio 1945. Il 12 gennaio 1953 fu fatto Cardinale da Pio XII e tre giorni dopo viene nominato Patriarca di Venezia.
Il 28 ottobre 1958 a 77 anni, tra la sorpresa generale dovuta alla sua avanzata età, Roncalli venne eletto Papa e assunse il nome di suo padre: Giovanni. Nemmeno a due mesi, a Natale visitò i bambini ammalati agli ospedali Santo Spirito e Bambin Gesù, ed il giorno seguente andò a trovare i detenuti del carcere romano di Regina Coeli. Tre mesi dopo essere stato eletto annunciò il XXI° Concilio Ecumenico che sarà poi chiamato Vaticano II, il I Sinodo della Diocesi di Roma e la revisione del Codice di Diritto Canonico. Durante il suo pontificato nominò 37 nuovi cardinali tra cui, per la prima volta, un tanzaniano, un giapponese, un filippino e un messicano. Roncalli fu il primo Papa, dopo il 1870, ad esercitare direttamente il suo ministero di Vescovo di Roma andando di persona a visitare le parrocchie. Il 3 giugno 1963, dopo 4 anni sei mesi e sei giorni di pontificato, Giovanni XXIII si spengeva invocando il nome di Gesù.




