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Mauri dall’addio di luglio alla fascia di settembre?

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Sono passati poco più di due mesi da quanto Stefano Mauri, capitano della Lazio nelle ultime stagioni, attraverso il suo profilo Facebook dava l’addio alla sua amata squadra:In questi giorni ho più volte parlato con il Presidente e, di comune accordo, abbiamo deciso di terminare qui, dopo quasi 10 stupendi anni, il nostro rapporto professionale, e di salutarci con il sorriso e tante lacrime. Nel mio cuore sono stato, sono e sarò sempre il Capitano della mia amata Lazio”, si leggeva sul social network bianco e blu.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, in realtà sembrano passati secoli da quelle parole malinconiche di inizio luglio. Domenica, nella sfida che vedrà impegnati i biancocelesti all’Olimpico contro l’Udinese, Mauri potrebbe partire dall’inizio, magari tornando ad indossare quella fascia da capitano causa di sterili polemiche giornalistiche estive. Pioli sembra orientato a schierare la Lazio con un 4-2-3-1, modulo congeniale al brianzolo, che, nelle prove tattiche svolte in mattinata nel centro sportivo di Formello, è stato provato dal mister come perno centrale della linea dei tre trequartisti alle spalle dell’unica punta (probabilmente anche a causa dell’assenza di Morrison, in Paideia per accertamenti al ginocchio sinistro).

La storia di Stefano Mauri, una storia che sembra avviarsi verso il lieto fine, una storia da film, o più semplicemente una delle tante e romanzesche storie laziali.

 


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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Gigi Simoni

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Gigi Simoni ex allenatore della Lazio

Il 22 gennaio 1939 a Crevalcore, in prov. di Bologna, nasce Luigi Gigi Simoni.

Centrocampista cresciuto nelle giovanili della Fiorentina nel 1959 Gigi Simoni passa al Mantova dove conquista la serie A. Nel 1961 passa in prestito al Napoli in B, conquista un’altra promozione e vince la Coppa Italia. L’anno seguente torna di nuovo al Mantova e debutta nella massima serie. Nel 1964, si trasferisce al Torino. In granata rimane per tre stagioni e nel 1967 passa alla Juventus. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo tre anni trascorsi al Genoa.

LA CARRIERA DA ALLENATORE 

Una volta appesi gli scarpini al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Guida molte squadre: Genoa, Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, CSKA Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Ha al suo attivo 8 promozioni: dalla B alla A con Genoa (1975-76 e 1980-81), Brescia (1979-80), Pisa (1984-85 e 1986-87), Cremonese (1992-93), Ancona (2002-03); e dalla C2 alla C1 con la Carrarese nel 1991-92. Nel febbraio del 2009 diventa Direttore Tecnico del Gubbio ma a ottobre del 2011 torna in panchina al posto dell’esonerato Fabio Pecchia per poi riprendere il suo ruolo di direttore tecnico nel 2012. Nel campionato 2013/14 è Direttore Tecnico della Cremonese e nel giugno 2014 ne viene eletto Presidente. Il 23 giugno 2015 il CdA lo riconferma, ma il 2 giugno 2016 viene sostituito da Michelangelo Rampulla. Il Genoa ha inserito Simoni nella sua Hall of Fame.

L’ANNO ALLA LAZIO

Nella stagione 1985-86 è il Presidente Chinaglia ad affidargli la squadra laziale, appena retrocessa in B. “La Lazio per me poteva essere una grande occasione, le premesse per fare bene c’erano tutte. La squadra era buona, in organico c’erano Caso, D’Amico, Poli, Fiorini, Ielpo, Garlini  invece incappammo in una stagione davvero turbolenta. Due mesi dopo l’inizio del campionato Chinaglia decise di lasciare. La società si sfaldò e la squadra iniziò ad avere delle battute d’arresto. Restammo per sette mesi senza prendere gli stipendi, per fortuna riuscimmo a tenere il gruppo unito. Fu veramente dura ma alla fine ci salvammo. La partita decisiva era Lazio-Brescia, sugli spalti c’erano 40.000 persone in festa”.

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