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UN MILINKOVIC AL BACIO. LAZIO CHIEVO 5-1: LE PAGELLE DEL MATCH

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Sergej Milinkovic-Savic centrocampista della Lazio
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LAZIO CHIEVO 5-1: LE PAGELLE DEL MATCH

LAZIO (3-5-1-1)

Strakosha 6 – Incolpevole sul gol del Chievo Verona. Per il resto una giornata tranquilla.

Bastos 5,5 – Ha problemi di testa. Dai suoi errori arriva prima la rete di Pucciarelli e poi, per poco, non arriva anche il rigore del Chievo. Grazie al gol del 4 a 1, la pagella si alza di un voto.

De Vrij 7 – Rinnovo a parte, gioca sempre con una calma olimpica. Perfetto. 

Wallace 5 – Al posto di Radu ma non è la stessa cosa. Un grave errore al 52′ per poco non regala il secondo pareggio ai clivensi.

Marusic 7 – Il primo gol della Lazio è tutto suo: si beve due avversari e poi serve Luis Alberto nel migliore dei modi. In campo per novanta minuti gioca sempre meglio. 

Parolo 6,5 – Quando è in forma lo si vide subito. Tanto lavoro sporco al servizio della sqaudra.

Leiva 8 – Impossibile scavalcarlo. Onnipresente. Bellissimo l’assist per la rete de tre a uno. Il brasiliano è un giocatore fortissimo.

Milinkovic 8 – Alla centesima gara ufficiale con la maglia celeste, realizza una splendida doppietta: il primo di furbizia, il secondo con una mezza rovesciata che fa impazzire lo Stadio Olimpico. Dal 75′ Nanì 6,5 – In questo bel pomeriggio di sole, c’è gloria anche per il portoghese che realizza la rete del cinque a uno.

Lulic 7 – Sulla corsia sinistra gode di una buona libertà che gli permette di proporre svariati cross. Dodicesima sostituzione stagionale. Dal 64′ Lukaku 6 – Entra giusto per tenere il tono muscolare.

Luis Alberto 6,5 – Da una sua conclusione arriva il vantaggio capitolino. Settimo centro di questa stagione. Per una resto una gara al piccolo trotto.

Immobile 6 – Il capocannoniere del campionato è alle prese con un problema muscolare che limita le sue giocate costringendolo ad abbandonare il terreno del gioco già solo al trentesimo minuto. Dal 34′ Felipe Anderson 6 – Nulla di trascendentale. Velocissimo ma troppo inconcludente.

All. Inzaghi 7,5 – Le gare contro il Chievo sono sempre particolari. Bastos e Wallace insieme sono pericolosi, ma nonostante ciò, vince una gara difficile contro una formazione sempre rognosa. La Lazio ha il migliore attacco del campionato (53), seconda è la Juve con 49.

CHIEVO (4-3-1-2)

Sorrentino 5,5 – Il portierone gialloblu poteva far di più, soprattutto sulla prima rete di Milinkovic -Savic. Senza responsabilità sulle altre subite.

Cacciatore 5,5 – Specialmente nel primo tempo concede troppo spazio a Lulic.

Bani 6 – Seconda gara nella massima serie per questo ragazzo di 24 anni. Sfortunato perché da una sua deviazione arriva il primo vantaggio della Lazio.

Tomovic 5,5 – Il serbo, arrivato in prestito dalla Fiorentina, è sempre attento e dotato di un un discreto senso tattico. Sfortunato perché da una sua deviazione arriva la quarta rete della Lazio.

Gobbi 5 – Soffre il dinamismo di Marusic. Male anche in diverse circostanze.

Bastien 6 – Corre tanto lì in mezzo al campo facendo la sua onesta partita. Dal 84′ Garritano s.v.

Radovanovic 6 – Il playmaker cerca di mettere ordine e dettare i tempi dei suoi, ma oggì è davvero molto difficile contro avversari così forti.

Hetemaj 5,5 – In ombra durante la prima frazione, è in balia dei centrocampisti avversari.

Birsa 5 – Trequartista di nome, ma di fatto gioca più come centrocampista. Una Giornata no. Dal 74′ Leris s.v.

Stepinski 4,5 – In prestito dal Nantes, il polacco combina poco. A inizio ripresa si divora un goal fatto, “regalato” da Wallace. Dal 60′ Pellissier 5 – Il vecchio leone non ruggisce più…

Pucciarelli 6 – Realizza subito il gol del pareggio sfruttando al meglio un indecisione di Bastos. L’unico a rendersi pericoloso. 

All. Maran 5,5 – Formazione tipo con un gioco dormiente che rende prevedibile l’avversario. Ciò detto termina (ingiustamente) il primo tempo sotto di due reti. Anche nella ripresa, dal gol divorato da Stepinski alla prodezza di Milinkovic, il passo è breve. 5-1 è un risultato troppo severo.

Arbitro Rosario Abisso 7 – Bravissimo nel rivedere la sua decisione quando prima decreta il rigore al Chievo e poi ricorre alla tecnologia VAR, rendendosi conto che Stepinski cade da solo. Forse a questo punto doveva anche ammonire l’attaccante polacco.


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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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