Pizzul: “Biglia difficile da sostituire. E se anche Keita partisse…”

Bruno Pizzul, storica voce della RAI, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air. Ha parlato di Lazio, tra passato e futuro, con un occhio al calciomercato.

Come giudica l’ultima stagione della Lazio, cosa l’ha impressionata di più?

Ho sempre avuto una fiducia piuttosto marcata in quelle che erano le possibilità della Lazio, anche se le valutazioni alla vigilia dello scorso campionato non erano positive. Mi sono meravigliato della velocità con cui Inzaghi è riuscito a dare una fisionomia tattica convincente alla squadra. Tra tifoseria e società c’erano delle situazioni di fibrillazione, Inzaghi è riuscito invece a trovare un punto di mediazione e ora ha tutte le intenzioni di continuare a far bene nella prossima stagione, anche se le vicende del calciomercato sono molto intricate e qualche giocatore partirà“.

Quanto perde la Lazio con l’addio di Biglia e quanto guadagna con l’arrivo di Lucas Leiva?

Anche i giocatori più importanti vanno verificati all’impatto con il calcio italiano. Biglia aveva un ruolo strategico importantissimo all’interno della Lazio ed era un punto di riferimento per i compagni dentro e fuori dal campo. Un elemento dunque difficilissimo da sostituire, anche se si sapeva che le lusinghe arrivate da altre squadre avrebbero avuto il loro peso. Ora bisognerà vedere cosa farà Keita, per il quale sono state segnalate strane frequentazioni milanesi“.

Può essere l’Inter la squadra che punterà su Keita?

Quando le due società milanesi sono passate in mano alle proprietà cinesi sembrava che fossero quelli dell’Inter, mentre a proposito dei cinesi del Milan c’era una certa ironia riguardo al closing che non arrivava mai. E’ accaduto il contrario poi, col Milan scatenato sul mercato e l’Inter un po’ più alla finestra. Keita può essere dunque l’elemento ideale per ravvivare il mercato nerazzurro e tacitare gli umori più cupi dei tifosi interisti. Una cessione può essere l’epilogo più logico per sbrogliare l’intricatissima matassa che si è venuta a creare riguardo la situazione del giocatore, anche a causa di alcuni atteggiamenti del suo entourage. Può dunque arrivare il momento di Keita all’Inter, la Lazio dovrà stare attenta a non farsi scappare troppi suoi talenti“.

Milinkovic-Savic

E’ un giocatore che mi piace moltissimo. Oltre ad essere dotato di una grande tecnica porta un contributo di personalità e a livello fisico davvero notevole alla squadra“.


A livello di impostazione di gioco si potrà vedere una Lazio differente rispetto all’anno scorso?

Naturalmente è molto difficile da dire. Nello scorso campionato la Lazio è stata abbastanza eclettica, svariando fra due moduli. Inzaghi ha in organico molti giocatori con buona predisposizione a vari schemi di gioco, riuscendo spesso a cambiare la fisionomia della squadra e la disposizione dei giocatori in campo a partita in corso. Questo perché i giocatori avevano una personalità tale da riuscire a giocare la partita senza doversi attenere a un unico canovaccio tattico, ma riuscendo a improvvisare. Mi aspetto di vedere una Lazio camaleontica“.

Quanto perde la Juventus nelle gerarchie del campionato dopo l’addio di Bonucci?

Il gap con le altre squadre si è assottigliato. Non solo per la cessione di Bonucci, ma anche perché sembra che si sia incrinato qualcosa nel rapporto fra Allegri e parte della squadra. In difesa Barzagli e Chiellini hanno iniziato a evidenziare qualche caduta di rendimento, la compattezza della cosiddetta “BBC” in difesa era fondamentale ma era garantita anche dall’equilibrio di tutta la squadra. Si parla sempre del secondo tempo giocato in Champions contro il Real Madrid, come se si fosse rotto qualcosa: questo sta a indicare una situazione insolita della Juventus, che era tetragona nella chiusura nel far trapelare eventuali problemi interni della squadra. Sono piccoli segnali che mi fanno pensare che questa sicurezza sia stata scalfita in questa estate: resta la squadra favorita ma per vincere il settimo Scudetto di fila ci potrebbe essere uno sforzo in più da fare“.

Un ricordo di una notte storica, Roma-Liverpool nel 1984. Tre immagini di quella serata

La mia reazione personale non fu relativa non solo alla partita giocata ma anche all’ambiente. Roma era una città completamente foderata in giallorosso. C’era un’attesa spasmodica e una grande fiducia. Durante la partita ci sono stati poi molti episodi da ricordare, ma il modo pagliaccesco di Grobbelaar di proporsi è rimasto nella storia. Quindi ricordo il dopo: ero stato incrociato da un gruppo di amici laziali che hanno festeggiato tutta la notte quella partita: io ovviamente ho cercato di essere equidistante per il mio ruolo, ma da osservatore ricordo il contrasto tra la disperazione di una parte della città e l’euforia dell’altra”.

 

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