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Il diario di bordo del direttore

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ultras laziali a bergamo
lo spicchio dei tifosi laziali
Ieri a Bergamo erano presenti circa 300 tifosi a sostenere la Lazio sotto una pioggia fitta e intensa. A fine gara nessuno dei giocatori è venuto a salutare quelle 300 persone che, partite con i pullman da Roma alle ore 11 del mattino, sono tornate alle 9 di questa mattina, con i vestiti bagnati sino all’inverosimile.
 
Fra tosse, starnuti, e reumatismi, gli impavidi sostenitori della Lazio non si sono meritati nemmeno un saluto da parte dei giocatori, nonostante – durante un giorno feriale – hanno deciso di essere al fianco della Lazio nell’uggiosa Bergamo, dove la pioggia scendeva copiosa. Non dico la maglia da gioco, che sarebbe stato “troppo” anche per questioni di bilancio[!], ma una normale considerazione, verso chi, veramente, dà senso a quel che è scritto nell’inno “Lazio, tu non sarai mai sola”.
 
Il calcio senza i tifosi è nulla, e nessuno fra gli uomini di Pioli ha pensato bene di volgere un saluto al termine del match. Nessuno si è degnato di riconoscere, quello che senza troppi fronzoli, è semplicemente un gesto d’amore. Il mister, durante una conferenza, disse che i laziali sono un popolo. Beh, se è veramente così, si ricordi allora di venire a salutare il suo popolo anche quando si perde, perchè al tifoso, soprattutto quello animato da più passione, non interessa solo vincere, ma anche avere un minimo di rispetto e una sana considerazione fra le parti in causa. E ieri – secondo il mio modesto punto di vista – questo “contratto” è venuto meno. I giocatori, considerate le condizioni avverse e la cocente sconfitta subita, avrebbero dovuto lanciare le magliette a quei ragazzi guerrieri, bagnati come pochi e presenti soltanto per l’amore della maglia. Tornare a casa con le casacche della Lazio, vale quasi quanto una vittoria, ma forse i giocatori non lo sanno, oppure lo sanno ma non ci pensano, o peggio ancora, vorrebbero andare ma sono impossibilitati a farlo (ipotesi davvero remota…). Sarebbe utile capire il perchè di tanta freddezza nei confronti dei primi sostenitori del club capitolino e, una volta stabilito ciò, sarebbe cosa gradita correggere lo sbaglio.
 
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Durante il viaggio di ritorno, i tifosi asciugavano i loro abiti

Anche in tribuna stampa, provenienti da Roma, c’eravamo solo noi di laziochannel.it e un altro collega a cui va il mio saluto. La trasferta è stata davvero molto bella, peccato solo per il risultato. Vorrei salutare tutti gli amici incontrati ieri, con cui sono stato davvero a mio agio durante un viaggio lungo e tempestoso. 

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uno dei pullman presenti ieri a Bergamo

 

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La Lazio all’attacco!

 

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Certificato in Tribuna Stampa :)

Stendardo: “La punizione del gol non c’era, ma la Lazio ha grandi individualità e un Biglia super”

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Dopo la vittoria di ieri sulla Lazio, il difensore dell’Atalanta (ex della gara) Guglielmo Stendardo ha parlato in sala stampa del match. Queste le sue parole, riportate da ‘Tmw’: “Dopo Torino, dovevano a tutti i costi dare un segnale positivo, giocando da Atalanta. Abbiamo affrontato una grande squadra, sopratutto nel primo tempo ho visto grandi individualità, oltre a un Biglia che faceva la differenza. Noi siamo stati bravi e anche un po’ fortunati: nella ripresa siamo partiti meglio di loro e alla fine abbiamo vinto. Adesso siamo più sereni, ma, anche se la classifica è buona, non dobbiamo abbassare il livello della concentrazione. La partita di ieri è passata, domenica abbiamo il Bologna, che ha appena cambiato allenatore e quindi è il peggiore avversario che ci potesse capitare. Dovessimo sbagliare l’approccio, rischieremmo una brutta figura. Ieri nell’intervallo il mister era soddisfatto della prestazione: la punizione del gol non c’era e poi nel secondo tempo la Lazio è calata vistosamente. Con le due ammonizioni di Biglia e Onazi, spostando Moralez la gara è cambiata completamente. Credo che sia un match da dividere in due parti: la prima, in cui la Lazio ha meritato il vantaggio, e la seconda, dove invece noi l’abbiamo superata di gran lunga come intensità di gioco“.

Scaloni a “I Laziali Sono Qua”: “Sbagliato gettare la croce addosso a Basta”

Giocatore di grandissimo carisma in campo ma anche e soprattutto all’interno dello spogliatoio, Lionel Scaloni ha lasciato un eccellente ricordo nell’ambiente laziale. L’ex terzino argentino è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione di riferimento per tutti i tifosi biancocelesti, “I Laziali Sono Qua“, condotta da Danilo Galdino e Vincenzo Oliva, per parlare dell’ultima sconfitta degli uomini di Pioli in campionato contro quella che è un’altra sua ex squadra, l’Atalanta.

Ieri ero allo stadio,” racconta Scaloni, “e il primo tempo è stato tutto della Lazio. Ma all’amico che mi aveva accompagnato ho detto: se la Lazio non raddoppia, finisce per perderla. La pressione dell’Atalanta nella ripresa era aumentata e la partita è finita come è finita. La Lazio ha peccato di scarsa concretezza, non ha chiuso la partita e gli episodi hanno finito per punirla. In questo sposo al cento per cento il ragionamento di mister Pioli: una grande squadra deve essere in grado di fare male ai momenti giusti, gli spazi per le ripartenze c’erano ma la Lazio non ha avuto la cattiveria per sfruttarli al meglio.

Da terzino destro, Scaloni parla dello sfortunato protagonista del match dell’Atleti Azzurri d’Italia, Dusan Basta: “Giudicare una partita per l’episodio di un autogol è troppo superficiale: aveva di fronte un giocatore molto difficile da marcare come Gomez ed ha fatto sicuramente una buona partita in fase difensiva. Purtroppo l’autogol è stato un infortunio, può capitare: non si può buttare la croce su un giocatore che peraltro anche ieri ha offerto una buona prestazione nell’interpretazione del suo ruolo.

Scaloni nel 1997 ha vinto un Mondiale Under 20, così come quest’estate lo ha vinto Milinkovic-Savic: “Sul giovane serbo penso che giocare in Italia non è mai facile per nessuno, ed un giovane come lui ha bisogno di almeno un anno di ambientamento. E’ un buon giocatore che adesso come adesso deve forse cercare più la porta per diventare un giocatore completo: ha sicuramente ancora da imparare, ma ha anche i mezzi per fare grandissime cose, si vede chiaramente.

Sul connazionale Biglia: “Quando è arrivato qui alla Lazio non era conosciuto da tutti, ma all’Anderlecht era già un calciatore di caratura internazionale, con una maturità straordinaria. Ha bisogno di altri giocatori al suo fianco in grado di giocare la palla e di supportarlo, ma stiamo parlando di un giocatore di livello altissimo, come ha dimostrato anche vestendo la maglia della Nazionale argentina.

Ma dove potrà arrivare la Lazio quest’anno? Secondo Scaloni: “Le potenzialità per arrivare ai primi posti ci sono: manca purtroppo un pizzico di cattiveria. Se non migliora in situazioni come il secondo tempo di ieri potrà fare fatica a centrare gli obiettivi più prestigiosi. Manca un pizzico di mentalità: deve acquisirla per arrivare a fine stagione e lottare per le primissime posizioni. Nel calcio di adesso serve equilibrio: il Napoli è una squadra offensiva ma sa anche come difendersi. La Lazio deve migliorare questo aspetto, capire che oltre al primo tempo dominato, deve saper gestire e chiudere i match come non è riuscito a fare nella ripresa.

La realtà del campionato dice che ancora è tutto aperto. Scaloni analizza il quadro attuale della Serie A: “Secondo me la gerarchia attuale è quella delle prime posizioni, ci sono cinque squadre che difficilmente avranno tracolli. La Juventus ha abdicato, le attuali prime cinque si giocheranno il titolo con grandissima concorrenza, ci sono squadre che possono pensare di vincere lo scudetto, ma che se il Milan rientrasse nel gruppo di testa potrebbero ritrovarsi a fine stagione anche fuori dall’Europa League. Al momento non si può pronosticare quale sarà la squadra che metterà le mani sul titolo.

Infine, un messaggio per i tanti laziali all’ascolto: “Mi sento sempre di ringraziare il popolo biancoceleste: a Roma ho lasciato tanti amici e tanti ricordi eccezionali. Ho dato sempre il massimo ed è stato un onore e un piacere vestire la maglia della Lazio.

Fabio Belli

FORMELLO – Le ultime novità su Parolo, Mauricio e Hoedt

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A poche da ore dal ko di Bergamo, la Lazio ritorna in campo per iniziare a preparare la sfida di domenica sera all’Olimpico contro il Milan. Sul terreno del ‘Fersini’ lavorano i giocatori non schierati ieri sera con l’Atalanta: tra essi Radu, rimasto in panchina per il recupero sul filo di Lulic. Assente invece Parolo, che a questo punto vede sempre più improbabile la possibilità di giocare con i rossoneri: il  recupero dallo stiramento muscolare sta comunque procedendo, per cui il suo rientro dovrebbe avvenire nel derby di domenica prossima. Ancora seduta a parte per Mauricio, che verrà valutato nel corso della rifinitura di domani per capire se potrà riprendersi o meno il suo posto al centro della difesa: dovesse farcela, sarà schierato sulla destra accanto a Gentiletti. Infine, Hoedt, già in dubbio prima della sfida alla banda Reja per un problema alla caviglia, ieri ha subito un altro colpo e si spera, vista l’emergenza difensiva, che riesca a rientrare in gruppo nella giornata di domani.

Scudetto 1915, l’avv. Mignogna chiarisce i casi Torino e Udinese

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La Lazio un simbolo. La petizione avviata dai biancocelesti per ottenere l’assegnazione dello scudetto 1914-15 ha costituito un esempio anche per altri club, come ad esempio Torino Udinese, che in queste ore si sono mossi per rivendicare titoli passati. Per chiarire la loro vicenda, è intervenuto, ai microfoni de ‘Lalaziosiamonoi’, l’avvocato Gianluca Mignogna: “Sono orgoglioso che anche Torino e Udinese si stiano muovendo per le loro recriminazioni, significa che noi laziali siamo come sempre pionieri e esempi da seguire. Le tre storie però sono completamente diverse: i friulani rivendicano uno scudetto del 1896, dunque antecedente anche alla fondazione della Figc, mentre per i piemontesi si tratta di un presunto tentativo di combine verificatosi nella stagione 1926-27. Lungi dal voler giudicare questioni altrui, credo sia evidente come il caso Lazio 1915 sia quello più pregnante sotto il profilo giuridico-sportivo e riguardi una grave irregolarità verificatasi a causa di un conflitto mondiale, in cui tra l’altro i biancocelesti versarono alla patria un enorme contributo in termini di sangue. Sulla petizione, infine, posso dire che la questione è caldissima: siamo molto vicini a quota 30mila firme e a breve ci saranno grosse novità. Quel che è certo però è che il ricorso verrà presentato e i firmatari resteranno scolpiti nella storia“.

Infortunio de Vrij, nel weekend la decisione

Stefan de Vrij al bivio, il tempo stringe e entro il week end la decisione se operarsi on meno – come scrive quest’oggi il Corriere dello Sport – la terapia infiltrativa di fattori di crescita infatti volge al termine. Dunque testare il ginocchio in campo oppure operazione, la speranza dello staff medico era addirittura di riportarlo in campo per il derby dell’otto novembre ma i rischi sono troppo alti e si tratta di un ipotesi quasi impossibile. Sia il giocatore che la società non vogliono prendere più rischi e quindi de Vrij tornerà a disposizione di Pioli solo quando sarà al 100% e quindi la possibilità più realistica ad oggi – come sostiene il giornale romano – è quella dell’intervento in artroscopia l’olandese starebbe soltanto decidendo in quale Paese operarsi (opzioni Belgio, Germania, Italia ed Olanda) e con chi.

VIDEO – Szczesny esulta al goal di Gomez

Aria di derby all’Olimpico in Roma-Udinese. Alla stracittadina mancano una decina di giorni e la Lazio tallona in classifica la squadra di Garcia. A Bergamo però i biancocelesti vengono punti dall’ex Reja e all’Olimpico il gola bergamasco vien festeggiato da tutto lo stadio e anche sul campo, infatti in rete c’è un video che mostra il portiere polacco giallorosso Wojciech Szczesny che sembra esultare al goal che condanna la Lazio del Papu Gomez.

MOVIOLA – Bene Irrati

Partita tranquilla per Irrati di Pistoia, nello specifico non ci sono particolari episodi da moviola. Si gioca sotto un acquazzone ed il campo è pesante ma l’arbitro toscano è bravo a gestire la situazione. Solo l’Atalanta si lamenta per qualche episodio – come scrive la Gazzetta dello Sport – in particolare per la punizione concessa alla Lazio da cui scaturisce la rete di Biglia: l’intervento è di Masiello su Felipe Anderson, con il difensore che prende il pallone, ma va col piede a martello anche sul brasiliano. Corretto quindi il fischio di Irrati. Semmai nella stessa azione non visto un fallo su Gomez (e questa decisione fa arrabbiare molto Reja). Nella ripresa fermato Pinilla per un fuorigioco che non c’è.

Lotito chiarisce alla Consob

Lotito :“Premi Uefa già maturati”

Ieri, su richiesta della Consob, il club biancoceleste ha chiarito i motivi per i quali ha anticipato all’esercizio 2014-15 i ricavi Uefa relativi alla stagione in corso. Si tratta di 22,3 milioni: “Il trattamento contabile adottato è in linea con lo Ias 18 in quanto la società ha maturato definitivamente, alla data del 30 giugno, un diritto a ricevere somme per il solo fatto di essere stata ammessa alle competizioni europee, diritto che non è condizionato, né correlato all’esito delle partite che si svolgeranno nell’ambito delle competizioni europee 2015-16, bensì ai risultati conseguiti nel campionato 2014-15”.

Fonte : La Gazzetta dello Sport

 

Onazi sul social network

Onazi:  “Arrabbiati per il risultato, lavoreremo a testa bassa per ripagare il vostro amore”

È una Lazio a due facce in questa prima parte di campionato: vincente in casa,  sconfitta in trasferta. Una sconfitta che fa arrabbiare visto che per oltre un’ora la squadra di Pioli è stata padrona del match. La delusione è presente anche sui social network, come dimostra il Twitter di Eddy Onazi : “Siamo arrabbiati per il risultato. Lavoreremo a testa bassa per ripagare il vostro amore per questa maglia. Forza Lazio”.

La Lazio perde il treno del secondo posto

A Bergamo è buio già dalle 16 del pomeriggio, piove forte e il freddo al Nord comincia a farsi sentire. All’Atleti Azzurri d’Italia anche i ventidue in campo avrebbero di gran lunga preferito divano e the caldo, la Lazio poi quando si tratta di incontrare un ex non ha mai voglia. Spesso non le porta troppa fortuna e Reja ha già dato prova di non avere pietà. Era appena la scorsa stagione, quasi mandò in frantumi il sogno Champions prima che ci pensassero i biancocelesti stessi. Insomma, non solo l’ex tecnico al cospetto ma anche il suo vice Bollini e in campo uno Stendardo in vena della sua miglior partita. Quella contro l’Atalanta poi è trasferta storicamente ostica, soprattutto per una Lazio che soffre terribilmente lontano dall’Olimpico, quattro partite e tre sconfitte (contro Chievo, Napoli e Sassuolo). E’ buio a Bergamo, dicevamo. A un certo punto, una luce intensa che quasi acceca, al minuto numero 17 una stella cometa vola per 23.40 metri e beffa uno Sportiello incredulo. Ci ha pensato Biglia, con un magnifico calcio di punizione, a illuminare la sfida contro la Dea e a siglare il vantaggio laziale. La luce non si spegne affatto, a portare in alto la fiaccola biancoceleste c’è Milinkovic-Savic, centrocampista di inesauribile qualità e aggressività: il giovane serbo si va a conquistare palla in mediana, inventa ottimi inserimenti e serve spesso i compagni in area. Lui il migliore finora, come la perla dell’argentino. La luce va a intermittenza subito alla ripresa, sarà la pioggia incessante che cade su Bergamo. La Lazio a volte si concede qualche distrazione di troppo, la difesa a mezzo servizio ha il suo peso: Hoedt con la caviglia malconcia, Lulic lo stesso e veramente poche alternative. Candreva e Felipe Anderson ci mettono del loro, non sembrano particolarmente ispirati stasera. Nonostante i biancocelesti soffrano parecchio a centrocampo, Pioli sceglie di affidare l’attacco a Djordjevic per Matri. La partita si fa aggressiva e l’arbitro Irrati lascia troppo spesso correre un Atalanta molto fallosa. Il tecnico emiliano è indispettito, certe sfide vanno chiuse altrimenti lo prendi. Appunto, ci si mette anche la sfortuna a punire la Lazio poco cinica, Marchetti sporca il tiro in area di Gomez e l’involontario colpo d’esterno di Basta firma lo sciagurato autogol. Il pareggio non sembra aver saziato i nerazzurri, anche se Reja – fedele al suo credo – si copre per bene all’indietro. La candela ormai è ridotta a lumicino, Pioli decide di scoprirsi audacemente con Klose per Onazi e la doppia punta in campo col 4-2-4. La vuole vincere a ogni costo, questa partita, e si prende un grande rischio. Che anziché premiarlo, lo condanna al solito mal di trasferta. Gira la testa lontano dall’Olimpico, vengono le vertigini per il secondo posto, la Dea confeziona il gol del sorpasso per una vittoria in rimonta. Non ragionano più i biancocelesti sfiniti, D’Alessandro invita Gomez a piazzarla in rete con un tiro potente e preciso all’incrocio dei pali. Un vero e proprio harakiri, per la Lazio, con la vittoria in tasca non giustizia i nerazzurri e soccombe al sorpasso con sconfitta. La quarta in trasferta, che obbliga ad abbandonare il terzetto sul secondo gradino del podio. Napoli, Inter e Fiorentina restano in scia mentre i biancocelesti si impantanano a quota 18 insieme al Sassuolo.

Fonte : Il Tempo

L’Atalanta di Reja affonda la Lazio: decisivo Gomez

Il tabù trasferta sta diventando una vera e propria psicosi. La Lazio torna da Bergamo senza nemmeno un punto. Quarta sconfitta in cinque partite. L’Olimpico è lontano e i biancocelesti infreddoliti e bagnati da una pioggia battente vengono rispediti a casa da due giocate del piccolo Papu Gomez. Ma la Lazio ancora una volta deve prendersela solo con se stessa per aver buttato via una gara che stava vincendo e soprattutto per non averla chiusa al momento opportuno. E di occasioni ce ne sono state tante considerando che l’Atalanta per più d’un tempo ha giocato senza la minima convinzione.

RABBIA

Biglia squarcia il cielo con un gioiello su punizione, ma non è sufficiente. I biancocelesti restano vittime della loro mentalità: attaccare sempre e comunque. Inserire Klose insieme a Djordjevic, Anderson, Candreva e Milinkovic ha di fatto sbilanciato la squadra in modo eccessivo e così l’accorto Reja ne ha approfittato. Un pizzico di presunzione di troppo da parte di Pioli che non volendosi accontentare del pareggio ha finito per non portare via nemmeno un punto. Giusto seguire i dettami di una mentalità improntata all’attacco ma finire per esserne vittime è un errore che non ci si può permettere se si vuole volare alti in campionato.

Fonte : Il Messaggero

CONFERENZA – Reja: “Atalanta brava e fortunata. La Lazio sta diventando grande”

Il tecnico dell’Atalanta Edy Reja ha commentato la vittoria dell’Atalanta contro la Lazio nel turno infrasettimanale di Serie A. Un successo che ha proiettato gli orobici ad un solo punto dai biancocelesti in classifica.

Ora non guardiamo tanto quanti punti abbiamo, chi ci precede e chi precediamo,” ha spiegato Reja, “sappiamo di essere stati protagonisti di un grande inizio di stagione e sappiamo soprattutto di essere riusciti a tenere testa a grandi squadre. I nostri obiettivi sono molto chiari, vogliamo restare costantemente nella parte sinistra della classifica ed evitare le preoccupazioni dello scorso anno. Contro la Juventus non eravamo riusciti a fare la partita che ci aspettavamo e siamo tornati a Bergamo con un pizzico di delusione. Stavolta siamo stati bravi e anche fortunati, che contro una grande squadra come la Lazio è la condizione necessaria per fare bottino pieno.

Il tecnico friulano individua la mossa decisiva per i tre punti: “Avevo visto Lulic un po’ stanco e ho deciso di inserire D’Alessandro per provare ad avere più profondità sulle corsie esterne. Così è avvenuto, con la Lazio che è andata un po’ in difficoltà dopo aver subito il pareggio. L‘inserimento di Klose in campo ha dimostrato la mentalità di Pioli: vuole sempre vincerla e fa bene, la Lazio sta acquisendo la mentalità della grande squadra. Anche noi abbiamo però grandi valori e grandi qualità, e l’abbiamo dimostrato sul campo.

Ai microfoni Rai Edy Reja ha poi detto: “Nel primo tempo la Lazio ha meritato il vantaggio ma nella ripresa siamo stati bravi a gettarci in avanti alla ricerca del pareggio, poi ci abbiamo creduto fino alla fine e siamo riusciti a conquistare i tre punti. Con Maxi Moralez e Pinilla davanti qualche problema lo abbiamo creato e le cose sono cambiate. Siamo molto soddisfatti, abbiamo cercato la vittoria fino in fondo e l’abbiamo conquistata meritatamente”.

Edy Reja a Sky Sport: “Stiamo giocando bene, se continuiamo così possiamo finire nella parte sinistra della classifica ma in questo momento è difficile dire dove possiamo arrivare. In futuro, vedremo dove saremo e a quel punto se avremo delle occasioni cercheremo di sfruttarle ma ora non me la sento di sbilanciarmi”.

Edy Reja a Radio Rai:La Lazio nel primo tempo ha giocato veramente bene. Pressava alto, non ci consentiva di fare il nostro gioco e ci ha messo in difficoltà. Nella ripresa con il cambiamento di posizione di Moralez l’Atalanta ha iniziato a giocare. In queste partite ci vuole anche un po’ di fortuna e noi questa sera l’abbiamo avuta. Siamo stati bravi, nel secondo tempo abbiamo meritato il successo. La Lazio è una squadra che sta facendo bene. Hanno cercato di vincere la partita anche dopo il nostro pareggio, noi abbiamo sfruttato meglio qualche ripartenza e siamo riusciti a far nostro il risultato. Mi dispiace per la Lazio ma ce n’è di tempo per recuperare. Conosco come giocano i biancocelesti, ne ho parlato con i miei ragazzi, ma il merito di questa vittoria è tutto loro che sono i protagonisti sul terreno di gioco”.

Fabio Belli

CONFERENZA – Pioli: “Questa Lazio deve ancora diventare grande”

In conferenza stampa allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia”, il mister Stefano Pioli ha commentato la sconfitta contro l’Atalanta.

Partita piena di rimpianti per noi, soprattutto per le disattenzioni che ci sono costate la sconfitta. Non siamo stati in grado di fare nostra una partita che si era messa nel migliore dei modi. Si sottolinea spesso come la squadra fatichi in trasferta, ma questi errori prescindono dal campo in cui si sta giocando. Il momento in cui abbiamo perso la partita è stato dopo il pareggio: un episodio sfortunato ma in un momento così una grande squadra riparte a testa bassa, noi invece abbiamo perso tutti i riferimenti. Evidentemente da questo punto di vista dobbiamo ancora crescere.

Dopo l’autogol di Basta il centrocampo ha quasi ceduto di schianto, eppure Pioli ha inserito una punta: “Sull’uno a uno mi ero reso conto che la squadra aveva subito il contraccolpo e ho cercato di aggiungere peso in avanti con un giocatore di spessore per ribaltare le sorti del match. Con Klose al posto di Onazi volevo aiutare la squadra a salire perché ci eravamo abbassati davvero troppo. Così non è stato, abbiamo continuato a perdere palloni preziosi e se vogliamo diventare una grande squadra questo non deve succedere. Purtroppo commettiamo sempre gli stessi errori in situazioni che vanno gestite con maggiore freddezza. Si tratta di una sconfitta che deve pesare spiega Pioli -, partite gestite in questo modo non sono accettabili e dobbiamo lavorare per portare a casa partite come questa che sembravano a portata di mano. Il risultato poteva essere sicuramente diverso, ma l’Atalanta è stata brava a sfruttare i nostri errori al contrario di quanto abbiamo fatto noi“.

Nonostante le sconfitte subite contro Chievo e Napoli sembrino ormai acqua passata, fuori casa la squadra continua a faticare: “Non mi piace questo discorso tra casa e trasferta perché col Sassuolo e anche oggi ho visto uno spirito diverso rispetto alle prime due trasferte in campionato: non siamo più quelli contro Chievo e Napoli. Abbiamo preso il primo gol nettamente in superiorità numerica, non abbiamo concretizzato le ripartenze, ci siamo fatti trovare impreparati sul secondo gol subito: le grandi squadre chiudono le partite, noi non l’abbiamo fatto“.

Fabio Belli

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Onazi si rivolge ai laziali

“Siamo arrabbiati per il risultato. Lavoreremo a testa bassa per ripagare il vostro amore per questa maglia. Forza Lazio”. Queste le belle parole twettate da Onazi ai tifosi.

 

Piscedda: “Lazio un calo inatteso, Atalanta brava oltre che fortunata”

L’ex difensore biancoceleste, attuale tecnico dell’Italia B, Massimo Piscedda, ha commentato ai microfoni di Atalantini. Com l’incontro di questa sera tra Atalanta e Lazio.

Queste le sue parole: “La squadra di Pioli nella ripresa è calata, l’Atalanta ne ha saputo approfittare, l’ha aggredita e con bravura ed un pizzico di fortuna è riuscita a far sua la partita. I biancocelesti avrebbero dovuto continuare a spingere dopo il vantaggio per tentare di chiudere la partita, invece non lo ha fatto e la squadra di Reja ha vinto meritatamente”.

Come hai visto i biancocelesti? “Non mi sembra sia stato un problema fisico, piuttosto ho visto molta confusione e approssimazione ad un certo punto. Quando la squadra si è trovata a giocare con due attaccanti e due esterni d’attacco sono saltati gli schemi e si sono affidati alla giocata dei singoli per trovare il pareggio”.

Uno sbaglio lasciare Kishna in panchina per tutto l’incontro? Pioli con l’inserimento delle due punte ha provato a dare la scossa ma sarebbe cambiato ben poco se l’olandese avesse rilevato Candreva o Anderson, anche se i due erano stanchi”.

Basta: “Manca l’esperienza per spiccare il volo. Ora testa al Milan”. Poi sull’autogoal..

Dusan Basta, intervistato da Lazio Style Radio, è apparso demoralizzato per la sconfitta e per l’autogoal e prova a dare una spiegazione sulla mancata vittoria: “E’ mancata l’esperienza per poter gestire la partita. Giochiamo un calcio offensico ma bisogna capire come gestire il risultato e su questo piano dobbiamo migliorare per gestire meglio la situazione“. Poi un consiglio alla squadra per evitare sconfitte future: “Dobbiamo concretizzare di più ma dobbiamo cambiare atteggiamento in trasferta. Abbiamo perso molto in trasferta ma la prestazione però c’è stata adifferenza di altre sconfitte. Non so perchè esiste questa differenza tra casa e trasferta, sinceramente non so dare una risposta“. Classifica che pone la Lazizo a 5 punti dalla vetta: “Per fortuna la classifica è corta. Ora dobbiamo guardare avanti e cercheremo di sconfiggere il Milan. Spero che contro il Milan la Lazio possa ripetere le belle prestazioni casalinghe“. Infine sull’autogoal: “Il campo non mi ha aiutato…“.

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Pioli: “Non siamo ancora una grande squadra perché non sappiamo gestire la partita”

E’ un Pioli amareggiato quello che si presenta ai microfoni di Mediaset Premium. Il tecnico biancoceleste è dispiaciuto per la sconfitta e prova a spiegare il passo falso dei suoi: “Purtroppo non siamo stati capaci di gestire una partita sotto controllo. L’avevamo in mano poi ci siamo complicati la vita da solo. Purtroppo è stata una serata dove anche la fortuna ci ha voltato le spalle“. Lazio fuori casa lontana parente rispetto a quella che scende all’Olimpico: “Se ci sta questa differenza significa che non siamo grandi e che dobbiamo crescere. Abbiamo commesso degli errori e ci hanno castigato“. Poi sulle scelte di formazioni: “Ho fatto le scelte giuste e le rifarei. Purtroppo ci sono state delle situazioni che non ci hanno favorito. E’ stata una partita combattuta però volevo vincere per restare in alto in classifica. Dovevamo essere più cattivi e più cinici sotto porta. Non ci siamo riusciti e dobbiamo lavorare su questo. Purtroppo siamo stati anche sfortunati nell’occasione dell’autogoal di Basta“.

Su Lazio Style Radio, il tecnico emiliano ha continuato: “E’ una sconfitta che fa rabbia, dovevamo portare a casa la vittoria perché c’erano le condizioni ideali. Abbiamo gestito male tante ripartenze, dovevamo essere più precisi e determinati. Paghiamo caro degli errori che penalizzano l’intera prestazione con un risultato negativo. Dobbiamo fare meglio se vogliamo essere ambiziosi. Abbiamo preso il primo gol dove eravamo in superiorità e il secondo gol perdendo un pallone banalmente. Dobbiamo capire che sono i particolari che fanno la differenza, pertanto bisogna rimanere concentrati per 90′. Faccio fatica a parlare stasera perché serviva vincere e il risultato era alla portata. Io mi auguro che la squadra sia arrabbiata perché ha buttato un’occasione per come avevamo interpretato la gara. Questa sconfitta deve darci maggiore carica agonistica. L’aspetto mentale è importante, ma ci sta di prendere gol, questo non vuol dire che dobbiamo subire il contraccolpo”.

Pioli a Sky Sport: E’ stata un’occasione persa. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza dei nostri avversari ma se ci hanno battuti vuol dire che dobbiamo lavorare meglio e di più”.

 

LA CRONACA – Colpo da Biglia-rdo, poi incubo Basta-Gomez: Atalanta-Lazio 2-1

Pazzesca Lazio: domina il primo tempo a Bergamo, poi una grottesca autorete di Basta e la solita voglia di strafare sono fatali agli uomini di Pioli. L’Atalanta beffa i biancocelesti che in trasferta, meritatamente o no, continuano a collezionare sconfitte. E la Lazio si sgancia così dal treno di testa in una serata che sembrava essersi aperta nel migliore dei modi.

FORMAZIONI – Qualche sorpresa nelle scelte iniziali di Pioli. Al posto di Mauricio c’è Hoedt al centro della difesa al fianco di Gentiletti, mentre a centrocampo viene confermato Onazi al fianco di Biglia, con Cataldi ancora in panchina. Klose dopo aver giocato da titolare contro il Torino lascia spazio a Matri dal 1′. Nell’Atalanta come previsto Gomez rileva D’Alessandro (titolare contro la Juventus) nel tridente offensivo e Stendardo torna al centro della difesa vista la squalifica di Toloi. A sorpresa in cabina di regia con c’è Cigarini ma l’olandese De Roon.

BIGLIA IN BUCA D’ANGOLO – Lazio arrembante nei primi minuti di gioco sotto la pioggia battente di Bergamo. Dopo 7′ bella iniziativa di Milinkovic-Savic che innesca Basta: il serbo può crossare da ottima posizione, ma invece di Matri sul secondo palo cerca Felipe Anderson anticipato da Masiello, che rischia seriamente l’autogol. La Lazio detta i ritmi di gioco con grande autorità: Biglia rimedia la prima ammonizione della partita, ma al 16′ si trova a battere un calcio di punizione dal limite invitantissimo. Una delle sue specialità: e infatti l’argentino non si fa pregare con un colpo dalla precisione da biliardo, sul quale Sportiello neanche riesce a muoversi. Vantaggio meritato per una Lazio scesa in campo all’Atleti Azzurri d’Italia con la chiara intenzione di fare la partita.

BOTTE E RISPOSTE – La reazione dell’Atalanta si concretizza in un innalzamento del baricentro della squadra che produce un paio di calci di punizione insidiosi, ma non capaci di far venire i brividi a Marchetti. Tranne in un’occasione poco dopo la mezz’ora, quando Gomez scodella un pallone in area sul quale Stendardo non arriva per la deviazione (che sarebbe stata sicuramente vincente) davvero d’un soffio. Un campanello d’allarme che riporta la formazione biancoceleste ad intensificare di nuovo il pressing sui portatori di palla atalantini. Al 37′ nuovo sussulto grazie ad un perfetto invito di Onazi per Matri, che elude il fuorigioco nerazzurro ma, defilato sulla destra, è troppo precipitoso nel cross, permettendo a Stendardo di ripiegare in calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude con la Lazio avanti di misura e nel complesso apparsa brillante sotto tutti i punti di vista.

HARAKIRI BASTA – Nessuno dunque avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe accaduto nella ripresa. L’Atalanta alza i ritmi e va molto vicina al pareggio con una conclusione di Pinilla finita sull’esterno della rete. Quindi Maxi Moralez costringe alla parata in due tempi Marchetti. La Lazio avrebbe pure l’opportunità per trovare il raddoppio in contropiede, ma Masiello salva tutto su iniziativa di Felipe Anderson che era stato bravissimo a scattare sul filo del fuorigioco. E’ comunque un’altra Atalanta, ma la rete del pareggio arriva nella maniera più beffarda possibile. Cross teso di Gomez con quattro giocatori sulla linea difensiva laziale: nessuno chiama evidentemente la sfera a Basta, che vede rimbalzare il pallone sullo stinco e depositarsi in rete.

SOLITA LAZIO, GOMEZ TI PUNISCE – La pioggia non vuole dare tregua ai giocatori in campo, ma nel momento più delicato del match, con Djordjevic e Klose in campo e Pioli che tenta esplicitamente di vincerla, arriva la clamorosa beffa del gol di Gomez, lasciato completamente solo sulla sinistra in area. Ancora una volta la Lazio si dimostra incapace di raccogliere almeno un punticino in una situazione di difficoltà: i minuti finali sono un film già visto, il miracolo dell’ultimo minuto non arriverà. E la Lazio si trova ad interrogarsi sul suo quarto ko in cinque trasferte stagionali.

Fabio Belli

IL TABELLINO

ATALANTA-LAZIO 2-1

Marcatori: 17′ Biglia (L), 69′ aut. Basta (L), 86′ A. Gomez (A)

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Masiello, Stendardo, Paletta, Dramè (58′ D’Alessandro); Carmona, De Roon, Kurtic (46′ Raimondi); Maxi Moralez (77′ Cherubin), Pinilla, A. Gomez. A disp. Radunovic, Bassi, Migliaccio, Denis, Cigarini, Conti, Brivio, Monachello, Grassi. All. Reja

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Lulic; Onazi (80′ Klose), Biglia; Candreva, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Matri (64′ Djordjevic). A disp. Berisha, Konko, Mauricio, Patric, Braafheid, Radu, Morrison, Cataldi, Kishna, Mauri. All. Pioli.

ARBITRO: Irrati (sez. Pistoia).

ASS.: Meli-Carbone. IV: Alassio.ADD.: Gavillucci-Di Paolo.

NOTE. Ammoniti: 11′ Biglia (L), 31′ Onazi (L), 65′ Masiello (A), 71′ Raimondi (A), 74′ Lulic (L), 92′ Milinkovic-Savic (L). Recupero: 1′ pt; 3′ st.

 

TABELLINO – Atalanta Lazio 1-2

TABELLINO ATALANTA LAZIO 1-2

Marcatori: 17′ Biglia (L), 69′ aut. Basta (L), 86′ A. Gomez (A)

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Masiello, Stendardo, Paletta, Dramè (58′ D’Alessandro); Carmona, De Roon, Kurtic (46′ Raimondi); Maxi Moralez (77′ Cherubin), Pinilla, A. Gomez. A disp. Radunovic, Bassi, Migliaccio, Denis, Cigarini, Conti, Brivio, Monachello, Grassi. All. Reja

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Lulic; Onazi (80′ Klose), Biglia; Candreva, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Matri (64′ Djordjevic). A disp. Berisha, Konko, Mauricio, Patric, Braafheid, Radu, Morrison, Cataldi, Kishna, Mauri. All. Pioli.

ARBITRO: Irrati (sez. Pistoia). ASS.: Meli-Carbone. IV: Alassio.ADD.: Gavillucci-Di Paolo.

NOTE. Ammoniti: 11′ Biglia (L), 31′ Onazi (L), 65′ Masiello (A), 71′ Raimondi (A), 74′ Lulic (L), 92′ Milinkovic-Savic (L).

Recupero: 1′ pt; 3′ st.