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FOTO – ISIS CHOC Minacce per i mondiali di Russia 2018

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Isis choc minacce per i mondiali di Russia 2018: i miliziani non digeriscono il comportamento di Putin. Ecco come è andata. 

Isis choc minacce per i mondiali di Russia 2018 al grido di “Uccideteli tutti”. Con la forma di un coltello che squarcia la coppa del mondo, l’Isis ha ufficialmente attivato la sua propaganda contro il prossimo mondiale. I terroristi in aprile avevano già avvertito il presidente Putin: “Pagherai il prezzo per aver ucciso musulmani”. A rendere pubblico il poster è stata SITE intelligence, l’associazione che monitora l’attività online dei terroristi islamici. Terroristi che non vedono di buon occhio il supporto di Putin al presidente siriano Bashar Al-Assad. A marzo i terroristi avevano invece preso di mira la star del Barcellona Lionel Messi. Vestito in arancione era inginocchiato vicino a un jihadista pronto a ucciderlo nello stadio Luzhniki di Mosca (dove si giocherà la finale). Altri poster mostravano combattenti con l’effige nera dello stato islamico di fronte agli stadi russi e calciatori sanguinare dietro le sbarre. Nel frattempo Putin sta testando anche armi non convenzionali – come i robot – per uccidere e combattere i jihadisti.

 

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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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