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ROMA Zeman: “Funziona così nello spogliatoio della Roma”

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Zdenek Zeman allenatore del Pescara
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Roma Zeman parla della situazione uscita qualche giorno fa in cui si parlò di De Rossi e Totti e dell’ambiente nello spogliatoio.

Ha allenato due volte la Roma, l’ultima nel 2013 quando i calciatori lo fecero esonerare perdendo poi contro la Lazio la finale di Coppa Italia. Ecco le sue parole in un’intervista a La Repubblica – Roman Zeman

Zeman, dall’inchiesta di Repubblica emerge che alcuni giocatori volessero fare la fronda a Di Francesco. Anche a lei nel 2013 fecero la fronda?

Mah, lì sono stati abituati così. Ma se ho portato la Roma in finale di Coppa Italia, qualche risultato l’ho ottenuto, giocammo anche bene. E i 4 gol al Milan mi diedero grossa soddisfazione. Si spaventano tutti perché dicono che faccio lavorare tanto e molti non vogliono”

Anche ai suoi tempi circolarono mail sui rapporti con lo spogliatoio?

“Io so che sono stato fatto fuori perché dissi pubblicamente che volevo che la società mettesse delle regole stringenti. E lì si sono arrabbiati. Dovevo tenerlo per me”.

A Roma ebbe un problema con Daniele De Rossi. In quella stagione lui giocò poco e legò poco con lei. Che idea si è fatto a distanza di anni?

“Non so di chi fosse la colpa della mia situazione con De Rossi. Sicuramente posso dire che con me non ha reso come ci si aspettava, visto che anche dai suoi amici giornalisti prendeva 4,5 in pagella. Non è vero che ha giocato poco: in campo andava spesso. Ma aveva una media bassa. Per me aveva dei problemi lui, ma può anche essere che sia anche stata colpa mia”.

Si ricorda di un episodio in particolare: quando lei disse che non lo aveva fatto giocare perché

  Lazio Inzaghi ha parlato con la squadra per spronarla: "Nessuna sconfitta ci divide"

“Deve pensare alla squadra e non a se stesso”. A cosa si riferiva? “Anziché allenarsi, alcuni passavano le giornate sui lettini a massaggiarsi e a curarsi, oggi è normale. Io non ero abituato perché pensavo che i professionisti s’allenassero, ma è un problema generale, di tutte le squadre, ero io che non ero abituato”.

Ma era così per tutti? Anche per Totti?

“Totti si allenava regolarmente. Non so, magari era più bravo il suo massaggiatore personale…”.

All’epoca c’erano problemi tra i due?

“Ma no, Totti stava bene con tutti. Poi continuo a dire che per me De Rossi aveva dei problemi fuori dal campo, per quello non ha reso. Non c’entra niente il calcio, almeno secondo me. Non era sereno”.

Si raccontò che lei a Roma pagò i rapporti con lo spogliatoio.

“Io vengo spesso criticato dai giocatori perché voglio farli lavorare. Si trova sempre qualcuno che vuole lavorare di meno”.

Ci fa qualche nome?

“Non voglio farne. Continuo a dire che la tendenza oggi nel calcio italiano è questa. Gli inglesi si allenano molto di meno come tempi, ma mentre qui si fa il torello, lì si lavora sul serio”.

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Lulic chiama Inzaghi: “I big qualche partita potrebbero saltarla…”

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Lazio Lulic

Non è piaciuta a nessuno la partita di ieri contro il Bologna. Arriva il mea culpa anche di un senatore biancoceleste: Lulic chiama Inzaghi e invoca cambi di formazione per far rifiatare i giocatori.

Lulic a Sky Sport: “Sicuramente è mancata la reazione anche perché i rigori si possono sbagliare. Oggi siamo andati in difficoltà davanti alla porta e non siamo riusciti a fare gol. Non so se abbiamo digerito la sconfitta con il Bayern ma questa era un’altra partita e se vogliamo rigiocare in Champions il prossimo anno queste cose non devono succedere. Abbiamo preso gol da una rimessa laterale e non può succedere, ma comunque ci sono tante partite ancora in cui possiamo dimostrare che non siamo quelli di stasera. Dopo due sconfitte in pochi giorni qualche domanda dobbiamo farcela, analizzando cosa abbiamo sbagliato per non ripetere questi errori. Il rapporto tra noi è ottimo, anche con i nuovi arrivati. Pereira è un giocatore forte che ha bisogno di tempo, quest’anno non ha giocato molto e mi auguro che riesca a darci una mano perché è bravo. I nuovi se hanno l’occasione danno tutto quando scendono in campo, ma è difficile giocare quando davanti a te hai Milinkovic o Luis Alberto. Penso comunque che ogni tanto anche a loro saltare una partita farebbe bene”.

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