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LAZIO Rinnovo Inzaghi, settimana decisiva. Ma la scelta sembra essere già stata fatta

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LAZIO Rinnovo Inzaghi – Entro le prossime 48 ore l’incontro finale. Con le idee già però piuttosto chiare…

LAZIO RINNOVO INZAGHI – Archiviata la stagione, ‘senza lode e senza gloria’ in quel di Sassuolo, i biancocelesti si apprestano a vivere la loro settimana più calda. Quella che scriverà la pagina più importante sul rapporto tra la società e il proprio tecnico. Un rapporto che, tra campo e panchina, va avanti da circa 20 anni. Un rapporto che, come tutti, ha avuto i suoi alti e i bassi, arrivando spesso ad un passo dal divorzio. Ma mai come stavolta la parola fine sembra destinata a comparire sullo schermo.

E’ stato lo stesso Inzaghi a darlo a intendere, al termine della gara del Mapei. Intervistato da Sky Sport, ha rivelato di stare aspettando il rinnovo da 16 mesi. Un’attesa lunghissima, snervante, ma che il tecnico ha avuto la forza di sopportare “solo perchè è la Lazio“. Anche se i segni di nervosismo non sono mancati: “Ero l’unico tecnico agli ottavi di Champions in scadenza”. Come a dire: cara Lazio, va bene che ti amo e che mi piacerebbe rimanere, ma a tutto c’è un limite. Ed è forse questo il perno attorno a cui ruota tutta la questione.

Alcuni atteggiamenti della dirigenza non sono piaciuti a Inzaghi, che si sarebbe aspettato forse una maggiore considerazione. D’altronde Simone in questi anni ha dato tanto a questi colori: ha rivitalizzato una squadra spenta, ma soprattutto ha portato a casa 3 trofei. Non male come bottino per un tecnico, lo ricordiamo, alla prima esperienza nel calcio che conta. E forse per questo anche lui avrebbe voluto contare di più. Soprattutto, magari, in sede di mercato: dove, a parte qualche richiesta esaudita, si è dovuto per lo più adeguare a decisioni prese da altri. Un errore che, c’è da starne certi, è determinato a non ripetere. E prima di firmare un qualunque accordo ci penserà e chiederà garanzie sotto questo profilo. Lotito e le altre pretendenti (Juve, Napoli e Fiorentina su tutte) sono avvisati…

Ma siccome nel calcio gli affari si fanno sempre in due, dall’altro lato anche Lotito non vorrà rinunciare alla sua parte da co-protagonista. Il presidente, lo capiamo, ha una squadra da portare avanti e non può star dietro a tentennamenti e ripensamenti vari. Per questo, per non rischiare di restare scoperto nel caso Inzaghi gli desse buca, anche lui sta monitorando il mercato, nel reparto allenatori. E i profili che potrebbero costituire delle ottime alternative non mancano. A partire da quel Rino Gattuso che con il piacentino potrebbe dar vita a un clamoroso incrocio di panchine con protagonista la stessa viola. Ma non solo: in lizza anche Sarri e Mihajlovic (che sembrano però più che altro delle suggestioni), oltre a De Zerbi e Juric (più sullo sfondo). Senza dimenticare Sergio Conceiçao, anche lui in scadenza e che ha dalla sua, insieme all’esperienza internazionale acquisita col Porto, la ‘benedizione’ dei tifosi biancocelesti.

La telenovela entra dunque nella fase calda. Ancora qualche ora di pazienza e poi andrà in onda la puntata conclusiva. E (finalmente) sapremo come andrà a finire.

INTANTO NELL’ANNO DELLA CHAMPIONS CAMPAGNA ACQUISTI DISASTROSA

Lazio – Nell’anno del ritorno in Champions, la campagna acquisti più vergognosa

Lazio Meno male che è finita la stagione. Un campionato brutto, con gli spalti vuoti e una Lazio che non vuole crescere. E sì perché nell’anno del ritorno in Champions League – dopo tredici anni di assenza – noi ci siamo presentati con una squadra che non è stata rinforzata.

Non è quanto amore dai, ma quanto amore metti nel dare. I “grandi” acquisti di Tare sono stati: Reina, Musacchio, Hoedt, Escalante, Akpa-Akpro, Muriqi e Pereira. Cioè, ci rendiamo conto? Ora bisogna prendersi le proprie responsabilità, guardarsi in faccia e ammettere i propri errori. Il mister Inzaghi ha fatto il massimo con quello che aveva e, a dir il vero, la società lo sta trattando anche male.

Claudio Lotito presidente della Lazio

La Lazio ha bisogno di crescere, perché può crescere, basta saper acquistare i giocatori. Forse Tare è meglio che se ne vada da un’altra parte. Tanti acquisti sono stati azzeccati, ma una valanga sono quelli sbagliati e non può essere una casualità…

SASSUOLO LAZIO PAGELLE – 2-0 e biancocelesti in vacanza: salutiamo Lulic e Parolo

Sassuolo Lazio pagelle: termina con una sconfitta il campionato della Lazio. Ci sarà tanto da fare nel prossimo mercato estivo per migliorare e svecchiare la rosa. 

LAZIO (3-5-2)

Strakosha 5,5 – Nessun intervento nel corso della partita ma nell’occasione del gol è rimasto troppo fermo con il risultato che Kyriakopoulos lo fulmina dalla distanza. 

Marusic 6 – Il migliore dei suoi dietro soprattutto oggi con tante defezioni e assenze. Questo è un giocatore su cui puntare e il cui contratto va rinnovato. Capito Lotito? 

Parolo 5,5 – La posizione non è la sua, difficile giudicare una prestazione così. Non si era comportato male ma su Caputo poteva temporeggiare invece si fa uccellare concedendo il rigore. 

Radu 5,5 – Il Sassuolo oggi non ha attaccato alla garibaldina ma si vedeva che oggi erano tutti in vacanza. 

Lazzari 6 – Una spina nel fianco nella difesa del Sassuolo, fa buttare fuori anche Kyriakopoulos per doppia ammonizione. Peccato non avere un finalizzatore in area. 

Akpa Akpro 5 – Un’involuzione incredibile: sono lontani i tempi del gol al Borussia Dortmund. Da una sua palla persa parte il contropiede per il rigore del Sassuolo. Al 79′ Moro s.v. 

Leiva 5,5 – Lento e compassato non riesce a far girare la squadra come lui sa fare. Tanta stanchezza per lui, ci sarà bisogno di farlo rifiatare l’anno prossimo comprando un altro giocatore di livello nel suo ruolo. Al 79′ Escalante s.v. 

Cataldi 5,5 – Ci si aspetta sempre di più da Danilo, ovviamente non si può giudicare in questa partita con la Lazio con tante assenze. 

Lulic 5,5 – L’ultima partita del capitano è da lacrimuccia: per sempre grati a Senad che ha cambiato il calcio a Roma. La partita di oggi solo un capitolo di una lunga storia con la maglia della Lazio: solo applausi per lui! 

Correa 6 – Costretto ad alzare subito bandiera bianca per un problema al polpaccio destro. Caro mister in questa partita forse era il caso di vedere Raul Moro. Al 18′ Fares 5 – Questo giocatore non convince, troppe lacune sia in difesa che in fase propositiva. Anche stasera più ombre che luci. 

Muriqi 5 – Non gliene va bene una: su una girata in area tira alto, poi su un colpo di testa spreca mandando sul fondo da buona posizione.

All.: Inzaghi 6 – Caro mister capiamo mettere in campo Lulic e Parolo nella loro ultima partita con la maglia della Lazio. Ma perché quando si fa male Correa non mettere subito Raul Moro? La Lazio non si giocava nulla, quanto meno potevamo vedere un po’ i nostri giovani. Abbiamo centrato l’Europa League e ora ti chiediamo, qualora rimanessi, di chiedere rinforzi alla società: la Lazio ha bisogno di un grande mercato. 

INZAGHI RESTA? MOGGI LO VEDE LONTANO DALLA LAZIO

I Maneskin vincono gli Eurovision 2021, romanisti in delirio: “Merito di Mourinho”

Il day after della vittoria della band romana scatena i fan e soprattutto i tifosi della Roma. I Maneskin vincono gli Eurovision? Tutto merito del prossimo allenatore giallorosso José Mourinho.

Il frontman della band Damiano David non ha mai nascosto la sua fede calcistica: tifa Roma e dopo la vittoria a Sanremo 2021 tanti erano stati i tifosi giallorossi che avevano esultato insieme alla band. Ieri sera il gruppo si è ripetuto trionfando agli Eurovision 2021 a Rotterdam con il brano “Zitti e buoni”.

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I Maneskin vincono gli Eurovision 2021: la gioia della band a Rotterdam

Stamane non sono mancati i commenti dei tifosi che si sono scatenati sui social: “Questa vittoria è stata trainata da Jose Mourinho”, “Questo è l’effetto Mou, vinceremo anche noi”. Queste alcune delle esternazioni curiose dei supporters giallorossi che, come capitato sovente, si appropriano di vittorie di altri in mancanza di proprie. 13 anni senza trofei si fanno sentire eh? Troppo!

STASERA L’ULTIMA DI LULIC CON LA MAGLIA DELLA LAZIO?

PANCHINA LAZIO Moggi sicuro: “Inzaghi verso la Fiorentina”

Questa sera calerà il sipario sulla Serie A e da domani inizieranno le voci di calciomercato. Panchina Lazio Moggi lancia la bomba

Sarà l’ennesima estate calda per la panchina Lazio, con la nuova telenovela Inzaghi in stile scorso anno. Infatti nella passata stagione il nostro mister, secondo alcuni rumors, era stato vicino alla Juventus che poi ha virato su Pirlo. Ora il deludente finale di stagione con la mancata qualificazione in Champions League, ha rimesso in discussione il matrimonio tra Simone e la sua Lazio. La firma sul rinnovo ancora non è arrivata e Luciano Moggi lancia una bomba clamorosa sul futuro del mister.

INZAGHI VERSO LA FIORENTINA?

Panchina Lazio, Moggi prospetta l’arrivo di Gennaro Gattuso e la partenza di Simone Inzaghi. L’ex dirigente della Juventus, dalle pagine di Libero Quotidiano, è sicuro che l’attuale allenatore del Napoli abbia scelto la Lazio: “Gattuso lascerà in dote al napoli la qualificazione in Champions League, prima di trasferirsi alla Lazio di Lotito e Tare“. Poi continua parlando del futuro di Inzaghi: “Simone potrebbe prendere il posto di Iachini alla Fiorentina. C’è chi lo accosta anche alla Juventus, senza tenere conto che la figura di Zidane potrebbe prevalere su chiunque altro, qualota fosse esonerato dal Real Madrid“. La Lazio sceglierebbe Gattuso “in risposta al colpo Mourinho, per aggiungere carattere ad una squadra tecnicamente dotata ma discontinua“.

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA DI INZAGHI PRIMA DI SASSUOLO LAZIO, MISTER DELUSO

Inzaghi in conferenza: “C’è rammarico per la Champions, ma resta un’ottima stagione”

Inzaghi in conferenza stampa, l’ultima della stagione, traccia il bilancio di ciò che è stato, senza però sbilanciarsi sul suo futuro.

Inzaghi in conferenza stampa si ritiene soddisfatto della stagione che sta per volgere al termine. Il mister afferma che “E’ stata una stagione estenuante e che – praticamente – è come se ne avessimo vissute due in una”.
E’ vero che “La Lazio torna in Europa per la quinta volta consecutiva. C’è amarezza per non aver centrato la Champions League, ma resta comunque un’ottima stagione”. Su questo ultimo punto ce ne sarebbero di cose da dire.

“Fra i momenti più belli ricordo il derby dell’andata (3-0 ndr), la vittoria contro il MIlan (3-0) e la prima gara della Champions dopo tredici anni. Battere il Borussia Dortmund per 3 a 1 è stata una grande prova di orgoglio perchè conoscevamo il valore degli avversari che sono usciti ai quarti contro il Manchester City.”
Per quanto riguarda la gara di oggi contro il Sassuolo, Inzaghi dovrà fare a meno di diversi uomini fra cui Luiz Felipe, Luis Alberto, Milinkovic e forse anche Immobile alle prese con un po’ di febbre. Una gara utile solo per terminare al meglio il campionato e aggiornare l’almanacco.

Panchina Lazio – Per i bookmaker Inzaghi andrà via. Al suo posto una lista di 7 nomi

Panchina Lazio – Ovvio che se non arriva la firma di Inzaghi tutti parlano e le voci aumentano a dismisura. Dopo cinque anni di grandi soddisfazioni, siamo di fronte al momento più difficile. Firmare e continuare a crescere, oppure lasciare tutto perché tanto non ne vale la pena.
Simone Inzaghi è nel nostro cuore, ma ormai anche i bookmakers lo danno sempre più lontano dalla società capitolina, un po’ come per Senad Lulic.

La panchina Lazio è desiderata. La lista dei mister quotati per il dopo Inzaghi

panchina Lazio
Inzaghi sulla Panchina della Lazio

Questo stallo ha di fatto creato le condizioni per le quali i betting analyst hanno diramato una lista con tanto di quote per il dopo Inzaghi.

  • Gattuso – La quotazione più bassa è per Gennaro Gattuso, ormai a fine esperienza con il Napoli. La sua quota è data a 3,00 secondo Planetwin365. Il Tecnico calabrese sembra l’alternativa numero uno per sostituire Inzaghi sulla panchina della Lazio.
  • Al secondo posto troviamo Luca Gotti, bravo tecnico dell’Udinese che segue con una quotazione più alta di quasi il doppio 5,50.
  • Poi c’è anche il colpo Mihajlovic, nome gradito ai tifosi, ma per adesso solo a 12,00, perchè il contratto con il Bologna è in scadenza nel 2023.
  • Un altro tecnico molto interessante che viene associato alla Lazio è Ivan Juric, mister del Verona che gioca un buon calcio, quotato a 8,50.
  • Infine nella lista ci sono anche i nomi di Italiano (tecnico dello Spezia), dato a 16,00; Roberto De Zerbi e Gianni De Biasi, entrambi a 23,00.

A noi non resta che sperare in una celere firma di Simone Inzaghi, che significherebbe una crescita della squadra e un progetto di continuità. Se così non fosse, arriverà il solito tecnico da media classifica per una Lazio con obiettivi non più da Champions Leuague

Panchina Lazio – Il Video di Lazio Torino 0-0

Contratto Senad Lulic in scadenza: il bosniaco verso l’addio alla Lazio

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Nessun rinnovo: la questione del contratto Senad Lulic sembra giunta all’atto finale.

Contratto Senad Lulic – Nei giorni scorsi già la moglie aveva dato una prima conferma della probabile fine della lunga avventura. “Non c’è nulla da rinnovare se non c’è una proposta”, aveva detto la signora Sandra, rispondendo sui social a chi chiedeva notizie del prolungamento. Alla scadenza naturale del contratto, fissata per il prossimo 30 giugno, manca ancora un mese. Le sorprese e i colpi di scena potrebbero dunque ancora essere dietro l’angolo. Ma, siccome non è abitudine del tifoso laziale farsi eccessive illusioni, ci atterremo qui puramente ai fatti. I quali conducono verso una separazione delle strade della Lazio e del bosniaco.

L’ultimo atto dovrebbe andare in scena in coincidenza con l’ultimo impegno di campionato in casa del Sassuolo. In realtà Senad avrebbe già salutato l’Olimpico martedì sera, nella gara contro il Torino. Un evento che avrebbe dovuto (e potuto) essere coronato con l’ultimo applauso e l’abbraccio al capitano del suo pubblico. Ma sfortunatamente la pandemia da Covid ha deciso diversamente, impedendo l’accesso allo stadio dei tifosi. Chissà che non ci si possa rifare già domani sera al Mapei Stadium, o magari al ritorno a Roma dopo la partita.

Sarebbe il giusto premio per una militanza quasi decennale: nove anni e otto mesi per la precisione, tanti ne ha passati Senad in quel di Formello. Anni di presenza in campo praticamente costante e senza risparmiarsi: 371 infatti i cartellini timbrati tra campionato e Coppe. Anni in cui le soddisfazioni non sono mancate: 4 trofei presenti nella sua bacheca. Uno su tutti, che lo ha reso immortale nella storia della Lazio e nei cuori dei tifosi: quella Coppa Italia strappata ai cugini della Roma, il 26 maggio 2013, proprio da un suo gol.

E per il futuro? Anche qui la strada sembra inevitabilmente tracciata. E porta in Svizzera, per ricongiungersi alla famiglia e chiudere il cerchio lì dove era iniziato. Lo Zurigo di Massimo Rizzo è pronto ad abbracciarlo e a concedergli l’ultima chance di sfogare tutta la sua voglia di tirare calci al pallone. D’altronde Senad ha 35 anni, non pochi certo ma neanche tantissimi, di questi tempi soprattutto. Per un’altra stagione almeno (o forse due) potrebbe dunque calcare ancora i campi.

Poi, appesi gli scarpini al chiodo, c’è da capire cosa farà. Il popolo della Lazio spera nella ‘ciliegina sulla torta’: il ritorno a Roma, con un ruolo magari nella dirigenza biancoceleste. Ma questi sono discorsi prematuri. Per il momento, godiamoci gli ultimi lampi da giocatore di Senad. E poi di quello che succederà dopo, ci sarà tempo (e volendo, modo) di pensarci.

INTANTO I TIFOSI DEL LIVERPOOL PRENDONO IN GIRO LA ROMA

Nuove maglie Liverpool, i tifosi Reds prendono in giro la…Roma (FOTO)

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Presentate le nuove maglie Liverpool. E sui social di Oltremanica è partita una polemica in salsa…giallorossa.

Le nuove maglie Liverpool sono targate Nike, vecchio sponsor proprio dei capitolini. Una collaborazione che deve essere rimasta nel cuore dell’azienda americana, che ha deciso così di ricordarla sulle divise degli inglesi. Lo si nota in particolare sulle maniche e sul colletto: qui infatti compare un inserto di un color arancione molto simile a quello presente sulle maglie della Roma.

Un dettaglio che ha fatto letteralmente infuriare i tifosi del Liverpool. “Noi siamo i Reds – scrive uno sui social – Per caso stiamo collaborando con la Roma?”. A lui fa eco un altro, che giudica il modello “orribile”.

E, come di consuetudine sui social, immediate sono partite le prese in giro. Tra esse, una ha visto protagonista l’attaccante egiziano (ex giallorosso) Salah. Il quale è stato ritratto in una foto con la maglia, sulla quale è stato attaccato ‘artificialmente’ il logo della Roma. E anche in questo caso i commenti ironici non sono mancati: “Pensavo che Momo fosse stato nuovamente ceduto ai giallorossi”, uno dei tanti.

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Sassuolo-Lazio:orari, dove vederla e probabili formazioni

Sassuolo-Lazio, 38esima giornata di campionato: tutte le info sul match

Sassuolo-Lazio. Nella 38esima e ultima giornata di Campionato di Serie A, i biancocelesti giocheranno in trasferta in terra emiliana. L’incontro si terrà infatti domenica 23 maggio, alle ore 20:45, presso il Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Lazio Milinkovic

Sassuolo-Lazio, dove vedere la partita

L’ultimo impegno di campionato della Lazio potrà essere seguito dai tifosi su Sky, sul canale 255: sarà questa infatti la piattaforma che avrà l’esclusiva della trasmissione dell’evento sportivo.

Sassuolo-Lazio, probabili formazioni

Ecco le probabili formazioni che verranno schierate in campo dai mister Inzaghi e De Zerbi.

SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli; Muldur, Chiriches, Ferrari, Rogerio; Maxime Lopez, Locatelli; Berardi, Djuricic, Boga; Raspadori.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Marusic, Parolo, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Cataldi, Lulic; Muriqi, Immobile.

Gasperini, adesso Bast..os. Accetta la sconfitta e non attaccare la Lazio

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Il tecnico dell’Atalanta Gasperini ha perso nuovamente la finale di Coppa Italia. E ancora una volta si è accanito con la Lazio

Poteva e doveva essere la volta buona per Gian Piero Gasperini e la sua Atalanta, etichettata squadra spettacolo e modello da seguire. Invece, nuovamente,, la squadra orobica è caduta sul più bello. Stessa competizione, avversario diverso ma stesso finale: sconfitta. E forse questa volta fa anche più male visto lìavver affrontato una Juventus non certo irresistibile e ai livelli degli anni passati. Ma i nero azzurri si sono sciolti come neve al sole.

OSSESSIONE BASTOS

Non sono mancate le polemiche nella notte del Mapei Stadium. In occasione del primo gol bianconero gli orobici hanno protestato per un fallo che ha dato il via al gol. E questo episodio ha fatto cadere Gasperini nel girone dantesco infernale, dove ha potuto rivedere la mano di Bastos. Si, proprio così. Al termine della gara il tecnico dell’Atalanta, rispondendo ai cronisti in mixed zone, ha riportato a galla il “gesto tecnico” dell’angolano: “Quello di due anni fa era un episodio clamoroso, li si è chiuso gli occhi, era non solo rigore ma c’era anche il doppio giallo, quindi espulsione. Quesllo di stasera è un episodio e sicuramente rientra un po’ nella normalità dei rigori dati e non dati“.

GASPERINI NON SA VINCERE, MA SA PERDERE (LE FINALI)

Sempre ieri abbiamo avuto la conferma che Gasperini non sa nè vincere nè perdere. Quando vince è pronto a vantarsi ma anche a non rispettare l’avversario. Quando perde, soprattutto le partite importanti, è pronto a scagliarsi su arbitri, complotti ed episodi. Forse è per questo suo atteggiamento poco rispettoso che la sua carriera non lo ha portato ad allenare top club e, quando fu chiamato all’Inter, non riuscì neanche ad arrivare a Natale. Ma l’importnate è attaccare la La Lazio, fare la sua corsa sui biancocelesti e ricordare la mano di Bastos. Contento lui, contenti noi che ci ricorda puntulamente che abbiamo trionfato in quella notte dell’Olimpico.

E INTANTO LA LAZIO PRENDE IN GIRO GASPERINI (FOTO)

Virginia Raggi in visita a Formello – Presente anche Claudio Lotito

Virginia Raggi, nel primo pomeriggio di oggi, si è recata in visita a Formello in compagnia del marito e del figlio. Presente anche il patron della Lazio Claudio Lotito

Virginia Raggi, sindaca di Roma e simpatizzante della Lazio, si è recata in visita a Formello in compagnia del marito e del figlio, entrambi tifosi biancocelesti. Un pomeriggio all’insegna della lazialità che la prima cittadina ha voluto condividere con la prima squadra della Capitale in vista dell’ultima partita della stagione contro il Sassuolo. La famiglia Raggi ha assistito all’allenamento degli uomini di Inzaghi, quindi la sindaca è stata ricevuta dalla dirigenza al completo, patron Lotito in testa. Al termine della seduta è stato il momento per concedersi qualche selfie e scambiare qualche battuta. Una visita simbolica, che testimonia ancora una volta l’importanza dei colori biancocelesti nell’attualità e nella storia di una città gloriosa che, nel 1900, diede i natali alla sua prima squadra di calcio.

Virginia Raggi

LA VICENDA CAIRO NELLE MANI DELLA PROCURA 

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Lazio Torino – La vicenda Cairo nelle mani della Procura

Lazio Torino – Gli episodi verificatisi nel post partita dell’Olimpico continuano a far discutere. Le parole di Urbano Cairo potrebbero portare all’apertura di un’indagine

Lazio Torino – Non accennano a placarsi le polemiche dopo i fatti del post partita. Ricostruendo l’accaduto, al termine del match il presidente granata Urbano Cairo ha raggiunto Ciro Immobile all’ingresso dello spogliatoio iniziando a inveire contro l’attaccante biancoceleste. Insulti, illazioni e provocazioni che, in quanto proferite da un personaggio di spessore manageriale, hanno destato incredulità e continuano a far discutere. Immediata la reazione del patron che ha dato vita al più classico dei botta e risposta, con la società biancoceleste che ha fatto sapere di essere intenzionata a procedere per vie legali. La questione, oltretutto, non è sfuggita alla Procura Federale, la quale starebbe pensando di aprire un’indagine. Nel caso in cui si decidesse di procedere, Urbano Cairo rischierebbe una pesante sanzione. Dopotutto le frasi pronunciate dal patron granata risultano doppiamente denigratorie: oltre all’insulto diretto alla figura di Ciro Immobile, Cairo ha infatti segnato un netto passo indietro nell’ottica dell’evoluzione dello sport a livello umano.

Lazio cairo

Lazio Torino

LA LAZIO DERIDE GASPERINI 

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La Lazio deride Gasperini per la sconfitta in finale di Coppa Italia

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Atalanta (nuovamente) sconfitta in finale di Coppa Italia: la Lazio deride Gasperini.

La Lazio deride Gasperini – Il tecnico bergamasco non deve aver capito che il calcio non è come le bocce, non conta andarci vicino. E invece ad un passo da un traguardo storico per l’Atalanta e per la città di Bergamo, ha trovato la strada sbarrata. Colpa della Juventus, che con Kulusevsky e Chiesa ha reso vano il gol (del momentaneo 1-1) di Malinovskyj. Festa rimandata dunque, ancora una volta.

Sì perchè già 2 anni fa, il 15 maggio 2019, i nerazzurri erano arrivati a giocarsi il trofeo nell’atto finale. Quella volta di fronte, nella cornice dello stadio Olimpico, c’era la Lazio di Simone Inzaghi. E anche allora la storia per l’Atalanta fu avara di soddisfazioni: i sogni di gloria dei bergamaschi annegarono infatti, oltre che nella pioggia, nei gol di Milinkovic e Correa.

Al termine di quella gara, le recriminazioni da parte di Gasperini non mancarono. Nel mirino finì in particolare il difensore biancoceleste Bastos, reo di un tocco di mano in area non visto dagli arbitri. Un episodio che, secondo il tecnico, avrebbe invece potuto dare, con il conseguente rigore, tutt’altra direzione alla gara e quindi al trofeo.

Un episodio che evidentemente Gasperini non ha dimenticato e di cui anche ieri sera ha fatto menzione al termine della sfida del Mapei Stadium. “Clamoroso, in cui sono stati chiusi tutti e due gli occhi”, così l’ha definito. Probabilmente l’ha rivissuto quando Pessina è caduto in area dopo un contatto con Rabiot, senza che però l’arbitro concedesse il penalty.

LO SFOTTO’ DELLA LAZIO

Ma a far piombare ancora di più nell’incubo il tecnico ci ha pensato la Lazio. In un post sulla pagina Facebook ‘Società Sportiva Lazio‘, ha sottolineato come Gasperini abbia una vera e propria “ossessione Bastos”. “Incredibile ma vero”, la chiosa ironica del post. Accompagnato da una foto del tecnico “con la coppa in faccia”. Ancora una volta.

INTANTO A TRIGORIA DISTRUTTO IL BONSAI

Addio Bonsai – A Trigoria abbattuto anche l’unico trofeo della Roma

Il raid del signor Scamacca, padre del giocatore in forza al Genoa, ha fatto un danno incalcolabile. Rovinato a terra l’unico trofeo europeo dei giallorossi.

Addio Bonsai – Anche quest’ anno è stato tragico per i nostri cugini. A Trigoria non bastava terminare il campionato sotto la Lazio o prendere 8 goal dagli inglesi del Manchester. L’acquisto di Mourinho e la vittoria nel derby avevano fatto respirare i tifosi giallorossi, già campioni di Maggio, ma la caduta del Bonsai ha riportato tutti alla triste realtà. Non c’è pace per i trofei europei della Roma, ora anche Scamacca senior ci si mette.

Il trofeo di Trigoria

Il Bonsai è caduto ma, seppur danneggiato, è tornato subito su quella bacheca tanto cara a noi laziali. A parte gli scherzi. Prendiamola a ridere perché quest’anno anche noi laziali non è che abbiamo fatto chissà quali figure. Riconsoliamoci con queste cose “da bar” perché tanto, alla fine, noi romani sempre di quello parliamo.

Lazio Cairo, la replica del patron: “Non mi piacciono i tuffatori”

Lazio Cairo – Questa mattina la società biancoceleste ha fatto sapere che prenderà provvedimenti in seguito agli episodi di ieri. Nel pomeriggio è arrivata una nuova replica del patron granata

Lazio Cairo – Nella tarda mattinata odierna il club biancoceleste ha risposto alle parole proferite ieri dal patron granata nei confronti di Ciro Immobile. Immediata la replica del presidente del Torino che aggiunto ulteriori dettagli agli episodi di ieri. Stando a quanto dichiarato dal patron granata, i calciatori biancocelesti avrebbero più volte, nel corso del match, proferito le parole: “Andate in Serie B, parole non gradite da Cairo, come non gradito è l’atteggiamento da “tuffatori che lo stesso presidente attribuisce agli uomini di Inzaghi. “Va benissimo la grinta, la voglia di lottare su ogni pallone. Non va bene che i calciatori si tuffino e protestino animatamente per un calcio di rigore“. Così Urbano Cairo ai microfoni di Radio Sportiva. Un episodio, quello di ieri, che rischia di lasciare strascichi extracalcistici, un episodio che con lo sport non ha nulla a che vedere. Uno sport, il calcio, che ha fatto e sta facendo pulizia contro ogni forma di ingiuria. Quando le ingiurie, a maggior ragione, arrivano da figure che dovrebbero funger da esempio per tutto l’ambiente, è lecito porsi delle domande.

lazio cairoLazio Cairo

LA LAZIO REPLICA A CAIRO 

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Lazio contro Cairo: “Fatti gravi, prenderemo provvedimenti”

Lazio contro Cairo – All’indomani del match e delle successive polemiche, la società ha replicato al patron del Torino

Lazio contro Cairo – Al termine della gara, che ha sancito la salvezza per il Torino, il presidente granata ha proferito parole ingiuriose nei confronti di Ciro Immobile.   A riferirlo è stato lo stesso calciatore con un post su Instagram nel quale si è detto deluso e oltraggiato per essere stato offeso come uomo. Non si è fatta attendere la risposta di Urbano Cairo, che ha giustificato le proprie parole portando alla luce un comportamento a suo dire non trasparente da parte di Immobile all’epoca dell’addio al Torino.

Cairo risponde a ImobileLazio contro Cairo

Lazio contro Cairo – La replica del club

Nella tarda mattinata di oggi è poi arrivata la replica della società capitolina, che ha posto l’accento sulla gravità delle frasi di Cairo e sull’intollerabilità delle stesse. Il club ha fatto sapere che procederà per vie legali allo scopo di tutelare completamente Ciro Immobile e i colori biancocelesti. “Un comportamento fuori luogo e inaccettabile, di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità” ha chiosato la società in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Lazio. Una brutta pagina di sport, di umanità, di fair play. Al giorno d’oggi, al netto del fatto che in campo sia lecito perdere talvolta la testa salvo poi tornare sui propri passi, risulta pressoché inverosimile, oltre che inaccettabile, assistere a episodi di questo tipo per mano del presidente di una società. Un autogol, un passo indietro rispetto ai progressi che il mondo del calcio sta compiendo a livello umano, un episodio su cui, in maniera più che legittima, Claudio Lotito e la Lazio non intendono sorvolare.

CAIRO RISPONDE A CIRO IMMOBILE 

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LAZIO TORINO – Da Giacomelli a Fabbri: la storia è sempre la stessa

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LAZIO TORINO – Da Giacomelli a Fabbri, gli arbitraggi delle sfide all’Olimpico tra biancocelesti e granata sono sempre pessimi. E sempre (o quasi) vanno nella direzione contraria ai padroni di casa.

LAZIO TORINO – Da Giacomelli a Fabbri, ormai, se non è un dato di fatto, poco ci manca: la Lazio, quando affronta in casa il Torino, non è praticamente mai fortunata con gli arbitri. Ci ricordiamo tutti la direzione scandalosa del ternano, che nel 2017 diede una mazzata non da poco alle ambizioni Champions.

Lazio Torino
Lazio Torino

Quel rigore clamorosamente non concesso a Immobile, che fu anzi espulso su indicazione del Var, grida ancora vendetta. Ebbene, ieri sera in ballo non c’era niente (almeno non per i biancocelesti), ma la solfa non è mutata di una virgola.

UNA PARTITA ‘NON VINTA’ PRIMA

Prima di addentrarci nell’analisi dell’operato del signor Fabbri, è necessario tuttavia fare una premessa. Si è detto che la Lazio di Simone Inzaghi ha condannato alla Serie B il Benevento del fratello Pippo. Su questo possiamo anche essere d’accordo, ma solo in parte. Perchè, se è vero che, al netto delle decisioni arbitrali avverse, la Lazio ha sprecato l’incredibile (perfino un rigore con Immobile), è altrettanto vero che i biancocelesti la partita non l’hanno ‘non vinta’ ieri sera.

L’hanno non vinta quando, lo scorso 2 marzo, il Torino, spalleggiato dalla Asl piemontese, decise di non venire a Roma per la presenza in squadra di un nutrito focolaio Covid. Mentre, quando è stato il turno della Lazio, si è assistito a trasferte di Champions (mica amichevoli in periferia!) effettuate con una decina di giocatori di movimento. E senza che nessuna Asl o una qualsiasi autorità sanitaria si sia presa la briga di intervenire o di dire una parola al riguardo.

Non l’ha vinta la partita quando il comportamento del Torino, pur giudicato “non improntato ai canoni della lealtà sportiva e della correttezza” (bensì, in parole povere, alla furbizia), invece di essere punito con un giusto 0-3 a tavolino, è stato addirittura quasi premiato con il rinvio della gara.

IERI LA CILIEGINA SULLA TORTA

E arriviamo così a ieri, alla direzione di Fabbri. Che rappresenta, in un certo modo, il completamento dell’opera, la classica ‘ciliegina sulla torta’. Il 38enne romagnolo si è reso infatti protagonista adottando un diverso metro di giudizio per episodi simili nell’arco dei 90′. Ha iniziato negando nel primo tempo un gol a Immobile. Il motivo, un tocco dell’attaccante su Nkolou prima di spedire la palla nel sacco.

Roba lieve, ma per il Var Aureliano tanto grave da giustificare l’annullamento. Sorvoliamo sull’ammonizione (a cuor leggero) al già diffidato Luiz Felipe (che costringerà Inzaghi a inventarsi la difesa nell’ultima di campionato). E passiamo al rigore negato a Muriqi: il kosovaro, appena saltato per impattare di testa, viene sbilanciato da una spallata di Ansaldi e cade in piena area. In questo caso, a differenza del precedente, il Var non ritiene opportuno intervenire.

Ma il clou viene raggiunto sul rigore dato a Immobile, in un primo momento punito per un fuorigioco inesistente. E infine, il contrasto, in pieno disinteresse del pallone, di Bremer ancora su Muriqi, sempre in area. A nulla valgono le proteste dei laziali: l’arbitro non concede il penalty ai biancocelesti ma punizione ai granata, per un fallo del numero 94 di Inzaghi. Missione compiuta, pericolo Serie B scampato: Cairo (e la sua ‘Gazzetta’) ringraziano…

CAIRO RISPONDE A IMMOBILE

Cairo risponde a Immobile. Polemiche dopo Lazio Torino 0-0

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Non accenna a placarsi il vortice delle polemiche che ha caratterizzato il post gara di Lazio Torino. Adesso arriva la replica di Cairo.

Cairo risponde a ImmobileImmobile ha denunciato di aver ricevuto dal suo ex presidente, al termine della partita “gravi accuse diffamatorie“. Parole, a suo dire, rivolte dal punto di vista strettamente personale, “all’uomo che sono”, e proprio per questo inaccettabili. Nello specifico, Cairo avrebbe criticato l’atteggiamento tenuto in campo da Immobile (che avrebbe giocato “con il sangue agli occhi“).

Ma non solo: nel mirino del patron granata ci sarebbe stata anche la presenza dell’attaccante nella partita d’andata (nonostante una sua presunta positività al Covid). “Tutti sanno chi è Ciro Immobile“, ha concluso poi il numero 17. Sottolineando il suo pieno rispetto “delle regole e dei principi della lealtà”. E proprio su quest’ultimo punto, sulla reputazione di Immobile, che Cairo ha deciso di sviluppare la propria replica.

CAIRO RISPONDE A IMMOBILE

“Anch’io so chi è Ciro Immobile”, esordisce il patron granata. Che ricorda l’arrivo al Toro dell’attaccante, “dopo un campionato deludente al Genoa per rilanciarsi”. Un obiettivo centrato, a detta del presidente, complice anche la fiducia di Ventura. Ma poi, racconta Cairo, sono cominciati i guai: la speranza del patron di permanenza “almeno per un altro anno” è stata disattesa da Immobile, che invece “ha fatto il diavolo a quattro per andare al Borussia Dortmund”.

Risultato, altra stagione sotto le attese e il prestito al Siviglia. Anch’esso condito da scarse prestazioni. “Allora – prosegue Cairo – Ciro mi ha telefonato chiedendomi il favore di tornare al Toro“. Richiesta che il patron ha accolto, a suo dire, anche per l’affetto che lo legava all’attaccante. E qui un’altra speranza andata in frantumi: nonostante “un girone di ritorno non molto brillante“, il presidente avrebbe voluto comunque riscattarlo. La risposta di Immobile è stata però nuovamente negativa: “Non mi ha chiamato personalmente, ma mi ha fatto dire dal suo procuratore che non poteva restare per motivi personali“. Un figlio ingrato, così lo dipinge Cairo. Vedremo se Ciro contro replicherà a queste contro accuse.

Dure accuse al bomber della Lazio. Lazio Torino sarà ricordata anche per questi strascichi polemici.

Cairo risponde a Imobile
Cairo risponde a Immobile

Immobile contro Cairo – “Non posso tollerare ingiurie e infamie” (1 Foto)

Immobile contro Cairo per via delle dichiarazioni che il presidente del Torino si è lasciato andare dopo il triplice fischio del

Lazio Torino è da poco terminata ma le polemiche non tendono a placarsi. Immobile contro Cairo per le dichiarazioni che il Presidente del Torino ha lanciato al bomber della Lazio. L’attaccante però non ci sta e spara a zero contro il Proprietario della Gazzetta dello Sport. Ecco il post dove Ciro spiega le sue ragioni. “Tutti sanno chi è Ciro Immobile. Dentro il campo, e soprattutto fuori. Posso accettare le critiche al calciatore, non gravi offese diffamatorie all’uomo che sono. Soprattutto se quest’ultime arrivano da dirigenti del mondo del calcio.

Poi Ciro continua il post e accusa direttamente Urbano Cairo “Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all’ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con “il sangue agli occhi”, e altre cose riguardanti anche la gara d’andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al COVID.”

La signorilità di Ciro è fuori discussione e nella parte finale del post ringrazia il Presidente del Torino per avergli dato fiducia ma poi, senza usare mezzi termini, risponde per le rime alle accuse del Presidente dei granata. “Non smetterò mai di ringraziare il Presidente Cairo per avermi dato la possibilità di consacrarmi nel Torino come calciatore, ma non posso sorvolare su un episodio che oltrepassa la dimensione calcistica. Tutti sanno chi è Ciro Immobile; un calciatore, sì, ma soprattutto un uomo rispettoso delle regole e dei principi della lealtà. Non posso tollerare ingiurie ed infamie che diffamino, senza alcun valido motivo, la mia persona. Ciro Immobile”

Tare su Inzaghi

Immobile contro Cairo