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LA NOSTRA STORIA – Fulvio Bernardini: un grande laziale a Trigoria

Nato a Roma il 28 dicembre del 1905 viene registrato all’anagrafe solo il 1 gennaio del 1906, per fargli guadagnare un anno, perché a quei tempi si usava fare così. Fulvio Bernardini è stato il primo giocatore “universale” del calcio romano e italiano.

SFILATINO

Abbinava grande dinamismo a una tecnica sopraffina, sapeva giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo e segnava quasi come un attaccante. Bernardini inizia la sua carriera da portiere. Comincia a giocare in una squadra dell’oratorio di San Sebastiano chiamata Exquilia. Da ragazzo veniva soprannominato “sfilatino” perché aveva sempre delle pagnottelle che la mamma gli metteva nella borsa sportiva.

L’ARRIVO IN BIANCOCELESTE

Arriva alla Lazio a 13 anni e mezzo presentato dai soci Mangialaio e Riccioni e viene aggregato alla squadra Ragazzi. Poco dopo esordì in porta nel torneo dedicato al calciatore laziale Alberto Canalini caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Era il 1919 e lui si comportò talmente bene che fu promosso portiere titolare fino alla metà della stagione 1920/21 quando, chi dice a causa di una sconfitta con il Naples per 4-2 e chi invece parla un colpo in testa preso durante un derby contro la Fortitudo che lo portò a sfiorare la morte, chiese di poter giocare in attacco. I dirigenti, vista la sua bravura come portiere all’inizio non volevano accontentarlo ma poi decisero di provarlo centravanti nella squadra riserve.

GIOCATORE UNIVERSALE

Anche in questa posizione Fulvio si destreggiò alla grande ma improvvisamente, verso il termine della stagione, chiese di nuovo di essere cambiato di ruolo e cominciò a giocare come centrale difensivo anche se, a seconda dei momenti della partita, occupava tutti i ruoli. In quel periodo l’allenatore era Baccani e la squadra, che giocava alla Rondinella, per tre volte fu la vincitrice delle semifinali interregionali, per altre tre fu Campione della Lega Sud, due volte finalista della stessa Lega – anche se vennero prese decisioni tese a revocare il risultato ottenuto sul campo – e una volta vinse la Prima Divisione. Non si sa quante partite abbia giocato con la Lazio, dato che a quei tempi i giornali non riportavano sempre le formazioni, comunque dovrebbero essere intorno alle 100 mentre i gol furono circa 65.

PRIMO IN NAZIONALE

Il 22 marzo 1925 fu il primo giocatore del centro-sud ad essere convocato in Nazionale per l’incontro Italia-Francia finito con il punteggio di 7-0 per i nostri. Durante il suo periodo biancoceleste indossò la maglia azzurra altre otto volte. Ma nello stesso anno si cominciarono a registrare i primi dissapori con la Lazio. La squadra, alla fine del Campionato 1925/26, finì terza in classifica alle spalle delle rivali Alba e Fortitudo. Bernardini con la sua grande personalità condizionava il gioco della squadra e i rapporti interni.

I PRIMI DISSAPORI CON LA SOCIETA’

Anche fuori dal terreno di gioco cominciò a mostrare una certa insofferenza e qualcuno ne cominciò a criticare certi atteggiamenti di superiorità. Ebbe dei duri confronti con i compagni e inoltre, a soffiare sul fuoco, le grandi società del Nord iniziarono a interessarsi al calciatore. Bernardini respinse un’offerta della Juventus e il dirigente Olindo Bitetti, venutone a conoscenza, ritenne opportuno trovare subito un impiego in banca per il giocatore.

L’INCOMPRENSIONE CHE PORTO’ AL DIVORZIO

Fulvio fu grato alla società ma arrivò un’offerta dell’Internazionale che proponeva al calciatore uno stipendio mensile di 3.000 lire e un premio di rinnovo annuale di 50.000 lire. Bitetti capì subito il pericolo che questa offerta significava per la Lazio e, presentatosi da Bernardini, gli ricordò il fatto che aveva promesso al padre in punto di morte che mai avrebbe lasciato la Lazio. A Bernardini però arrivò un messaggio diverso e il giocatore credendo che gli si stessero rinfacciando le spese sostenute dalla società per il funerale del padre infuriato si trasferì all’Inter.

FRA I PRIMI GIOCATORI A LAUREARSI

L’ultimo che tentò di trattenerlo nella capitale fu il Generale Giorgio Vaccaro che, quando si rese conto che non c’era più nulla da fare, impose al giocatore di pagare un indennizzo di 20.000 lire alla società. Nonostante le proteste del calciatore, suo fratello Vittorio firmò 20 cambiali da 1.000 lire l’una. Un giocatore che per tanti anni era stato il simbolo della Lazio e per il quale i tifosi biancocelesti stravedevano se ne era andato. Nell’Internazionale “Fuffo“, questo era il suo soprannome, rimase fino al 1928: giocò 58 partite e segnò 27 reti. Nel frattempo si laureò alla Bocconi in Scienze Economiche. Nello stesso periodo c’erano soltanto altri due giocatori laureati: Rava e Frossi.

IL PASSAGGIO ALLA ROMA

Quando ormai la Lazio stava cominciando ad abituarsi all’assenza del giocatore nell’estate del 1928 Bernardini accettò di trasferirsi alla Roma. Il giocatore divenne il punto di forza dei giallorossi e si immedesimò talmente nel carattere della squadra testaccina che, con Attilio Ferraris (IV), ne divenne il simbolo, giocando quasi sempre da centromediano. Avversario implacabile nei derby, si distingueva alla fine della partita per la signorilità e l’affetto con cui salutava i calciatori biancocelesti come se quei colori fossero sempre rimasti indelebili nell’anima del campione. Con la Roma giocò fino al 1939, scendendo in campo 286 partite e segnando 45 reti.

LA NAZIONALE

Fece parte della Nazionale fino al 1932 giocando 26 partite, segnando 3 reti e conquistando la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1928. Il rapporto con il CT Vittorio Pozzo fu molto conflittuale. Il Commissario Tecnico non lo portò né ai Mondiali del 1934 né a quelli del 1938 giustificandosi dicendo: “Fulvio gioca troppo bene per essere capito dai compagni”. Nel frattempo Bernardini scriveva su Il Littoriale articoli riguardanti la tecnica e la tattica nel gioco del calcio e, una volta finita la carriera, divenne anche giornalista professionista. Lasciata la Roma giocò fino al 1943 con la squadra romana della Mater.

DA ALLENATORE

Dopo l’abbandono dell’attività agonistica e terminata la guerra iniziò la carriera di allenatore con la Roma nel 1949/50 ma il rapporto si chiuse con un esonero. Dal 1951 al 1953 guidò il Vicenza in Serie B. Nel 1956 alla guida della Fiorentina conquista uno storico Scudetto aggiudicandosi anche il premio “Il Seminatore d’Oro”, che bissò con il Bologna nel 1964. Nel 1958 allena la Lazio, con la quale vince la Coppa Italia, primo successo dei biancocelesti. Va sottolineato che questi successi furono gli unici ottenuti da squadre non di Milano o Torino nel dopoguerra fino agli anni ’70. Fu allenatore della Lazio dal 1957/58 al 1960/61 totalizzando 92 panchine. Dal 1961/62 al 1965 fu a Bologna e poi si trasferì alla Sampdoria fino al 1971. Chiuse la sua carriera a livello di club, ricoprendo il ruolo di direttore tecnico nel Brescia.

LA SCOMPARSA

Nel 1974 dopo la disfatta ai Mondiali  tedeschi fu chiamato ad allenare la Nazionale italiana, ruolo che ricoprì fino al 1977. Dopo aver lasciato la Nazionale ricoprì il ruolo di Direttore Generale nella Sampdoria fino al 1979. Morì a Roma il 13 gennaio 1984 a causa di sclerosi laterale amiotrofica diagnosticatagli tre anni prima: le cause della sua morte furono note solo vent’anni dopo, in quanto all’epoca non erano ancora state ipotizzate correlazioni dell’insorgere di tale malattia con l’attività agonistica. Bernardini è stato sepolto nel Cimitero Flaminio a Roma. A suo nome è intitolato il Centro Sportivo di Trigoria della A.S. Roma.

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LA NOSTRA STORIA Il jolly difensivo Primo Sentimenti

LA NOSTRA STORIA Primo Sentimenti nasce a Bomporto (MO) il 28 dicembre 1926. Era soprannominato ‘Pagaia’.

A 14 anni Primo Sentimenti è tra i ‘pulcini’ del Modena. Fa il suo esordio in serie A il 2 dicembre 1945. Nella stagione 1949/50 si trasferisce al Bari. Nel 1950 viene acquistato dalla Lazio dove già si trovano i fratelli Vittorio e Lucidio. In maglia biancoceleste gioca per sette stagioni. Detiene un curioso primato: ha indossato almeno una volta tutte le maglie della Lazio dal numero 2 all’11. Nel 1957 passa all’Udinese dove resta due anni prima di chiudere la carriera nel Parma in Serie B. La sua ultima esperienza da calciatore è nell’Ostiglia. Veste due volte la maglia azzurra nella rappresentativa giovanile. È deceduto a Bomporto il 13 ottobre 2016.

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LAZIO Diaconale: “La squadra ha acquisito maturità”

LAZIO Diaconale: “La cosa più importante è che c’è una grande consapevolezza della squadra che fa ben sperare per il futuro. La svolta? Si è avvertita nel secondo tempo contro l’Atalanta. Adesso la squadra è matura, la vittoria contro la Juventus rappresenta un’ulteriore spinta per centrare il nostro obiettivo che è la qualificazione in Champions. Naturalmente è lecito sognare qualcosa di più. Come gruppo ci sono delle analogie tra questa Lazio e quella del ’74 di Maestrelli, i singoli invece sono molto diversi. Si è registrato un percorso di crescita che ha riguardato tutti, non solo Inzaghi. Vogliamo crescere, per questo non abbiamo cambiato l’ossatura della squadra. Mercato? Si dice sia di riparazione ma la Lazio non è stata rimandata in alcuna materia, e gli acquisti a gennaio sono spesso complicati”. Così il portavoce biancoceleste Arturo Diaconale ai microfoni di Tmw Radio.

ABBONAMENTI LAZIO Canigiani: “Possibile riapertura campagna”

ABBONAMENTI LAZIO Marco Canigiani, responsabile del settore marketing biancoceleste, ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio della possibile riapertura della campagna abbonamenti.

ABBONAMENTI LAZIO Canigiani: “Stiamo effettuando delle verifiche e delle valutazioni in merito alla possibile riapertura della Campagna Abbonamenti. Speriamo possa essere una novità dell’anno nuovo, siamo fiduciosi. Nella nuova formula di fidelizzazione potremmo inserire tutte le gare del girone di ritorno di campionato. Possiamo anche aggiungere, eventualmente, la gara con l’Hellas Verona valida per il recupero della diciassettesima giornata”.

LA LAZIO E I SUOI TIFOSI

Nel 2020 sarà fondamentale l’apporto dei tifosi. Il loro contributo avrà una grandissima importanza per la Lazio. Il nuovo Lazio Style 1900 Official Store sta andando molto bene e la vittoria della Supercoppa ha incentivato le vendite all’interno dei nostri punti vendita. In particolare ad aver riscosso maggior successo sono state la maglia da gara della finale di Supercoppa e la maglietta celebrativa del trionfo contro i bianconeri. Il Natale, sotto questo punto di vista, è stato doppiamente positivo”.

TOUR DELLA SUPERCOPPA

Nel nuovo anno organizzeremo un tour della Supercoppa italiana nei Lazio Style 1900 Official Store evitando problemi di sovrapposizione con la possibile riapertura della Campagna Abbonamenti. Dovremo studiare i momenti migliori per effettuare questo tour. Per la celebrazione dei 120 anni del Club avevamo progettato un bellissimo piano legato alla gara con l’Hellas Verona programmata inizialmente per l’8 gennaio e poi posticipata al prossimo 5 febbraio per esigenze tecniche. Sono in vendita i tagliandi per il prossimo derby. Ancora non abbiamo dei dati in merito a questa campagna. A breve comunicheremo le modalità di vendita dei tagliandi per l’incontro in trasferta con il Brescia. Siamo in attesa di novità da parte del club ospitante”.

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INTANTO ASSENZA PESANTE IN CASA BRESCIA?>>>LEGGI QUI

Brescia senza un pezzo top contro la Lazio?

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Brescia senza un pezzo top contro la Lazio? Le ultime da casa delle Rondinelle, prossimo avversario dei biancocelesti in campionato.

Brescia senza un pezzo top contro la Lazio? La squadra lombarda inizierà il nuovo anno in campionato sfidando i lanciatissimi biancocelesti di Simone Inzaghi. La partita è in programma allo stadio ‘Rigamonti’ il 5 gennaio alle 12:30. Per l’occasione, gli uomini di mister Eugenio Corini, da oggi fino al 31 dicembre, saranno in ritiro per prepararsi a questo difficile impegno. Nella lista dei convocati, diramata in questi minuti dal tecnico, spicca però l’assenza del nome di Donnarumma. L’attaccante ha infatti accusato un risentimento muscolare, che potrebbe costringerlo a saltare la gara con la Lazio. Di seguito la lista completa:

Portieri: Alfonso, Andreacci, Joronen.
Difensori: Chancellor, Cistana, Gastaldello, Magnani, Mangraviti, Martella, Mateju, Sabelli, Semprini, Pojani.
Centrocampisti: Bisoli, Morosini, Romulo, Spalek, Tonali, Viviani, Ghezzi, Lussignoli.
Attaccanti: Ayè, Balotelli, Matri, Torregrossa.

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Lazio Luis Alberto il suo talent scout Calderon: “Non avrebbe difficoltà nel City o nel Barcellona”

Lazio Luis Alberto il suo talent scout Josè Calderon, è stato il primo a capire il vero genio del numero 10 biancoeleste

Luis Alberto sta incantando i tifosi biancocelesti ormai da ben 3 stagioni, quella passata leggermente sotto tono ma ha dimostrato comunque di essere un grande giocatore. In questa però, sta spazzando via ogni record, è già a quota 11 assist in Serie A e anche nella Supercoppa ha messo il suo timbro, il Mago fa magie a ogni partita. Lazio Luis Alberto il suo talent scount lo racconta:

Era il 2004 e ricordo che andai a Jarez de la Frontera che si trova vicino Siviglia, per visionare alcuni giocatori. Pioveva molto, ma poi tutto cambiò, il numero 10 ricevette la palla, saltò due avversari e tirò in porta, in quel momento capii di aver trovato un vero fenomeno. La madre per portarlo al campo di allenamento si faceva ben 230 chilometri, poi c’era lui che non voleva mollare e quindi rimaneva comunque lì nella squadra andalusa dove non riusciva a imporsi. Lasciò il Siviglia perché non riusciva a esprimersi con loro e decise così di andare a Liverpool. In questo momento è alla Lazio però devo ammettere che non avrebbe alcuna difficoltà o ostacolo nel giocare con il Barcellona o il Manchester City. Spero per lui che riuscirà ad andare a Euro 2020, lo meriterebbe molto”.

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CALCIOMERCATO KIYINE

CALCIOMERCATO LAZIO Kiyine: “Ora penso alla Salernitana, ci sono gli agenti per questo”

CALCIOMERCATO LAZIO Kiyine è stato acquistato a giugno dalla società biancoceleste e poi girato nel giro di qualche giorno alla società campana

CALCIOMERCATO LAZIO Kiyine – Arrivato a giugno è stato mandato direttamente a Salerno senza poter assaggiare un minuto di biancoceleste. Sofian Kiyine però è un acquisto biancoceleste, la società ci punta molto per cui, visto le ottime prestazioni che sta sfornando con la squadra campana, potrebbe decide di farlo tornare prima alla base. Già, l’esterno sinistro sta incantando alla Salernitana, anche nel Box Day di ieri, ha realizzato una doppietta al Pordenone portano la squadra alla vittoria. Per Inzaghi, potrebbe essere un’arma più in questa seconda parte di stagione, dando un ricambio a Lulic.

Ecco le sue parole a Dazn al termine della partita:

“Non sono io che mi occupo di queste cose, lascio tutto in mano dei miei agenti. In questo momento penso solo alla Salernitana, voglio vincere il campionato o raggiungere i play-off. Voglio dare il massimo per la squadra, poi quello che verrà, verrà”.

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ENTUSIASMO LAZIO

Voglia di Lazio – Possibile riapertura della campagna abbonamenti

Voglia di Lazio – In casa Lazio sono ore frenetiche, tra qualche giorno ci saranno i cancelli aperti e la società studia nuove iniziative

Voglia di Lazio – Grazie alla conquista della Coppa Italia alla fine dell’anno, alle 8 vittorie di fila e alla recente doppia vittoria contro la Juve in campionato e Supercoppa, i tifosi della Lazio sono alle stelle. Non a caso al rientro da Riyad, ad attendere la squadra c’erano più di 1000 tifosi pronti a festeggiare alle ore 5.00 del mattino pur di elogiare i propri beniamini. Per questo la società, ha deciso di festeggiare aprendo i cancelli lunedì 30 alla ripresa degli allenamenti per far ammirare gli ultimi trofei vinti.

Ma c’è di più, infatti secondo gli ultimi dati, lo store aperto da poco in via Propaganda ha subito un vero e proprio assalto dai tifosi pronti ad acquistare la maglia celebrativa della Supercoppa, il tutto prima della vigilia di Natale. Così, la società sta prendendo in seria considerazione di riaprire la campagna abbonamenti per il girone di ritorno per far sì che i tifosi e la squadra stiano uniti in questo momento cruciale per la stagione dopo mancano le gare contro Brescia a Napoli entrambe all’Olimpico. Presto si sapranno ulteriori notizie che attualmente stanno studiando per aiutare la squadra e i tifosi.

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Lazio premio Supercoppa: ecco quanto hanno preso per la vittoria

Lazio premio Supercoppa – Grazie a questa vittoria, giocatori e staff, hanno ricevuto un premio prefissato a inizio stagione

Lazio premio Supercoppa – I bianocelesti, sono riusciti a portare a casa il trofeo battendo la Juve per ben 3 reti a 1. Il successo è stato ottenuto in Arabia Saudita a Riyad sotto gli occhi dei tifosi di tutto il Mondo, facendo accrescere notevolmente la visibilità della Lazio. Ma per i giocatori, è stata una gioia doppia la vittoria di questa Coppa, infatti per alzarla al cielo, hanno ricevuto un bonus di ben 20.000 euro in più a testa, compresi tutti i membri dello staff. Ovviamente rispetto ad altri obbiettivi, la quota risulta bassa, molto più alto il premio Scudetto e la qualificazione per la Champions, vero obbiettivo stagionale della Lazio. Più bassi i premi per la vittoria della Coppa Italia e la qualificazione in Europa League.

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LA NOSTRA STORIA Il centrocampista Bruno Camolese

LA NOSTRA STORIA Bruno Camolese nasce a Perarolo di Cadore il 27 dicembre 1914. Inizia a giocare nelle giovanili del Vicenza, dove nel 1931 fa il suo esordio.

Nel 1935 Camolese passa alla Lazio dove gioca per cinque stagioni. Nel 1940 torna al Vicenza. L’anno dopo ritorna in biancoceleste, disputando un’altra stagione. Mentre svolge l’attività agonistica riesce a laurearsi in Scienze Commerciali ed Economiche alla Sapienza. Perfetto conoscitore della lingua tedesca. Nel 1936 partecipò con la Nazionale alle olimpiadi di Berlino. L’anno dopo prese parte ai campionati mondiali universitari di Parigi e nel 1939 a quelli di Vienna.

Nel 1946 si stabilisce a Bassano. Assunto alle Smalterie aveva continuato l’attività sportiva come giocatore-allenatore della società giallorossa in serie C. Ha fondato un primo nucleo dell’Associazione italiana calciatori della quale fu presidente dal 1946 al 1951. Camolese diede molto anche alla Società Tennis Bassano, della quale fu presidente. È morto a Bassano del Grappa nell’ottobre del 2010.

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L’elogio che non ti aspetti: Pruzzo incorona Lulic

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E’ proprio vero che nel periodo di Natale siamo tutti più buoni. Sarà per questo che oggi, parlando ai microfoni di Radio Radio Mattino, l’ex attaccante giallorosso Roberto Pruzzo ha speso parole al miele per il capitano biancoceleste Senad Lulic.

Roberto Pruzzo incorona Lulic. Stamattina, ai microfoni di Radio Radio Mattino, l’elogio che proprio non ti aspetti: l’ex attaccante giallorosso ha speso parole di grande stima per il capitano biancoceleste, decisivo contro la Juventus come in quel famoso 26 maggio: “Lulic è diventato il mio mito. È un operaio, ogni tanto va fuori giri, ma dimostra quanto possano essere utili questi calciatori in un contesto di alto livello come quello della Lazio. Quando hai una manovalanza così, ogni situazione si può risolvere. Ha 33 anni ma è ancora uno bello tosto, con giocatori così vai lontano”.

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INTANTO LUIS ALBERTO SI RACCONTA>>>LEGGI QUI

LAZIO ROMA Il derby del cuore in scena a Rocca di Papa: le info

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Lazio Roma Il Derby del Cuore in scena a Rocca di Papa: le info

Lazio Roma Il derby del cuore in scena a Rocca di Papa. A circa un mese da quello di Serie A (del 26 gennaio). L’anticipazione del derby capitolino sarà in programma il prossimo 29 dicembre. Una dmenica – orfana del campionato – che sarà l’occasione perfetta per una sfida di brneficenza tra le due squadre della Capitale. Che per l’occasione indosseranno le maglie storiche di Lazio Roma, e saranno capitanate rispettivamente da Cèsar Aparecido e Giovanni Cervone. Due grandi ex della sfida. Scopo dell’evento fornire la strumentazione utile alla formazione e allo sviluppo dei bambini e ragazzi che frequentano l’Istituto Comprensivo Leonida Montanari di Rocca di Papa. L’appuntamento è previsto alle ore 10:00 presso il Campo Sportivo Comunale Gavini Lionello di Rocca di Papa.

LA NOSTRA STORIA L’ex attaccante Marques Anfilogino Guarisi

LA NOSTRA STORIA Marques Anfilogino Guarisi nasce a San Paolo, in Brasile, il 26 dicembre 1905. Vero nome Marques Amphilóquio. A volte è segnato come Anfilogino o Anphilogino. Era soprannominato Filò.

Tra i tanti oriundi brasiliani che arrivarono alla Lazio agli inizi degli anni ’30 e che diedero origine alla ‘Brasilazio’ Guarisi fu uno dei più validi. Fece il suo esordio nel Portuguesa de Desportes nel 1922. Quindi passa all’Atletico Paulistano dove nel 1926 vince la classifica dei cannonieri. Poi passa al Corinthians dove conquista tre scudetti nel 1928, 1929 e 1930.

Notato da un emissario italiano nel 1931, dopo aver già vestito la maglia della Nazionale, giunge alla Lazio. L’allenatore Amilcar Barbuy arrivò a schierare dieci oriundi in formazione. Inizialmente le cose non andarono molto bene. In pochi credettero al giocatore che si giustificava affermando che era in attesa di un paio di scarpe fatte appositamente in Brasile per i suoi piedi.

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LA NOSTRA STORIA L’ex attaccante Stefano Chiodi

LA NOSTRA STORIA Stefano Chiodi nasce a Bentivoglio (BO) il 26 dicembre 1956. Cresce nelle giovanili del Bologna. Debutta in serie A nel 1975. Tre anni dopo è acquistato dal Milan con cui vince lo scudetto della stella.

Nel 1980 Stefano Chiodi passa alla Lazio. Il suo nome è legato al rigore calciato fuori nella penultima giornata del Campionato 1980/81 contro il L.R. Vicenza che costò alla Lazio una vittoria decisiva per la promozione in Serie A. La stagione dopo passa al Bologna per poi fare ritorno in biancoceleste nel 1982.

A fine campionato si trasferisce al Prato. In seguito gioca con la maglia del Campania, del Rimini, del Pinerolo e del Baracca Lugo dove nel 1984 chiude la carriera. Da qualche anno aveva aperto un ristorante-bar e si era fatto promotore e organizzatore del Memorial Giuliano Fiorini. Muore all’ospedale Maggiore di Bologna stroncato da un male incurabile a soli 53 anni il 4 novembre del 2009.

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LAZIO Luis Alberto al top: “Coppa miglior regalo di Natale. Scudetto?…”

LAZIO Luis Alberto è ormai elemento imprescindibile della compagine biancoceleste. Il Mago, re europeo degli assist, si è raccontato ai microfoni di Goal.com.

LAZIO Luis Alberto ai microfoni di Goal.com: “La vittoria del mio terzo titolo alla Lazio penso che sia qualcosa di molto speciale. La squadra sta disputando un’ottima stagione e non ci sarebbe potuto essere miglior regalo di Natale che chiudere l’anno con un nuovo trofeo. È un premio a questo gruppo e al buon lavoro che la Lazio sta facendo”.

MISTER INZAGHI

Simone Inzaghi è il “colpevole” di questo grande momento. Siamo con lui da quasi 4 anni e praticamente siamo sempre gli stessi, ci conosciamo tutti molto bene. Va dato merito anche alla società per il grande blocco che ha saputo creare. Ci fidiamo del mister e sappiamo che quest’anno potremmo fare il salto di qualità che stavamo aspettando. Le cose stanno andando bene per noi, siamo in corsa per i nostri obiettivi. Per raggiungerli dovremo mantenere sempre questo livello molto alto di prestazioni”.

LAZIO LUIS ALBERTO IL MAGO

Mi sento benissimo, come mi sono sentito spesso qui a Roma. Voglio dare il mio meglio e metterlo al servizio del gruppo. Sappiamo di stare bene e dobbiamo restare su questa lunghezza d’onda. Sono riuscito a diventare il giocatore completo che volevo essere, in grado di competere ai massimi livelli. Ho fatto un salto in avanti per essere pronto a qualsiasi incontro, ma grazie alla fiducia dell’allenatore e del gruppo tutto è più facile”.

SOGNO SCUDETTO

“Lo scudetto non è un obiettivo razionale. Guardiamo partita per partita e, ad aprile, valuteremo a che punto ci troveremo. Se la squadra dovesse continuare a competere su questi livelli e con questa mentalità vincente, alla fine raggiungeremo i nostri obiettivi. Se abbassassimo la guardia poi faremmo un passo indietro che non possiamo permetterci. Siamo consapevoli che negli ultimi anni non abbiamo raggiunto i traguardi che ci eravamo prefissati perché non siamo riusciti a restare forti fino alla fine. Abbiamo imparato dai nostri errori”.

LA ROJA

“Il mio obiettivo personale è sempre quello di giocare, dare di più e migliorare. Il desiderio numero uno resta quello di raggiungere la nazionale spagnola. Indossare la maglia del mio paese è una cosa importante. So che sto bene, devo continuare così, cercando di mantenere questo mio livello elevato di prestazioni in modo da finire in quell’ultima lista di convocati per Euro 2020. Il ct deve scegliere chi si adatta meglio al suo stile. Sarebbe un’illusione, un sogno diventato realtà, ancor più pensando di giocare un campionato europeo. Devo continuare a lavorare per sperare di ottenere una chance”. 

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INTANTO ARRIVA PISTOCCHI IL “SENTENZIATORE” SU INZAGHI>>>LEGGI QUI

Pistocchi “distrugge” Inzaghi: “Mister per piccole squadre”

E’ l’allenatore del momento, l’unico capace di togliere trofei alla Juventus. Eppure Maurizio Pistocchi distrugge Inzaghi con un tweet polemico

Quando si vince, si sa, nel calcio si diventa antipatici. Poi se sei l’unico a contrastare il dominio Juve in Italia, balzi agli occhi di tutti. Ed è quello che sta accadendo al nostro mister, amato e “odiato” dai media. In questi giorni, all’indomani del trionfo nella Coca Cola Supercup, terzo trofeo vinto su quattro finali disputate, c’è stata un’uscita infelice di Maurizio Pistocchi su Inzaghi. Il noto giornalista, molto attivo su Twitter su cui discute spesso con i tifosi di tutta Italia, ha twittato il suo pensiero sul mister biancoceleste:

https://twitter.com/pisto_gol/status/1209213797078056962

Molti i commenti dei tifosi biancoceelsti e non, che hanno difeso il grande lavoro del mister, che in estate fu molto vicino alla panchina della Juventus. Un’analisa, rispettabile, ma che non condividiamo: è vero che quest’anno il percorso europeo è stato deludente, ma è anche vero che alla base c’è stata una scelta da parte di squadra e società di puntare sul campionato, entrando nelle prime quattro posizioni. Inoltre, ricordiamo al signor Pistocchi, i quarti di finale raggiunti nel 2018. A ciò aggiungiamo un altro tassello: secondo lo stesso ragionamento, allora neanche Antonio Conte sarebbe un grande allenatore, vista la casella zero titoli europei, sia con Juventus, Chelsea e l’eliminazione con l’Inter nella fase a gironi di Champions League. No, signor Pistocchi, il suo pensiero stona parecchio su molti punti. Senza dimenticare che Simone Inzaghi ha sconfitto due volte in un mese il suo pupillo Maurizio Sarri, asfaltandolo tatticamente. Detto ciò, ci teniamo stretto Simoncino, con la consapevolenzza che in Europa il calcio è totalmente diverso da quello della Serie A, dove anche la corazzata Juventus fa fatica a trionfare.

LUIS ALBERTO E LA LAZIO, SI LAVORA AL RINNOVO DEL CONTRATTO

Montesano, questa Lazio mi ricorda quella di Maestrelli

News Lazio – Montesano, questa Lazio mi ricorda quella di Maestrelli

La Lazio di Simone Inzaghi sta vivendo un momento magico e, rifilando il secondo 3-1 alla Juventus in poche settimane, si è appena portata a casa la Supercoppa italiana con pieno merito. Inoltre è a sole 6 lunghezze (ma con una partita ancora da giocare) dalla coppia di testa Juve-Inter. Per i tanti tifosi biancocelesti sognare in grande è più che lecito. A tal proposito, il tifoso doc Enrico Montestano intervenuto ai microfoni di Rai Radio2, durante la trasmissione di Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, è scaramantico: “Lo scudetto? No… Chi vuole bene alla Lazio, come dicono Tare e Inzaghi, non deve parlare di scudetto”, dice l’attore romano. “La Lazio sta già facendo tante belle cose, siamo contenti così, tutto quello che viene andrà bene”. Lotito sa benissimo quello che deve fare e se non lo fa vuol dire che ci sono motivi anche di convenienza economica. Noi tifosi speriamo sempre in un rinforzo in difesa, in un esterno che possa dare il cambio ai titolari. Però abbiamo una bella squadra”.

In chiusura l’attore romano fa un salto indietro nel tempo, al 1974 quando i biancocelesti vinsero il loro primo scudetto. “Questa Lazio mi ricorda quella di Maestrelli che, magicamente, arrivò in cima. Anche quella squadra aveva 14 o 15 giocatori, non di più.

Che la magia del Natale possa avvolgere anche quella biancoceleste…

Lazio, un Natale da incorniciare: alla faccia di chi ci voleva dietro il Torino!

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Che la Lazio non abbia una stampa troppo tenera ormai è risaputo. Da sempre c’è chi tenta in tutti i modi di snobbare questi colori soprattutto nei pronostici iniziali. C’è chi dava la squadra di Inzaghi addirittura dietro il Torino…

Lazio io non ti conosco. Questo sembra essere il leitmotiv di tanti commentatori e opinionisti di calcio. Ora tutti ad esaltare giustamente la squadra di Inzaghi per le ottime cose che sta facendo vedere ma all’inizio non era così. Lazio addirittura dietro compagini come Fiorentina e Torino. Inzaghi e i suoi ragazzi stanno invece sparagliando tutte le critiche a suon di prestazioni e trofei che sono ben 2 in questo 2019 che sta per chudersi.

La squadra biancoceleste può contare su un centrocampo che non ha nulla da invidiare alle prime della classe: anzi è proprio questo reparto che ha fatto la differenza con la Juve e sembra essere nettamente superiore anche a quello dell’Inter. Inzaghi ha trovato la quadra con i fab 4: Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e Correa possono far sognare i tifosi biancocelesti. Scudetto o no la squadra ha un’altra mentalità rispetto alle scorse annate e senza l’Europa League può dire davvero la sua fino alla fine!

Luis Alberto, dopo la Supercoppa un altro dono sotto l’albero?

Luis Alberto, dopo la Supercoppa un altro dono sotto l’albero?

Luis Alberto, dopo la Supercoppa un altro dono sotto l’albero. Stiamo parlando del rinnovo contrattuale. Il matrimonio tra lo spagnolo e i biancocelesti sembra infatti destinato a continuare. Merito della stagione magica vissuta dall’ex Liverpool, culminata nel gol che ha dato il la al trionfo di Riyad. Il quarto stagionale, cui devono aggiungersi ben undici assist in campionato: numeri incredibili, che sono valsi al Mago il premio come miglior calciatore in Serie A a novembre. Oltre, ovviamente, all’affetto dei tifosi, di cui è uno dei beniamini. Circostanze positive che ora anche la società ha deciso di premiare. Le trattative per il rinnovo contrattuale sono infatti in corso. Un‘intesa verbale di massima sarebbe già stata raggiunta e mancherebbero solo le firme per siglare il tutto. L’accordo, nelle intenzioni delle parti, dovrebbe essere portato fino al 2025, con un cospicuo aumento dell’ingaggio. Le parti sono ancora al lavoro e non si esclude che la fumata bianca possa arrivare già prima della ripresa dei lavori. Per l’annuncio invece occorrerà attendere l’inizio del 2020, quando un nuovo tour de force scriverà una pagina importante sui sogni di gloria del popolo biancoceleste.

LA NOSTRA STORIA L’attaccante biancoceleste Aldo Puccinelli

LA NOSTRA STORIA Aldo Puccinelli nasce a Bientina il 25 dicembre 1920. È stato uno dei più forti attaccanti che abbiano vestito il biancoceleste.

Inizia a giocare a 18 anni nei ‘liberi’ dell’ U.S. Fornacetta. Viene poi acquistato dal Pontedera dove resta due stagioni. Nel 1940 Puccinelli si trasferisce alla Lazio dove resta fino al 1955. Gioca tredici stagioni in biancoceleste. Nel 1943, in piena guerra, infatti fa ritorno in Toscana per essere vicino alla famiglia.

Milita nella Massese e nel Santacroce. Torna alla Lazio nel 1945. Gioca una partita nella Nazionale Giovanile e quattro (con tre reti) nella Nazionale B. Nel 1955 viene ceduto al Livorno dove gioca per due stagioni. Conclusa la carriera calcistica diventa allenatore. È deceduto l’11 marzo 1994.

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